Non Sprecare: Plumcake alle spezie


Plumcake alle spezie
Plumcake alle spezie

Chi ha voglia di accendere il forno?!

Aspettiamo allora i primi refoli di frescura per preparare questo dolce profumatissimo. 

E’ un dolce semplice, va bene dalla prima colazione al dopo cena, ma le spezie gli donano un gusto particolare, appetitoso, stimolante.

Per chi vuole provare, la mia ricetta è su Non Sprecare

Non Sprecare: Le stuzzicanti Gougères


gougeres
Gougères

Le gougères sono una specialità francese, piccole brioche salate ripiene di formaggio, facili e veloci da preparare.

Sono perfette in molte occasioni: come antipasto, con l’aperitivo, per merenda, in quanto ottime anche per i bambini, come piatto di rinforzo

Volete provarle? Seguite la mia ricetta su Non Sprecare

Cioccolato in esubero? Torta morbida al cioccolato (anche detta Moro in camicia)


Moro in camicia
torta morbida al cioccolato per recuperare l’esubero del cioccolato di Pasqua

Avete del cioccolato avanzato da Pasqua? Con questa torta ne recuperate una buona porzione, e con il procedimento che vi suggerisco farete anche molto in fretta

Gli ingredienti per una torta di circa 22-24 cm. di diametro:

  • 200 grammi di cioccolato fondente
  • 4 uova intere
  • 100 grammi di burro
  • 80 grammi di zucchero
  • 100 grammi di mandorle tritate (facoltative)
  • 2 cucchiai di pane grattugiato finemente
  • Poco burro per ungere lo stampo

Gli ingredienti per la crema e per decorare:

  • 100 grammi di cioccolato fondente
  • 100 grammi di zucchero
  • 40 grammi di burro

 

  • 100 ml. di panna fresca
  • 3 – 4 cioccolatini Droste al cioccolato fondente

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 40 minuti circa

Mettete in una ciotola adatta al forno a microonde (plastica o vetro) il burro e il cioccolato per la torta, fate fondere a potenza media per un minuto: il tutto si deve ammorbidire, non liquefare.

Lavorate il composto aggiungendo lo zucchero, poi i tuorli d’uovo uno alla volta, le mandorle (che, ripeto, sono facoltative per la perfetta riuscita del dolce), infine il pane grattugiato.

Accendete il forno statico a 180°.

Montate a neve ferma gli albumi e amalgamateli al composto

Trasferite il tutto in uno stampo leggermente imburrato e passate in forno. Controllate dopo circa mezz’ora: pungendo l’interno, questo deve risultare appena umido.

Sfornate la torta e lasciatela raffreddare completamente.

I più coraggiosi possono procedere con la decorazione:

preparate la glassa facendo ammorbidire il cioccolato fondente, mescolatelo con il burro che avrete tolto dal frigo una mezz’ora prima, e con lo zucchero. Otterrete una crema densa da spalmare sulla torta fredda. Completate con uno strato di panna montata sulla quale appoggerete i cioccolatini Droste in riga, come fossero i bottoni di una camicia (ecco il Moro in camicia).

Naturalmente la torta è perfetta anche senza decorazione (e più adatta alle attuali esigenze dietetiche). Potete offrirla così, come ho fatto io, oppure spolverata di zucchero a velo o, al limite, con un ciuffo di panna montata a parte.

Se l’esubero pasquale è di cioccolato al latte, non mettete lo zucchero nell’impasto, assaggiatelo prima della cottura e correggete al vostro gusto – per esperienza, dovrebbe andare bene così.

I celiaci useranno pane grattugiato senza glutine, e la torta è anche per loro.

Non Sprecare: Biscotti frollini profumati all’arancia


frollini profumatissimi all'arancia
frollini all’arancia

La mia riserva di Polvere d’Oro si è arricchita grazie alle squisite, profumatissime arance di Bella Dentro.

Ho preparato questi frollini seguendo un procedimento tanto semplice e veloce quanto preciso. Il risultato è stato perfetto, profumo e morbidezza si sono conservati inalterati per giorni.

Un biscotto che si gusta con lo stesso piacere dalla mattina a colazione alla sera prima di andare a dormire.

La mia ricetta è su Non Sprecare

Muffin all’arancia e cioccolato “Bella Dentro”


muffins all'arancia e cioccolato con scorza di arancia
muffins arancia e cioccolato

Perché Bella Dentro? Perché questi muffin sono stati preparati con le squisite arance siciliane, non trattate, che solo per essere un po’ più grandi o un po’ più piccole del dovuto, sono finite nello straordinario bottino settimanale di Camilla e Luca.

Non solo, la disponibilità di tanta scorza d’arancio non trattata mi ha permesso di preparare una bella scorta di Polvere d’Oro (grazie Giovanna!)

C’è sempre soddisfazione a NON SPRECARE


Gli ingredienti:
200 grammi di farina 00
• 150 grammi di zucchero
• 50 grammi di burro
• 2 uova
• ½ bicchiere di latte circa
• 1 arancia (non trattata, succo e scorza)
• 50 grammi di cioccolato fondente
• ½ bustina di lievito per dolci
• Stampo per muffin (per me, in silicone)

  • Tempo di preparazione: 30 minuti
  • Tempo di cottura: 30 minuti
  • Porzioni: circa 25 muffins
  • Difficoltà: bassa
  • Costo: basso
  • Conservazione: 2 – 3 giorni in luogo asciutto
  • Il Gusto di non Sprecare: dell’arancia non si butta nulla, e per il cioccolato si possono usare anche cioccolatini scompagnati

Procedimento:
Lavare bene l’arancia, pelarla in superficie con un pelapatate, sminuzzare la scorza nel mixer e spremere il succo.

Non spremete l’arancia prima di pelarla, perché l’operazione diventerebbe molto più scomoda e complicata. In alternativa, si può grattugiare la scorza, sempre prima di spremere.

In una ciotola mettere il burro e farlo ammorbidire nel forno a microonde (oppure, quando ci si ricorda, lasciarlo ammorbidire per tempo fuori dal frigo)

Mescolare al burro lo zucchero e i tuorli delle uova, quindi aggiungere il succo dell’arancia e la scorza, il cioccolato spezzettato con il coltello, infine la farina.

Allungare il composto con il latte, di modo da ottenere la consistenza di una crema morbida.

Accendere il forno statico a 180°.

Montare a neve gli albumi, aggiungerli con delicatezza al composto, infine versare il lievito avendo cura di distribuirlo bene.

 

Riempire le formine per i muffin fino a tre quarti, per lasciare lo spazio di lievitazione, e passare in forno finchè non diventano ben gonfi e dorati. Fare comunque la prova-stecchino-asciutto.

Lasciarli raffreddare prima di sformarli, altrimenti si sbriciolano, e completarli con una leggera copertura di zucchero a velo.

Gli amici intolleranti al lattosio possono sostituire il burro con olio di semi di mais, e usare un latte vegetale o delattosato.

Non amate i muffin, non avete lo stampo? Fate una torta, con gli stessi ingredienti e lo stesso procedimento!

 

“Anche l’occhio vuole la sua parte”

Joseph Jost (1875 – 1948) Natura morta con arance, limoni e caraffa

Prepariamoci al Natale – Primi piatti: Ravioli con topinambur e ricotta salata


Ravioli ai topinambur, nocciole e ricotta salata
Ravioli ai topinambur con ricotta salata

L’ultimo suggerimento di primi piatti che propongo in vista del Natale riguarda questi ravioli ai topinambur, che sono davvero strepitosi.

Siccome, però, la ricetta mi è stata omaggiata da una gentile amica, vi ripropongo il post originale, come lo pubblicai anni fa. Il post è vecchio, quindi, ma la ricetta è ancora nuova.

Buona lettura

——————————————————————————————————————————————————————————————————————-

Io ho un’amica bellissima, bella al di là di ogni soggettiva preferenza. Al mondo d’oggi, si potrebbe pensare che una donna così dovrebbe accontentarsi di quello, stare lì, farsi ammirare e basta. No, Roberta è una bravissima attrice, una presentatrice ironica e disinvolta, e un’ottima cuoca. Anche generosa, visto che si è inventata questi ravioli squisiti e me ne ha passato la ricetta.

Questi gli ingredienti con i quali ho prodotto circa 120 ravioli, sufficienti per sei persone.

Per la pasta:

500 grammi di farina 00
5 uova intere
5 pizzichi di sale

Per il ripieno:

500 grammi di topinambur
40 grammi di ricotta salata
1 manciata di nocciole
1 tuorlo
1 noce di burro
Pepe, sale

Per condire:

50 grammi di burro
Salvia
Ricotta salata

Tempo di preparazione e cottura:

20 minuti per la sfoglia
10 minuti per pulire i topinambur
30 minuti per cuocerli
1 ora e mezza per fare i ravioli

Non è indispensabile seguire questo ordine, ma io ho fatto così:

Ho impastato farina e uova, ho preparato un impasto liscio e sodo, l’ho avvolto in un sacchetto in plastica per alimenti e l’ho lasciato riposare, che il glutine facesse la sua parte

Ho pulito i topinambur sbucciandoli con il pelapatate, li ho ben lavati, affettati molto sottili e cucinati con il burro, lentamente, di modo che diventassero morbidissimi. A metà cottura ho salato leggermente e ogni tanto ho aggiunto qualche sorso d’acqua per evitare che si asciugassero troppo. Li ho fatti be raffreddare.

Ho preparato il ripieno, mettendo nel mixer i topinambur cotti, la ricotta salata grattugiata, il tuorlo, le nocciole, un pochino di pepe, e ho frullato tutto fino a ottenere un composto piuttosto omogeneo.

Con l’aiuto della sfogliatrice elettrica ho tirato la sfoglia piuttosto sottile, e ho composto i ravioli (mi sono aiutata con lo stampo apposta, nell’illusione che fosse più veloce che farli liberamente a mano). Man mano li ho trasferiti su diversi supporti di cartone (i classici vassoi da pasticceria) foderati con carta da forno, perché si asciugassero bene senza attaccarsi.

Al momento di andare in tavola, li ho cotti in acqua bollente per circa sei – sette minuti, e li ho conditi con il burro fuso profumato alla salvia, e una bella grattugiata di ricotta salata.

Roberta me lo aveva detto, sono eccezionali! Un raviolo di magro, ma molto più gustoso.

Anche questi ravioli si possono congelare e consumare quando ci fa più comodo. L’importante è metterli nel congelatore ben stesi e distanziati, e solo quando sono ben ghiacciati, passarli in un più comodo sacchetto.

Prepariamoci al Natale. Il panettone gastronomico, fatto in casa


Panettone gastronomico
Panettone gastronomico
Panettone gastronomico come si presenta
Panettone gastronomico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E per concludere in bellezza questa prima settimana dedicata alle ricette natalizie a base di pane, ecco il panettone gastronomico, un protagonista immancabile per la presenza scenica, per la varietà, per la capacità di piacere a tutti.
Il panettone gastronomico è piuttosto costoso se acquistato pronto in panetteria, e molto di più se preso già farcito.

Farlo da noi, verificando anche se fosse rimasto qualche avanzo da usare per la farcitura è un ottimo modo di NON SPRECARE
—————————————————————————————————————————————————————————————————————-
Gli ingredienti:

  • 500 grammi di farina bianca
  • 1/3 di panetto di lievito di birra
  • ¼ di latte tiepido
  • 3 uova intere
  • 100 grammi di burro
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 stampo da soufflé
  • Tempo di preparazione: 20 minuti
  • Tempo di lievitazione: 5 ore
  • Tempo di cottura: 45- 50 minuti
  • Difficoltà: bassa
  • Costo: medio
  • Conservazione: 4-5 giorni
  • Il Gusto di non Sprecare: ricetta di autoproduzione – nelle farciture si possono usare piccole quantità avanzate

————————————————————————————————————————————————————————————————————–

Il panettone gastronomico deve essere farcito quando è perfettamente freddo, salvo sbriciolamento incontrollato: tenetelo presente nell’organizzare la preparazione. Si può fare il giorno prima.

Faccio ammorbidire bene il burro, o levandolo dal frigo molte ore prima, o passandolo per 30 secondi nel forno a microonde

Sciolgo il lievito di birra in poco latte, ricavandolo dai 250 ml. necessari alla preparazione.

Metto tutti gli ingredienti nella ciotola dell’impastatrice, la farina mescolata con il sale, il burro, le uova, infine il lievito sciolto. Comincio a impastare e mi aiuto con il latte avanzato e, al bisogno, con un pochino di acqua.

Quando l’impasto è bene incordato, lo metto a lievitare per due o tre ore in un posto riparato.

Passato questo tempo, trasferisco l’impasto nello stampo da soufflé ben imburrato (oppure ne uso uno in carta, comodissimo) e lo faccio lievitare per altrettanto tempo.

Quando lo vedo bello gonfio, lo metto a cuocere in forno già caldo a 200 gradi.

Dopo circa 40 minuti faccio la prova-stecchino: se esce ben asciutto, il panettone è pronto.

Spengo il forno e lo lascio all’interno ancora una decina di minuti. Poi, come ho detto, aspetto che sia perfettamente freddo prima di tagliarlo per farcirlo.

Per tagliare il panettone ci vuole un buon coltello e mano molto ferma, quindi non esitate a esaminare tutta la famiglia ed eventualmente delegare l’operazione al più dotato. In fondo, è un lavoro di cinque minuti.

Prima si affetta in senso orizzontale, poi si farcisce, infine si incidono gli spicchi.

Qualche idea per la farcitura:

• spinaci tritati con nocciole, gorgonzola e noci
• salmone (tagliuzzato e posato sul pane imburrato)
• crema di carciofi o di funghi (da acquistare pronte)
• ogni genere di affettato (sempre appoggiato sul pane imburrato)
• robiola e cetriolo affettato sottilissimo
• … e tutto quello che la fantasia, il vostro gusto e il vostro frigorifero vi possono suggerire.

La prima volta che si prepara il panettone gastronomico è facile farsi prendere dall’entusiasmo e farcire ogni strato. Bisogna invece procedere con uno strato farcito e uno vuoto, così quando si prende lo spicchio, si ottiene un piccolo sandwich ben pulito sopra e sotto.

Immagine da Pinterest

 

Risotto con crema di cipolle e funghi


Una salsa semplice, purtroppo non rapida, ma capace di valorizzare un ingrediente semplice come la cipolla, dandole una connotazione delicata e aromatica.

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 2 cipolle rosse di medie dimensioni
  • 1 manciata di funghi secchi
  • 2 – 3 foglie di salvia (più qualcuna per decorare)
  • 20 grammi di burro + un pezzetto
  • 320 grammi di riso (per me Carnaroli o Superfino Arborio o Vialone Nano)
  • Parmigiano reggiano grattugiato
  • latte
  • sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 30 – 40 minuti

Il segreto di questo piatto sta tutto, ma proprio tutto, nella cottura delle cipolle, che devono cuocere nel burro e salvia molto, molto, ma molto lentamente, a fuoco dolcissimo, di modo che diventino trasparenti, si disfino, si trasformino in una crema saporita e delicata.

Quindi prima di tutto bisognerà pulirle, le cipolle, tagliarle ad anelli, rosolarle delicatamente nel burro, e portarle a cottura per una buona mezz’ora aggiungendo, ma mano e a piacere, acqua o latte. Il sale si aggiunge quasi subito, e poi si assaggia.

Intanto si preparano i funghi

Questi vanno ammorbiditi in acqua calda, non bollente, sciacquati e tagliati a pezzettini.

Si aggiungono alle cipolle a metà cottura, e si filtra l’acqua, che servirà per il riso.

Questo si fa tostare nella pentola pulita e vuota, finchè i chicchi non cominciano a diventare lucidi, quindi si porta a cottura aggiungendo l’acqua filtrata dei funghi e, se non basta, acqua calda leggermente salata.

Quando il riso è pronto (fate due conti per i tempi, mettetelo su quando le cipolle hanno già cotto circa mezz’ora) unite le cipolle stesse eliminando le foglie di salvia, mantecate con burro e parmigiano, decorate con una fogliolina di salvia fresca e servite.

A me piace da morire!

Strategie: Potete cuocere le cipolle in anticipo e, importante, anche in più tempi

Variazioni sul tema: in estate potete optare per il riso lessato, anziché a risotto, così da servirlo più tiepido

Vincent Van Gogh – Natura morta con tavolo da disegno, pipa, cipolle e cera