Prepariamoci al Natale. Il panettone gastronomico, fatto in casa


Panettone gastronomico

Panettone gastronomico

Panettone gastronomico come si presenta

Panettone gastronomico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E per concludere in bellezza questa prima settimana dedicata alle ricette natalizie a base di pane, ecco il panettone gastronomico, un protagonista immancabile per la presenza scenica, per la varietà, per la capacità di piacere a tutti.
Il panettone gastronomico è piuttosto costoso se acquistato pronto in panetteria, e molto di più se preso già farcito.

Farlo da noi, verificando anche se fosse rimasto qualche avanzo da usare per la farcitura è un ottimo modo di NON SPRECARE
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Gli ingredienti:

  • 500 grammi di farina bianca
  • 1/3 di panetto di lievito di birra
  • ¼ di latte tiepido
  • 3 uova intere
  • 100 grammi di burro
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 stampo da soufflé
  • Tempo di preparazione: 20 minuti
  • Tempo di lievitazione: 5 ore
  • Tempo di cottura: 45- 50 minuti
  • Difficoltà: bassa
  • Costo: medio
  • Conservazione: 4-5 giorni
  • Il Gusto di non Sprecare: ricetta di autoproduzione – nelle farciture si possono usare piccole quantità avanzate

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Il panettone gastronomico deve essere farcito quando è perfettamente freddo, salvo sbriciolamento incontrollato: tenetelo presente nell’organizzare la preparazione. Si può fare il giorno prima.

Faccio ammorbidire bene il burro, o levandolo dal frigo molte ore prima, o passandolo per 30 secondi nel forno a microonde

Sciolgo il lievito di birra in poco latte, ricavandolo dai 250 ml. necessari alla preparazione.

Metto tutti gli ingredienti nella ciotola dell’impastatrice, la farina mescolata con il sale, il burro, le uova, infine il lievito sciolto. Comincio a impastare e mi aiuto con il latte avanzato e, al bisogno, con un pochino di acqua.

Quando l’impasto è bene incordato, lo metto a lievitare per due o tre ore in un posto riparato.

Passato questo tempo, trasferisco l’impasto nello stampo da soufflé ben imburrato (oppure ne uso uno in carta, comodissimo) e lo faccio lievitare per altrettanto tempo.

Quando lo vedo bello gonfio, lo metto a cuocere in forno già caldo a 200 gradi.

Dopo circa 40 minuti faccio la prova-stecchino: se esce ben asciutto, il panettone è pronto.

Spengo il forno e lo lascio all’interno ancora una decina di minuti. Poi, come ho detto, aspetto che sia perfettamente freddo prima di tagliarlo per farcirlo.

Per tagliare il panettone ci vuole un buon coltello e mano molto ferma, quindi non esitate a esaminare tutta la famiglia ed eventualmente delegare l’operazione al più dotato. In fondo, è un lavoro di cinque minuti.

Prima si affetta in senso orizzontale, poi si farcisce, infine si incidono gli spicchi.

Qualche idea per la farcitura:

• spinaci tritati con nocciole, gorgonzola e noci
• salmone (tagliuzzato e posato sul pane imburrato)
• crema di carciofi o di funghi (da acquistare pronte)
• ogni genere di affettato (sempre appoggiato sul pane imburrato)
• robiola e cetriolo affettato sottilissimo
• … e tutto quello che la fantasia, il vostro gusto e il vostro frigorifero vi possono suggerire.

La prima volta che si prepara il panettone gastronomico è facile farsi prendere dall’entusiasmo e farcire ogni strato. Bisogna invece procedere con uno strato farcito e uno vuoto, così quando si prende lo spicchio, si ottiene un piccolo sandwich ben pulito sopra e sotto.

Immagine da Pinterest

 

Muffins alle mele (per non sprecare nemmeno mele bacate!)


Mi piace fare i muffin, sia in famiglia che se ho ospiti, perché sono più originali di una torta, più semplici da consumare e da conservare.

La ricetta che vi propongo è composta da un impasto assolutamente PERFETTO per avere dei muffin ben lievitati, morbidi e soffici.

Il ripieno, la decorazione, dipendono dalla nostra fantasia e dalle nostre esigenze.

Avendo un paio di mele con qualche piccola macchia, ho deciso di usare quelle, e di fare quindi una versione dolce.

Gli ingredienti per 10-12 muffin:

2 mele piccole o 1 grande
• 2 uova intere
• 40 grammi di farina 0 o 00
• 20 grammi di burro
• 20 grammi di zucchero
• 1 pizzico di sale
• 1 spolverata di cannella
• ½ bustina di lievito istantaneo per dolci
• Per decorare: pinoli, uvetta, semi di sesamo
• Stampi per muffin in silicone

Tempo di preparazione: 20 minuti
• Tempo di cottura: 25 minuti
• Porzioni: 4 (12 muffin)
• Difficoltà: bassa
• Costo: basso
• Conservazione: 3 – 4 giorni fuori dal frigo
Il Gusto di non Sprecare: si recupera la frutta in esubero
• Dessert, merenda, colazione
• Ricetta vegetariana

Preparo subito il burro, pesato, in una ciotolina, così si ammorbidisce

Pulisco le mele e le frullo rapidamente nel mixer, di modo che la polpa si frantumi, ma non si sciolga completamente

Accendo il forno, statico, a 180 gradi

Rompo le uova in una ciotola e le monto con la frusta. Si può fare a mano, ma si fa molto prima usando quella elettrica: le uova devono diventare belle gonfie e spumeggianti

Aggiungo la farina che faccio assorbire bene, poi il burro ormai morbido, lo zucchero, le mele, la cannella, infine il lievito, facendo attenzione a distribuirlo bene

Verso l’impasto negli stampi, riempiendoli solo a metà, lasciando così lo spazio per la lievitazione.

Decoro i muffin posando sulla superficie ingredienti diversi. Questa volta ne ho preparato quattro con i pinoli, quattro con l’uvetta e quattro con i semini di sesamo.

Metto lo stampo in forno già caldo e aspetto che i muffin diventino belli gonfi e dorati.

Tolgo dal forno, faccio raffreddare un po’, infine li sformo con estrema facilità

Strategie e variazioni: questo impasto, e lo stesso procedimento, vanno benissimo per recuperare quasi tutta la frutta avanzata. In inverno mele, pere, banane, kiwi; in estate pesche, albicocche, prugne.
La decorazione non è obbligatoria, ma anche qui spazio alla fantasia. Oltre a quanto suggerito si può scegliere di completare con scagliette di mandorle, granella di nocciole, o una piccola porzione della frutta usata nell’impasto.

Ne vengo dall’aver visto una magnifica mostra dedicata al Cubismo, quindi ecco a voi “Fruit Dish” di Pablo Picasso (1908 – 1909)

Risotto con crema di cipolle e funghi


Una salsa semplice, purtroppo non rapida, ma capace di valorizzare un ingrediente semplice come la cipolla, dandole una connotazione delicata e aromatica.

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 2 cipolle rosse di medie dimensioni
  • 1 manciata di funghi secchi
  • 2 – 3 foglie di salvia (più qualcuna per decorare)
  • 20 grammi di burro + un pezzetto
  • 320 grammi di riso (per me Carnaroli o Superfino Arborio o Vialone Nano)
  • Parmigiano reggiano grattugiato
  • latte
  • sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 30 – 40 minuti

Il segreto di questo piatto sta tutto, ma proprio tutto, nella cottura delle cipolle, che devono cuocere nel burro e salvia molto, molto, ma molto lentamente, a fuoco dolcissimo, di modo che diventino trasparenti, si disfino, si trasformino in una crema saporita e delicata.

Quindi prima di tutto bisognerà pulirle, le cipolle, tagliarle ad anelli, rosolarle delicatamente nel burro, e portarle a cottura per una buona mezz’ora aggiungendo, ma mano e a piacere, acqua o latte. Il sale si aggiunge quasi subito, e poi si assaggia.

Intanto si preparano i funghi

Questi vanno ammorbiditi in acqua calda, non bollente, sciacquati e tagliati a pezzettini.

Si aggiungono alle cipolle a metà cottura, e si filtra l’acqua, che servirà per il riso.

Questo si fa tostare nella pentola pulita e vuota, finchè i chicchi non cominciano a diventare lucidi, quindi si porta a cottura aggiungendo l’acqua filtrata dei funghi e, se non basta, acqua calda leggermente salata.

Quando il riso è pronto (fate due conti per i tempi, mettetelo su quando le cipolle hanno già cotto circa mezz’ora) unite le cipolle stesse eliminando le foglie di salvia, mantecate con burro e parmigiano, decorate con una fogliolina di salvia fresca e servite.

A me piace da morire!

Strategie: Potete cuocere le cipolle in anticipo e, importante, anche in più tempi

Variazioni sul tema: in estate potete optare per il riso lessato, anziché a risotto, così da servirlo più tiepido

Vincent Van Gogh – Natura morta con tavolo da disegno, pipa, cipolle e cera

Il Gusto di non sprecare – Torta di cioccolato e riso soffiato


 

immagine dal web

Una torta che non si cuoce, si fa in pochissimo tempo e, nel caso, permette di recuperare il cioccolato avanzato – infatti si può fare un mix di cioccolato fondente e al latte, la torta sarà comunque buona.

I semplicissimi ingredienti:

  • 100 grammi di riso soffiato
  • 80 grammi di burro freschissimo
  • 150 grammi di cioccolato (anche un po’ di più)

Tempo di preparazione: 20 minuti

 

Il massimo della semplicità

Fate fondere nel microonde burro e cioccolato, anche insieme che si fa prima

Mescolate bene fino a ottenere un composto molto omogeneo

Versate il riso soffiato e amalgamate bene tutto

Foderate una teglia con carta forno, versate il composto, livellate e passate in frigorifero

Al momento di servire, tagliate a barrette o a quadrotti

Una torta perfetta per i bambini, non solo perché la gradiscono, ma anche perché possono farla loro, senza paura di farsi male. I bambini in cucina si divertono moltissimo, è un eccellente modo per tenerli occupati, e intanto imparano a cucinare!

Si conserva in frigorifero per tre o quattro giorni, non oltre per via del burro

Variazioni sul tema: l’originale di questa torta prevede l’uso delle barrette Mars al posto del cioccolato. Al mio palato risulta troppo dolce, ma se volete provare contate almeno sei o sette barrette per questa quantità.

Che poi, ve lo ricordate?

Il Gusto di non Sprecare – Torta fondente al cioccolato (con profumo di arancia)


Durante le vacanze di Pasqua ho partecipato a una lotteria benefica, dove ho vinto un uovo di cioccolato da 1 kg.

Non avete idea di quanto sia un chilo di cioccolato.

Ho fatto dolci, bevande e tutto quanto mi suggeriva la fantasia (oltre a un ragionevole consumo “nature”), finchè sono approdata a questa ricetta golosissima, morbidissima. E con qualche trucco per renderla anche facilissima. Ve la passo, per la prossima Pasqua 😉

Gli ingredienti:

  • 200 grammi di farina 0
  • 120 grammi di cioccolato fondente, più qualche pezzetto
  • 100 grammi di zucchero
  • 50 grammi di burro
  • 3 uova
  • 1 bicchiere circa di latte
  • ½ bustina di lievito vanigliato per dolci
  • ½ cucchiaino di Polvere d’oro

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 30 – 40 minuti

In una ciotola di plastica mettete il burro e il cioccolato, e fate sciogliere tutto insieme per un minuto, un minuto e mezzo, nel microonde

Aggiungete lo zucchero, la Polvere d’oro, i 3 tuorli, mescolando bene e facendo assorbire ogni ingrediente prima di aggiungere il successivo

A questo punto, accendete il forno statico a 180°

Ora mettete la farina, un po’ alla volta, e aiutatevi con il latte per mantenere un composto ben cremoso. Aggiungete i pezzetti di cioccolato.

Montate a neve gli albumi, amalgamateli all’impasto, e infine versate il lievito. Mescolate benissimo dal basso verso l’alto

Trasferite il composto in un tegame di circa 22 cm. di diametro: un bel tegame in ceramica, che possa andare in tavola, ben imburrato, oppure uno in silicone, come faccio io, che non richiede preparazione

Cuocete la torta: dopo mezz’ora fate la prova stecchino, per verificare che sia ben asciutta anche all’interno, e quindi pronta.

Lasciatela in forno spento ancora cinque minuti, quindi sfornatela

Se preferite metterla in un piatto, aspettate che si raffreddi completamente

Decoratela con zucchero a velo, con cacao o, come ho fatto io, con fiori eduli essiccati.

Assaggiate e poi mi direte …

Un grazie di cuore a Giovanna che mi ha insegnato a fare la Polvere d’oro

Chi è intollerante al lattosio può sostituire con latte e burro delattosato, oppure latte vegetale e yogurt al posto del burro

Chi è celiaco o intollerante al glutine può sostituire la farina 0 con farina di mandorle

L’uovo di Pasqua vinto alla lotteria (il tavolino dietro è alto circa 30 cm)

Torta di nocciole, dedicata a tutte le donne


Buongiorno, e buon otto marzo!

Oggi non è una festa, lo sapete vero? È un momento per ricordarsi di noi, che cosa siamo state nella storia, che cosa siamo diventate, e come sarebbe importante ricordarsene ogni giorno.

Regaliamoci allora un momento di compiacimento, qualche minuto di piacere, anche con l’aiuto di una torta così, fragrante, delicata, leggera e molto facile.

Vediamo anche di prepararla in un modo ancora più semplice, usando il frullatore!

In una torta di nocciole, si capisce che bisogna mettere le nocciole tritate. Sono partita da lì.

Incominciamo con gli ingredienti:

  • 80 grammi di nocciole
  • 200 grammi di farina bianca
  • 150 grammi di burro ammorbidito (almeno oggi, niente dieta!)
  • 100 grammi di zucchero
  • 1 uovo
  • Latte eventualmente
  • ½ bustina di lievito vanigliato
  • Vanillina o scorza di limone

Tempo di preparazione, con il frullatore: 15 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti circa

Ho acceso il forno statico a 180°

Sono partita dalle nocciole, le ho messe nel bicchiere del frullatore e ho frullato un po’. A me piacciono consistenti, quindi le ho solo ridotte in granella, ma nulla vieta di frullare di più e ottenere quasi una farina

 

Ho poi aggiunto nell’ordine, e frullando ogni volta per omogeneizzare, il burro già morbido, l’uovo, lo zucchero, la farina bianca, la vanillina e il lievito. Verso la fine mi sono aiutata con un pochino di latte perché volevo un impasto morbido (un impasto più asciutto darà come risultato quasi una frolla, altrettanto gradevole).

Ho trasferito tutto nel tegame imburrato (di solito uso il residuo di burro che resta attaccato alla ciotola dove si è ammorbidito) e ho passato in forno.

Solito controllo di routine, dopo una mezz’oretta, con lo stecchino che deve rimanere asciutto, e la torta è pronta.

Il massimo della semplicità per un sapore veramente originale.

E per chiudere, vi regalo e mi regalo la mimosa. Non una qualunque, una mimosa vera, magistralmente fotografata dalla mia amica Susanna

Il Gusto di non Sprecare: Torta Rose salata


torta rose prima

Una ricetta di recupero, sì, ma tra le più originali, più belle e più buone!

Un impasto semplice, poco lavoro e solo il tempo della lievitazione per preparare questo piatto.

Una soluzione elegante, e che andrà a ruba, per utilizzare piccole quantità di formaggi, affettati, che sappiamo bene quanto velocemente siano deperibili, e anche verdure.

Facciamo la Torta Rose salata.

Gli ingredienti per 12 “rose”:

  • 1 teglia rotonda da 28 cm. di diametro
  • 350 grammi di farina
  • 150 ml di latte (+ un pochino di riserva, al bisogno)
  • 1 cubetto di lievito di birra (o 25 grammi di lievito madre disidratato)
  • 3 cucchiai d’olio evo
  • 3 tuorli d’uovo
  • 1 cucchiaino raso di sale fino
  • Burro e pane grattuggiato per la teglia

Ripieno (a piacere, variabile)

  • Prosciutto cotto e mozzarella
  • Gorgonzola e noci
  • Spinaci, gorgonzola e noci
  • Verdure avanzate e saltate in padella
  • Formaggi e/o salumi misti

Ricetta facile

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di lievitazione: due ore

Tempo di cottura: 30 – 40 minuti

Ho messo tutti gli ingredienti della pasta nella ciotola dell’impastatrice, facendo solo attenzione a disperdere il sale nella farina per non limitare la forza del lievito. In questo modo e con queste quantità si ottiene, in pochi minuti, una pasta morbida e asciutta. Se lo fate a mano, ci vorrà qualche minuto in più, ma il risultato è lo stesso. Con l’aggiunta di qualche ulteriore sorso di latte ho ammorbidito leggermente l’impasto, che deve rimanere manipolabile, ma molto morbido, leggermente appiccicoso: in questo modo la torta sarà friabile e morbidissima.

Sul piano infarinato ho steso la pasta nello spessore di tre-quattro millimetri, ricavando la forma di un rettangolo, ho distribuito la farcitura lasciando libero uno spazio di qualche centimetro sul lato più lungo, ho arrotolato delicatamente, infine ho tagliato il rotolo ottenuto in porzioni di circa cinque centimetri l’una.

Ho preparato la teglia con un pochino di burro e una spolverata di pangrattato.

Ho preso le “rose” e le ho disposte nella teglia, un po’ distanziate (perché poi, lievitando, aumentano di volume), prima intorno, infine nello spazio centrale, e ho messo tutto a lievitare per un paio d’ore abbondanti, finchè la pasta non si è presentata bella gonfia e leggera.

Ho acceso il forno a 200° e ho fatto cuocere per circa mezz’ora, quindi ho controllato la cottura pungendo con il solito stecchino, e verificando che la superficie fosse bella dorata.

E’ buonissima calda, ma è ottima anche fredda, perfetta da trasportare.

n.b. nell’esempio della foto, io ho diviso la pasta in due parti, le ho farcite in modo diverso (mozzarella e prosciutto cotto – spinaci, gorgonzola e noci) e ho alternato le rose.

Strategie: Se avanza un pugno di spinaci lessi, un paio di fette di prosciutto cotto o crudo, qualunque tipo di formaggio, verdure di ogni genere già cucinate … tutto va bene per farcire questa torta, che risulterà, oltre che bella, ogni volta anche nuova. Le farciture si possono rendere ancora più appetitose con l’aggiunta di qualche seme saporito, come sesamo, girasole, zucca, oppure frutta a guscio tritata grossolanamente. L’importante è mantenere l’equilibrio dei sapori e della consistenza, magari alternando una rosa più morbida con una più croccante, una piccante e una dolce …

Strudel, dolce e salato


 

Se dico strudel, cosa vi viene in mente? Quasi certamente il delizioso dolce, specialità dell’Alto Adige, ripieno di mele.
Se dico strudel salato, forse ci sarà un attimo di sorpresa, ma poi si penserà a una versione insolita e originale della ricetta classica.
Bene, entrambe queste opzioni possono essere guardate con occhio antispreco.
Chi ha detto che, nello strudel dolce, si debbano mettere solo mele? Tutta la frutta è adatta.
E forse che la versione salata non può accogliere – anche – verdure non più freschissime, magari scompagnate, che hanno bisogno di essere cucinate in fretta?

Allora seguitemi.
Prima di tutto, bisogna preparare la pasta, e questi gli ingredienti:

250 grammi di farina
• 1 uovo
• 25 grammi di burro
• Sale
• Latte

Io metto la farina in una ciotola, aggiungo l’uovo, il sale, il burro liquefatto pochi secondi nel forno a microonde, mescolo tutto con una forchetta, poi aggiungo latte fino a ottenere un impasto bello morbido, ma non appiccicoso: un lavoro semplicissimo. Lo impasto un po’, un paio di minuti, quindi lo lascio riposare dentro la ciotola coperta con un piatto, una pellicola, un coperchio di silicone.

Negli impasti, lievitati e non, il riposo permette lo sviluppo della maglia glutinica che renderà l’impasto stesso molto elastico e facile da tirare (il termine tecnico di questo processo è autolisi). Il tempo minimo di riposo è di circa mezz’ora, ma può durare di più, e anche molto di più: in questo secondo caso, meglio conservare l’impasto in frigorifero, soprattutto se si sono aggiunte uova o burro, come qui.
Se avete fatto caso, la pasta non è né dolce né salata, quindi va bene per ogni strudel.

Mentre la pasta riposa, possiamo pensare al ripieno.
Per lo strudel dolce, oltre al tradizionale ripieno di mele, va benissimo quasi tutta la frutta: pere e mele in inverno, pesche, albicocche e susine in estate. Così, se nel cestino c’è qualche frutto un po’ ammaccato o un po’ raggrinzito, è il momento di usarlo. Se la frutta fosse poca, qualche cucchiaio di marmellata o un po’ di frutta secca possono aiutare a rendere più ricco il ripieno.
Lo strudel salato è meno vincolante, visto che non ha una ricetta tradizionale di partenza. Qualunque verdura, insaporita in padella, va bene, oppure anche un mix di verdure diverse, a maggior ragione se abbiamo qualche esubero che non sappiamo bene come utilizzare.

Ora che tutto è pronto, possiamo preparare lo strudel vero e proprio.

A questo punto io accendo il forno, statico, a 200°. Mentre si scalda, riprendo la pasta e la tiro abbastanza sottile, in un rettangolo di circa (circa!) 40 x25 cm, quindi l’appoggio su un foglio di carta forno: così è più semplice spostarlo nel tegame di cottura e non rischio di rompere la pasta se la farcitura fosse troppo pesante.
Spalmo il ripieno al centro, per il lungo, e chiudo il “pacchetto”, facendo aderire bene i lati e rimboccando un pochino le estremità.
Termino con una spennellata di burro su tutta la superficie (ne faccio ammorbidire circa 20 grammi), e infine completo con una spolverata di zucchero, se lo strudel è dolce, o qualche grano di sale grosso, se è salato.
Cuoce in circa 40 minuti, la superficie deve presentarsi ben dorata, e lo stecchino inserito nella parte più spessa deve uscire asciutto.
È tutto, ed è un piatto che, sia dolce che salato, può essere proposto in una cena con ospiti senza alcun problema.

Dite la verità, allo strudel antispreco non avevate mai pensato …

Le Dolomiti