Frittata alle foglie verdi dei porri


frittata foglie verdi porri

Mia madre mi ha cresciuta secondo i principi più ovvi del risparmio. Non solo non si buttava nulla di commestibile, per carità, ma “ai miei tempi” si recuperava davvero tutto: dalla carta per avvolgere la frutta e la verdura, a quella del pane (ottima per assorbire l’olio dei fritti), alle bottiglie di vetro, che venivano restituite per essere riempite di nuovo.

Poi sono arrivati gli anni ’80, e in men che non si dica chi non ostentava una grande scioltezza nel largheggiare, buttare, sprecare, era guardato quasi come un pezzente … tempi duri.

A me sembra che il risparmio e il riciclo siano invece segni di sensibilità e attenzione verso me stessa e verso tutti. Ogni cosa che consumiamo racchiude in sé energia per produrla, lavoro di chi l’ha accudita, nutrimento … e se viene gettata, produce un rifiuto da trattare e smaltire.

Ecco allora la frittata fatta con le foglie verdi del porro.

Ingredienti per quattro persone:

  • 2 porri, solo la parte verde
  • 5 uova
  • 100 grammi di ricotta
  • 4 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato
  • 2 “giri” di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione e cottura: 1 ora

Spero sia inutile precisare che la parte bianca dei porri l’avevo usata in precedenza per un’altra preparazione. Le foglie verdi, che sono abbastanza legnose, dopo un attento lavaggio, devono subire un passaggio di alcuni giorni nel freezer: il congelamento ammorbidisce le fibre e le rende commestibili e, soprattutto, digeribili.

Ho recuperato le foglie congelate e le ho tagliate a striscioline, lavoro assai semplice perché si sono ammorbidite subito. Le ho messe in un tegame con l’olio e le ho fatte appassire ancora un po’. A questo punto avrei potuto fare una frittata classica, sul fornello, aggiungendo solo le uova. Io preferisco la cottura nel forno, quindi ho aggiunto, oltre alle uova, ricotta e parmigiano, ho regolato di sale, e ho passato nel forno a 200° per circa 20 minuti.

E appetitosa come la frittata di cipolle, e come la frittata di cipolle è ottima calda, tiepida e fredda.

D’ora in poi del porro butteremo solo le barbe (e forse nemmeno quelle, c’è chi le usa … ma ancora non ho imparato come).

Vi regalo un allegrissimo quadro di JonOne, street artist che ho conosciuto e Parigi e ritrovato a Milano

jonone

Torta salata di topinambur


torta salata di topinambur

Vado matta per i carciofi: ecco perché amo anche i topinambur, che del carciofo non hanno assolutamente nulla, ma li ricordano nel sapore.

Il topinambur è un tubero che si trova in inverno, nell’aspetto ricorda una patata piuttosto rugosa e bitorzoluta, di colore viola. Pare che il fiore sia bellissimo, giallo intenso, mentre la parte commestibile è una buona fonte di vitamine A e B ed è anche un regolatore del colesterolo e degli zuccheri nel sangue.

Proprio per il suo aspetto irregolare è abbastanza noioso da pulire: io ho scoperto che lo strumento più pratico è il pelapatate, con il quale gratto la pellicina superficiale, molto sottile, e poi termino di pulirli con il guanto scrub, e se resta qualche traccia di scorza, pazienza.

Si presta a diverse ricette, ora vi spiego come fare la torta salata di topinambur:

Gli ingredienti della pasta:

  • 200 gr. farina
  • 2 pizzichi di sale
  • 2 cucchiai d’olio
  • Acqua fredda

Gli ingredienti del ripieno:

  • ½ kg. topinambur
  • 125 gr. ricotta
  • 4 uova
  • Parmigiano grattuggiato
  • Olio
  • Sale, pepe, cannella

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura della verdura: 30 minuti scarsi

Tempo di cottura della torta: 40 minuti

Prima di tutto fate la pasta, mettendo nell’impastatrice farina, sale e olio e aggiungendo acqua ben fredda fino a ottenere un impasto liscio, morbido e asciutto (non deve attaccarsi alle dita). Lasciatelo riposare chiuso tra due piatti, che avrete infarinato leggermente.

Intanto che riposa, pulite i topinambur, tagliateli a fettine e cuoceteli in poco olio, bagnandoli con acqua se necessario. Salateli durante la cottura. Dato il loro sapore delicato, io preferisco non aggiungere altri ingredienti (aglio, cipolla o erbe aromatiche).

Una volta cotti, lasciateli raffreddare un pochino, e intanto tirate la pasta.

Spero che abbiate una piccola madia (basta anche di 50×70 cm) e un piccolo mattarello … nel caso non ci abbiate ancora pensato, potete facilmente procurarveli a costi contenutissimi in un grande magazzino svedese …

Infarinate leggermente la madia e tirate la pasta piuttosto sottile, circa due-tre millimetri: grazie al riposo, sarà diventata bella elastica e potrete tirarla molto facilmente senza che si rompa.

Preparate il ripieno, aggiungendo ai topinambur la ricotta con un pizzico di cannella (mescolate bene), le uova (salatele e mescolate bene), il parmigiano (finite di mescolare).

Trasferite la sfoglia in una teglia da forno rotonda che avrete unto leggermente sul fondo, aggiungete il ripieno ben distribuito e mettete in forno caldo a 200° per circa mezz’ora, o comunque fin quando la superficie sarà dorata e la pasta comincerà a prendere un bel color biscotto.

Da mangiare tiepida, è un secondo completo, e in proporzioni minori può diventare contorno. Quando siamo in tanti, io la preparo volentieri come piatto di mezzo  e di rinforzo, e se avanza è buona ancora per un paio di giorni in frigo.

Strategie: i topinambur si possono preparare anche il giorno prima. La pasta si può preparare con maggiore anticipo rispetto alla mezz’ora canonica, ma non più di qualche ora.

Vini: Rossese, bianco del Monferrato

Ci credereste? Guardate che belli i fiori del topinambur!

Franco Bocchi – Vaso di topinambur

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