Muffin salati farciti con porri e pomodori secchi


I muffin salati farciti con verdure, salumi e/o formaggi sono sempre graditi

Muffin salati con porri e pomodori secchi

I muffin salati sono sempre una buona idea, soprattutto quando si hanno ospiti: veloci da preparare, versatili, si accompagnano bene con l’aperitivo e possono rimanere in tavola per tutto il pasto, come complemento.

Sono buoni con (quasi) tutto; questi sono, per la mia esperienza, particolarmente riusciti

Provateli, sono davvero semplici

Gli ingredienti:

  • 1 porro intero (elimino solo le foglie verdi più coriacee)
  • 3 pomodori secchi
  • 1 uovo
  • 90 grammi di farina
  • 1 bicchiere non grande di latte
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 70 – 80 grammi di ricotta
  • ½ bustina di lievito istantaneo er impasti salati
  • Sale e pepe

 

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 20 – 25 minuti

Porzioni: 12 muffin

Difficoltà: bassa

Costo: basso

Conservazione: 2 giorni in frigorifero – si possono congelare

Il Gusto di non Sprecare: lo scarto del porro è minimo

Antipasto, piatto di mezzo

Ricetta vegetariana 

Ho pulito il porro, eliminando le radici, la prima guaina e recuperato la parte tenera chiusa tra le foglie verdi più dure.

L’ho affettato piuttosto sottile, l’ho traferito in un tegame con l’olio e l’ho fatto stufare a fuoco dolce per una decina di minuti, più che sufficienti per ammorbidirlo. Ho salato in cottura.

Intanto ho sbattuto bene l’uovo, di modo da montarlo un po’, ho aggiunto il latte, la ricotta e infine la farina. La consistenza deve essere quella di una crema morbida

Ho tagliato a pezzettini i pomodori secchi, li ho aggiunti all’impasto, e infine ho aggiunto il porro.

Ho assaggiato per regolare di sale.

Per ultimo ho versato il lievito, mescolando molto bene per distribuirlo uniformemente

Ho acceso il forno statico a 180°

Ho riempito le formine da muffin (per me sono perfette quelle in silicone), le ho messe in forno e ho controllato la cottura, con lo stecchino, quando ho visto che la superficie cominciava a dorarsi.

Una volta cotti, li ho lasciati un po’ raffreddare prima di estrarli dalle formine.

Con le foglie del porro avanzato, ben lavate e tagliate a striscioline, ho ricoperto il piatto di portata, sul quale ho appoggiato i muffin prima di servirli.

Strategie e variazioni sul tema: con un po’ di fantasia si possono preparare muffin salati usando questo impasto (uovo, farina, latte, lievito) e aggiungendo altri ingredienti che possiamo avere pronti in frigorifero. L’importante è rispettare l’armonia dei sapori, cercando sempre di inserire un tocco vivace per renderli più appetitosi e stuzzicanti.

 

Natura morta di Carlo Carrà, ora in mostra a Milano, Palazzo Reale

Carlo Carrà – Natura morta

Frittata con le foglie verdi dei porri (la parte che tutti i ricettari dicono di scartare …)


Frittata farcita con la parte verde dei porri, quella che spesso si scarta

Frittata con il verde dei porri

Da bambina, nella mia famiglia vigevano i principi più ovvi del risparmio. Non solo non si buttava nulla di commestibile, per carità, ma “ai miei tempi” si recuperava davvero tutto: dalla carta per avvolgere la frutta e la verdura, a quella del pane (ottima per assorbire l’olio dei fritti), alle bottiglie di vetro, che venivano restituite per essere riempite di nuovo.

Poi sono arrivati gli anni ’80, e in men che non si dica chi non ostentava una grande scioltezza nel largheggiare, buttare, sprecare, era guardato quasi con disprezzo.

A me sembra che il risparmio e il riciclo siano invece segni di sensibilità e attenzione verso me stessa e verso tutti. Ogni cosa che consumiamo racchiude in sé energia per produrla, lavoro di chi l’ha accudita, nutrimento, e se viene gettata, produce un rifiuto da trattare e smaltire.

Ecco allora la frittata fatta con le foglie verdi del porro, quella parte che spesso si butta via.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di ricette con i porri nel gruppo Facebook La cucina di casa nostra

Ingredienti:

  • 2 porri, solo la parte verde
  • 5 uova
  • 100 grammi di ricotta
  • 4 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato
  • 2 “giri” di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione e cottura: 1 ora

Porzioni: 5 – 6

Difficoltà: bassa

Costo: basso

Conservazione: 3 giorni in frigorifero – non consiglio di congelare

Il Gusto di non Sprecare: si utilizza e si rende protagonista una parte del porro che spesso viene buttata via

Antipasto, secondo piatto

Ricetta vegetariana 

Spero sia inutile precisare che la parte bianca dei porri l’avevo usata in precedenza per un’altra preparazione. Le foglie verdi, che sono abbastanza legnose, dopo un attento lavaggio, devono subire un passaggio di alcuni giorni nel freezer: il congelamento ammorbidisce le fibre e le rende commestibili e, soprattutto, digeribili.

Ho recuperato le foglie congelate e le ho tagliate a striscioline, lavoro assai semplice perché si sono ammorbidite subito. Le ho messe in un tegame con l’olio e le ho fatte appassire ancora un po’. A questo punto avrei potuto fare una frittata classica, sul fornello, aggiungendo solo le uova. Io preferisco la cottura nel forno, quindi ho aggiunto, oltre alle uova, ricotta e parmigiano, ho regolato di sale, e ho passato nel forno a 200° per circa 20 minuti.

E appetitosa come la frittata di cipolle, e come la frittata di cipolle è ottima calda, tiepida e fredda.

D’ora in poi del porro butteremo solo le barbe!

Porro - la parte da recuperare e non buttare

Porro – la parte da recuperare e non buttare

 

Quiche lorraine chez moi


Mi dicono che ieri è stata la giornata mondiale della Quiche Lorraine, la deliziosa torta salata francese che ormai si trova declinata in mille sapori.

Ve ne presento una versione personale, leggermente italianizzata, leggermente alleggerita, che però alla fine non si discosta così tanto dall’originale.

Provare per credere.

Ingredienti della mia pasta:

  • 200 gr. farina
  • 2 pizzichi di sale
  • 2 cucchiai d’olio
  • Acqua fredda

Ingredienti della pasta brisée:

  • 200 gr. di farina
  • 150 gr. di burro
  • 2 pizzichi di sale
  • Acqua fredda

Ingredienti per il ripieno:

  • 4 porri
  • 2 uova
  • ¼ di litro di latte
  • 1 hg. pancetta dolce
  • Sale, pepe, noce moscata
  • Olio evo

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura dei porri: 20 minuti

Tempo di cottura in forno: 30 minuti

Prima di tutto preparate la pasta, mettendo nell’impastatrice tutti gli ingredienti (nel caso della pasta brisée, fate prima ammorbidire il burro per 30 secondi nel microonde), l’acqua necessaria a ottenere un impasto morbido ma asciutto, e fate riposare in un contenitore chiuso: la mia pasta può stare dove volete, la brisée in frigorifero.

Ora pulite i porri, spuntandoli e incidendoli per la lunghezza di modo da eliminare solo la prima foglia. Ricordo sempre di salvare la parte verde per quanto possibile, sarà utilizzata per un’altra preparazione.

Affettateli e fateli cuocere dolcemente in poco olio e acqua, di modo che si ammorbidiscano e si disfino bene senza soffriggere troppo, salandoli moderatamente a metà cottura. Appena pronti, aggiungete la pancetta che avrete tagliato a striscioline e continuate la cottura qualche minuto, finchè anche la pancetta si sarà ammorbidita e il grasso sarà quasi trasparente. In una scodella sbattete le uova con il latte, sale (poco, c’è la pancetta!), pepe e una bella grattata di noce moscata, poi versate il composto nella padella con i porri e amalgamate bene il tutto.

E’ il momento di accendere il forno a 200°. Ora riprendete la pasta, stendetela piuttosto sottile con il mattarello, foderate una tortiera da 28 cm di diametro che avrete unto leggermente, riempite con l’impasto e mettete a cuocere nel forno. Controllate ogni tanto, ma in una mezz’oretta dovrebbe essere pronta e la basta ben dorata.

La mia pasta diventa  una sfoglia croccante, la pasta brisée è una specie di frolla ancora più sbrisolosa perché non ci sono le uova. Sono buone entrambe e si possono alternare a piacere.

Servite calda, tiepida o a temperatura ambiente. Servite una bella porzione come secondo, in quantità più misurata come antipasto o piatto di mezzo. Se avanza sta in frigo due o tre giorni senza perdere la sua bontà.

Strategie: potete cuocere in anticipo, anche largo, i porri, ma mettete all’ultimo pancetta e composto di uova e latte. Potete fare un po’ prima anche la pasta, ma non oltre due o tre ore.

Variazioni sul tema: E’ squisita anche con il prosciutto al posto della pancetta, oppure con entrambi, se aveste qualche avanzo da terminare. Ricordate però che il prosciutto deve cuocere pochissimo, appena il tempo di ammorbidirsi, la pancetta qualche minuto in più.

L’elegante versione francese:

Muffin gratinati ai porri


…  ovvero come riciclo il purè di patate (e anche un pochino di prosciutto) senza che nessuno se ne accorga!

Anzi, penseranno che sia stato cucinato apposta! Ed è facilissimo.

In realtà non è difficile recuperare il purè avanzato: si può aggiungere al minestrone, che sarà più cremoso, all’impasto del pane o delle polpette, che risulterà più soffice.

Provate a fare questi muffin, dove il purè si è rivelato prezioso per il gratin.

 

Ingredienti per 8 muffin:

  • 1 porro grande
  • 50 grammi di prosciutto cotto
  • 1 uovo
  • 1 bicchiere piccolo di latte
  • 4 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
  • Sale, pepe
  • 3 cucchiai di olio evo
  • Qualche cucchiaio di purè avanzato
  • 6 stampi per muffin (i miei in silicone)

 

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 10 minuti sul fornello + 20 minuti in forno

 

Ho eliminato dal porro la parte verde, cercando di contenere l’esubero (che ho comunque conservato).

L’ho affettato, trasferito in un tegame con l’olio e un pochino di acqua, e l’ho fatto cuocere a fuoco medio. Il porro è tenero e si prepara in pochi minuti.

Intanto ho tagliato a quadratini le fettine di prosciutto (un pezzo unico è ancora più comodo) e l’ho aggiunto al porro, mescolando bene. Ho spento il fuoco, ho versato prima il latte, per raffreddare il composto, poi l’uovo e infine il parmigiano.

Ho acceso il forno ventilato a 200°.

Ho preso i miei stampi da muffin in silicone, ho distribuito i porri con il loro condimento, cercando di mettere quantità omogenee, e ho terminato con un cucchiaio di purè a coprire bene tutta la superficie.

Ho messo in forno a mezz’altezza per circa 20 minuti: in questo modo si cuoce il composto e si forma il gratin in tempi bilanciati.

Io l’ho trovata un’ottima idea: con il purè il piatto ha preso consistenza e il sapore del porro, già stemperato dal latte, è risultato ancora più delicato.

Variazioni sul tema: Oltre al porro, secondo me sono ottimi anche con la lattuga o altra insalata dolce e, quando verrà l’estate, con le zucchine.

Se volete qualche idea per recuperare la parte verde del porro, provate questa frittata, oppure questa ottima crema di carote.

 

Vi saluto con l’opera di Pyotr Konchalovsky, un pittore dell’avanguardia russa che, confesso, non conoscevo: Natura morta con verdure (1916)

 

Frittata con porri e fave di cacao


frittata porri e fave di cacao

Una semplicissima frittata cotta al forno, che presenta l’incontro di due ingredienti solo apparentemente estranei.

Le fave di cacao, di solito associate a ricette dolci, sono in realtà amare, persino vagamente acide

Il porro, che invece utilizziamo per ricette salate, una volta cotto ha un sapore dolcissimo

E l’accostamento rivela un sapore nuovo, pieno.

Gli ingredienti:

  • 2 porri
  • 1 bella manciata di fave di cacao
  • 4 uova
  • 100 grammi di ricotta
  • 3 cucchiai di Parmigiano reggiano grattuggiato
  • 2 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti + 30 minuti in forno

Ho pulito i porri eliminando le estremità e conservandone quanto più possibile, li ho tagliati a rondelle, li ho messi in un tegame con l’olio e qualche cucchiaio di acqua e li ho fatti cuocere su fuoco dolce, mescolandoli spesso per disfarli.

Intanto, nel mixer, ho tritato le fave di cacao

Ho acceso il forno statico a 180°

In un piatto ho sbattuto le uova con la ricotta, ho salato leggermente e completato con il Parmigiano grattuggiato. Ho aggiunto i porri e le fave di cacao tritate, miscelato bene il tutto e travasato in un tegame da forno appena unto (in realtà io ne ho usato uno in silicone, che non richiede nessuna preparazione).

La frittata è pronta dopo circa mezz’ora, quando si presenta ben dorata e gonfia

E’ un secondo piatto, ma tagliata a porzioni più piccole diventa un antipasto o un accompagnamento per l’aperitivo, visto che è ottima anche fredda (come ogni frittata!)

Strategie: Si possono cuocere i porri in anticipo. Del porro, si può utilizzare (anche) la parte più scura, e meno tenera: avrà solo bisogno di cuocere un po’ di più.

Vino: Vermentino di Gallura

Il consiglio di lettura è “Cioccolata a colazione” di Pamela Moore. Pubblicato nel 1956, anticipa le esigenze femminili di trovare un posto nel mondo, slegato dai tradizionali doveri materni e famigliari.

cioccolata a colazione

 

Gramigna con porri e noci


Presto presto! Prima che i porri spariscono dal mercato, facciamo ancora questa pasta super semplice, ma buona e originale.

Io ho scelto la gramigna, che mi piace molto, ma fuori dall’Emilia non è sempre facile da trovare. Andrà benone anche una pasta corta di formato contenuto.

Ingredienti per quattro persone:

  • 320 grammi di pasta (ma la gramigna rende meno, ce ne vogliono 400)
  • 2 porri
  • 100 grammi di noci sgusciate
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 10 minuti

Secondo me, non c’è nemmeno bisogno che la spieghi …

Mettete su l’acqua della pasta

Eliminate, nel porro, le barbe e la parte verde (da pulire e conservare per un’altra preparazione)

Affettate finemente il porro e fatelo stufare in padella con l’olio e, eventualmente, un po’ d’acqua. Salate durante la cottura

Intanto sminuzzate le noci

Appena i porri sono pronti, ben appassiti, aggiungete le noci

Intanto avrete buttato la pasta: scolatela e saltatela in padella con il suo condimento

Servite con Parmigiano reggiano a parte. A me non sembra necessario, ma qualcuno lo ha aggiunto.

Tutto qua. Resta solo da provare.

Variazioni sul tema: Al posto delle noci, vanno bene anche le nocciole. Quando il porro sarà definitivamente scomparso, questa pasta si può fare usando i cipollotti, ma essendo meno delicati, vanno cotti un po’ più a lungo.

Questa volta vi sorprendo

Arturo Noci, L’arancio, 1914

 

Torta bianca di porri


torta di porri

Da qualche anno, in molte città, ha preso campo la piccola tradizione di organizzare una cena, all’aperto, in bianco: bianche le tovaglie, bianchi tutti gli accessori per la tavola, bianche le sedie, rigorosamente bianco l’abbigliamento dei partecipanti, e bianco il cibo.

Qual è la regola base di queste cene, sempre coronate da un enorme successo e una festosa partecipazione? Ognuno deve portarsi tutto da casa, dal tavolino al tovagliato, alle stoviglie, alle cose da mangiare.

Questa è la torta bianca che ho pensato per l’occasione ma che, pensate un po’, è ottima anche in una cena coloratissima.

Ingredienti per una torta di circa 28 cm. di diametro:

  • pasta base per torte salate fatta con 200 grammi di farina
  • 3 porri
  • 250 grammi di ricotta
  • 1 manciata di pistacchi appena spezzettati
  • 2 cucchiai di olio evo
  • ¼ di bicchiere di latte
  • 2 uova
  • 1 manciata di parmigiano reggiano grattuggiato
  • 1 grattata di noce moscata
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti per i porri + 30 minuti per la torta

Ho preparato la pasta usando, questa volta, metà farina integrale e metà farina 0, per non esagerare con il candore. L’ho lasciata riposare una buona mezz’ora.

Intanto ho affettato i porri, recuperando quanto più possibile della parte verde (attenzione che tra le foglie si nasconde spesso del terriccio, di cui ci si accorge solo quando si affettano!)

Ho messo in padella l’olio e il latte, ho versato i porri e li ho fatti stufare dolcemente fino al quasi disfacimento. Ho salato a metà cottura. Più tempo si può dedicare a questo passaggio, più dolci diventano i porri.

Una volta pronti, a fuoco spento, ho aggiunto i pistacchi e la ricotta, per raffreddare il composto, quindi le uova, il parmigiano e la noce moscata. Ho assaggiato per regolare di sale e di pepe.

Ho scelto una bella teglia di ceramica da poter trasportare, ho steso la pasta, su questa la crema di porri, e infine ho decorato con una piccola griglia di pasta, per creare qualche ulteriore punto croccante in una torta che, altrimenti sarebbe forse troppo cremosa.

Ho infornato per circa mezz’ora a 200 gradi, forno statico.

Buona sia calda che fredda, è quindi perfetta per essere trasportata e consumata quando fa comodo.

Qui potete trovare informazioni “istituzionali” sulle cene in bianco, e magari organizzarne una.

Strategie: Si possono cuocere i porri in anticipo

Variazioni sul tema: Chi è intollerante al lattosio può usare un latte e un formaggio cremoso adatto. Mi dicono che esiste anche la ricotta delattosata.

Buona estate!

La cena in bianco sotto la Tour Eiffel

Participants dressed in white take part in a big open air white dinner at the Trocadero gardens, in front the Eiffel Tower, in Paris, Thursday, June 13, 2013. The event is a reminiscent of flash mobs, where hundreds of people descend on one area at a specific time, summoned by SMS text message, gsm phone call or email. (AP Photo/Thibault Camus)

Participants dressed in white take part in a big open air white dinner at the Trocadero gardens, in front the Eiffel Tower, in Paris, Thursday, June 13, 2013. The event is a reminiscent of flash mobs, where hundreds of people descend on one area at a specific time, summoned by SMS text message, gsm phone call or email. (AP Photo/Thibault Camus)

 

Frittata alle foglie verdi dei porri


frittata foglie verdi porri

Mia madre mi ha cresciuta secondo i principi più ovvi del risparmio. Non solo non si buttava nulla di commestibile, per carità, ma “ai miei tempi” si recuperava davvero tutto: dalla carta per avvolgere la frutta e la verdura, a quella del pane (ottima per assorbire l’olio dei fritti), alle bottiglie di vetro, che venivano restituite per essere riempite di nuovo.

Poi sono arrivati gli anni ’80, e in men che non si dica chi non ostentava una grande scioltezza nel largheggiare, buttare, sprecare, era guardato quasi come un pezzente … tempi duri.

A me sembra che il risparmio e il riciclo siano invece segni di sensibilità e attenzione verso me stessa e verso tutti. Ogni cosa che consumiamo racchiude in sé energia per produrla, lavoro di chi l’ha accudita, nutrimento … e se viene gettata, produce un rifiuto da trattare e smaltire.

Ecco allora la frittata fatta con le foglie verdi del porro.

Ingredienti per quattro persone:

  • 2 porri, solo la parte verde
  • 5 uova
  • 100 grammi di ricotta
  • 4 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato
  • 2 “giri” di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione e cottura: 1 ora

Spero sia inutile precisare che la parte bianca dei porri l’avevo usata in precedenza per un’altra preparazione. Le foglie verdi, che sono abbastanza legnose, dopo un attento lavaggio, devono subire un passaggio di alcuni giorni nel freezer: il congelamento ammorbidisce le fibre e le rende commestibili e, soprattutto, digeribili.

Ho recuperato le foglie congelate e le ho tagliate a striscioline, lavoro assai semplice perché si sono ammorbidite subito. Le ho messe in un tegame con l’olio e le ho fatte appassire ancora un po’. A questo punto avrei potuto fare una frittata classica, sul fornello, aggiungendo solo le uova. Io preferisco la cottura nel forno, quindi ho aggiunto, oltre alle uova, ricotta e parmigiano, ho regolato di sale, e ho passato nel forno a 200° per circa 20 minuti.

E appetitosa come la frittata di cipolle, e come la frittata di cipolle è ottima calda, tiepida e fredda.

D’ora in poi del porro butteremo solo le barbe (e forse nemmeno quelle, c’è chi le usa … ma ancora non ho imparato come).

Vi regalo un allegrissimo quadro di JonOne, street artist che ho conosciuto e Parigi e ritrovato a Milano

jonone