Effetto Farfalla


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Buongiorno a tutti!

Questo post nasce spontaneo, dalla curiosa coincidenza di parlare con Eletta, (un’amica virtuale, ma che sento vicina), un articolo sul Corriere di Bologna e un intervento di Andrea Segrè che, per chi ancora non lo sapesse, rappresenta il mio mentore, il luminoso punto di riferimento nel non sprecare cibo.

Ci sta, tra i buoni propositi dell’anno nuovo, l’idea di impegnarsi ogni giorno a fare un piccolo gesto, un gesto indolore, facile, che possa entrare nella nostra vita con leggerezza, ma che piano piano ci porti a un radicale cambiamento. E’ quello che Andrea Segrè chiama “Effetto Farfalla: piccoli gesti per produrre grandi benefici, vicino ma anche lontano da noi”.

Non buttare cibo ancora buono, chiudere il rubinetto, abbassare di un grado il riscaldamento in casa, muoversi di più senza l’automobile … gli esempi sono tanti, e ognuno di noi può trovare quello più facile con cui cominciare.

Guardiamoci intorno: è arrivato il momento in cui non possiamo più delegare a chi ci governa la gestione della nostra quotidianità.

Dobbiamo impegnarci in prima persona, se vogliamo che qualcosa cambi. Con leggerezza, come una farfalla!

 

La “famigerata” Doggy Bag


Buondì,

Oggi inoltro questo articolo che illustra un po’ la storia della doggy bag, nome anglosassone e fuorviante che indica semplicemente la possibilità di portarsi a casa, dai ristoranti, quanto non consumato delle nostre porzioni.

I ristoranti più seri e preparati (non necessariamente i più lussuosi) la propongono da tempo, hanno contenitori adatti e sollecitano i clienti ad accettarla, e sapete perchè? Perchè quello che noi abbiamo ordinato, che è arrivato sulla nostra tavola, anche se rimane nel piatto di portata, DEVE obbligatoriamente essere buttato via dal ristoratore, per norme igieniche non banali.

Con queste premesse, il mio non è un consiglio, è un ordine! 😉

Naturalmente l’ideale sarebbe ordinare la quantità corretta di cibo, quella giusta per saziarci, ma in caso di esubero, chiedete senza remore di portare a casa il cibo che avete avanzato, e pagato!

Farete un favore all’ambiente e a voi stessi.

Doggy bag, non vergognatevi e diffondiamola. Un terzo del cibo dei ristoranti diventa spazzatura

E per utilizzare al meglio gli avanzi della vostra doggy bag, potete ispirarvi qui:

La FASHION EXPERIENCE di Mani Tese. Venite a trovarmi!


Da domani 21 giugno e fino alla fine del mese, Mani Tese offre la possibilità di apprendere e capire cosa si nasconde dietro la produzione degli indumenti che indossiamo tutti i giorni

Un’esperienza interattiva divertente e coinvolgente ci farà riflettere sull’impatto ambientale e sociale dei nostri acquisti di abbigliamento, sia che siamo modaioli incalliti che amanti dell’usato.

Inoltre, ci verrà data la possibilità di fare una piccola, ma concreta azione di richiamo verso i produttori di abbigliamento, per far risuonare la nostra voce nella richiesta di una moda “made in justice”, senza rinunciare al bello.

Invito tutti – principalmente gli amici milanesi, ma tutti! – a partecipare:

dal 21 al 30 giugno

dalle 10 alle 22

in Piazza XXIV Maggio

ingresso libero

e se passate domani nel pomeriggio, mi trovate lì. Vi aspetto!

Boicottiamo la plastica!


Cari amici, vorrei segnalare questo progetto ideato e lanciato da Zero Waste Spagna, e ripreso da Greenpeace Spagna e da GreenMe:

  • dal 3 al 9 giugno impegniamoci a non comperare verdura e frutta fasciata nella plastica!

Dovremmo farlo sempre, direte voi, certo. Ma l’idea è quella di far capire alle aziende che noi consumatori vogliamo agire per ridurre non l’uso, ma l’abuso della plastica.

So che idealmente tutti ci avviamo a fare la spesa con l’ottima intenzione di scegliere i prodotti sfusi, ma poi capita sempre il momento della fretta, l’ultimo minuto, insomma la situazione in cui la comodità del prodotto confezionato vince sulle buone intenzioni.

Proprio per questa oggettiva realtà, oltre al fatto che spesso le confezioni proteggono il prodotto e ne allungano la freschezza, cerchiamo, per una settimana, di fare uno sforzo in più e far capire il nostro messaggio di sostenibilità.

Diciamo alle aziende che, oltre alla plastica, si possono trovare prodotti alternativi, biodegradabili e amici dell’ambiente, per avvolgere cibi freschi e preparati.

Aggiungo una nota personale: possiamo dare una bella mano all’ambiente anche con l’autoproduzione. Farsi da soli lo yogurt, il dado, la conserva di pomodoro, le confetture, le merendine e tanto altro, permette di evitare vasetti di plastica usa e getta, lattine di alluminio, scatolette di cartone e di riciclare più e più volte i barattoli in vetro. Pensateci, non è difficile.

il gusto di non sprecare
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