Non Sprecare: Risotto ai semi di finocchio


 

Semi di finocchio, buccia di limone e foglie di sedano: ecco un risotto semplicissimo, un piatto dell’ultimo minuto, realizzato con strategia di recupero.

Il risultato finale, però è estremamente profumato ed elegante: quando si dice che l’apparenza inganna!

Trovate la mia ricetta precisa su Non Sprecare

Buon appetito 🙂

Paola

Non Sprecare: Torta di riso salata


Faccio sempre molto volentieri la torta di riso salata perchè:

  • è buona con qualunque complemento, dal prosciutto al formaggio alle verdure, e quindi è un eccezionale piatto antispreco
  • è versatile, può essere un primo piatto, un secondo e persino un antipasto
  • è semplice, il riso si cuoce nel latte, diventa bello cremoso, e si completa come si preferisce

La mia ricetta, con qualche suggerimento per variarla e per renderla ancora più golosa, è su Non Sprecare

Metronomo 2019. Meno sprechi al ristorante: istruzioni per l’uso


All’interno del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale 2019, nei prestigiosi spazi dell’Università Bocconi, Metro Italia ha presentato la seconda parte della ricerca Metronomo, realizzata in collaborazione con Bocconi Green Economy Observatory, focalizzata sullo spreco dei cibo da parte dei ristoratori.

(Qui potete leggere la prima parte)

Metro Italia è molto sensibile al problema dello spreco alimentare, e la ricerca è svolta con l’obiettivo di creare nuovi strumenti, nuove modalità per contribuire a ridurlo.

Relatori della presentazione, condotta con la consueta simpatia da Tessa Gelisio, sono stati Milvia Panico, responsabile comunicazione e CSR di Metro, e il prof. Fabio Iraldo direttore GEO.

Emerge subito un aspetto piuttosto sorprendente: ristoratori e clienti hanno una percezione uguale e contraria relativa alla responsabilità dello spreco alimentare nei ristoranti. L’84% dei ristoratori pensa che il problema sia da imputare al cliente, mentre l’89% dei clienti è convinto che sia tutta colpa del ristorante.

Sono numeri davvero alti, che danno la dimensione di quanto si debba fare per trovare un equilibrio, ed è una buona notizia, significa che da entrambe le parti c’è consapevolezza del problema!

Infatti un ristoratore su tre mette in atto strategie per limitare lo spreco alimentare (l’83,6% minimizza gli scarti in cucina, il 71,6% si attrezza per una migliore conservazione, il 56,9% ottimizza gli approvvigionamenti, il 51,4% pianifica il menu, il 40,4% fornisce la doggy bag), ma lo spreco è ancora troppo corposo: ogni settimana vengono buttati da 2 a 5 sacchi di scarti alimentari, una parte dei quali potrebbe con facilità essere recuperato e riciclato.

I ristoratori non sprecano tutti allo stesso modo, la quantità varia secondo la tipologia del locale e anche la posizione geografica.

Seguendo il modello culturale della tavola italiana, c’è una tendenza a proporre porzioni molto abbondanti, ma con l’informazione alimentare attuale e gli avventori stranieri, queste quantità risultano esagerate, e possono andare sprecate.

La mezza porzione non è molto diffusa, solo il 52% dei ristoratori la propone, e in questo caso anche il cliente ha la sua parte di responsabilità: l’80% la apprezza, ma si aspetta di pagarla la metà della porzione intera, dimenticando che se si limitano gli ingredienti, l’impegno di lavoro è lo stesso.

Un gesto suggerito, che sarebbe molto apprezzato dal cliente, è l’offerta di un piccolo antipasto preparato con scarti o avanzi. Una tradizione nel Nord Europa, un modo garbato per comunicare che non si butta via (quasi) nulla.

La ricerca di Metro ha messo in evidenza un forte problema di comunicazione: i clienti faticano a cogliere cosa e quanto fa il ristoratore per non sprecare cibo. Cibo che poi può essere recuperato sia dal cliente stesso, con la doggy bag, sia donandolo ad associazioni caritatevoli.

Purtroppo né una opzione né l’altra sono risultate risolutive: i clienti non sono abituati a pretendere quanto avanzato (e pagato), e si vergognano a chiedere gli avanzi, mentre le donazioni di cibo a chi ha più bisogno è complicata da regolamenti troppo complessi.

In questo quadro frammentato, la soluzione potrebbe arrivare con il menu che, da semplice elenco di portate, diventa un prezioso mezzo di comunicazione, dove fornire molte più informazioni sul cibo proposto e, non ultima, la gestione degli sprechi.

L’ingegneria del menu è una delle materie trattata da Metroacademy, che intende portare avanti la lotta allo spreco alimentare dei ristoranti ponendosi come facilitatore nella soluzione del problema, anche con iniziative di formazione.

I focus group in programma da Metroacademy avranno proprio l’obiettivo di far emergere le problematiche più diverse, e studiare insieme come risolverle.

Tra i progetti in sospeso, una o più app per mettere in comunicazione i ristoranti che hanno esuberi, con ì clienti più attenti e pronti al recupero.

 

Zero Sprechi: Croste di formaggi – ricetta di Clibi


Parmigiano Reggiano

Conoscete già Clibi, una carissima amica (non solo virtuale) i cui suggerimenti gastronomici sono, davvero, diversi da tutti.

Soprattutto chi soffre di intolleranza può trovare sulle sue pagine indicazioni valide e ricche di creatività per nutrirsi senza rischi.

Clibi è anche molto attenta allo spreco, e proprio pochi giorni fa ha pubblicato questi consigli per recuperare le croste di formaggio Grana e Parmigiano.

A me le croste di Parmigiano piacciono moltissimo, e le recupero sempre per fare il brodo o nel minestrone, ma da lei arrivano idee nuove che non vedo l’ora di provare.

Siete curiosi? Leggete qui.

E non mancate di ammirare la grafica del blog di Clibi, bellissima!

 

Crema con fagiolini verdi e noci – ricetta di Clibi


Buongiorno!! Come sta andando la vostra estate?

Io mi considero in ferie ancora per un po’ (poco 😉  e allora approfitto della gentilezza di Clibi, che mi regala la ricetta di questa crema.

Un piatto modulabile, perfettamente antispreco e perfettamente estivo, in quanto dà una bella carica proteica in versione leggera e appetitosa.

Qui la ricetta originale, con l’invito a sfogliare tutte le pagine di Clibi, perchè sono interessanti e perchè sono molto belle.

Disegno di Clibi
Disegno di Clibi

Una ricetta da realizzare anche con ingredienti, già cotti, che a volte ritroviamo nel nostro frigorifero.

Ingredienti

500 g  cipolle sostituibili con porri o scalogni
150 g fagiolini sostituibili con altri tipi di legumi
200 g piselli freschi sostituibili con altri tipi di legumi
3 uova sode sostituibili con 180 g formaggi, carne o pesce
50 g di noci sostituibili con altri tipi di frutta a guscio o semi oleosi
olio extra vergine d’oliva q.b.
1 pizzico di sale facoltativo

Come preparare la crema

  • Sbucciate le cipolle tritatele finemente e rosolatele in olio extra vergine di oliva, sino a farle diventare tenere e dorate
  • Sgranate i piselli, mondate i fagiolini e tagliateli in piccoli pezzi ed aggiungete tutto alle cipolle. Proseguite la cottura per 10 minuti o finché le verdure saranno tenere.
  • Preparate le uova sode: immergete le uova in acqua fredda, dal momento in cui l’acqua inizia bollire calcolate tra gli 8 e i 10 minuti per albume e tuorlo ben cotti. Non superate i 10 minuti il tuorlo si asciuga e diventa verdognolo. Sgusciatele e tagliatele in piccoli pezzettini o schiacciatele con una forchetta.
  • Tritate grossolanamente le noci.
  • Unite tutto in una ciotola, mescolate accuratamente, assaggiate e aggiungete olio e sale solo se serve.

 

Milano Food Week: che c’è di nuovo?


Cari amici e followers di questo blog che con pazienza mi leggete, mi supportate e mi fate tanta compagnia, sapete una cosa? Siete, anzi siamo, proprio all’avanguardia! Come si dice oggi, siete proprio fighi!

Sapete perché? Si è appena conclusa, a Milano, la settimana dedicata al cibo. Cardine di tutto è stata la fiera internazionale TuttoFood, riservata ai contatti per affari, ma i numerosissimi incontri che si sono succeduti ogni giorno, a qualcuno dei quali ho partecipato, avevano un unico argomento: contrastare lo spreco del cibo. E voi siete preparatissimi!
Dibattiti e showcooking, tenuti da chef stellati e molto noti, avevano il comune denominatore di imparare a rispettare tutte le risorse, a riutilizzarle, a non sprecarle.

Le mie conclusioni? Oggi sprecare cibo non dovrebbe essere più tollerabile, nelle case come fuori, ma la cultura in merito è ancora profondamente rudimentale, per non dire che manca del tutto. L’opera quotidiana e costante del singolo individuo non è da sottovalutare, ma se vogliamo vedere un deciso cambiamento di tendenza, dobbiamo pretendere che sia organizzato a livello istituzionale. Ricordiamocelo, e facciamo scelte corrette.

showcooking antispreco alla Milano Food Week
Showcooking antispreco alla Milano Food Week (immagine dal web)

VI Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare


Oggi è quella giornata dell’anno in cui ci viene ricordato che, in OGNI giornata dell’anno, non si deve sprecare il cibo

Ogni volta ringrazio il professor Andrea Segré che, con il suo Last Minute Market, mi ha aperto un  mondo, e vi lascio:

  • la lettura dell’articolo del Venerdì di Repubblica

  • il sorriso delle vignette di Altan

Buon NON-SPRECO a tutti!

Paola

Il Gusto di non Sprecare: Ci vuole metodo (soprattutto per il cibo)


Immagine dal web

Con chiunque io parli di spreco di cibo, la risposta è sempre una e una sola: ah, io non spreco niente!

Fatto sta in che in Italia, mediamente, ogni anno ognuno di noi butta via 36 chili di cibo (fonte: Progetto Reduce Ministero dell’Agricoltura e Università di Bologna).

Che ne direste, allora, di ripassare un po’ il metodo per non sprecare?

Un po’ di organizzazione è indispensabile, e l’idea mi arriva da Sasha Carnevali che qui racconta come organizza il suo frigorifero

Cominciamo.

• Cominciamo riordinando, appunto, frigorifero e dispensa, e facciamolo spesso: sarà così facile identificare subito prodotti vicino alla scadenza, piccoli avanzi in fondo a vasetti e scatole da far      fuori al più preso, quantità insufficienti di alimenti che, se non usati subito, andrebbero buttati.

• Prima di andare a fare la spesa, stiliamo un menu (settimanale o come ci è più comodo) che, oltre a mantenere un buon equilibrio tra i nutrienti (proteine, carboidrati, cereali, vegetali), inserisca gli avanzi di cui sopra, da usare al più presto

• Al supermercato, cominciamo a scegliere i prodotti freschi poi, man mano, quelli conservati ma indispensabili (olio, sale, caffè), e lasciamo per ultimi i prodotti che acquistiamo per pura golosità. Sarà più facile valutare se sono proprio indispensabili!

• Controlliamo SEMPRE la provenienza degli alimenti e diamo la preferenza, per i freschi, ai prodotti locali e di stagione

 

• Approfittiamo delle offerte speciali, ma solo per prodotti che conosciamo e di cui siamo certi faremo un uso sicuro


Vedete? Sono suggerimenti davvero semplici, ma basta modificare di poco le proprie abitudini per avere grandi risultati

E se avete altri suggerimenti, condivideteli!