La Grazia, il libro a cura di Elena di Rosa


La Grazia

La Grazia

Io sono una lettrice costante e curiosa, mi butto con entusiasmo dentro ogni nuova lettura, e così ho fatto con il libro che Elena mi ha mandato, accompagnato da una lettera scritta a mano e piena di affetto e calore.

Cos’è il libro della Grazia? E’ un concentrato di emozioni e di esperienza per aiutarci a trovare la comunicazione vera e sincera tra le mamme e i loro bambini. Una comunicazione che deve essere libera dai condizionamenti, dai dogmi sterili, dalle sentenze dall’alto, ma deve caricarsi di amore, empatia, comprensione, conoscenza.

Il libro della Grazia per adesso non costa nulla, Elena lo regala a chi è interessato e, in cambio, si può partecipare a una piccola raccolta che andrà per l’acquisto di giocattoli per bambini ricoverati.

Il libro della Grazia non va sullo scaffale della libreria: resta lì, a portata di mano, per essere ripreso ogni volta che ne sento il bisogno …

Genova è mia moglie


faber

Questo blog, che dovrebbe parlare solo di cibo, ogni tanto prende qualche piega diversa, devia verso qualche altra passione.

Penso che tutti amino Fabrizio de André, un artista genovese, profondamente genovese, che ha saputo muovere emozioni ben al di là dei confini provinciali e regionali. Ha sempre raccontato il mondo che vedeva vicino a lui, ma ha trovato eco ovunque, tanto che il suo capolavoro, Creuza de mä, interamente cantato in dialetto ligure, è considerato uno dei dieci album più belli degli anni ’80, ed è apprezzato anche all’estero.

Oggi, nelle librerie, esce un libro particolare, interamente dedicato a Fabrizio de André. Un libro fotografico che “non ha nemmeno una foto di Fabrizio”. L’autore dei testi, Stefano Tettamanti, che lo ha conosciuto personalmente, racconta gli aneddoti e le storie da cui sono nati i suoi brani; ma è grazie allo sguardo di Patrizia Traverso che riusciamo a guardare con gli occhi di Faber, i luoghi che ha tanto amato e che lo hanno ispirato, la città dove è nato e ha vissuto a lungo, e dove tornava sempre volentieri perché, diceva, “Genova è mia moglie”.

Genova è mia moglie