Torta bianca di porri


torta di porri

Da qualche anno, in molte città, ha preso campo la piccola tradizione di organizzare una cena, all’aperto, in bianco: bianche le tovaglie, bianchi tutti gli accessori per la tavola, bianche le sedie, rigorosamente bianco l’abbigliamento dei partecipanti, e bianco il cibo.

Qual è la regola base di queste cene, sempre coronate da un enorme successo e una festosa partecipazione? Ognuno deve portarsi tutto da casa, dal tavolino al tovagliato, alle stoviglie, alle cose da mangiare.

Questa è la torta bianca che ho pensato per l’occasione ma che, pensate un po’, è ottima anche in una cena coloratissima.

Ingredienti per una torta di circa 28 cm. di diametro:

  • pasta base per torte salate fatta con 200 grammi di farina
  • 3 porri
  • 250 grammi di ricotta
  • 1 manciata di pistacchi appena spezzettati
  • 2 cucchiai di olio evo
  • ¼ di bicchiere di latte
  • 2 uova
  • 1 manciata di parmigiano reggiano grattuggiato
  • 1 grattata di noce moscata
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti per i porri + 30 minuti per la torta

Ho preparato la pasta usando, questa volta, metà farina integrale e metà farina 0, per non esagerare con il candore. L’ho lasciata riposare una buona mezz’ora.

Intanto ho affettato i porri, recuperando quanto più possibile della parte verde (attenzione che tra le foglie si nasconde spesso del terriccio, di cui ci si accorge solo quando si affettano!)

Ho messo in padella l’olio e il latte, ho versato i porri e li ho fatti stufare dolcemente fino al quasi disfacimento. Ho salato a metà cottura. Più tempo si può dedicare a questo passaggio, più dolci diventano i porri.

Una volta pronti, a fuoco spento, ho aggiunto i pistacchi e la ricotta, per raffreddare il composto, quindi le uova, il parmigiano e la noce moscata. Ho assaggiato per regolare di sale e di pepe.

Ho scelto una bella teglia di ceramica da poter trasportare, ho steso la pasta, su questa la crema di porri, e infine ho decorato con una piccola griglia di pasta, per creare qualche ulteriore punto croccante in una torta che, altrimenti sarebbe forse troppo cremosa.

Ho infornato per circa mezz’ora a 200 gradi, forno statico.

Buona sia calda che fredda, è quindi perfetta per essere trasportata e consumata quando fa comodo.

Qui potete trovare informazioni “istituzionali” sulle cene in bianco, e magari organizzarne una.

Strategie: Si possono cuocere i porri in anticipo

Variazioni sul tema: Chi è intollerante al lattosio può usare un latte e un formaggio cremoso adatto. Mi dicono che esiste anche la ricotta delattosata.

Buona estate!

La cena in bianco sotto la Tour Eiffel

Participants dressed in white take part in a big open air white dinner at the Trocadero gardens, in front the Eiffel Tower, in Paris, Thursday, June 13, 2013. The event is a reminiscent of flash mobs, where hundreds of people descend on one area at a specific time, summoned by SMS text message, gsm phone call or email. (AP Photo/Thibault Camus)
Participants dressed in white take part in a big open air white dinner at the Trocadero gardens, in front the Eiffel Tower, in Paris, Thursday, June 13, 2013. The event is a reminiscent of flash mobs, where hundreds of people descend on one area at a specific time, summoned by SMS text message, gsm phone call or email. (AP Photo/Thibault Camus)

 

Pesto di fave e mandorle


pesto fave e mandorle

E’ il momento delle fave. O meglio, in Liguria è il momento delle fave. Ormai ho imparato che in Italia c’è talmente tanta differenza tra un posto e l’altro, sia per tradizione che per situazione climatica, che non è possibile generalizzare. Comunque appena arrivata al mare mi sono fermata da uno dei miei contadini di fiducia (quelli che, se non hanno la verdura pronta nei cestini, te la vanno a raccogliere o ti danno le cesoie per fartelo da sola), ho comperato una notevole quantità di fave che, appena appoggiate in cucina, l’hanno riempita della loro fresca fragranza.

Uno dei piatti primaverili più diffusi, soprattutto a Genova, è composto da fave fresche, pecorino sardo fresco e salame di S. Olcese. Non mi dilungo su queste due specialità strettamente locali, ma ovviamente la prima porzione (e anche la seconda) è stata sacrificata così.

Molte ancora ne sono avanzate, e con una parte ho preparato questo pesto, ovvero una semplicissima crema composta da fave, ovviamente sgranate, mandorle e ricotta. Data la presenza, in famiglia, di un intollerante al lattosio, la ricotta scelta era di capra.

Queste le proporzioni:

  • ½ chilo di fave intere
  • 40 grammi circa di mandorle
  • 80 grammi circa di ricotta
  • 2 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tutto nel frullatore, o nel mixer, e il pesto è pronto.pesto fave e mandorle con focaccia

Con questa quantità ho condito la pasta per quattro persone, e avendone avanzato un po’, il giorno successivo l’ho spalmato sulla focaccia croccante, come piccolo antipasto.

 

E’ molto buono e molto fresco, credo che la condizione essenziale stia nella freschezza delle fave.

 

 

Nessuna attinenza con il cibo ma … ho assistito all’esibizione delle Frecce Tricolori: la perfezione

frecce

 

 

 

Frittata alle foglie verdi dei porri


frittata foglie verdi porri

Mia madre mi ha cresciuta secondo i principi più ovvi del risparmio. Non solo non si buttava nulla di commestibile, per carità, ma “ai miei tempi” si recuperava davvero tutto: dalla carta per avvolgere la frutta e la verdura, a quella del pane (ottima per assorbire l’olio dei fritti), alle bottiglie di vetro, che venivano restituite per essere riempite di nuovo.

Poi sono arrivati gli anni ’80, e in men che non si dica chi non ostentava una grande scioltezza nel largheggiare, buttare, sprecare, era guardato quasi come un pezzente … tempi duri.

A me sembra che il risparmio e il riciclo siano invece segni di sensibilità e attenzione verso me stessa e verso tutti. Ogni cosa che consumiamo racchiude in sé energia per produrla, lavoro di chi l’ha accudita, nutrimento … e se viene gettata, produce un rifiuto da trattare e smaltire.

Ecco allora la frittata fatta con le foglie verdi del porro.

Ingredienti per quattro persone:

  • 2 porri, solo la parte verde
  • 5 uova
  • 100 grammi di ricotta
  • 4 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato
  • 2 “giri” di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione e cottura: 1 ora

Spero sia inutile precisare che la parte bianca dei porri l’avevo usata in precedenza per un’altra preparazione. Le foglie verdi, che sono abbastanza legnose, dopo un attento lavaggio, devono subire un passaggio di alcuni giorni nel freezer: il congelamento ammorbidisce le fibre e le rende commestibili e, soprattutto, digeribili.

Ho recuperato le foglie congelate e le ho tagliate a striscioline, lavoro assai semplice perché si sono ammorbidite subito. Le ho messe in un tegame con l’olio e le ho fatte appassire ancora un po’. A questo punto avrei potuto fare una frittata classica, sul fornello, aggiungendo solo le uova. Io preferisco la cottura nel forno, quindi ho aggiunto, oltre alle uova, ricotta e parmigiano, ho regolato di sale, e ho passato nel forno a 200° per circa 20 minuti.

E appetitosa come la frittata di cipolle, e come la frittata di cipolle è ottima calda, tiepida e fredda.

D’ora in poi del porro butteremo solo le barbe (e forse nemmeno quelle, c’è chi le usa … ma ancora non ho imparato come).

Vi regalo un allegrissimo quadro di JonOne, street artist che ho conosciuto e Parigi e ritrovato a Milano

jonone

Torta salata di topinambur


torta salata di topinambur

Vado matta per i carciofi: ecco perché amo anche i topinambur, che del carciofo non hanno assolutamente nulla, ma li ricordano nel sapore.

Il topinambur è un tubero che si trova in inverno, nell’aspetto ricorda una patata piuttosto rugosa e bitorzoluta, di colore viola. Pare che il fiore sia bellissimo, giallo intenso, mentre la parte commestibile è una buona fonte di vitamine A e B ed è anche un regolatore del colesterolo e degli zuccheri nel sangue.

Proprio per il suo aspetto irregolare è abbastanza noioso da pulire: io ho scoperto che lo strumento più pratico è il pelapatate, con il quale gratto la pellicina superficiale, molto sottile, e poi termino di pulirli con il guanto scrub, e se resta qualche traccia di scorza, pazienza.

Si presta a diverse ricette, ora vi spiego come fare la torta salata di topinambur:

Gli ingredienti della pasta:

  • 200 gr. farina
  • 2 pizzichi di sale
  • 2 cucchiai d’olio
  • Acqua fredda

Gli ingredienti del ripieno:

  • ½ kg. topinambur
  • 125 gr. ricotta
  • 4 uova
  • Parmigiano grattuggiato
  • Olio
  • Sale, pepe, cannella

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura della verdura: 30 minuti scarsi

Tempo di cottura della torta: 40 minuti

Prima di tutto fate la pasta, mettendo nell’impastatrice farina, sale e olio e aggiungendo acqua ben fredda fino a ottenere un impasto liscio, morbido e asciutto (non deve attaccarsi alle dita). Lasciatelo riposare chiuso tra due piatti, che avrete infarinato leggermente.

Intanto che riposa, pulite i topinambur, tagliateli a fettine e cuoceteli in poco olio, bagnandoli con acqua se necessario. Salateli durante la cottura. Dato il loro sapore delicato, io preferisco non aggiungere altri ingredienti (aglio, cipolla o erbe aromatiche).

Una volta cotti, lasciateli raffreddare un pochino, e intanto tirate la pasta.

Spero che abbiate una piccola madia (basta anche di 50×70 cm) e un piccolo mattarello … nel caso non ci abbiate ancora pensato, potete facilmente procurarveli a costi contenutissimi in un grande magazzino svedese …

Infarinate leggermente la madia e tirate la pasta piuttosto sottile, circa due-tre millimetri: grazie al riposo, sarà diventata bella elastica e potrete tirarla molto facilmente senza che si rompa.

Preparate il ripieno, aggiungendo ai topinambur la ricotta con un pizzico di cannella (mescolate bene), le uova (salatele e mescolate bene), il parmigiano (finite di mescolare).

Trasferite la sfoglia in una teglia da forno rotonda che avrete unto leggermente sul fondo, aggiungete il ripieno ben distribuito e mettete in forno caldo a 200° per circa mezz’ora, o comunque fin quando la superficie sarà dorata e la pasta comincerà a prendere un bel color biscotto.

Da mangiare tiepida, è un secondo completo, e in proporzioni minori può diventare contorno. Quando siamo in tanti, io la preparo volentieri come piatto di mezzo  e di rinforzo, e se avanza è buona ancora per un paio di giorni in frigo.

Strategie: i topinambur si possono preparare anche il giorno prima. La pasta si può preparare con maggiore anticipo rispetto alla mezz’ora canonica, ma non più di qualche ora.

Vini: Rossese, bianco del Monferrato

Ci credereste? Guardate che belli i fiori del topinambur!

Franco Bocchi – Vaso di topinambur

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