Boicottiamo la plastica!


Cari amici, vorrei segnalare questo progetto ideato e lanciato da Zero Waste Spagna, e ripreso da Greenpeace Spagna e da GreenMe:

  • dal 3 al 9 giugno impegniamoci a non comperare verdura e frutta fasciata nella plastica!

Dovremmo farlo sempre, direte voi, certo. Ma l’idea è quella di far capire alle aziende che noi consumatori vogliamo agire per ridurre non l’uso, ma l’abuso della plastica.

So che idealmente tutti ci avviamo a fare la spesa con l’ottima intenzione di scegliere i prodotti sfusi, ma poi capita sempre il momento della fretta, l’ultimo minuto, insomma la situazione in cui la comodità del prodotto confezionato vince sulle buone intenzioni.

Proprio per questa oggettiva realtà, oltre al fatto che spesso le confezioni proteggono il prodotto e ne allungano la freschezza, cerchiamo, per una settimana, di fare uno sforzo in più e far capire il nostro messaggio di sostenibilità.

Diciamo alle aziende che, oltre alla plastica, si possono trovare prodotti alternativi, biodegradabili e amici dell’ambiente, per avvolgere cibi freschi e preparati.

Aggiungo una nota personale: possiamo dare una bella mano all’ambiente anche con l’autoproduzione. Farsi da soli lo yogurt, il dado, la conserva di pomodoro, le confetture, le merendine e tanto altro, permette di evitare vasetti di plastica usa e getta, lattine di alluminio, scatolette di cartone e di riciclare più e più volte i barattoli in vetro. Pensateci, non è difficile.

il gusto di non sprecare
Disponibile su Amazon

 

Prepariamoci al Natale. Il pane tirolese, fatto in casa


Pane tirolese fatto in casa, ricetta natalizia
Pane tirolese

Come il pane alle noci, anche il pane tirolese si fa facilmente in casa.

Il procedimento non si discosta molto dalla ricetta base (e da qui, chi vuole intendere intenda: ci si può sbizzarrire con qualunque variante a piacere)

Il sapore è più definito, perché la farina di segale e la presenza dei semi lo rendono meno neutro, adatto quindi ad accompagnare piatti più sapidi. Un bel piatto di affettati misti, un brasato profumato, un pollo speziato sono i compagni ideali di questa versione.

E anche in questo caso, facciamolo da noi per NON SPRECARE

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Ingredienti:
400 grammi di farina 0
• 200 grammi di farina di segale
• 1 cucchiaino pieno di sale
• 4 cucchiai d’olio evo
• 5 cucchiai circa di semi misti (finocchio, girasole, sesamo, lino, papavero)
• 10 grammi di lievito di birra
acqua

Tempo di preparazione: 15 minuti
• Tempo di lievitazione: 4 ore
• Tempo di cottura: 30 minuti
• Difficoltà: bassa
• Costo: basso
• Conservazione: 4-5 giorni
• Il Gusto di non Sprecare: ricetta di autoproduzione

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Procedimento:
Faccio sciogliere il lievito in poca acqua appena tiepida.

Verso in una ciotola, o nell’impastatrice, le farine mescolate al sale, l’olio, quasi tutti i semi, il lievito, e impasto tutto aiutandomi con l’acqua necessaria per ottenere un impasto morbido.

Con questo tipo di pane, o meglio, con la farina di segale che tende a compattarsi, io preferisco lasciare l’impasto un pochino più morbido, insomma un po’ appiccicoso.

Me lo dimenticato per due o tre ore in un posto riparato, così che lieviti bene.

Trascorso questo tempo, riprendo l’impasto e, data la consistenza morbida, lo verso in una teglia da forno o, se voglio dargli una forma natalizia, in un contenitore preformato, come quelli in silicone che sono comodissimi. Spargo sulla superficie i semi avanzati.

Lo lascio lievitare ancora un’oretta, quindi lo passo in forno già caldo a 160°. Dopo dieci minuti alzo la temperatura a 210 ° e aspetto che termini la cottura.

Faccio raffreddare completamente prima di servirlo, ma si può fare anche il giorno prima.

Anche questo è perfetto da regalare, basterà impacchettarlo così:

immagine da Pinterest

La salsa di pomodoro fatta in casa, in una cucina di città


La mia scorta, due cassette piene!

Voi come la chiamate? Salsa? Passata? Conserva? In ogni caso, c’è un’enorme soddisfazione nel prepararsela da soli: conosciamo la provenienza della materia prima, stiamo attenti all’igiene, e poi è indiscutibilmente più buona di quella industriale.

Farla è semplicissimo, e nemmeno così lungo, almeno per la mia esperienza domestica

Ci vuole, quello sì, un minimo di attrezzatura (molto economica!) che faciliti il lavoro

Sono convinta che, per quanto sia l’entusiasmo iniziale, se poi il processo diventa complicato e dispersivo, l’entusiasmo va a farsi benedire, come si dice

Cosa serve?

  • Pomodori da salsa (ce ne sono svariate varietà) di sicura provenienza
  • sale
  • Vasetti di vetro con coperchio, pulitissimi, lavati e asciugati accuratamente
  • 1 pentolona (la mia contiene circa 10 chili di pomodori)
  • 1 passaverdura o, molto meglio, un piccolo attrezzo apposta 
  • 1 imbuto adeguato 
  • Qualche ciotola

Tempo impiegato da me: per ogni pentola, circa tre ore + il tempo del raffreddamento. Fate i vostri conti.

Io immergo i pomodori nell’acqua fredda, li pulisco uno a uno, li taglio in tre o quattro parti – e controllo attentamente che non ci siano difetti, ammaccature, parti ammuffite, che ovviamente elimino – e li metto nella pentola.

Scaldo subito e rimescolo man mano che aggiungo, perché non si attacchino. Questo è un rischio solo al principio, poi i pomodori cominciano a emettere la loro acqua e si può procedere mescolando solo ogni tanto.

 

Vado avanti finchè la pentola non è piena per ¾, oltre renderebbe complicate le operazioni successive

Lascio cuocere quasi indisturbato finchè i pomodori sono quasi sfatti e le bucce opache e rugose (calcolate 40 minuti circa)

Ora passo tutti i pomodori con questa magica macchinetta, che mi restituisce da una parte il passato e dall’altra bucce e semi

Rimetto la salsa passata sul fornello e la faccio cuocere un po’ finchè non ha raggiunto la cremosità che preferisco. Qui aggiungo un pochino di sale.

Intanto preparo i barattoli e i tappi

Appena la salsa è pronta, bollente, la invaso rapidamente, chiudo bene i coperchi, posiziono i barattoli uno vicino all’altro e li copro tutti con una vecchia copertina. Li lascio raffreddare completamente così.

In questo modo nei vasi si crea il sottovuoto, e infatti si distingue chiaramente il “clack” dei coperti, man mano che si sigillano.

Una volta freddi, la salsa è pronta

Si può consumare subito, o conservare per mesi.

È molto, ma molto più buona di quella comperata, ed è pure vegana!

Il Gusto di non Sprecare: Se, nonostante tutto, qualche pomodoro è davvero inutilizzabile, non buttatelo! Fate come Elena, lungimirante blogger e scrittrice di gialli di successo, che la scorsa stagione ha piantato qualche pomodoro non utilizzabile per la passata, e quest’anno ha trovato una pianta di pomodori ben cresciuta e fruttifera sul terrazzo!

Questo è il suo raccolto:

Il gusto di non sprecare


copertina 2

Eccolo. Il mio libro. Anzi, no, in verità è un e-book.

Un ricettario? Ma no, è molto di più!

Convinta come sono che “non sprecare”, non solo è bello, ma anche molto utile e ormai addirittura indispensabile, ho voluto mettere in ordine gli aspetti della mia esperienza, creando un metodo di lavoro domestico che, senza ansie e senza stravolgimenti, conduca verso lo spreco zero, o almeno quasi zero.
Un po’ di storia che spiega come mai siamo arrivati a questi punti, i suggerimenti su come organizzarsi strategicamente in cucina, e i passaggi fondamentali per consumare tutto quello che acquistiamo o produciamo.

Infine, sì, anche le ricette, buonissime, originali e perfette sia in famiglia che per ricevere gli amici.

Non troverete la solita divisione, dall’antipasto al dolce, ma percorsi diversi: come riciclare gli avanzi, come recuperare gli scarti, l’autoproduzione (molto più semplice e rapida di quanto si possa pensare), e infine le idee per preparare piatti deliziosi partendo da un ingrediente rimasto, solo soletto e in piccola quantità.

Perché il cibo è buono tutto, è buono sempre, e ha sempre la stessa dignità.

Fino al 12 febbraio, il libro è disponibile al prezzo speciale di 2,99 euro. Poi, costerà un pochino di più.

Oggi disponibile per il Kindle
A breve, anche per il Kobo