La passata di pomodoro in città


Come ogni anno in questo periodo mi punisco con due o tre giorni di full immersion per preparare a casa, a Milano, la passata (salsa? conserva?) di pomodoro.

Compero, sull’appennino modenese, alcune cassette di pomodori freschi e buoni di orto (altrimenti non si spiegherebbe tanto impegno) e con quello che ne ricavo vado avanti tutto l’inverno senza difficoltà.

Non ho mai fatto conti per capire se c’è un vantaggio economico, mi basta quello sul sapore e sulla salute.

Se volete provare a fare la passata come la faccio io, o semplicemente seguire la mia attività in questi giorni, potete leggere qui: alla fine troverete anche un bel consiglio su come recuperare persino i pomodori meno freschi!

La salsa di pomodoro fatta in casa, in una cucina di città


La mia scorta, due cassette piene!

Voi come la chiamate? Salsa? Passata? Conserva? In ogni caso, c’è un’enorme soddisfazione nel prepararsela da soli: conosciamo la provenienza della materia prima, stiamo attenti all’igiene, e poi è indiscutibilmente più buona di quella industriale.

Farla è semplicissimo, e nemmeno così lungo, almeno per la mia esperienza domestica

Ci vuole, quello sì, un minimo di attrezzatura (molto economica!) che faciliti il lavoro

Sono convinta che, per quanto sia l’entusiasmo iniziale, se poi il processo diventa complicato e dispersivo, l’entusiasmo va a farsi benedire, come si dice

Cosa serve?

  • Pomodori da salsa (ce ne sono svariate varietà) di sicura provenienza
  • sale
  • Vasetti di vetro con coperchio, pulitissimi, lavati e asciugati accuratamente
  • 1 pentolona (la mia contiene circa 10 chili di pomodori)
  • 1 passaverdura o, molto meglio, un piccolo attrezzo apposta 
  • 1 imbuto adeguato 
  • Qualche ciotola

Tempo impiegato da me: per ogni pentola, circa tre ore + il tempo del raffreddamento. Fate i vostri conti.

Io immergo i pomodori nell’acqua fredda, li pulisco uno a uno, li taglio in tre o quattro parti – e controllo attentamente che non ci siano difetti, ammaccature, parti ammuffite, che ovviamente elimino – e li metto nella pentola.

Scaldo subito e rimescolo man mano che aggiungo, perché non si attacchino. Questo è un rischio solo al principio, poi i pomodori cominciano a emettere la loro acqua e si può procedere mescolando solo ogni tanto.

 

Vado avanti finchè la pentola non è piena per ¾, oltre renderebbe complicate le operazioni successive

Lascio cuocere quasi indisturbato finchè i pomodori sono quasi sfatti e le bucce opache e rugose (calcolate 40 minuti circa)

Ora passo tutti i pomodori con questa magica macchinetta, che mi restituisce da una parte il passato e dall’altra bucce e semi

Rimetto la salsa passata sul fornello e la faccio cuocere un po’ finchè non ha raggiunto la cremosità che preferisco. Qui aggiungo un pochino di sale.

Intanto preparo i barattoli e i tappi

Appena la salsa è pronta, bollente, la invaso rapidamente, chiudo bene i coperchi, posiziono i barattoli uno vicino all’altro e li copro tutti con una vecchia copertina. Li lascio raffreddare completamente così.

In questo modo nei vasi si crea il sottovuoto, e infatti si distingue chiaramente il “clack” dei coperti, man mano che si sigillano.

Una volta freddi, la salsa è pronta

Si può consumare subito, o conservare per mesi.

È molto, ma molto più buona di quella comperata, ed è pure vegana!

Il Gusto di non Sprecare: Se, nonostante tutto, qualche pomodoro è davvero inutilizzabile, non buttatelo! Fate come Elena, lungimirante blogger e scrittrice di gialli di successo, che la scorsa stagione ha piantato qualche pomodoro non utilizzabile per la passata, e quest’anno ha trovato una pianta di pomodori ben cresciuta e fruttifera sul terrazzo!

Questo è il suo raccolto: