Il Gusto di Non Sprecare: Il “dado” vegetale granulare fatto in casa


Il Gusto di Non Sprecare su Amazon e Kobo

Nel mio e-book “Il Gusto di non Sprecare” non mancano le ricette di autoproduzione

Questo “dado” risolve due problemi: la comodità di preparare un brodo vegetale al volo, e la possibilità di recuperare gli scarti delle verdure, sempre così abbondanti. Insomma, un valido aiuto in cucina a costo zero!

Gli ingredienti:
scarti sani di tutte le verdure (bucce di patate, di cipolle e di pomodoro,     estremità di carote e zucchine, foglie di carciofo, coste dure di sedano,   radici del porro…)
• erbe aromatiche (rosmarino, basilico, salvia, timo…)
• Sale grosso (1/3 del peso delle verdure, circa)
• Pochissimo olio evo
• Acqua

Ricetta vegetariana e vegana
Senza glutine
Senza lattosio

Prima di essere pulite e sbucciate, le verdure devono essere lavate accuratamente, fregandole con il guanto scrub, o con una spugnetta. In questo modo abbiamo la certezza che anche le parti di scarto, che ora non scartiamo più, sono ben pulite.

Ora si può procedere sbucciando e selezionando: le parti di scarto si raccolgono tutte in una pentola capiente. Attenzione a pesare la pentola, perché a fine lavoro si dovrà aggiungere tanto sale quanto la metà del peso delle verdure.

Si aggiungono le erbe aromatiche, un filo d’olio, poca acqua, e si fa stufare il tutto lentamente.

Quando le verdure sono cotte, si lascia evaporare il liquido in eccesso e si trasferisce tutto in un tegame da forno, livellando in un solo strato.

Si mette in forno a 90 gradi e si attende che tutto sia perfettamente asciutto (calcolate tre o quattro ore).

In alternativa, per chi abita in campagna, si può far seccare al sole (zero energia, zero emissioni!) oppure si può usare, per chi lo possiede, l’essiccatore.

Una volta asciutte, le verdure saranno già molto frantumate, ma è possibile dare un aspetto più gradevole frullando il tutto.

Si trasferiscono in vasetti chiusi e si conservano per diversi mesi, anche a temperatura ambiente.

Quando abbiamo pochi scarti e pensiamo non valga la pena fare tutto questo lavoro, in attesa di raccoglierne altri possiamo congelarli. In questo caso, non sarà poi necessario aggiungere acqua.

Il “dado” fatto in casa è molto apprezzato, consideratelo quando volete fare un piccolo omaggio.

dado vegetale granulare
immagine dal web

Farro (cotto a risotto) con gambi di cipollotto e nocciole


Siamo a maggio ma, almeno fino a qualche giorno fa, sembrava novembre. Pioggia, freddino, qualcuno aveva ancora i termosifoni accesi la sera.

Ecco allora un bel piattino autunnal – primaverile, da giocarsi per il periodo, che mi sono inventata sempre con l’obiettivo di proporre qualcosa di buono, sano, semplice, con un tocco antispreco.

Ingredienti:

  • 320 grami di farro (che si può benissimo sostituire con il riso)
  • 3 gambi di cipollotti
  • 1 manciata piena di nocciole
  • Brodo di dado home made
  • 2 + 2 cucchiai d’olio evo
  • Parmigiano reggiano grattuggiato a piacere

Tempo di preparazione e cottura: 30 minuti

Dai gambi dei cipollotti, ho recuperato la parte centrale, più tonica e sana, che ho ben lavato e tagliato a rondelle.

Ho fatto soffriggere dolcemente nei 2 cucchiai d’olio, con l’aggiunta di altrettanta acqua, e quando sono stati teneri (ci mettono davvero pochi minuti) ho aggiunto il farro sciacquato. Ho bagnato con acqua bollente dove avevo sciolto un cucchiaio di dado, e ho portato a cottura esattamente come si fa con il risotto.

Intanto, ho tritato grossolanamente le nocciole, che ho aggiunto alla fine, a piatto bollente, ma a fuoco spento.

Ho servito subito, ben caldo (anche per la stagione!), sebbene il farro tolleri bene qualche minuto di riposo. Parmigiano a parte per chi non può farne a meno.

 

 

Strategie: Come tutti i resti delle verdure, anche i gambi dei cipollotti sono possono congelare, puliti, e conservare in freezer fin quando non ci servono.

Variazioni sul tema: Come dicevo, questo piatto si può fare anche con il riso, secondo il procedimento di un normale risotto. L’uso del farro lo rende un po’ meno vincolato a essere solo un “primo piatto”, ma in sostanza non cambia molto.

Vino: Vermentino della Riviera Ligure di Ponente

Il consiglio letterario legato a questa ricetta è “Di viole e liquirizia”, un delizioso romanzo di Nico Orengo ambientato nelle Langhe, terra preziosa per la coltura delle nocciole più pregiate.