Effetto Farfalla


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Buongiorno a tutti!

Questo post nasce spontaneo, dalla curiosa coincidenza di parlare con Eletta, (un’amica virtuale, ma che sento vicina), un articolo sul Corriere di Bologna e un intervento di Andrea Segrè che, per chi ancora non lo sapesse, rappresenta il mio mentore, il luminoso punto di riferimento nel non sprecare cibo.

Ci sta, tra i buoni propositi dell’anno nuovo, l’idea di impegnarsi ogni giorno a fare un piccolo gesto, un gesto indolore, facile, che possa entrare nella nostra vita con leggerezza, ma che piano piano ci porti a un radicale cambiamento. E’ quello che Andrea Segrè chiama “Effetto Farfalla: piccoli gesti per produrre grandi benefici, vicino ma anche lontano da noi”.

Non buttare cibo ancora buono, chiudere il rubinetto, abbassare di un grado il riscaldamento in casa, muoversi di più senza l’automobile … gli esempi sono tanti, e ognuno di noi può trovare quello più facile con cui cominciare.

Guardiamoci intorno: è arrivato il momento in cui non possiamo più delegare a chi ci governa la gestione della nostra quotidianità.

Dobbiamo impegnarci in prima persona, se vogliamo che qualcosa cambi. Con leggerezza, come una farfalla!

 

La semplice, geniale idea di Recup


Avevo già parlato di Recup qui, ma sabato sono andata a conoscerli

Virginia

La mia ambasciatrice è stata Virginia, bella e dalle idee molto chiare, che nella vita fa la biologa ricercatrice e, una volta alla settimana, diventa una delle preziose volontarie di Recup

Virginia al telefono mi aveva anticipato: vieni a trovarci, e capisci tutto
E così è stato.

Cos’è, esattamente, Recup, e come funziona?

I mercati ortofrutticoli hanno un orario, proprio come i negozi.

A una certa ora del mattino o del pomeriggio, la cassa chiude, non si vende più e si sbaracca

Chi propone prodotti freschi (frutta, verdura, ma anche pesce) si può trovare con un esubero di prodotti che, date le loro condizioni, non saranno più vendibili il giorno successivo.

Possono esserci prodotti belli freschi, e altri un po’ ammaccati che nessuno ha voluto, ma non per forza da buttare

E qui arriva RECUP!

I volontari ufficiali, i volontari occasionali, e alle volte i commercianti stessi, raccolgono in uno spazio convenuto, lo spazio Recup, quanto avanzato

Si ottengono così due risultati:
• Offrire cibo gratuito a chi ne ha più bisogno (ma chiunque si avvicina può servirsi, sta poi al buon senso individuale comportarsi correttamente)
• Evitare che cibo buono, fresco, recuperabile venga gettato via.

Recup è la perfetta sintesi della sensibilità sociale ed ecologica: facciamo del bene a chi ha bisogno, facciamo del bene al pianeta, preserviamo le risorse.

 

L’associazione Recup, basato totalmente sull’attività volontaria di circa 200 persone (ma ne servirebbero altre, passate la voce!) ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano, e alcune aziende hanno deciso di sostenerli, fornendo magliette con il logo, guanti in lattice a strumenti di lavoro.

Visitate il loro sito – anche per conoscerli bene – cercateli nei mercati più vicini a casa vostra e, se avete un po’ di tempo, ogni tanto andate (andiamo!) a dare una mano. Passate la voce. Recup-eriamo!

E questo è stato il mio bottino