Non Sprecare: Pasta con cavolfiore e pancetta


Avete passato delle buone giornate, fra Pasqua e Pasquetta? Avete mangiato un po’ troppo, forse? Cominciamo la remise-en-forme con questa pasta gustosa e leggera, e approfittiamo delle straordinarie qualità del cavolfiore prima che la sua stagione finisca, oltre a quelle antiossidanti della frutta secca

Una ricetta perfetta per Non Sprecare, anzi Valorizzare: infatti del cavolfiore utilizzeremo solo il torsolo

Una ricetta, la mia, che trovate su Non Sprecare

e buon 25 Aprile!

Prepariamoci al Natale – I secondi piatti: Polpettone Nora Ephron Style


Polpettone di Nora Ephron: recupero della carne avanzata
Polpettone di Nora Ephron

Un polpettone a Natale? Perché no! Incominciamo subito a NON SPRECARE, a utilizzare gli eventuali avanzi di carne. L’importante è che sia un polpettone di gran classe, buono nell’insieme e perfettamente equilibrato nei sapori.

Questo è ispirato a una ricetta originale della regista Nora Ephron, evidentemente brava in cucina come sul set.

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Ingredienti:

• ½ chilo di carne di manzo macinata
• 2 etti di prosciutto crudo
• 4 fette di pancarrè
• 1 etto circa di parmigiano grattugiato
• 2 uova
• 1 bicchiere di latte circa
• 2 arance non trattate
• ½ bicchiere di Grand Marnier
• Olio di semi di mais
• Sale, pepe, noce moscata

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 40 minuti

Porzioni: 4

Difficoltà: bassa

Costo: basso

Conservazione: 2 giorni in frigorifero – si può congelare

Il Gusto di non Sprecare: si recupera la carne avanzata

Secondo piatto


Procedimento:

In una ciotolina, spezzetto il pancarrè e lo immergo nel latte, di modo che lo assorba bene

Lavo accuratamente le arance, grattugio la buccia, e spremo il succo.

Trito grossolanamente il prosciutto crudo.

In una ciotola capiente raccolgo la carne tritata, il prosciutto, il pan carrè un po’ strizzato (ma non troppo) dal latte, il parmigiano, le uova e la scorza grattugiata delle arance.

Mescolo molto bene il tutto e regolo di sale e pepe. Tutto questo si può fare anche nel mixer.

Prelevo il composto, lo appoggio su un tagliere e, aiutandomi con e mani, gli do la forma di un cilindro molto ben pressato.

Metto un velo d’olio in un tegame antiaderente, grande abbastanza da contenere il polpettone ben steso, e accendo il fuoco.

Aggiungo la carne e faccio rosolare su un lato di modo che faccia un po’ di crosticina e si sigilli. Con l’aiuto di due cucchiai, la giro sull’altro lato, e quando sarà tutta ben dorata, bagno con il Gran Marnier.

Lascio evaporare l’alcool qualche minuto, quindi aggiungo una parte del succo delle arance, abbasso la fiamma, copro e faccio terminare la cottura, bagnando ogni tanto con il resto del succo delle arance. Si prepara in una mezz’ora circa.

Aspetto che si raffreddi un po’ prima di affettarlo, e lo servo bagnato dalla sua salsina di cottura, con il contorno di una fresca insalata o un morbido puré di patate.

Torta salata di recupero, ma ragionata


Spesso scrivo che, se abbiamo in frigorifero degli avanzi non più sufficienti per fare una porzione, possiamo includerli nell’impasto di una torta salata: così non si sprecano e si recuperano facilmente.

Questo fondamentalmente è vero, ma se, oltre che recuperare, vogliamo fare un prodotto buono e goloso, è necessario metterci un po’ di attenzione, valutare bene i vari sapori degli ingredienti, e cercare l’equilibrio.

Vi porto l’esempio di questa torta salata che, pur partendo da scarti di verdura, è risultata buonissima e insolita.

Gli ingredienti:

  • 1 chilo circa di cime di rapa, ma solo quanto avanzato dopo aver tolto fiori e parti più tenere, quindi gambi e foglie – conservate in congelatore per alcuni giorni
  • 1 etto scarso di prosciutto crudo
  • 2 cucchiai di granella di pistacchi
  • 2 uova
  • 1 yogourt
  • 3 cucchiai di Parmigiano reggiano grattugiato
  • Sale
  • Pasta per torte salate preparata con 100 grammi di farina, 1 pizzico di sale, 1 cucchiaio d’olio, acqua

Se non l’avete già pronta nel congelatore, preparate subito la pasta, così avrà il tempo di riposare

Fate dare un bollo alle cime di rapa (o meglio, quello che ne è rimasto) di modo che si ammorbidiscano bene. È un passaggio veloce, pochissimi minuti di bollitura

Scolate le cime di rapa, passatele sotto l’acqua fredda, strizzatele bene e sminuzzatele con un coltello di ceramica. Trasferitele in una ciotola

Tagliate a quadretti il prosciutto crudo, aggiungetelo alla verdura

Completate con la granella di pistacchio, le uova, lo yogourt e il parmigiano, mescolate molto bene per amalgamare il composto.

Accendete il forno a 200°

Riprendete la pasta, stendetela con il mattarello in una sfoglia sottile e foderate una teglia leggermente unta (io ne ho scelta una in ceramica, da portare in tavola)

Versate il composto, livellatelo e rifinite i bordi arrotolando la pasta in esubero

Passate in forno fin quando la superficie appare ben compatta e la pasta è dorata e croccante

Servite calda, tiepida o anche fredda.

Il sapore amaro della verdura è qui ben stemperato dalla dolcezza del prosciutto e del pistacchio, a loro volta esaltati dal contrasto.

In conclusione: è vero che in una torta salata e in una frittata si può mettere praticamente qualunque cosa, e risulterà mangiabile, ma basta un pizzico di attenzione per ottenere un sapore particolare, equilibrato e appetitoso.

Un ripieno con fondo amaro, come questo, si può stemperare anche con prosciutto cotto, con qualche dadino di mortadella, qualche acino di uvetta.

Un ripieno più dolce, come potrebbe essere se partiamo da finocchi o cavolfiore, acquista un pochino di aggressività con l’aggiunta di un formaggio dal sapore deciso, come il gorgonzola, oppure una salsina fatta con acciughe e capperi.

Spero di avervi dato qualche idea, e ora aspetto le vostre.

Vi lascio un interessante consiglio di lettura, che mi tiene compagnia in questo periodo (oltre al mio Gusto, ovviamente 😉

Oggi è il Carbonara Day


foto dal web

La sottoscritta potrebbe rispondere “echissene ….”, che a me gli spaghetti alla carbonara non piacciono. Quindi non li so fare. Non mi applico.

Pure il marito romano si è rassegnato a questa mia deficienza (non che, per carità, abbia imparato a farla lui).

Allora ri-propongo (con qualche piccola variazione) questa finta carbonara dove, al posto dell’uovo, c’è la zucca. L’apparenza è salva.

Data la stagione, se voleste provare a farla, meglio sbrigarsi, il periodo della zucca è agli agoccioli

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 320 grammi di spaghetti
  • 300 grammi circa di zucca pulita
  • 80 grammi di guanciale, o pancetta, o prosciutto crudo (per me, il terzo)
  • 5 – 6 cucchiai di olio evo
  • sale, pepe
  • Parmigiano Reggiano grattugiato

Se la zucca non è pulita, questa è la prima cosa da fare, pulirla, e si fa molto rapidamente passandola qualche minuto nel forno microonde. La polpa si ammorbidisce e si taglia via dalla scorza con grande facilità.

Si può già mettere sul fornello l’acqua della pasta, salata

Si scalda l’olio in un tegame che possa, alla fine, contenere anche la pasta, e si fa rosolare bene il guanciale. Io lo preferisco ben croccante. Si aggiunge la polpa di zucca e la si fa sciogliere bene: in questo modo si ottiene una crema con la tonalità cromatica dell’uovo, senza l’uovo.

Assaggiare per regolare di sale: il guanciale è sapido, ma la zucca è molto dolce.

Nel frattempo si cuoce la pasta, si scola e si fa saltare qualche secondo nel condimento, di modo che si avvolga bene.

Una bella macinata di pepe, e in tavola! Io ho servito il Parmigiano a parte.

Per farmi perdonare, vi lascio qui la vera storia della pasta alla carbonara, e loa vera ricetta.

Buon appetito!

Paola

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Fiori di zucca ripieni


fiori zucca ripieni

Ho trovato al mercato dei fiori di zucca a dir poco bellissimi: freschi, colorati, con la corolla spalancata, irresistibili. Una volta a casa, ho voluto realizzare una ricetta che fosse, oltre che buona, veloce sia nella preparazione che nella cottura. Non volevo rovinare né il colore né la tenuta dei petali.

Gli ingredienti, per una persona:

  • 5 fiori di zucca
  • 1 fettina di formaggio di capra, tipo caciottina, spessa circa 1 cm.
  • 2 fettine di prosciutto cotto
  • 1 zucchina sottile e fresca
  • 2 cucchiai di albume (avanzato da una pasta frolla)
  • 3 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 10 minuti

Ho acceso il forno a 180°.

Ho aperto delicatamente i fiori, tolto il picciolo, li ho sciacquati sotto un filo d’acqua per non rovinarli. Li ho messi a scolare tra fogli di carta da cucina.

Ho messo nel mixer formaggio, prosciutto e zucchina, ho tritato velocemente per non ridurre in poltiglia, ho bagnato con gli albumi per legare il tutto.

Ho aperto i fiori di zucca, ho messo al centro un cucchiaio di ripieno e ho avvolto come, appunto, un involtino. Man mano li ho appoggiati sul tegame foderato con la carta da forno.

Ho cosparso i fiori con il parmigiano e ho passato in forno per una decina di minuti, il tempo di vederli appena coloriti e con i bordi leggermente croccanti.

Li ho serviti subito.

La sapidità degli ingredienti rende superfluo aggiungere sale o pepe.

Sono buoni ed equilibrati, c’è lo spazio al gusto delicato del fiore. Cinque fiori a persona sono il minimo per una porzione, meno possono diventare un gustoso antipasto.

Strategie: il formaggio di capra e il parmigiano rendono questo piatto adatto a chi è intollerante al lattosio.

Variazioni sul tema: Tenendo presente che il fiore di zucca ha un sapore ben definito, quindi bisogna fare attenzione a non coprirlo, altri mix formati da prosciutto cotto o mortadella con un formaggio delicato sono perfetti per questo piatto. Un modo di usare anche piccoli avanzi in frigorifero.

Vino: Soave, Erbaluce di Caluso

Un bouquet

fiori zucca bouquet