Non sprecare il cibo


Il Gusto di non Sprecare, cover

Oggi è l’ultimo giorno dedicato al mio libro da parte di Gianni, e lo ringrazio davvero di cuore non solo per la visibilità che mi ha regalato, ma per le puntuali parole con cui si è espresso sul mio “lavoro”

Gianni ha sintetizzato perfettamente quelli che sono i miei obiettivi, raccolti nell’e-book, ma continuamente aggiornati sul blog:

… si parte dal capire cosa si compra e si arriva a cucinare quanto avanza così da creare ricette che soddisfino soprattutto il palato.

Quando si parla di avanzi, si può pensare a materie prime non più utilizzabili, magari andate male. Ecco, prima di arrivare a quello, il libro affronta come ripensare la spesa, la gestione del frigorifero, e la finalizzazione di ciò che è rimasto inutilizzato, così che non vada in malora.

Infine, Gianni aggiunge un particolare per me importantissimo, a cui tenevo molto: il libro è scritto bene, scorre e appassiona.

Insomma concedetemi un momento di pura felicità 😉

Se avete deciso che non potete proprio fare a meno del “Gusto”, cliccate qui

A Gianni un abbraccio!

Paola

 

Cibo a regola d’arte … e tanti auguri!


Il Corriere della Sera ha organizzato a Milano la manifestazione Cibo a regola d’arte, due giorni di totale immersione nel cibo, nelle sue preparazioni, nella sua storia.

Io ho scelto di seguire due incontri casualmente consecutivi, per me di grande interesse.

Niente di pratico, niente di goloso, solo storie, belle storie.

Il primo incontro aveva lo stesso titolo del mio e-book: Il gusto di non sprecare. A tenerlo, Andrea Segré, una personalità che da molti anni si batte per diffondere il principio di quanto sia importante non sprecare il cibo.

Andrea Segré insegna all’Università di Bologna, ha lanciato il Last Minute Market, e non si stanca di far sentire la sua autorevole voce per sensibilizzare tutti, da chi ci governa all’ultimo cittadino, su quanto conti organizzare un recupero efficace delle scorte invendute, prossime alla scadenza, non perfette.

Inutile dire che per me è un idolo! Sono anche riuscita a salutarlo!

 

nato con le Olimpiadi in Brasile (dove si chiamava RefettoRio), e da lì in espansione in varie città del mondo.

Cos’è Refettorio? Un ristorante per persone indigenti (quindi, per loro, gratuito) dove, in un ambiente bello e curato, vengono proposti piatti di alta cucina, preparati con quanto avanza dai mercati cittadini, e quindi donato.

Massimo Bottura ha messo in questo progetto la ricerca continua per recuperare e riciclare gli ingredienti a disposizione, aggiungendo alle ricette classiche altre preparazioni ricche di fantasia, attente all’armonia dei sapori, incantevoli nella loro originalità.

Molti Refettori stanno aprendo nel mondo, coinvolgendo altri chef stellati che hanno voluto fortemente aderire al principio fondante, che potrei definire “alta cucina di recupero”.

L’esempio portato a chi era presente (e che non ho, ovviamente, assaggiato, vista la mia scarsa prontezza di riflessi): i passatelli fatti, non con il pangrattato, ma con la pizza avanzata e seccata. Un esempio da ripetere facilmente in ogni cucina casalinga, per creare da un piatto ben preciso, la pizza, un altro piatto completamente diverso, e molto attraente.

Mi sembra, questo di Bottura, un passo verso un mondo migliore, verso un uomo migliore, dove l’alta qualità e la ricerca non rimangono confinate tra pochi fortunati, ma raggiunge quante più persone possibile. Tutti abbiamo diritto alla bellezza.

Buona Pasqua a tutti|

http://amzn.to/2HcjZWd https://bitly.com/#