Sformatini di patate farciti con pomodorini, olive, capperi e acciuga


Sformatini di patate con pomodorini, olive, capperi e acciuga per recuperare purè avanzato o patate lesse avanzate

Sformatini di patate con pomodorini, olive, capperi e acciuga

I profumati sformatini di patate che sto per presentarvi sono un’eccellente alternativa per recuperare il purè avanzato, preparando un piatto squisito, bello da vedere e perfetto da presentare anche agli ospiti.

Gli ingredienti:

  • 800 grammi di patate
  • 20 (circa) pomodorini ciliegia o datterini
  • 1 manciata di olive nere snocciolate
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 1 acciuga sotto sale (o 2 filetti sott’olio)
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio evo
  • stampo per 12 muffin 

Tempo di preparazione: 1 ora (con purè da preparare)

Tempo di cottura: 20 minuti

Porzioni: 4 (12 muffin)

Difficoltà: bassa

Costo: basso

Conservazione: 2 giorni in frigorifero

Il Gusto di non Sprecare: si recupera il purè avanzato, oppure patate lesse avanzate

Antipasto o piatto di rinforzo

Ricetta vegetariana e vegana

 

Sciacquo attentamente le patate e le faccio lessare, intere e con la buccia, in acqua leggermente salata

Lavo i pomodorini, ne taglio sette o otto a pezzettini, dissalo l’acciuga.

In un tegamino, verso tre o quattro cucchiai d’olio evo con l’aglio, lascio soffriggere molto delicatamente (come sempre, l’aglio non deve bruciare), aggiungo l’acciuga e aspetto che si sciolga.

Verso i pomodorini tagliati, faccio insaporire bene prestando attenzione che non si disfino troppo, infine aggiungo i capperi e le olive, amalgamo bene e spengo.

Passo le patate nello schiacciapatate (non è necessario togliere la buccia, che resterà isolata a parte), le raccolgo in una ciotola e le condisco con qualche cucchiaio d’olio.

Se, invece, voglio recuperare il purè avanzato, lo faccio scaldare e lo ammorbidisco, sempre aggiungendo un pochino d’olio.

Accendo il forno statico a 180°

Verso un primo strato di purè nelle formine per muffin, copro con un cucchiaio di intingolo, termino con un altro strato di patate.

Metto nel forno e attendo che la superfice delle patate cominci a dorarsi leggermente.

Appena pronti, e ancora morbidi, completo ogni muffin con un pomodorino, che premo leggermente per inserirlo nella superficie.

Lascio raffreddare un pochino: meglio servirli caldi, ma non bollenti

Variazioni e strategie: ho illustrato la ricetta partendo da zero perché, nella pratica, è spesso necessario integrare l’avanzo di purè con altre patate, se si vogliono conservare queste quantità.

Una preparazione più veloce prevede di fare un’unica torta, con uno strato di patate, uno di ripieno – pomodorini, acciuga, olive e capperi – ben distribuito sulla superficie, e un ultimo strato di patate, da decorare con i pomodorini e, perchè no, qualche foglia di basilico.

Dite la verità, non sembrano pasticcini?

Il Gusto di non Sprecare: Pappa al pomodoro a modo mio


pappa al pomodoro, per recuperare il pane raffermo avanzato

Immagine dal web

La pappa al pomodoro è una delle più note ricette di recupero, perfetta per recuperare del pane avanzato e un po’ raffermo.

È altrettanto vero che ogni famiglia ha un po’ la sua ricetta. La mia è molto semplice, ma anche molto sfiziosa.

Gli ingredienti:
Salsa di pomodoro ½ kg
• Pane raffermo a fette circa 300 grammi
• ½ litro di brodo vegetale
• 3 spicchi d’aglio
• Olio evo
• Sale, pepe
• Basilico in foglie o origano secco

Tempo di preparazione: 10 minuti
• Tempo di cottura: 15 minuti per il pane + 40 minuti
• Porzioni: 4
• Difficoltà: bassissima
• Costo: bassissimo
• Conservazione: 3 giorni in frigorifero – non si può congelare
• Il Gusto di non Sprecare: si recupera in modo semplice e veloce il pane avanzato
• Primo piatto o antipasto
• Ricetta vegetariana e vegana

Accendo il grill del forno
Taglio il pane a fette, lo allineo sulla placca del forno e lo metto in forno a gratinare
Intanto preparo una casseruola in terracotta e sbuccio gli spicchi d’aglio
Quando il pane è pronto, ben tostato, lo ritiro dal forno, sfrego le fette una per una con abbondante aglio, e le poso sul fondo della casseruola, leggermente sovrapposte
Copro con la salsa di pomodoro, allungo con il brodo e mi accerto che tutto il pane sia ben immerso
Metto a cuocere a fuoco molto dolce, senza rimescolare, ma accertandomi ogni tanto che non manchi liquido. Eventualmente rabbocco con del brodo.
Regolo di sale e pepe durante la cottura
La zuppa è pronta quando il pane è ben spappolato. Si gusta calda, non bollente, irrorata con abbondante olio evo e profumata con qualche foglia di basilico o una spolverata di origano.

 

Un Pablo Picasso del 1944, non più cubista: Tomato plant (particolare)

Camilla e Luca, ovvero i Bella Dentro


Vi avevo già parlato di BellaDentro, al secolo Camilla e Luca, i due giovanissimi, coraggiosi imprenditori che, poco più di un anno fa, hanno deciso di abbandonare i loro “impieghi sicuri e a tempo pieno” per diventare, come si definiscono loro stessi “fruttaroli”.

La passione di Camilla e Luca va tutta a quella frutta e verdura Bella Dentro, ovvero considerata inadeguata per gli standard di mercati e supermercati e destinata a essere buttata via (!).

Questi prodotti belli, bellissimi, che hanno l’unica colpa di essere un po’ troppo grandi, o un po’ troppo piccoli, o con qualche innocuo segnetto di troppo, sono amorevolmente raccolti dai nostri e proposti a prezzi super convenienti.

Bene, in questo anno Bella Dentro è cresciuta molto, così come l’entusiasmo di Camilla e Luca, sempre più attivi nel diffondere quanto sia importante imparare ad apprezzare quello che ancora in troppi considerano scarto. E sapete in un anno quanti chili di frutta hanno “salvato”?

Vi suggerisco la lettura attenta del loro Blog, dove sono raccontate curiosità e iniziative, numeri e ricerche, e i progetti di sostenibilità ai quali partecipano o danno il loro appoggio.

Ma Camilla e Luca sono attenti anche allo spreco domestico, quello che qui più ci interessa, e infatti propongono tante preziose ricette per non sprecare più niente delle verdure che comperiamo, ricette che non vedo l’ora di provare.

Sarebbe bello che ci fosse un Bella Dentro in ogni città … spargete la voce!

Intanto loro sono a Milano, guardatevi in giro ….

 

U tuccu: il sugo di carne come si fa in Liguria


u tuccu, sugo di carne, unica preparazione per primo e secondo piatto

U tuccu, sugo di carne alla genovese

U tuccu (il sugo) è la ricetta classica del sugo di carne, come si prepara a Genova e in Liguria.

Si distingue da tutti gli altri ragù per un motivo molto semplice: la Liguria, terra meravigliosamente ricca di profumi e colori, è molto difficile per l’allevamento dei bovini a causa della sua conformazione geografica. Quindi, il sugo di carne si fa usando il sapore della carne, perché la carne vera e propria si mangia a parte.

E credetemi, il risultato è strepitoso, nessun rimpianto per le preparazioni più corpose.

Dite che siamo un po’ taccagni? Ma no, è l’esperienza che ci rende parsimoniosi …

Gli ingredienti:

  • 400-500 grammi di carne magra di manzo – pezzo intero non tritato, mi raccomando!
  • 1 piccola carota
  • 1 piccola cipolla
  • 1 gambo di sedano
  • 30 grammi di funghi secchi
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 2 bicchieri di passata di pomodoro
  • ½ bicchiere di vino rosso
  • 5 cucchiai di olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 foglia di alloro
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 tazza di brodo (per allungare)
  • Sale, pepe

 Tempo di preparazione e cottura: 3 – 4 ore, ma non richiede molta assistenza

Porzioni: 5 – 6

Difficoltà: bassa

Costo: medio

Conservazione: 3 giorni in frigorifero – si può congelare

Il Gusto di non Sprecare: con un unico taglio di carne si ottiene il condimento per il primo piatto e il secondo piatto

Scaldo un po’ d’acqua in un pentolino e faccio rinvenire i funghi secchi.

Trito abbastanza finemente sedano, carota e cipolla.

In un tegame di coccio o di alluminio (io preferisco il coccio) scaldo l’olio a fuoco dolce, aggiungo i i sapori tritati, il rametto di rosmarino e lo spicchio d’aglio intero (da scartare alla fine), e faccio rosolare leggermente.

Unisco il pezzo di carne e lo faccio rosolare bene, girandolo spesso. Il segreto del buon tocco risiede in parte in questa operazione, la carne deve rosolare molto bene, quasi al limite della bruciatura, e per evitare che, appunto, bruci, deve essere girata spesso e controllata attentamente. Direi però che questo è l’unico momento un po’ più impegnativo.

Intanto che la carne rosola, scolo i funghi, ne conservo l’acqua, da filtrare con un foglio di carta da cucina. Taglio i funghi a coltello

Quando la carne è ben rosolata, aggiungo i funghi e i pinoli, faccio tostare un attimo nel fondo di cottura, quindi bagno con il vino rosso e altrettanta acqua dei funghi. Metto la foglia di alloro e lascio andare così, lentamente, scoperto, per dieci, quindici minuti, di modo che il liquido si concentri un pochino.

Aggiungo la salsa di pomodoro, un po’ di sale, abbasso la fiamma al minimo, copro e lascio cuocere indisturbato, a lungo, controllando ogni tanto che la carne non si attacchi, e che il sugo non asciughi troppo. Se dovesse accadere, allungo con un po’ di brodo, oppure con altra acqua dei funghi.

Dopo tre, o anche quattro ore di cottura dolcissima, il sugo è pronto, un sugo corposo, pieno di sapore, perfetto per condire qualunque tipo di pasta.

Ma se avete due “mandilli de sea” (lasagne) o ravioli, sentirete che meraviglia!

Il pezzo di carne, tenerissimo, andrà servito come secondo, accompagnato da una patata lessa schiacciata e ben condita con sale e buon olio, o con un purè.

Fabrizio de André nomina ben quattro “tucchi” in Creuza de mä

 

Risotto alla mela, curry e curcuma, secondo la ricetta della famiglia di Giorgio Morandi


Risotto mela, curry e curcuma secondo la ricetta di casa Morandi, facile e velocissimo

Risotto con mela, curcuma e curry

Ho imparato la ricetta di questo risotto con mela e curry quando, l’estate scorsa, ho visitato la casa museo del pittore Giorgio Morandi. La nostra appassionata guida mi ha raccontato di questo piatto molto apprezzato nella famiglia, e anche abbastanza insolito per l’epoca, visto l’uso del curry.

In realtà, una delle sorelle del pittore aveva vissuto per qualche tempo nel Nord Africa, e lì aveva appreso a cucinare con quelle spezie che, da noi, si sono diffuse molti anni più tardi.

Ho replicato a casa questo risotto, e ho scoperto un piatto dove la mela ingentilisce la spezia, amalgama i sapori e dona una piacevole nota insolita.

Un piatto facile e veloce, come sempre, ma non banale.

Questi gli ingredienti:

  • 320 grammi di riso per risotti (per me, Carnaroli)
  • 2 mele renette o granny smith
  • 1 cucchiaino colmo di curry
  • 1 cucchiaino colmo di curcuma
  • 1 cipolla piccola
  • Brodo di carne o vegetale, anche fatto con il dado
  • ½ bicchiere di vino bianco frizzante
  • 2 noci di burro
  • Parmigiano reggiano grattugiato

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 20 – 25 minuti

Porzioni: 4

Difficoltà: bassa

Costo: medio

Conservazione: 2 giorni in frigorifero  

Il Gusto di non Sprecare: l’eventuale risotto avanzato si utilizza come ripieno per una torta salata, per crocchette, per frittata

Primo piatto

Ricetta vegetariana e, con brodo vegetale, vegana

 

Ho preparato circa mezzo litro di brodo nel quale ho sciolto sia la curcuma che il curry.

Ho tritato finemente la cipolla. Ho fatto sciogliere una noce di burro nella pentola e ho soffritto la cipolla a fuoco dolcissimo, bagnando anche con un pochino di acqua.

Ho aggiunto il riso e l’ho fatto tostare per alcuni minuti

Ho versato il vino e, quando questo è evaporato, tanto brodo da coprire bene il riso.

Ho lasciato cuocere, mescolando ogni tanto e aggiungendo brodo al bisogno. Come per tutti i risotti, in questa fase bisogna prestare attenzione che il fondo non si attacchi e non bruci.

Nel frattempo, ho tagliato e pelato una mela e mezza, e le ho tritate

Ho tagliato a fettine la mela rimasta, e le ho fatte dorare velocemente in una padella antiaderente.

Quasi a fine cottura, ho aggiunto al riso la mela grattugiata, mescolando bene. Infine, ho mantecato con il burro rimasto e un po’ di parmigiano. Ho proposto altro parmigiano in tavola.

Ho preparato i piatti, decorando con due fettine di mela tostate.

Strategie e Variazioni sul tema: se non avete mele acidule, anche una mela più dolce può andare bene, aumentando leggermente la quantità del curry.

 

Questa che vedete è una foto scattata nella cucina di casa-museo Morandi, dove si nota come il senso estetico imperasse anche nelle piccole cose quotidiane

Crednza nella cucina di casa Giorgio Morandi a Grizzane Morandi

Cucina di casa Giorgio Morandi

Muffin salati farciti con porri e pomodori secchi


I muffin salati farciti con verdure, salumi e/o formaggi sono sempre graditi

Muffin salati con porri e pomodori secchi

I muffin salati sono sempre una buona idea, soprattutto quando si hanno ospiti: veloci da preparare, versatili, si accompagnano bene con l’aperitivo e possono rimanere in tavola per tutto il pasto, come complemento.

Sono buoni con (quasi) tutto; questi sono, per la mia esperienza, particolarmente riusciti

Provateli, sono davvero semplici

Gli ingredienti:

  • 1 porro intero (elimino solo le foglie verdi più coriacee)
  • 3 pomodori secchi
  • 1 uovo
  • 90 grammi di farina
  • 1 bicchiere non grande di latte
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 70 – 80 grammi di ricotta
  • ½ bustina di lievito istantaneo er impasti salati
  • Sale e pepe

 

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 20 – 25 minuti

Porzioni: 12 muffin

Difficoltà: bassa

Costo: basso

Conservazione: 2 giorni in frigorifero – si possono congelare

Il Gusto di non Sprecare: lo scarto del porro è minimo

Antipasto, piatto di mezzo

Ricetta vegetariana 

Ho pulito il porro, eliminando le radici, la prima guaina e recuperato la parte tenera chiusa tra le foglie verdi più dure.

L’ho affettato piuttosto sottile, l’ho traferito in un tegame con l’olio e l’ho fatto stufare a fuoco dolce per una decina di minuti, più che sufficienti per ammorbidirlo. Ho salato in cottura.

Intanto ho sbattuto bene l’uovo, di modo da montarlo un po’, ho aggiunto il latte, la ricotta e infine la farina. La consistenza deve essere quella di una crema morbida

Ho tagliato a pezzettini i pomodori secchi, li ho aggiunti all’impasto, e infine ho aggiunto il porro.

Ho assaggiato per regolare di sale.

Per ultimo ho versato il lievito, mescolando molto bene per distribuirlo uniformemente

Ho acceso il forno statico a 180°

Ho riempito le formine da muffin (per me sono perfette quelle in silicone), le ho messe in forno e ho controllato la cottura, con lo stecchino, quando ho visto che la superficie cominciava a dorarsi.

Una volta cotti, li ho lasciati un po’ raffreddare prima di estrarli dalle formine.

Con le foglie del porro avanzato, ben lavate e tagliate a striscioline, ho ricoperto il piatto di portata, sul quale ho appoggiato i muffin prima di servirli.

Strategie e variazioni sul tema: con un po’ di fantasia si possono preparare muffin salati usando questo impasto (uovo, farina, latte, lievito) e aggiungendo altri ingredienti che possiamo avere pronti in frigorifero. L’importante è rispettare l’armonia dei sapori, cercando sempre di inserire un tocco vivace per renderli più appetitosi e stuzzicanti.

 

Natura morta di Carlo Carrà, ora in mostra a Milano, Palazzo Reale

Carlo Carrà – Natura morta