Il Gusto di non Sprecare: Lo Yogurt fatto in casa


Buongiorno e buona primavera!

Oggi è il 21 marzo, “San Benedetto ogni rondine torna al tetto”.

In realtà secondo me le rondini arrivano un po’ dopo, ma non importa, siamo ufficialmente fuori dall’inverno! Dobbiamo rinnovarci, rinfrescarci, disintossicarci, e allora, cosa c’è di meglio dello yogurt?

E quindi, direttamente dal mio libro “Il Gusto di non Sprecare” (che trovate su Amazon e Kobo al modico prezzo di 3 euro e 99) la ricetta (facilissima e veloce) per fare lo yogurt in casa, senza yogurtiera, senza elettrodomestici, solo con un litro di latte e un vasetto di yogurt – la prima volta. Dalla prossima volta, basterà il latte.

Gli ingredienti per sette vasetti da 125 ml ciascuno:

  • 1 litro di latte intero fresco
  • 1 yogurt intero fresco

Inoltre servono:

7 vasetti o contenitori equivalenti, puliti e asciutti

Termometro da cucina

Provate a fare lo yogurt in casa, il risultato è straordinario!

Non solo è molto più buono di quello industriale, ma è personalizzabile: più o meno denso, più o meno dolce.

Portate a bollore il latte e lasciatelo bollire per un tempo variabile da dieci e venti minuti. Più è lunga la bollitura, più lo yogurt sarà denso.

È un lavoro di attenzione perché, si sa, il latte che bolle si gonfia ed esce dal pentolino, quindi bisogna tenere la fiamma molto bassa, controllare, eventualmente allontanarlo qualche secondo.

Intanto, man mano, togliete la schiumetta che si forma in superficie.

Ora dovete far raffreddare il latte fino a 38, massimo 40 gradi. È qui che serve il termometro. Se non lo avete, potete ovviare con un metodo casalingo ma infallibile: toccate con un dito, il latte deve essere caldo, ma non scottare più.

A questo punto, versate lo yogurt in una coppetta, aggiungete quattro o cinque cucchiai di latte, mescolando bene. Bisogna fare attenzione che non si formino grumi, e questo passaggio aiuta molto. Mettete lo yogurt così allungato nel latte e mescolate tutto molto bene.

Versate il latte nei barattolini, chiudeteli, e poneteli a riposare in un luogo molto protetto, come per esempio il forno spento, ben coperti da qualcosa di caldo, come un vecchio maglione o una copertina.

Il riposo può variare da sei a dodici ore, dipende se preferite uno yogurt più dolce o più acido.

Ora avete sei porzioni di yogurt, più una che servirà per il nuovo ciclo.

Vedrete, uno spettacolo! Gli yogurt industriali, pur buoni e golosi, non sono nemmeno paragonabili al sapore e alla cremosità di questo yogurt.

Potete completarlo come preferite: con un po’ di zucchero o miele, con cacao o caffè, con frutta fresca o marmellata, con frutta secca o semi…

Si conservano bene fino a due settimane in frigorifero.

immagine dal web
yogurt

 

Il Gusto di Non Sprecare: Pasta con pomodoro e foglie di rapanello


Il Gusto di non Sprecare
Il Gusto di Non Sprecare su Amazon e Kobo

 

Stanno tornando sui banchi del mercato i mazzi di rapanelli, così freschi e croccanti da aggiungere all’insalata.

Bene, quando li comperiamo, non buttiamo le foglie: con il loro sapore leggermente piccante rendono particolare anche una semplice pasta al pomodoro.

 

 

 

 

Direttamente da Il Gusto di Non Sprecare

Pasta con pomodoro e foglie di rapanello

Gli ingredienti:
• 320 grammi di pasta corta (più indicata degli spaghetti)
• 350 grammi (circa) di pomodorini
• 1 mazzo di foglie di rapanello
• 1 spicchio d’aglio
• 1 manciata di anacardi
• Olio evo
• Sale

Tempo di preparazione e cottura: 30 minuti
Ricetta vegetariana e vegana
Senza lattosio
Salsa senza glutine

Questo semplice sughino mi ha sorpresa e soddisfatta: le foglie di rapanello non aggiungono uno specifico sapore al piatto, solo una punta di piccante, smorzano l’acidità del pomodoro, che risulta così più pieno nel gusto e un po’ meno dolce.
È una pasta velocissima, quindi per prima cosa, ponete sul fuoco la pentola con l’acqua per cuocerla.
Mettete a bagno le foglie di rapanello e i pomodori, e sciacquate tutto molto bene – nelle foglie c’èsempre parecchia terra.
In un tegame che possa, poi, contenere anche la pasta, versate un paio di giri d’olio, fate soffriggere lo spicchio d’aglio (sapete come si fa, vero? S’inclina il tegame di modo da raccogliere l’olio e far dorare l’aglio, così non brucia).
Aggiungete le foglie di rapanello appena tagliuzzate e, quando sono appassite, versate i pomodori tagliati a metà, o a quarti quelli un pochino più grossi. Salate.
Appena i pomodori sono quasi sfatti, aggiungete gli anacardi, che devono cuocere poco per rimanere croccanti.
Nel frattempo cuocete la pasta, scolatela bene e fatela saltare qualche secondo nel sughetto.
Parmigiano a parte, ma ci sta bene.
Semplice, economica, veloce… che altro?

Non Sprecare: La paella invernale, con i carciofi e i funghi


Una paella invernale con funghi, carciofi e carne di pollo o maiale

Forse qualcuno ha detto che la paella si fa solo in estate, con i frutti di mare?

Ho voluto sperimentare questa ricetta rispuntata per caso da una vecchia raccolta, e l’ho trovata ottima.

Un piatto unico, completo, un po’ diverso, che si prepara in tempi ragionevoli e, se ne avanza, è ancora più buona.

La mia ricetta completa e dettagliata è su Non Sprecare

Il Gusto di Non Sprecare: Il “dado” vegetale granulare fatto in casa


Il Gusto di Non Sprecare su Amazon e Kobo

Nel mio e-book “Il Gusto di non Sprecare” non mancano le ricette di autoproduzione

Questo “dado” risolve due problemi: la comodità di preparare un brodo vegetale al volo, e la possibilità di recuperare gli scarti delle verdure, sempre così abbondanti. Insomma, un valido aiuto in cucina a costo zero!

Gli ingredienti:
scarti sani di tutte le verdure (bucce di patate, di cipolle e di pomodoro,     estremità di carote e zucchine, foglie di carciofo, coste dure di sedano,   radici del porro…)
• erbe aromatiche (rosmarino, basilico, salvia, timo…)
• Sale grosso (1/3 del peso delle verdure, circa)
• Pochissimo olio evo
• Acqua

Ricetta vegetariana e vegana
Senza glutine
Senza lattosio

Prima di essere pulite e sbucciate, le verdure devono essere lavate accuratamente, fregandole con il guanto scrub, o con una spugnetta. In questo modo abbiamo la certezza che anche le parti di scarto, che ora non scartiamo più, sono ben pulite.

Ora si può procedere sbucciando e selezionando: le parti di scarto si raccolgono tutte in una pentola capiente. Attenzione a pesare la pentola, perché a fine lavoro si dovrà aggiungere tanto sale quanto la metà del peso delle verdure.

Si aggiungono le erbe aromatiche, un filo d’olio, poca acqua, e si fa stufare il tutto lentamente.

Quando le verdure sono cotte, si lascia evaporare il liquido in eccesso e si trasferisce tutto in un tegame da forno, livellando in un solo strato.

Si mette in forno a 90 gradi e si attende che tutto sia perfettamente asciutto (calcolate tre o quattro ore).

In alternativa, per chi abita in campagna, si può far seccare al sole (zero energia, zero emissioni!) oppure si può usare, per chi lo possiede, l’essiccatore.

Una volta asciutte, le verdure saranno già molto frantumate, ma è possibile dare un aspetto più gradevole frullando il tutto.

Si trasferiscono in vasetti chiusi e si conservano per diversi mesi, anche a temperatura ambiente.

Quando abbiamo pochi scarti e pensiamo non valga la pena fare tutto questo lavoro, in attesa di raccoglierne altri possiamo congelarli. In questo caso, non sarà poi necessario aggiungere acqua.

Il “dado” fatto in casa è molto apprezzato, consideratelo quando volete fare un piccolo omaggio.

dado vegetale granulare
immagine dal web

Il Gusto di Non Sprecare: La Pasta Salvacena


cover Il Gusto di non Sprecare
cover Il Gusto di non sprecare

Nuova copertina e ancora più ricette antispreco sul mio e-book “Il Gusto di non Sprecare” (su Amazon e Kobo)

Un piccolo assaggio, la pasta Salvacena:

Penso succeda a tutti (spero non solo a me!) di trovarsi un po’ spiazzati in cucina, o perché ci si è
dimenticati di finire la spesa, o ci si è sbagliati sulla presenza, in casa, di questo o di
quell’ingrediente. In questi casi di solito io improvviso, cercando in giro qualcosa che mi aiuti a
risolvere il pasto, mentre imploro le divinità preposte alla protezione delle casalinghe distratte.
Non sempre questi esperimenti sono poi degni di essere raccontati. Qualche volta, invece, esce un
piccolo “capolavoro”, come questi spaghetti super-appetitosi, da preparare rigorosamente nel tempo
di cottura della pasta. Sono una specie di aglio olio e peperoncino, ma con un tocco in più.

 

 

 

 

Gli ingredienti per quattro persone:

• 320 grammi di spaghetti (anche un po’ di più, intanto non avanzano)
• 2 peperoncini
• 2 spicchi d’aglio
• 4 filetti di acciuga sotto sale
• 1 cucchiaio di capperi
• 1 cucchiaio di pinoli
• 8 cucchiai di olio evo

Ingredienti facoltativi: pomodorini secchi spezzettati e/o olive taggiasche

Procedimento:

Mettete sul fuoco la pentola della pasta.

Dissalate le acciughe, sciacquandole sotto l’acqua corrente ed eliminando la lisca centrale e la coda.

In una padella bella grande mettete, a freddo, l’olio e le acciughe, fatele scaldare a fuoco lento,
mescolando, per sciogliere bene le acciughe. Scaldando insieme olio e acciughe si evitano gli
schizzi.

Intanto aggiungete il peperoncino sbriciolato e gli spicchi d’aglio sbucciati, ma interi.

Quando le acciughe si sono sciolte bene e l’aglio ha incominciato a dorarsi, mettete anche i pinoli e,
dopo un paio di minuti, i capperi, che devono solo scaldarsi.

Scolate la pasta, fatela saltare un paio di minuti nel condimento, dal quale avrete eliminato gli
spicchi d’aglio, e via subito in tavola.

Come dicevo, non solo non ne avanza, ma apre l’appetito per quello che seguirà.

Vino: Collio Tocai Friulano

Ricetta senza lattosio; salsa senza glutine.

L’articolo originale è qui

Pasta con filetti di sgombro, pinoli e pangrattato tostato


Per questo piatto di pasta con sgombro, pinoli e pangrattato, mi sono ispirata a una ricetta di Stefan, il quale a sua volta aveva attinto da Bea … insomma sei mani per un piatto che, sono certa, avrà dato risultati diversi, e tutti squisiti.

Io amo tutto il pesce azzurro, e lo sgombro in particolare offre non poche qualità: oltre a quelle nutrizionali che lo fanno ricco di Omega 3, di sali minerali e vitamine, è un pesce piccolo, quindi povero di inquinanti, ed è poco costoso. Ben cucinato rivela una polpa delicata e gustosa.


Gli ingredienti:

320 grammi di pasta (io ho scelto un formato corto, Stefan e Bea hanno preferito gli spaghetti)
• 5 – 6 filetti di sgombro
• 30 grammi di pinoli
• 2 – 3 cucchiai di uvetta
• 1 cipolla
• 4 – 5 cucchiai di pane grattugiato
• Olio evo

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti

Porzioni: 4

Difficoltà: bassa

Costo: basso

Conservazione: 2 – 3 giorni in frigorifero  

Il Gusto di non Sprecare: un piatto d’effetto e poco costoso


Procedimento:
Cominciamo dal pesce: io chiedo sempre al pescivendolo di prepararmelo. In questo caso servono i filetti, quindi il pesce deve essere eviscerato e privato della lisca centrale, ma deve poi essere controllato con attenzione per eliminare altre spine residue. Per fare questo lavoro usate una pinzetta, è perfetta.

Tagliate i filetti di sgombro a pezzettini, salateli poco ma uniformemente e metteteli da parte.

Preparate l’acqua per la pasta e accendete il fuoco.

Tritate la cipolla, versatela in un tegame ampio con due giri d’olio, aggiungete i pinoli, l’uvetta e fate cuocere tutto a fuoco dolce, mescolando spesso: la cipolla e l’uvetta devono ammorbidirsi e i pinoli devono dorarsi.

In un tegame antiaderente fate tostare il pane, senza altro condimento: un passaggio delicato perché il pane non deve bruciare, ma solo biscottarsi. Per farlo senza rischio, io muovo in continuazione la padella per evitare che troppo calore si concentri in una parte sola. Ci vogliono due o tre minuti di attenzione, ma alla fine il risultato è uniforme e perfetto.

Quando l’acqua bolle, buttate la pasta

Riprendete il tegame con la cipolla, pinoli e uvetta, scaldate il tutto, aggiungete lo sgombro a pezzettini, rimescolate una volta quindi spegnete il fuoco. Il pesce cuocerà al calore residuo, sarà morbido e gustoso.

Scolate la pasta al dente senza asciugarla troppo, versatela nel tegame con il condimento e mescolate bene. Completate con abbondante pane tostato e un pochino di olio evo crudo

Un piatto dal sapore pieno: in famiglia può bastare come piatto unico unito a una bella insalata mista o altra verdura; in compagnia piacerà anche ai meno appassionati del pesce, grazie alla sua delicatezza.

Irresistibile …

Pasta con salsiccia, zucca e crema di lattuga


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Pasta con zucca, salsiccia e crema di lattuga

Ho realizzato questa pasta buonissima, condita con zucca, salsiccia e una crema di lattuga, basandomi su una ricetta tratta da La Cucina Italiana di gennaio, proprio il numero che ho già citato e che ha dedicato un ampio articolo a NON SPRECARE.

La preparazione è molto semplice, il risultato è squisito, e i sapori sono perfetti in questo momento dell’anno così freddo (del resto, se non fa freddo a gennaio …)

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Gli ingredienti:

  • 320 grammi di pasta corta (per me, penne Rummo)
    200 grammi circa di zucca già pulita
    200 grammi circa di salsiccia
    1 scalogno
    7 – 8 foglie di lattuga più esterne e scure
    150 grammi circa di ricotta
    ½ bicchiere di vino bianco secco
    1 piccolo ramo di rosmarino
    Olio evo

Tempo di preparazione: 20 minuti
Tempo di cottura: 45 minuti
Difficoltà: bassa
Costo: basso
Conservazione: 4 – 5 giorni in frigorifero
Il Gusto di non Sprecare: si recuperano le foglie esterne della lattuga, anche se rovinate

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Procedimento:

Tritate lo scalogno, e fatelo dorare in una padella con pochissimo olio.

Intanto spellate la salsiccia, sbriciolatela con le mani e aggiungetela allo scalogno. Rosolatela per un paio di minuti, continuando a sbriciolarla più possibile, bagnatela con il vino e fatela finire di cuocere per altri sei o sette minuti

Tagliate la zucca a dadini: versate in una padellina due cucchiai di olio, fate scaldare, aggiungete i dadini di zucca con il rosmarino, salate leggermente e fate cuocere finché non sarà tenerissima. Qualche dadino resterà più compatto, altri tenderanno a sciogliersi, e va benissimo così

Lessate in acqua leggermente salata le foglie di lattuga: scegliete quelle esterne più verdi e fibrose, eliminando solo le parti rovinate. Scolate le foglie, raffreddatele sotto l’acqua fredda, strizzatele bene e frullatele con la ricotta.

Al momento di preparare il piatto, fate cuocere la pasta nella solita abbondante acqua salata, scolatela ma non troppo, trasferitela nella padella della salsiccia e fate insaporire, completate con la zucca e legate tutto con la crema di lattuga e ricotta scaldata 30 secondi nel microonde.

Non serve il Parmigiano grattugiato, da proporre a parte per chi non può farne a meno

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salsiccia e zucca

Se vogliamo trovare un difetto a questo piatto, è che si sporcano un po’ di pentole e pentoline, in quanto zucca, salsiccia e lattuga devono essere preparate separatamente

In compenso, si può cucinare tutto in anticipo e scaldare all’ultimo momento.

 

 

 

 

 

 

In questi giorni ricorre il ventesimo anniversario della scomparsa di Fabrizio de André

Una genovese come me non può far finta di niente. Vi lascio l’ascolto  di un pezzo tratto da Senza Orario Senza Bandiera, un album magnifico del 1968 di cui Fabrizio è autore. Spero vi piaccia e ve lo faccia conoscere ancora meglio

 

Crema di finocchi con gamberi, profumata al limone


 

crema di finocchi con gamberi profumata al limone
crema di finocchi con gamberi profumata al limone, si usa tutto il finocchio

Una bella e dolce amica, Nicoletta, mi ha regalato la ricetta di questa profumatissima crema ai finocchi, che mi ha conquistata
Il piatto perfetto per me: semplice, veloce, antispreco, e di grande effetto
Preparatelo quando avete ospiti, e farete un figurone
E per NON SPRECARE, alla fine non avrete buttato nulla!

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Gli ingredienti:

  • 3 – 4 finocchi
  • 1 limone non trattato
  • 1 scalogno
  • 2 cucchiai di granella di pistacchio
  • 12 gamberi
  • ½ litro di brodo vegetale (fatto con gli scarti delle verdure)
  • Olio evo
  • Sale

 

  • Tempo di preparazione: 20 minuti
  • Tempo di cottura: 40 minuti
  • Porzioni: 4
  • Difficoltà: bassa
  • Costo: medio
  • Conservazione: due giorni in frigorifero

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Procedimento:
Cominciamo dal brodo vegetale, che si può preparare facilmente in casa facendo bollire gli scarti ben lavati delle verdure, quelle a disposizione nella stagione. Io ne preparo sempre un po’, quando ho raccolto sufficiente materia prima, e lo conservo in freezer, in piccole porzioni.

Diversamente, io preferisco salare semplicemente, senza ricorrere a prodotti industriali

Sfogliate i finocchi, metteteli a bagno in acqua fredda per liberarli dalla terra, e lavateli bene.

Tenete da parte la “barba” del finocchio, che servirà alla fine

Lavate bene il limone e tagliatelo a metà.

Tritate finemente lo scalogno

Versate due o tre cucchiai di olio evo in una casseruola, meglio se di coccio, aggiungete lo scalogno tritato, fate scaldare e soffriggere dolcemente, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua per addolcire il sapore

Quando lo scalogno sarà trasparente, mettete nella pentola tutti i finocchi (escluso le barbe) senza eliminare nulla, fateli insaporire velocemente nel fondo di cottura, coprite con il brodo vegetale – o con acqua calda leggermente salata – aggiungete mezzo limone tagliato ancora a metà, e lasciate cuocere il tutto indisturbato.

Nel frattempo occupatevi dei gamberi: eliminate testa, coda e carapace, sfilate il “filetto” nero che corre sul dorso, e che altro non è che l’intestino del gambero, lavateli e teneteli da parte

Quando i finocchi saranno ben cotti, spegnete la fiamma, eliminate il limone e, con il frullatore a immersione, frullate bene in modo da ottenere una vellutata

Aggiungete i gamberi che, se belli freschi, dovrebbero cuocersi al calore rimasto. Eventualmente scaldate ancora per un minuto o due

Versate la vellutata nei piatti, decorando con le barbe dei finocchi, la scorza del mezzo limone avanzato tagliata a filetti, la granella di pistacchio e un piccolo giro d’olio evo

Che ne dite? È gustosa, è ricca, è bella e non si butta via niente

Se volete farne un piatto vegetariano, anzi, vegano, omettete i gamberi e preparate, in alternativa, dei crostini di pane

Potete utilizzare gli scarti dei gamberi per preparare del fumetto di pesce, anche questo da conservare congelato