Milano Food Week, e ora qualcosa di concreto


Insieme a Tuttofood, a Milano si è svolto il Global Food Innovation Summit, organizzato da Seeds&Chips, una fondazione di respiro mondiale che si propone di “studiare competenze, operazioni e approcci creativi utili a sviluppare soluzioni per la resilienza, la produttività e la rigenerazione del sistema alimentare e, di conseguenza, la sostenibilità del pianeta”.

L’opportunità, per me, è stata quella di venire a conoscenza di progetti che ho trovato davvero innovativi, tutti straordinariamente semplici e pratici, alcuni con radici antiche, e per quanto riguarda il cibo, con un’altissima attenzione verso l’alimentazione vegana, senza glutine, senza lattosio e altri allergeni.

Ve ne presento qualcuno (attenzione: non tutto è già disponibile in Italia).

Questo “frigorifero”, che funziona senza elettricità, insegna come conservare alcuni alimenti senza bisogno del freddo. Chissà se nelle cucine di domani sarà prevista una parete attrezzata così. Save Food from the Fridge

save food from the fridge
save food from the fridge

 

La cottura sottovuoto a bassa temperatura è ormai un classico nelle cucine professionali dei migliori chef. Questo apparecchio domestico, di dimensioni accettabili, poco costoso, si allestisce alla mattina con il cibo scelto, e si gestisce, con una app, durante la giornata: si arriva a casa la sera e la cena è pronta! Cookmellow.com

Immagine scattata presso Seeds&Chips Milano cookmellow.com
Cookmellow.com

 

Il robottino-cameriere, già sperimentato in un ristorante di Rapallo, ha uno sguardo dolcissimo che invita all’interazione

foto scattata presso Seeds&Chips a Milano

 

Legù è una linea di alimenti fatti con sole farine di legumi. L’idea è di una coppia di sorelle che, dovendo affrontare il problema del diabete, tanto hanno fatto, studiato e provato finchè hanno raggiunto la perfezione di una farina ideale per fare pasta, impasti e snack sani, adatti a tutti e altamente proteici.

legù.it
legù.it

 

Mondarella è una deliziosa “mozzarella” fatta con il latte di mandorla. Il progetto è sardo-tedesco e ha una storia bellissima: alla ricerca di un’alimentazione vegana, durante un viaggio in Sardegna i soci fondatori hanno incontrato un’anziana signora che, vedendo rifiutata la mozzarella per via del latte, ha proposto la versione a base di mandorle, già conosciuta in passato. Garantisco che è buonissima!

mondarella.eu
mondarella.eu

 

 

Cruskees è l’idea che arriva da Potenza per far conoscere a tutto il mondo i peperoni cruschi, specialità della Basilicata, e le loro proprietà: altissima concentrazione di vitamina C e zero grassi.

cruskees.com
cruskees.com

 

A conclusione, dalla Svizzera il progetto “Rethink-resources”, turning waste into opportunities, che si propone di studiare come rendere ancora utili e recuperabili gli scarti alimentari e non. Alcuni esempi sono già in uso nell’industria farmaceutica e cosmetica.

rethink-resource.com
rethink-resource.com

 

Molto altro ancora … l’anno prossimo ci torno.

 

La musica anti-spreco


Un GRAZIE enorme a Gianni che, in linea con il suo progetto divulgativo, dedica questa settimana al mio e-book Il Gusto di non Sprecare, con parole davvero gentili e che mi riempiono di soddisfazione.

Qui potete leggere i primi due articoli:

https://ilperdilibri.wordpress.com/2019/05/09/anteprima-della-settimana-il-gusto-di-non-sprecare/

https://ilperdilibri.wordpress.com/2019/05/13/la-musica-anti-spreco/

e ascoltare la musica che ho scelto in accompagnamento: una delle più belle canzoni del XX secolo, scritta nel 1971, che parla di pace, fratellanza e serenità. Oggi John Lennon parlerebbe di pace, fratellanza e ambiente.

Imagine

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion, too
Imagine all the people
Living life in peace
You, you may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you will join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world
You, you may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you will join us
And the world will live as one

Chiedo scusa …


Cari Amici,

due righe solo per chiedere perdono: ho in corso una piccola ristrutturazione casalinga e mi manca letteralmente il tempo per leggere le vostre novità. Spero di tornare presto più attiva e recuperare il tempo perduto. Non è disinteresse, è confusione domestica e mentale, con un po’ di stanchezza. Mi perdonate? 🙂

Buonanotte.

Paola

Milano Food Week: che c’è di nuovo?


Cari amici e followers di questo blog che con pazienza mi leggete, mi supportate e mi fate tanta compagnia, sapete una cosa? Siete, anzi siamo, proprio all’avanguardia! Come si dice oggi, siete proprio fighi!

Sapete perché? Si è appena conclusa, a Milano, la settimana dedicata al cibo. Cardine di tutto è stata la fiera internazionale TuttoFood, riservata ai contatti per affari, ma i numerosissimi incontri che si sono succeduti ogni giorno, a qualcuno dei quali ho partecipato, avevano un unico argomento: contrastare lo spreco del cibo. E voi siete preparatissimi!
Dibattiti e showcooking, tenuti da chef stellati e molto noti, avevano il comune denominatore di imparare a rispettare tutte le risorse, a riutilizzarle, a non sprecarle.

Le mie conclusioni? Oggi sprecare cibo non dovrebbe essere più tollerabile, nelle case come fuori, ma la cultura in merito è ancora profondamente rudimentale, per non dire che manca del tutto. L’opera quotidiana e costante del singolo individuo non è da sottovalutare, ma se vogliamo vedere un deciso cambiamento di tendenza, dobbiamo pretendere che sia organizzato a livello istituzionale. Ricordiamocelo, e facciamo scelte corrette.

showcooking antispreco alla Milano Food Week
Showcooking antispreco alla Milano Food Week (immagine dal web)

Metronomo 2019. Meno sprechi, più sostenibilità nell’Horeca


Lo spreco del cibo è oggi sotto l’attenta attenzione di tutti i settori coinvolti.

Metro Italia ha condotto la ricerca Metronomo, in collaborazione con Bocconi Green Economy Observatory, dedicata interamente allo spreco fuori casa. Quanto si spreca nel settore della ristorazione, e cosa si può fare per contenere, se non addirittura azzerare questa tendenza?

I risultati sono stati presentati ieri, mercoledì 8 maggio, durante un piacevole pomeriggio presso il ristorante Chic ‘n Quick dello chef stellato Claudio Sadler, dove oltre al padrone di casa erano presenti lo chef Giancarlo Morelli, il Direttore Vendite di Metro Italia Antonio Caruso e il ricercatore Fabio Iraldo. La blogger Tessa Gelisio ha abilmente condotto l’incontro.

 

Ho molto apprezzato che si sia subito messo l’accento sulla responsabilità sociale dello spreco alimentare. Il cibo buttato porta con sé risorse, lavoro, energia, tutti valori di cui non ci si può superficialmente dimenticare. I numeri dello spreco nella filiera agroalimentare sono davvero impressionanti: 5,6 milioni di tonnellate di cibo gettati, ogni anno, solo in Italia, mentre a livello mondiale questo spreco è responsabile dell’8% dell’effetto serra.

Antonio Caruso ha esordito illustrando i progetti di sostenibilità ambientale di Metro: auto-produzione di energia elettrica e packaging interamente biodegradabile o riciclabile. L’azienda, che anche per motivi di sicurezza e di igiene ha necessariamente degli esuberi, ha donato al Banco Alimentare cibo per un valore di 9 milioni di euro, e si propone di educare i clienti a una migliore gestione e conservazione del prodotto.

Con il suo intervento, il ricercatore Fabio Iraldo ha sintetizzato che, tra i principali motivi di avanzo di cibo nei ristoranti – cibo destinato a essere gettato via – c’è una scarsa consapevolezza delle dimensioni delle porzioni, generata da una comunicazione non corretta tra ristoratore e cliente.

Quando la parola passa agli chef, le considerazioni sono concrete, legate alla cultura personale e all’esperienza.

Claudio Sadler spiega come un bravo chef sprechi poco, grazie alla capacità di prevedere l’afflusso dei clienti e a una buona attrezzatura per la conservazione, oltre naturalmente all’abilità personale di gestire la risorsa cibo. Non fa mancare consigli preziosi anche per le famiglie: si può fare la spesa una volta alla settimana, scegliendo prodotti freschi, di stagione e di qualità, se si impara a conservarli e prepararli nel modo migliore

Giancarlo Morelli rivela un profondissimo rispetto per il cibo, legato ai ricordi della sua infanzia, alle abitudini della sua famiglia, alla sua cultura. Auspica che anche in Italia si possa arrivare ad apprezzare il modo di fare ristorazione nel Nord Europa, dove non c’è la carta dei cibi, ma ci si affida alle scelte dello chef, e chiude con un consiglio per tutti, semplice ma risolutivo: comperare meno, ma comperare meglio.

Per tutti, ristoratori e famiglie, vale il consiglio che, per migliorare, si deve impostare una buona pianificazione e si deve imparare a gestire meglio le eccedenze.

Il pomeriggio si conclude con lo sguardo al futuro di due giovani start-up, una europea e una turca, che hanno presentato le loro app, per mettere in contatto chi ha esuberi di cibo e chi lo cerca.

Qualche numero relativo alla ricerca?

Quasi il 50% degli intervistati ammette di avanzare “raramente” cibo al ristorante, ma l’11% lo fa spesso o sempre, il 23% dichiara di non farlo mai.

Cosa consigliano i clienti per ridurre gli sprechi? Il 56% vorrebbe vedere l’immagine delle portate, il 68% pensa all’elenco dettagliato degli ingredienti, mentre per il 49% è importante conoscere la quantità delle portate.

immagine dal web

Quasi tutti gli intervistati pensano che la miglior gestione degli avanzi sia la donazione a persone che ne hanno bisogno, e ben l’86% ritiene che il cliente dovrebbe portarsi a casa l’esubero (la famosa doggy bag). Altre opzioni riguardano donazione per gli animali, nuove occasioni di consumo o rifiuti differenziati.

E allora la doggy bag? Se l’86% pensa che sia la soluzione ideale, nella realtà dei fatti sono in pochi a chiederla, e quei pochi concentrati nel Nord-ovest del paese. Addirittura il 55% lo trova – incredibilmente, dico io – imbarazzante. Non sarebbe il momento di superare questo blocco culturale e portarci a casa gli avanzi, quando possibile naturalmente?

Noi presenti avremmo dato il buon esempio, utilizzando le pratiche scatole a disposizione, ma alla fine abbiamo apprezzato tutto del delizioso aperitivo offerto dal padrone di casa!

Ortiche


ortiche fresche
ortiche fresche appena raccolte

Un’erba invasiva, spontanea, che punge.

Un’erba buonissima in cucina

Buona per le sue caratteristiche nutrizionali: è fortemente disintossicante e disinfiammante, apporta sali minerali e vitamine.

Buona per il suo sapore e la sua versatilità

Ne ho raccolto un bel mazzo, e l’ho fatto dopo la pioggia, durante una passeggiata ai margini di un bosco, dove non passano automobili e, forse, non abbondano neppure le persone.

A casa ho separato le foglie dagli steli (che ho gettato) e le ho sciacquate in acqua fredda. E’ sufficiente un risciacquo o due perché le foglie perdano le proprietà urticanti.

Le ho scolate bene e le ho fatte seccare: una parte nel forno (90 gradi), una parte all’aria, protetta tra due vassoi di cartone. Il risultato finale è stato identico (a parte il consumo energetico, ovviamente)

ortiche secche
ortiche secche

Ne ho già usato qualche foglia per preparare un ottimo risotto. Il resto mi servirà per fare la sfoglia colorata, una frittata, uno sformato e quanto altro la fantasia mi suggerirà
E voi? Avete mai pensato di approfittare delle erbe spontanee, a costo zero, per le vostre preparazioni? Sono una grande risorsa.

U consiglio di lettura già proposta, ma ne vale la pena

Le stuzzicanti Gougères


gougeres
Gougères

Le gougères sono una specialità francese, piccole brioche salate ripiene di formaggio, facili e veloci da preparare.

Sono perfette in molte occasioni: come antipasto, con l’aperitivo, per merenda, in quanto ottime anche per i bambini, come piatto di rinforzo

Volete provarle? Seguite la mia ricetta su Non Sprecare

Lettura domenicale: il biologico questo sconosciuto


 

spaghetti, cereals
immagine dal web

Vi invito a leggere questo intervento di Francesco di Castri.

Personalmente ho molte perplessità in relazione alla coltura “biologica”, e l’articolo ne esprime alcune in modo chiaro ed esaustivo.

Non voglio convincere nessuno,  né aprire dibattiti su un problema, quello alimentare, ben lontano dall’essere risolto, con o senza biologico.

Spero solo che possa essere apprezzata una lettura interessante, e che serva da stimolo ha chi ha ancora curiosità.

Buona lettura!

Paola

Se famo du spaghi

immagine dal web