Cavolo rosso con fave di cacao


Il cavolo, i cavoli, non mi piacciono molto. L’ho detto.

Però fanno bene, bisogna mangiarli, dove ti giri ti giri leggi che sono un vero concentrato di qualità positive

E allora? Allora sperimentiamo qualcosa che stemperi un po’ quel sapore così definito

Devo dire che questo esperimento è riuscito perfettamente!

 

Gli ingredienti:

  • ½ cavolo rosso
  • 1 manciata di fave di cacao
  • ½ bicchiere di aceto
  • 1 piccola cipolla
  • 5 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti scarsi

Ho preparato il cavolo ben lavato e tagliato a listerelle, le fave di cacao tritate, la cipolla affettata.

Ho fatto rosolare quest’ultima nell’olio, piano piano, finchè è diventata trasparente. Ho aggiunto il cavolo affettato, ho salato, coperto e portato a cottura a fuoco molto dolce, mescolando abbastanza spesso. Attenzione che non bruci e non si tacchi, nel caso aggiungere un po’ d’acqua.

Quando il cavolo è stato pronto, cotto ma ancora ben croccante, ho aggiunto l’aceto, fatto sfumare, e infine le fave di cacao tritate. Con il loro sapore leggermente pungente hanno equilibrato l’aroma del cavolo, senza che nessun ingrediente perdesse le sue caratteristiche.

All’assaggio degli inconsapevoli commensali, nessuno al primo colpo ha riconosciuto il cioccolato, ma tutti si sono dimostrati entusiasti.

Consiglio di lettura: Rosso di sera di Brunella Gasperini

Chi la conosce non ha bisogno di altre presentazioni

Chi non la conosce, scoprirà una scrittrice, e una giornalista che tanto ha fatto e scritto, negli anni ’70 del secolo scorso, per difendere la libertà e l’autonomia delle donne.

Risotto alle foglie di sedano e nocciole


Le foglie di sedano, giovani e fresche, sono buonissime nelle insalate, soprattutto vicine agli agrumi, come arancia e pompelmo. Se sono più grandi e dure, può venire la tentazione di buttarle. Perché? Facciamoci il risotto.

Gli ingredienti:

  • 320 grammi di riso Carnaroli o Arborio o Vialone Nano (i miei preferiti per questa preparazione)
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 1 scalogno
  • 1 bella manciata di foglie di sedano
  • 1 manciata di nocciole
  • Brodo di Dado
  • Sale
  • Parmigiano reggiano grattugiato

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti circa

Pulisco e trito lo scalogno e, mentre comincia a soffriggere nell’olio evo, metto a bagno le foglie del sedano.

Scaldo dell’acqua in un pentolino, dove sciolgo un cucchiaio colmo del mio dado

Se ho tempo, cerco di allungare i tempi del soffritto aggiungendo acqua o altro liquido, come brodo o vino bianco.

Al momento giusto, verso il riso e lo faccio tostare a fiamma decisa, finché i chicchi cominciano a diventare traslucidi. Poi, piano piano, lo porto a cottura aggiungendo il brodo e, se non basta, acqua. Verso fine cottura controllo e regolo il sale.

Intanto che il riso cuoce, trito grossolanamente le nocciole e più finemente le foglie di sedano, ben lavate e sgocciolate.

Aggiungo sedano e nocciole sul riso cotto al dente, e faccio mantecare con un po’ di Parmigiano reggiano, che metto anche in tavola.

La nocciola esalta il gusto deciso delle foglie di sedano, senza coprirlo

Un piatto velocissimo, semplice ma abbastanza insolito, perfetto da proporre anche agli amici.

Forse recuperare le foglie del sedano potrà sembrare un gesto davvero piccolo, e allora dove sta il vantaggio? Bene, intanto abbiamo preparato un risotto molto gustoso, con un ingrediente a costo zero; non solo, le foglie del sedano sono tra le parti più ricche di vitamine e sali minerali, a tutto vantaggio del nostro benessere.

Non sono foglie di sedano, ma un po’ le ricordano: il collage di Henri Matisse

 

Pasta con foglie di rapanelli e pomodori


pasta foglie di rapanello

Continuano i miei esperimenti con il recupero delle foglie dei rapanelli. Un’esperienza che ho l’onore di condividere con Stefan Gourmet

Qui ho preparato un sughino per la pasta, molto buono (secondo me), con un dettaglio del gusto leggermente sorprendente.

La presenza delle foglie di rapanello non aggiunge un particolare sapore al piatto, ma smorza l’acidità del pomodoro, che risulta così più pieno nel gusto e meno dolce.

Gli ingredienti sono di facile intuizione:

  • 320 grammi di pasta corta (più indicata degli spaghetti
  • 350 grammi (circa) di pomodorini
  • 1 mazzo di foglie di rapanello
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 manciata di anacardi
  • Olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione e cottura: 30 minuti

E’ una pasta velocissima, ho incominciato mettendo subito sul fornello l’acqua per la pasta.

Ho messo a bagno le foglie di rapanello e i pomodori, e ho poi sciacquato tutto molto bene – nelle foglie c’è sempre parecchia terra.

In un tegame che potesse, poi, contenere anche la pasta, ho versato un paio di giri d’olio, ho fatto soffriggere lo spicchio d’aglio (sapete come si fa, vero? Si inclina il tegame di modo da raccogliere l’olio e far dorare l’aglio, che così non brucia).

Ho aggiunto le foglie di rapanello, appena tagliuzzate, e quando le ho viste appassite ho messo i pomodori tagliati a metà, o a quarti quelli un pochino più grossi. Ho salato.

Quando i pomodori sono stati quasi sfatti ho aggiunto gli anacardi, che devono cuocere poco perché sono molto teneri e perdono di croccantezza.

Nel frattempo ho cotto la pasta, l’ho ben scolata e fatta saltare pochi attimi nel sughetto.

Io propongo sempre il Parmigiano a parte, ma ci sta bene.

Semplice, economica, veloce … what else?

Mi accorgo di aver trascurato i consigli di lettura. Questo è un libro che ho trovato bellissimo nel testo ed estremamente chiaro nella cronaca storica. In onore di Stefan.

Il mondo di ieri

 

 

Mezze maniche con pecorino e pistacchi


Mio figlio, abitualmente poco fantasioso in cucina, mi ha suggerito questo piatto e io, cuore di mamma, potevo non pubblicarlo?

Eccolo qui

Gli ingredienti per quattro:

  • 320 grammi di pasta corta (lui consiglia le mezze maniche)
  • Pecorino dolce tagliato a scaglie
  • 1 manciata di pistacchi
  • Sale

Mentre l’acqua della pasta di scalda, e poi la pasta cuoce, si tritano grossolanamente i pistacchi e si prepara il pecorino tagliato a scaglie.

Si scola la pasta, si impiatta subito bella bollente, si copre con abbondante pecorino e con i pistacchi.

Una rimescolata per sciogliere un po’ il formaggio, e buon appetito.

Vino: Barbera d’Alba

E’ lui, parecchi anni fa

Insalata tiepida di farro con ingredienti primaverili (piselli e fave)


Mi è stato regalato del farro “vero”. Cosa intendo? Non è biologico, non ha alcuna certificazione, ma so dove è cresciuto: in aperta campagna, lontano da emissioni inquinanti, curato come tradizione comanda.

Bisogna dire che il farro non è molto esigente, cresce bene e rapidamente su qualunque terreno, e questo limita la proliferazioni di erbacce infestanti. Non solo, pulisce il terreno per le colture successive.

E’ un cereale nutriente, ricco di più vitamine, e ricco anche di selenio, il minerale che contrasta la formazione dei radicali liberi. Ci mantiene giovani!

L’ho preparato con un veloce condimento a base di fave e piselli freschi: è il loro momento, non è un momento che dura a lungo, bene quindi approfittarne.

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 300 grammi di farro decorticato
  • 12 – 15 fave intere
  • 12 – 15 piselli interi
  • 3 falde di pomodori secchi
  • 4 cucchiai colmi di parmigiano reggiano grattuggiato
  • 4 – 5 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione e cottura: 30 minuti

Prima di tutto mi sono occupata del farro: mentre l’acqua, salata, si scaldava, l’ho ben sciacquato, l’ho buttato e lasciato a bollire.

Nel frattempo ho sgranato le fave e i piselli, ho sciacquato anch’essi e li ho messi a bollire in poca acqua. Così freschi, sono pronti in meno di dieci minuti.

Ho scolato i legumi, ne ho tenuti da parte un paio di cucchiai, ho messo gli altri nel mixer con i pomodori secchi, il parmigiano, l’olio, e ho frullato tutto fino a ottenere una crema.

Ho scolato il farro, l’ho condito con un pochino di olio evo, poi con la crema preparata e ho completato con fave e piselli interi.

L’ho servito subito, ormai tiepido, e l’ho trovato delizioso.

Buon Primo Maggio!

Strategie: se potete contare su fave e/o piselli surgelati, contatene tre cucchiai colmi

Variazioni sul tema: la crema frullata si può arricchire, con vantaggio, unendo un pochino di ricotta o altro formaggio analogo.

Il consiglio (consigliatissimo!) di lettura gioca su una consonante in meno: Gita al faro di Virginia Woolf

Spinaci e uova gratinati al forno


Mi accorgo con stupore di non aver ancora inserito uno dei miei piatti preferiti. Un piatto che preparo con una certa regolarità non solo perché mi piace, ma perché è semplice, leggero, veloce e … non si sporca quasi niente!

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 1 kg. di spinaci
  • 4 uova (o più)
  • 1 noce di burro
  • 4 cucchiai di Parmigiano reggiano grattuggiato
  • Cannella e/o noce moscata
  • Sale

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 10-15 minuti

Prima di tutto bisogna preparare gli spinaci: io li privo della radice e li lascio a bagno in acqua fredda per una decina di minuti, di modo che il terriccio eventualmente ancora presente tra le foglie cominci a staccarsi. Poi li sciacquo più volte, finchè l’acqua non risulta perfettamente pulita.

Li trasferisco, grondanti, in una pentola e li faccio cuocere. Infine scolo un po’ dell’acqua in eccesso, se è troppa, faccio evaporare la rimanente, aggiungo la noce di burro e li faccio ben insaporire. Metto il sale durante la cottura.

Accendo il forno statico a 180°

Trasferisco gli spinaci, cotti e rosolati nel burro, in un tegame da forno, e li sistemo in modo da creare quattro incavi, all’interno dei quali rompo le uova.

Sopra le uova metto una bella cucchiaiata di Parmigiano grattuggiato e una spolverata di cannella o di noce moscata.

Passo in forno finchè l’albume non è ben rappreso, e servo immediatamente, caldissimi.

Strategie: Si possono preparare gli spinaci in anticipo e usarli anche freddi

Variazioni sul tema: Un piatto più ricco prevede qualche fiocchetto di burro sulle uova, o qualche pezzetto di formaggio filante – anche un avanzo. In alternativa agli spinaci, verdura invernale, vanno bene tutte le verdure a foglia verde: agretti, cicoria, bietole …

Una versione “mini”, con le uova di quaglia, diventa un perfetto antipasto.

Nella sua estrema semplicità, è un piatto molto buono, di bell’effetto, e offre il piacere di gustare il tuorlo dell’uovo semiliquido, per succulente scarpette, senza però essere fritto.

Piero della Francesca, “Pala Montefeltro”, particolare

Il consiglio di lettura è “Piccolo uovo” di Francesca Pardi e Altan, un libro per i più piccoli edito da “Lo Stampatello”, casa editrice che, con i suoi testi, si propone di spiegare inmodo semplice e immediato temi come l’omogenitorialità e l’omoaffettività

piccolo uovo

Zuppa orientale di lenticchie e spinaci


Con i primi caldi la voglia delle zuppe tradizionali si calma un po’. Non nel mio caso, che amo consumarle tutto l’anno, e al massimo le servo meno bollenti.

Recentemente ho provato questa versione, leggermente piccante, e penso che possa essere apprezzata da tutti, e tutto l’anno.

Ingredienti per quattro persone:

  • 250 grammi di lenticchie già lessate (anche in scatola)
  • 1 bella manciata di foglie di spinaci
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 cucchiaio di curry
  • ½ cucchiaio di curcuma
  • 300 ml. circa di latte di cocco
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Coriandolo tritato (o prezzemolo)
  • Sale

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti, con lenticchie già lessate

Prima di tutto ho pulito le foglie di spinaci, sciacquandole più volte in acqua fredda, le ho scolate e spezzate con le mani.

Ho affettato la cipolla, ho pulito gli spicchi d’aglio, e ho rosolato tutto nell’olio, dolcemente, per alcuni minuti. Ho aggiunto il curry e la curcuma e, mescolando, ho amalgamato bene tutto. Ho aggiunto le lenticchie e gli spinaci, ho fatto insaporire tutto nel fondo di cottura e ho terminato con il latte di cocco. Ho fatto cuocere ancora per una decina di minuti a pentola scoperta. Quando il tutto è risultato leggermente cremoso, ho assaggiato per regolare il sale, ho spento il fuoco e terminato con qualche pizzico di coriandolo tritato.

E’ un primo piatto gustoso, leggerissimo e corroborante, perfetto se servito tiepido. Il sapore pieno e morbido delle lenticchie ben si abbina con i caratteristici profumi mediorientali del curry e della curcuma, senza che uno prevarichi sull’altro. Forse è il latte di cocco che mette tutti d’accordo?

La bellezza del curry, miscela di spezie diverse e di colori diversi

E la lettura? Vista l’ispirazione mediorientale, suggerisco un altro libro che ho amato molto, “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi

leggere lolita a teheran

Ravioli ai topinambur


ravioli topinambur cotti.PNG

Io ho un’amica bellissima, bella al di là di ogni soggettiva preferenza. Al mondo d’oggi, si potrebbe pensare che una donna così dovrebbe accontentarsi di quello, stare lì, farsi ammirare e basta. No, Roberta è una bravissima attrice, una presentatrice ironica e disinvolta, e un’ottima cuoca. Anche generosa, visto che si è inventata questi ravioli squisiti e me ne ha passato la ricetta.

Questi gli ingredienti con i quali ho prodotto circa 120 ravioli, sufficienti per sei persone.

Per la pasta:

  • 500 grammi di farina 00
  • 5 uova intere
  • 5 pizzichi di sale

Per il ripieno:

  • 500 grammi di topinambur
  • 40 grammi di ricotta salata
  • 1 manciata di nocciole
  • 1 tuorlo
  • 1 noce di burro
  • Pepe, sale

Per condire:

  • 50 grammi di burro
  • Salvia
  • Ricotta salata

Tempo di preparazione e cottura:

  • 20 minuti per la sfoglia
  • 10 minuti per pulire i topinambur
  • 30 minuti per cuocerli
  • 1 ora e mezza per fare i ravioli

Non è indispensabile seguire questo ordine, ma io ho fatto così:

Ho impastato farina e uova, ho preparato un impasto liscio e sodo, l’ho avvolto in un sacchetto in plastica per alimenti e l’ho lasciato riposare, che il glutine facesse la sua parte

Ho pulito i topinambur sbucciandoli con il pelapatate, li ho ben lavati, affettati molto sottili e cucinati con il burro, lentamente, di modo che diventassero morbidissimi. A metà cottura ho salato leggermente e ogni tanto ho aggiunto qualche sorso d’acqua per evitare che si asciugassero troppo. Li ho fatti be raffreddare.

Ho preparato il ripieno, mettendo nel mixer i topinambur cotti, la ricotta salata grattuggiata, il tuorlo, le nocciole, un pochino di pepe, e ho frullato tutto fino a ottenere un composto piuttosto omogeneo.ravioli topinambur crudi.PNG

Con l’aiuto della sfogliatrice elettrica ho tirato la sfoglia piuttosto sottile, e ho composto i ravioli (mi sono aiutata con lo stampo apposta, nell’illusione che fosse più veloce che farli liberamente a mano). Man mano li ho trasferiti su diversi supporti di cartone (i classici vassoi da pasticceria) foderati con carta da forno, perché si asciugassero bene senza attaccarsi.

Al momento di andare in tavola, li ho cotti in acqua bollente per circa sei – sette minuti, e li ho conditi con il burro fuso profumato alla salvia, e una bella grattuggiata di ricotta salata.

Roberta me lo aveva detto, sono eccezionali! Un raviolo di magro, ma molto più gustoso.

Strategie: Anche questi ravioli si possono congelare e consumare quando ci fa più comodo. L’importante è metterli nel congelatore ben stesi e distanziati, e solo quando sono ben ghiacciati, passarli in un più comodo sacchetto.

Vino: Vermentino di Sardegna

Una composizione con fiori secchi di topinambur e margherite

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