Il Mirtillo Nero dell’Appennino Tosco-Emiliano


Ebbene sì, si ricomincia, e ancora mi porto dietro tutte le esperienze e le belle e buone cose a cui mi sono appassionata quest’estate.

Ho voluto “mangiare” consapevolmente e responsabilmente, e ho raccolto qualche informazione che vorrei, piano piano, condividere con voi.

Sia chiaro! Non è mio obiettivo fare pubblicità o propaganda, ma raccontare storie che forse non tutti conoscono, legate a un territorio limitato, e che vogliono solo fornire qualche informazione, e magari la voglia di cercare sempre, anche a tavola.

Sono convinta che la conoscenza precisa di prodotti e processi produttivi siano, in qualche modo, un aiuto a non sprecare: l’acquisto consapevole è sempre corretto e conveniente.

Comincio con una vera golosità: il Mirtillo Nero dell’Appennino ToscoEmiliano, qui  guarnito con un bello spruzzo di panna montata.

È un frutto spontaneo che cresce in alta quota (oltre i 1000 metri di altezza) e copre interi prati con le sue piantine dalle foglie verdi brillanti che nascondono le piccole bacche blu scuro, quasi nere, dolci e saporite.

La raccolta è regolamentata, ma si possono liberamente raccogliere limitate quantità di assaggio

Come tutti i prodotti “di nicchia”, inteso non come un lusso, ma perché concentrati in uno spazio limitato, è indispensabile recarsi sul posto, nel momento giusto dell’anno (fine dell’estate) per gustarlo.

Capisco che l’informazione arriva un po’ al limite della stagione, e allora aggiungo che, in zona, ci sono piccole aziende che lo lavorano, permettendo così di farsi accompagnare dal suo sapore tutto l’anno. Non solo confetture, ma al naturale, o sciroppi e liquori (il Mirtillino è una delizia!)

Quante volte le cose più semplici sono anche le migliori!

Per saperne di più: http://www.mirtillonero.it/dettaglio.asp?idliv=114

Fioritura sul Corno alle Scale