VI Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare


Oggi è quella giornata dell’anno in cui ci viene ricordato che, in OGNI giornata dell’anno, non si deve sprecare il cibo

Ogni volta ringrazio il professor Andrea Segré che, con il suo Last Minute Market, mi ha aperto un  mondo, e vi lascio:

  • la lettura dell’articolo del Venerdì di Repubblica

  • il sorriso delle vignette di Altan

Buon NON-SPRECO a tutti!

Paola

Prepariamoci al Natale – Antipasti: Insalata russa sprint


 

 

Insalata russa sprint, si fa in meno di dieci minuti
Insalata russa

Un’insalata russa diversa che si fa in pochissimi minuti, ci credereste? Ed è pure buonissima, personalmente la preferisco alla tradizionale.

Sulla tavola natalizia è bello proporre diverse alternative, ben venga quindi una ricetta che si risolve in pochissimo tempo.

Perché anche il tempo è prezioso, ed è bene badare a NON SPRECARE nemmeno quello
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Ingredienti per 5 – 6 porzioni:

• 1 vasetto di giardiniera sotto aceto
• 1 vasetto piccolo di pisellini lessati
• 5 cucchiai di maionese pronta
• 1 cucchiaino di senape

Tempo di preparazione: 8 minuti, in anticipo.
Difficoltà: bassissima
Costo: medio
Conservazione: 2 – 3 giorni in frigorifero
Il Gusto di non Sprecare: se ne avanza si può riciclare per arricchire ilo condimento dell’insalata, fare tartine, farcire il panettone gastronomico
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Procedimento:

Scolate la giardiniera, strizzatela bene dall’aceto, mettetela nel mixer e, facendo girare a intermittenza, tritate le verdure in modo grossolano. Trasferitele nella ciotola.

Scolate i pisellini, sciacquateli sotto l’acqua fredda, scolateli ancora bene e aggiungeteli alla giardiniera.

Condite con la maionese e la senape.

Lasciate riposare alcune ore, quindi servite: è appetitosissima!

Naturalmente nessuno vieta di usare i piselli surgelati, facendoli lessare o, ancora meglio, cuocere pochi minuti a microonde, e di farsi la maionese da sé. A voi la scelta.

22 aprile – Giornata Mondiale della Terra 2018


Oggi si celebra in tutto il mondo l’Earth Day 2018

Tantissime sono le iniziative, spesso festose, che accompagnano questa scadenza

Io, purtroppo, non posso esimermi dal riportare le parole allarmanti della Fondazione Barilla, che da molti anni segue la situazione delle risorse alimentari del pianeta:

Stiamo mangiando il nostro Pianeta! Sembra impossibile, ma è la drammatica verità perché dal 3 agosto 2017 stiamo vivendo “a credito” nei confronti della Terra.
Secondo il Global Footprint Network, infatti, lo scorso 2 agosto la richiesta di risorse naturali dell’umanità ha superato la quantità di risorse che la Terra è in grado di generare nello stesso anno. Buona parte di queste risorse sono servite per produrre cibo, ma 1/3 di quegli alimenti è stato gettato o sprecato come dimostrano i dati forniti dal Food Sustainability Index.
Cosa comporta lo spreco di cibo?
Lo spreco alimentare è responsabile della produzione dell’8% circa delle emissioni globali di gas serra. Ma è anche sinonimo di sovrasfruttamento del territorio, quindi spreco della terra impiegata per coltivare cibo che nessuno mangia. Ridurlo potrebbe far risparmiare fino a 1,4 miliardi di ettari di terreno, pari al 30% della superficie agricola disponibile.
Inoltre, sprecare cibo significa anche sprecare molte altre risorse che il Pianeta di offre e che sono impiegate nella produzione degli alimenti, come l’acqua. Non è un esempio casuale: si stima che ogni anno, il volume di acqua utilizzato per la produzione di cibo sia pari alla portata del fiume Volga in Russia. Ecco perché sprecare cibo significa sprecare quantità enormi di acqua.
Sono dati fondamentali, che dobbiamo tenere presente per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
“Produzione del cibo, sovrasfruttamento delle risorse della Terra e spreco alimentare sono elementi che ci separano dal raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Se vogliamo puntare alla “fame zero” non possiamo trascurare che l’impatto dello spreco alimentare, nei Paesi sviluppati, vale 222 milioni di tonnellate di cibo, quasi quanto la produzione alimentare disponibile dell’Africa sub-sahariana (230 milioni di tonnellate)” spiega Ludovica Principato, ricercatrice di Fondazione BCFN e ricercatrice Università Roma Tre.
Se vogliamo contribuire a salvare le risorse che il nostro Pianeta ci offre, quindi, dobbiamo riconsiderare il nostro rapporto con il cibo. Abbiamo bisogno di ragionare sui dati che emergono e inaugurare un cambiamento drastico nei sistemi attuali di produzione e di consumo del cibo.
Il cambiamento può partire dalla tua tavola!

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Il Gusto di non Sprecare: Porra Antequerana


Avete del pane avanzato e raffermo? Fate questa strepitosa zuppa fredda! È semplice e veloce, ma il risultato vi sorprenderà, come ha sorpreso me, tanto è squisito. Quanto al recupero del pane avanzato, nessuno si accorgerà del trucchetto.

Gli ingredienti per quattro persone (indicativi):

  • 400 grammi di pane raffermo
  • 500 grammi di pomodori
  • 2 peperoni
  • 2 cucchiai di aceto
  • 1 spicchio d’aglio
  • ½ bicchiere di olio evo
  • 2 uova sode
  • Qualche fettina di prosciutto crudo oppure del buon tonno sott’olio
  • Sale
  • 1 buon frullatore

Tempo di preparazione: 30 minuti – Non c’è cottura

Mettete a bagno il pane in acqua tiepida, cercando di spezzettarlo un po’. Il pane non deve inzupparsi, solo ammorbidirsi, i tempi quindi dipendono da che tipo di pane si usa, ma non possono essere lunghi.

Lavate i pomodori e i peperoni e tagliate tutto a pezzetti.

Mettete nel frullatore lo spicchio d’aglio sbucciato e frullatelo per qualche secondo da solo, di modo che si frantumi perfettamente, poi unite il pane ben strizzato, i pomodori e i peperoni, l’aceto e metà olio. Frullate il tutto fino a ottenere una crema di colore rosa.

La crema è pronta, da servire con l’olio rimasto, qualche fettina di uovo sodo, striscioline di prosciutto crudo o dadini di tonno.

E’ una zuppa estiva, da refrigerare e servire ben fredda, ma è squisita anche a temperatura ambiente.

Variazioni sul tema: La porra antequerana è una specialità spagnola. La ricetta originale prevede un uso ben più abbondante di aglio. Io mi sono limitata a uno spicchio e mi è sembrato sufficiente, e per chi lo teme, si potrebbe ovviare sfregando il pane prima di passarlo in ammollo.

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