Vitamine Vaganti e la Tajine di pollo in prestito


Forse pochi di voi sanno che io faccio parte dell’associazione Toponomastica Femminile, dove ci occupiamo di dare visibilità alle tante donne che hanno fatto la storia, e l’arte e la scienza e molte altre cose, ma sono state un po’ messe a margine, per far spazio agli uomini.

Toponomastica Femminile ha una sua rivista, Vitamine Vaganti, una rivista molto attenta all’attualità e al sociale, non solo femminile.

Per darvi un’idea, vi segnalo queste due letture che mi hanno colpito abbastanza:

Qui non est mecum, contra me est. Scacco alle libertà. 

Scuola critica e critica della scuola

 

Non mancano pagine un po’ più amene, come quella dedicata alla tavola, per la quale io do il mio piccolo contributo.

Nell’ultimo numero trovate la ricetta della Tajine di pollo, ricetta che peraltro mi è stata gentilmente concessa da Giovanna di Sarde e Finocchietto.

L’amicizia è una cosa meravigliosa

Buona lettura e buon appetito

Paola

sarde e finocchietto
immagine dal web

Non Sprecare: Moussaka


Grecia, moussaka
moussaka

Il mussaka o la moussaka? Non so rispondere, posso solo dire che è uno dei miei piatti preferiti, e sono contenta di prepararlo ora che sta ritornando la stagione delle melanzane.

Io mi sono procurata, durante una vacanza in Grecia, il mix di spezie giuste per dargli quel profumo inconfondibile, anche se non è la stessa cosa mangiarlo qui anzichè sul mare a Creta …

Se volete provarlo, la mia ricetta (con la spiegazione per ricreare lo stesso profumo) su Non Sprecare

Coq au vin


coq au vin

Ricordo che un po’ di anni fa, almeno nel mio giro di amicizie, la cucina francese era molto apprezzata e praticata. Ci piacevano molto le sue cremosità, gli abbinamenti un po’ insoliti, l’uso generoso della panna che ammorbidiva tutti i sapori.

Poi il vento è cambiato, la cucina mediterranea ha giustamente riscoperto il suo fascino e il suo valore, e le ricette prima preparate con regolare frequenza sono state pian piano dimenticate …

Non so dire perché improvvisamente mi è venuta voglia di cucinare il coq au vin, il pollo al vino, e rileggendo la ricetta classica ho, con piacere, capito che si poteva facilmente aggirare il contributo francese (e calorico) per farne un piatto adatto alle tavole di oggi.

E’ solo un po’ lunghetto, a cominciare dalla marinatura

Gli ingredienti:

  • 1 pollo (e qui, non ce n’è, migliore è il pollo e ancora migliore sarà il risultato finale)
  • 20 cipolline (circa)
  • 20 funghi champignon (circa)
  • 3-4 cucchiai di olio evo
  • 1 noce di burro
  • 2 cucchiai di farina
  • 1 cucchiaio di dado

Marinatura

  • Mezza bottiglia di vino rosso robusto (andrebbe il Bordeaux …)
  • 1 rametto di rosmarino, 1 di salvia, 1 foglia di alloro
  • 2 carote
  • 1 scalogno
  • 10 grani di pepe nero
  • 5 bacche di ginepro
  • 2 chiodi di garofano

Tempo di preparazione: ½ ora + 12 ore per la marinatura + 1ora e mezzo di cottura

Almeno 12 ore prima di cucinarlo, ho messo il pollo a pezzi in un contenitore ermetico capiente, l’ho coperto con il vino, ho aggiunto gli altri ingredienti della marinatura (le carote e lo scalogno a fettine) e ho messo tutto in frigorifero.

Mi sono portata avanti con le verdure: ho pulito le cipolline (per non piangere fino allo sfinimento, io le sbuccio tenendole dentro l’acqua di una ciotola, e conservo nell’acqua anche quelle pulite) e i funghi (ho tagliato via le estremità terrose dei gambi, quindi ho messo tutto a bagno e sciacquato due o tre volte).

Al momento di cucinare, ho preso una pentola di terracotta molto capiente, ho sciolto il burro a calore abbastanza vivace e ho fatto rosolare le cipolline per 7-8 minuti. Ho tolto le cipolline, aggiunto l’olio e messo i pezzi di pollo, e ho rosolato anch’essi molto bene su tutti i lati. Alla fine ho aggiunto la farina e ho rimescolato per creare un po’ di cremina.

Intanto ho filtrato il vino della marinatura, ne ho scaldato un po’ e l’ho aggiunto al pollo. Ho aspettato che prendesse il bollore, e ho versato nell’intingolo le carote e lo scalogno, ho coperto e lasciato cuocere indisturbato per circa mezz’ora. Ogni tanto controllavo e ho anche rabboccato un po’ di vino.

Intanto ho cucinato i funghi, ovvero li ho saltati in una padella a parte con un cucchiaio d’olio, affinchè dessero fuori tutta l’acqua, che ho fatto evaporare a fiamma vivace.

Ho aggiunto le cipolline e i funghi, ho insaporito con il dado, e ho coperto. Il tutto è stato pronto dopo un’altra mezz’ora abbondante.

Il tocco francese? Crostini di pane caldi e ben tostati.

E’ un piatto molto gustoso, il cui sughetto è reso particolarmente fragrante e saporito dalle spezie della marinatura. E’ leggero (l’alcool del vino evapora completamente, resta solo il sapore), comodissimo perché contiene già il suo contorno, perfetto per questi giorni corti e freddi dell’inverno.

Strategie: Per abbreviare i tempi della marinatura e portarli a sei-otto ore, si può conservare il pollo fuori dal frigo, in ambiente non troppo caldo.

Vino: lo stesso della marinatura

Bordeaux, il Miroir d’Eau e il castello Vallendraud con i suoi vigneti

bordeaux

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