Torta salata di riso


torta di riso classica

Ancora una ricetta che, in casa mia, è un classico, e mi stupisco di non averla proposta prima.
Può essere un piatto antispreco, in quanto gli ingredienti sopportano bene di essere cambiati o integrati con qualcosa di analogo. E’ sicuramente un piatto adatto alla stagione perché, pur essendo molto nutriente, si presta bene a essere trasportato (magari in spiaggia), è buono sia caldo che freddo, e si conserva bene per qualche giorno.
Gli ingredienti per una torta si circa 23-25 cm. di diametro:
300 grammi di riso
• ½ litro di latte
• ½ litro d’acqua
• 1 cucchiaino di sale
• 150 grami di prosciutto cotto
• 2 mozzarelle confezionate
• 2 uova
• 4 cucchiai di Parmigiano grattuggiato
• Maggiorana
• Poco pangrattato
Tempo di preparazione: 10 minuti
Tempo di cottura: 20 minuti + 30 – 40 minuti in forno

Mettete sul fuoco il latte con l’acqua e il sale, una volta a bollore versate il riso, e lasciate cuocere mescolando di tanto in tanto. Non serve assaggiare, è pronto quando la consistenza è quella di una crema molto morbida.
Intanto tagliate più o meno a dadini sia il prosciutto cotto che le mozzarelle e aggiungeteli al riso appena pronto. In questo modo si raffredderà, e si potranno mettere anche le uova senza rischio di strapazzarle.
Infine, aggiungete il Parmigiano grattuggiato, qualche pizzico di maggiorana a piacere e rimescolate molto bene. Assaggiate per il sale, io non ne aggiungo altro di solito.
Accendete il forno a 200°
Trasferite il composto in un tegame foderato di carta forno bagnata e ben strizzata, livellate, cospargete di pangrattato e mettete in forno a gratinare e a rapprendersi.
Aspettate una decina di minuti prima di servirlo, l’interno è bollente.
Variazioni sul tema: Come è intuibile, al posto del prosciutto cotto si può usare la mortadella o la coppa, mentre al posto o in aggiunta alle mozzarelle si può scegliere lo stracchino, la fontina, l’emmenthal, un formaggio fondente.
E’ ottima calda, ma è altrettanto buona appena riscaldata al forno microonde, oppure a temperatura ambiente.
Non saprei dire se è un primo piatto o un secondo, io la uso come mi fa più comodo.

Vino: Soave

Il consiglio di lettura rappresenta il mio primo incontro sia con l’autore che con il personaggio: “Gli arancini di Montalbano” di Andrea Camilleri. Sempre di riso si tratta.

Gli arancini di Montalbano

Torta salata allo yogourt e alle foglie di rapanello


 

torta salata con foglie di ravanello

Questa torta mi ha riempita di soddisfazione! Quando si acquistano i rapanelli, di solito si pagano a mazzo, e spesso si buttano le foglie. Non questa volta! Ne ho comprati tre mazzi, che avevano foglie freschissime, ben tese, dalla superficie leggermente lanuginosa.
Ho staccato i rapanelli e li ho conservati per consumarli, crudi, in insalata, ma con le foglie ho preparato questo buonissimo, ed economico, piatto.
Gli ingredienti per una teglia del diametro di circa 22 cm.:
3 mazzi di rapanelli, solo le FOGLIE
• 1 rapanello per decorare
• 1 piccola cipolla
• 3 uova
• 2 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato
• 2 cucchiai di olio evo
• 1 vasetto di yogourt
• Sale
• Semi (di zucca, di girasole …) a piacere
Tempo di preparazione: 20 minuti
Tempo di cottura: 25 minuti

foglie di rapanelloIl procedimento è il solito delle torte salate di verdura: dopo aver ben lavato e tagliuzzato le foglie con il coltello di ceramica, le ho saltate nell’olio con una piccola cipolla affettata finemente, finchè non le ho viste ben appassite. Ho salato durante la cottura.
Ho acceso il forno, statico, a 180°
Ho sbattuto le uova con lo yogourt, il parmigiano, ancora un pochino di sale e i semi (facoltativi, servono a dare un po’ di croccantezza al composto).
Ho aggiunto le foglie di rapanello e la cipolla, mescolando bene.
Ho versato il tutto in una teglia leggermente unta e, con un rapanello affettato, ho disegnato una piccola decorazione – e una nota di colore.
Ho messo in forno finchè la superficie non si è presentata ben dorata e gonfia.
Fidatevi, è molto buona! Le foglie di rapanello hanno un sapore delicato, appena piccante, che rende questa torta un pochino diversa dai solito sapori, senza però rivoluzionarli.
Strategie: Le foglie di rapanello appassiscono in fretta, vanno quindi lavorate al più presto.
L’uso dello yogourt, al posto di un formaggio cremoso, rende questo piatto adatto anche per chi è intollerante al lattosio.
Variazioni sul tema: Per rendere questo piatto ancora più “antispreco”, al posto della cipolla si possono usare le parti più scure di un porro o di un cipollotto.

Il consiglio di lettura è “Sette brevi lezioni di fisica” di Carlo Rovelli. Dopo averlo letto, il mondo comincerà ad apparirvi un po’ diverso

sette brevi lezioni di fisica

Zucchine ripiene (con timo e pistacchi)


Le zucchine ripiene sono uno dei miei piatti preferiti, e anche se richiedono un po’ di lavoro, le faccio sempre molto volentieri. Con l’arrivo della stagione calda posso scegliere le zucchine bianche, quelle che alle volte si trovano con un bel fiore attaccato, che hanno una polpa compatta e saporita. Le zucchine striate, dalla buccia più scura, sono più amare e con l’interno un po’ acquoso, meno adatte per questo piatto (ma ottime per il minestrone)

Gli ingredienti per 4 persone (più o meno)

  • 1 kg. di zucchine scelte un po’ ciccione
  • 2 hg. prosciutto cotto
  • 2 uova
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • Foglie di timo
  • 1 manciata di pistacchi in granella
  • Pane grattuggiato
  • Sale

Tempo di preparazione: 40 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti per far lessare le zucchine + 30 minuti nel forno

Mettete sul fuoco una pentola capiente con acqua salata. Cominciate con pulire le zucchine: lavatele bene, tagliate via le due estremità (se sono belle fresche, come dovrebbero essere, attenzione a non pungervi!), tenete i fiori se sono freschi e ancora tonici, tagliatele a metà se sono lunghe più di 10 centimetri, e lessatele nell’acqua bollente, controllando dopo una decina di minuti. Pungetele con una forchetta e scolatele quando sono morbide, ma ancora ben sode. Se avete tempo, lasciatele raffreddare naturalmente, altrimenti potete passarle un po’ sotto l’acqua fredda, scolandole poi bene.

Preparate a portata di mano sia il bicchiere del mixer che una teglia da forno grande, foderata con la carta apposita. Prendete una zucchina lessata, tagliatela a metà per il lungo, con un cucchiaino scavate delicatamente la polpa interna e mettetela nel mixer, mentre poserete sulla teglia la zucchina svuotata. Continuate così fino alla fine, e se la teglia si riempie, prendetene un’altra.

Mettete nel mixer, dove c’è già la polpa delle zucchine, il prosciutto, il parmigiano, le uova, il timo, un po’ di sale e pepe a piacere, ricordando che le zucchine hanno bollito in acqua salata e che prosciutto e parmigiano sono salati a loro volta. Frullate tutto insieme, per ottenere una crema morbida.

Accendete il forno (statico) a 200°.

Con l’aiuto di un cucchiaio o, se siete pazienti, con la sac a poche, riempite le zucchine, spolverate tutto con il pane grattugiato e con una generosa manciata di granella di pistacchi, quindi mettete a gratinare nel forno.

Sono ottimi caldi, tiepidi e freddi. Sono perfetti come secondo, ma nella quantità di un paio a testa vanno benissimo anche come antipasto. Si conservano in frigo per due o tre giorni senza problemi, oppure si possono surgelare, quindi può valere la pena farne in abbondanza.

Strategie: Si possono lessare le zucchine in anticipo, anche il giorno prima. Io addirittura lo consiglio, così sono ben fredde quando si lavorano e non si rompono.

Variazioni sul tema: Le zucchine ripiene al prosciutto cotto sono la mia versione preferita, ma rappresentano un’ottima ricetta antispreco. Infatti si possono farcire con altri ingredienti, magari rimasti da un’altra preparazione, o in scadenza: carne tritata (anche avanzata da un arrosto o un lesso), carne tritata + prosciutto crudo, tonno in scatola, formaggio saporito (gorgonzola, provolone).   Le quantità indicate sono da considerarsi per un secondo piatto, ma si possono anche proporre per antipasto, calcolandone tre, quattro a testa (ovvero una zucchina e mezzo, due a persona).

Se preferite un sapore più intenso potete aggiungere al ripieno un piccolo spicchio d’aglio ben tritato. Se riempite con carne o tonno, potete aggiungere un pochino di scorza di limone grattugiata.

Vino: Barbera, Colli Bolognesi

Con questo piatto partecipo alla “sfida” del mese di maggio proposta dal gruppo Facebook “Sei in cucina

Frittata con porri e fave di cacao


frittata porri e fave di cacao

Una semplicissima frittata cotta al forno, che presenta l’incontro di due ingredienti solo apparentemente estranei.

Le fave di cacao, di solito associate a ricette dolci, sono in realtà amare, persino vagamente acide

Il porro, che invece utilizziamo per ricette salate, una volta cotto ha un sapore dolcissimo

E l’accostamento rivela un sapore nuovo, pieno.

Gli ingredienti:

  • 2 porri
  • 1 bella manciata di fave di cacao
  • 4 uova
  • 100 grammi di ricotta
  • 3 cucchiai di Parmigiano reggiano grattuggiato
  • 2 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti + 30 minuti in forno

Ho pulito i porri eliminando le estremità e conservandone quanto più possibile, li ho tagliati a rondelle, li ho messi in un tegame con l’olio e qualche cucchiaio di acqua e li ho fatti cuocere su fuoco dolce, mescolandoli spesso per disfarli.

Intanto, nel mixer, ho tritato le fave di cacao

Ho acceso il forno statico a 180°

In un piatto ho sbattuto le uova con la ricotta, ho salato leggermente e completato con il Parmigiano grattuggiato. Ho aggiunto i porri e le fave di cacao tritate, miscelato bene il tutto e travasato in un tegame da forno appena unto (in realtà io ne ho usato uno in silicone, che non richiede nessuna preparazione).

La frittata è pronta dopo circa mezz’ora, quando si presenta ben dorata e gonfia

E’ un secondo piatto, ma tagliata a porzioni più piccole diventa un antipasto o un accompagnamento per l’aperitivo, visto che è ottima anche fredda (come ogni frittata!)

Strategie: Si possono cuocere i porri in anticipo. Del porro, si può utilizzare (anche) la parte più scura, e meno tenera: avrà solo bisogno di cuocere un po’ di più.

Vino: Vermentino di Gallura

Il consiglio di lettura è “Cioccolata a colazione” di Pamela Moore. Pubblicato nel 1956, anticipa le esigenze femminili di trovare un posto nel mondo, slegato dai tradizionali doveri materni e famigliari.

cioccolata a colazione

 

Pasta all’uovo fatta in casa (ricetta di autoproduzione)


tagliatelle_pomodoro_think

(immagine presa da Internet)

La pasta fresca all’uovo, oltre che buona, ha il pregio di rendere più ricco qualsiasi condimento. Pensate a un bel piatto di tagliatelle: fa un figurone anche solo con una semplice salsa di pomodoro. Non solo, è molto nutriente e può costituire quasi un piatto unico, sopratutto per i bambini.

Farla in casa è molto semplice, richiede solo un pochino di manualità.

Questa è la mia ricetta, come l’avevo proposta il 20 gennaio 2013:

La pasta artigianale è una delle glorie della cucina italiana. E’ vero che con questo argomento mi allontano un po’ dalla tradizione genovese, dove la pasta all’uovo non è quasi presente … però io sono anche un po’ emiliana, e sono molto contenta di esserlo, mi sento quindi titolata a dire la mia.

Fare la pasta in casa è meno lungo e meno difficile di quanto in genere si pensi, e forse l’ingrediente più importante è lo spazio. Infatti impastare, ma soprattutto tirare la sfoglia richiede spazi d’appoggio ben ampi, e in mancanza di questi l’operazione diventa difficile e frustrante.

Quindi un bel piano di lavoro e se poi, come me, avete un’impastatrice di qualità, tutto si semplifica e soprattutto si accelera.

Prepariamo un bel piatto di tagliolini per 4 persone, e facciamolo con

  • 400 gr. di farina
  • 4 uova intere
  • 4 pizzichi di sale

Tempo di preparazione: 20/25 minuti se impastate a mano

3 minuti con l’impastatrice

Tempo di riposo: mezz’ora

Tempo di cottura: 5 minuti circa

Se impastate a mano, fate una fontana con la farina e scavatela un po’ in mezzo, aggiungete il sale, rompeteci le uova e cominciate a lavorare con energia fino ad avere un impasto morbido e asciutto, che non si appiccica alle mani. Se fosse (ma non sarà) appena asciutto, aggiungete un cucchiaino d’olio, non acqua. Appena la pasta raggiunge questo stato, smettete di impastare.

Se avete l’impastatrice, mettete tutti gli ingredienti nella ciotola e impastate con la frusta piatta per qualche minuto, fino all’impasto morbido e asciutto. Perché l’impastatrice fa più in fretta? Perché la forza e la forma delle fruste rompono più facilmente le molecole di amido della farina, ed è indispensabile che questo succeda affinchè la sfoglia diventi elastica e si posa tirare.

Coprite bene l’impasto, che non deve asciugare, e lasciatelo riposare mezz’ora.

Ora spero che abbiate almeno una macchinetta per tirare la pasta … in questo caso montate i rulli per la sfoglia, prendete una piccola quantità di pasta (attenzione a ricoprire bene quello che resta), infarinatela bene e passatela tra i rulli, prima nello spazio più ampio e via via riducendo fino allo spessore che preferite, continuando a passare un velo di farina sulla superficie della sfoglia. E’ in questa fase che diventa indispensabile avere dello spazio a disposizione! Man mano che le sfoglie saranno pronte, adagiatele una sull’altra. Ora  montate sulla macchina i rulli per i tagliolini, passate tutte le sfoglie avendo cura di raccogliere la pasta così tagliata ben aperta su una superficie, cospargendola ancora con un po’ di farina.

Se non avete neanche la macchinetta per la pasta, dopo aver tirato la sfoglia con il mattarello, arrotolatela fino ad avere un lungo cilindro e tagliate delle striscioline larghe circa mezzo centimetro. Svolgetele, e voila i tagliolini. Questa è un’operazione molto divertente, tanto che io alle volte tiro la pasta con la macchina, ma taglio le tagliatelle a mano.

Ora mettete su l’acqua, cuocetele vostre tagliatelle e conditele con un bel ragù.

Strategie: La pasta fresca è fatta con l’uovo crudo, che la rende facilmente e rapidamente deperibile. E’ possibile surgelarla, con ottimi risultati, avendo cura di metterne in frigo poca alla volta, e ben allargata, con pochi punti di contatto, per evitare che si attacchi. Una volta che la sentirete ben rigida, potrete trasferirla nei sacchetti di plastica. In questo modo si conserva a lungo, pronta da degustare in qualunque momento.

Poiché la pasta fresca all’uovo non serve solo per le tagliatelle, ma per molti altri piatti uno più buono dell’altro, vorrei ricapitolare le proporzioni:

  • 100 gr. farina
  • 1 uovo intero
  • 1 pizzico di sale

Queste dosi sono abbondanti per una persona, soprattutto se usiamo la sfoglia per fare la pasta ripiena, come ravioli o tortellini. Possiamo scegliere quindi se farne meno o se avanzarne un po’ …

 

Strudel salato ai funghi


strudel-di-funghi

Qualche settimana fa ho preparato questo strudel salato con ripieno di funghi.

Nonostante me lo sia inventato … è stato molto apprezzato, quindi ve lo racconto

Ingredienti:

  • Pasta per torte salate preparata con 200 grammi di farina
  • 500 grammi di funghi champignon
  • 100 grammi di funghi porcini secchi
  • 50 grammi di prosciutto cotto
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 bel pizzico di origano
  • 3 cucchiai di olio evo + un pochino
  • Sale

Tempo di preparazione: 10 minuti per la pasta + 30 minuti di riposo + 30 minuti per preparare i funghi

Tempo di cottura: 40 minuti circa

Ho preparato la pasta come spiegato qui, e l’ho lasciata riposare almeno (almeno!) mezz’ora

Intanto ho messo a bagno in acqua tiepida i funghi secchi, e li ho lasciati, anche loro, almeno una ventina di minuti.

Ho pulito a fondo i funghi champignons, li ho lavati e rilavati, tagliati a fettine sottili e emessi in un tegame con l’olio e lo spicchio d’aglio, ho incominciato a farli andare a fuoco dolce salandoli dopo pochi minuti per far uscire l’acqua di vegetazione.

Intanto ho scolato e sciacquato anche i funghi secchi, li ho tagliati un po’ e aggiunti agli champignons. Ne ho filtrato l’acqua che ho usato in parte per portare a cottura finale i funghi e, soprattutto, insaporirli. Il fondo deve evaporare completamente. Alla fine, ho tolto lo spicchio d’aglio e spolverato con l’origano. Ho fatto raffreddare il tutto.

Ho foderato un tegame adeguato con la carta da forno.

Con il mattarello, ho steso la pasta sottile ma non troppo e l’ho adagiata subito sulla carta, nel tegame. In questo modo non ho il problema di trasferire lo strudel, una volta farcito, con il rischio di rompere la pasta.

Ho appoggiato le fettine di prosciutto sulla pasta, ho sistemato il ripieno di funghi in modo che rimanesse nel mezzo, per il lungo, ho chiuso l’involucro di pasta schiacciando i bordi per farli aderire, ho spennellato la superficie con un pochino d’olio e ho passato tutto in forno caldo, 200° statico, per mezz’ora abbondante, comunque fin quando la pasta è risultata ben colorita.

Ho fatto intiepidire (tagliarlo caldo vuol dire disfarlo) e infine l’ho affettato e sistemato sul piatto di portata.

Strategie: Questo piatto si può preparare in tempi diversi: la pasta può essere preparata prima e conservata in frigorifero oppure congelata, i funghi si possono cucinare con lo stesso anticipo.

Se ne avanza, si conserva al fresco per qualche giorno, ma sconsiglio di riscaldarlo a microonde. Meglio passarlo nel forno oppure consumarlo semplicemente a temperatura ambiente, è ottimo anche così.

Vino: Ribolla gialla

funghi

Cavolfiore gratinato


cavolfiore gratinato.PNG

Cavoli, cavolfiore, cavolini e cavoletti fanno molto bene, ormai lo abbiamo imparato tutti. A me, personalmente, piacciono il giusto, cerco sempre qualche alternativa per mitigarne un po’ il sapore deciso.
Questa versione del cavolfiore al gratin non ne altera la leggerezza, e lo rende molto appetitoso.
Gli ingredienti:
1 cavolfiore di medie dimensioni
• 4 filetti di acciuga (o 2 acciughe sotto sale)
• 1 piccola manciata di prezzemolo
• 1 manciata di pinoli
• 1 spicchio d’aglio (facoltativo)
• 4 + 2 cucchiai di pangrattato
• 4 cucchiai di olio evo
• Sale, pepe (poco)
Tempo di preparazione: 10 minuti
Tempo di cottura: 15 minuti per il cavolfiore + 20 minuti di gratin in forno

Pulisco il cavolfiore mettendolo prima un po’ a bagno in acqua e sale, per far uscire qualche insettino nascosto, poi lo sciacquo bene, lo divido in cimette e lo faccio lessare, al dente, in acqua leggermente salata
Nel frattempo che cuoce, preparo la salsina.
Faccio ammollare nel latte 4 cucchiai di pangrattato, di modo da avere una crema.
Trito il prezzemolo con l’aglio privato dell’anima, aggiungo le acciughe e le sminuzzo, trasferisco tutto nel pangrattato, diluisco con quattro cucchiai d’olio, infine completo con i pinoli.
Scolo il cavolfiore e lo faccio saltare velocemente nell’olio rimanente, intanto lo divido ulteriormente.
Lo trasferisco in una pirofila di giuste dimensioni, lo corpo con il composto ben distribuito, termino con un filo d’olio e il pangrattato, lo metto in forno ben caldo a gratinare.
Strategie: Si può preparare il cavolfiore lessato in anticipo, anche il giorno prima, e conservarlo al fresco.
Se ne avanza, si conserva tranquillamente in frigorifero per due o tre giorni, oppure si può porzionare e congelare.
Vino: Malvasia dei Colli Piacentini

Renato Guttuso – Cavolfiore

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Calamari e carciofi


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Chi mi conosce sa (e probabilmente non ne può più di sentirmelo dire) che io preferisco cucinare il pesce in estate, per il semplice fatto che ce n’è in abbondanza del nostro. In questo caso, ho fatto un’eccezione invernale, che però mi ha convinto profondamente perché mi ha permesso di sperimentare un abbinamento diverso.

La ricetta è semplicissima, il risultato davvero squisito.

Gli ingredienti per 4 persone:

  • 800 grammi circa di calamari freschi (i miei venivano dall’oceano Atlantico ed erano belli grossi)
  • 4 carciofi con le spine
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Mezzo bicchiere di vino bianco secco e buono
  • Sale
  • Mezzo limone

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti scarsi

Per prima cosa mi sono occupata dei calamari, già fatti pulire dal pescivendolo per quanto riguardava le interiora, nella testa, e le cartilagini. Io li ho ben lavati in acqua fredda e poi tagliati a listerelle. O meglio, la testa tagliata a listerelle, i tentacoli divisi uno per uno ed eventualmente, tagliati a metà.

Ho poi pulito i carciofi, prima eliminando le foglie esterne più dure e le spine in punta; li ho messi a bagno nell’acqua dove avevo spremuto il mezzo limone, li ho poi ripresi uno per uno e li ho tagliati a quarti, liberati del fieno e delle poche spine all’interno, e infine affettati in modo regolare.

In un tegame molto capiente ho messo l’olio e lo spicchio d’aglio, ho fatto soffriggere leggermente, ho aggiunto i carciofi affettati, salato un pochino e fatto cuocere per circa sette, otto minuti, bagnando al bisogno con un pochino di acqua. Trascorso questo tempo ho aggiunto i calamari, ho mescolato bene intanto che prendevano calore, e ho versato il vino bianco.

Quando il vino è evaporato ho coperto il tegame, di modo che i calamari hanno rapidamente perso tutta la loro acqua, e ho fatto finire di cuocere a tegame scoperto e a fiamma viva. Il fondo di cottura deve rimanere morbido, ma non acquoso.

Il connubio tra pesce e carciofi è perfetto!

Strategie: Si possono, o meglio, si devono utilizzare anche i gambi dei carciofi, sfilacciati e affettati, ma se proprio non ve la sentite, recuperateli per farci una frittata o un condimento per la pasta.

Variazioni sul tema: La ricetta si presta anche a essere preparata con seppie o totani, tenendo però ben presente che i calamari sono molto più teneri, quindi i tempi di cottura si allungano. In caso si volesse provare con il pesce surgelato, i tempi si allungano ulteriormente. In entrambi i casi, meglio cucinare separatamente i carciofi e assemblare verso fine cottura.

Vino: Montecarlo bianco

Renato Guttuso, Natura morta con carciofi

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