Risotto al curry con sedano e cipollotti di Tropea


Buongiorno a tutti e bentornati!

Come avete passato l’estate? Spero bene!

Io ho mangiato molto, cucinato poco, passeggiato parecchio e trascurato il blog

È stata quindi una graditissima sorpresa trovare questa ricetta a me dedicata, inventata da Manuela Arata, della quale vi avevo già parlato qui.

Una ricetta perfetta per il mio e-book Il Gusto di non sprecare, per il quale sto pensando a un aggiornamento.

Una ricetta perfetta in quanto risponde perfettamente alla mia idea di recupero, ovvero la valorizzazione di quanto avanzato o scartato

Manuela ha una istintiva capacità nel gestire i sapori speziati, che danno un tocco di energia in più.

Ecco quindi la ricetta, come lei stessa l’ha spiegata:

Questa ricetta la dedico a Paola Bortolani che apprezza le ricette di “riciclo”
Avevo in frigo il brodo del vitel tonné, un bel po’ di cipollotti di tropea e un po’ di sedano e per utilizzarli mi sono inventata questo risotto molto buono:
affetto i cipollotti e sminuzzo il sedano, poi li faccio andare con pochissimo olio bagnando col brodo per un paio d’ore affinché si sfacciano
aggiungo polvere di curry buono e lo faccio sciogliere bene (il curry tende ad essere un po’ sabbioso, quindi ci vuole almeno una mezz’ora di cottura a fuoco lento)
verso il riso e lo faccio intridere bene prima di bagnarlo con il brodo che rabbocco fino a cottura
praticamente senza grassi, delicious!

  • Difficoltà: bassa
  • Costo: basso
  • Ricetta vegetariana e veganasostituendo il brodo di carne con brodo vegetale
  • Il Gusto di non Sprecare: brodo di carne del vitel tonné

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Frittata arrotolata


frittata arrotolata

Una ricetta banale, almeno all’apparenza.

Poi provo a farla, e ne capisco immediatamente tutte le qualità

Ecco come l’ho realizzata

Gli ingredienti, per sei persone:

  • 6 uova
  • 50 grammi di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 pizzico di sale
  • 100 grammi di prosciutto cotto
  • 3 cucchiai di formaggio spalmabile (per me, parmigiano fuso)
  • Carta da forno

Tempo di preparazione: 15 minuti + il raffreddamento

Tempo di cottura: 20 minuti

Si comincia accendendo il forno statico a 180°. Poi si prepara la frittata, ovvero si sbattono le uova con parmigiano grattugiato e sale; si prende una teglia da forno rettangolare di buone dimensioni (35 cm. x 25) e si foderata bene con la carta da forno. Si versano le uova nella teglia e si passa tutto in forno per circa 18 – 20 minuti, finché le uova non sono ben rapprese e la superficie incomincia a colorarsi un pochino.

Quando la frittata è pronta, bisogna lasciarla almeno intiepidire, ma sempre dentro la teglia.

Ora si farcisce con il formaggio spalmabile e il prosciutto a fette e, aiutandosi con la carta da forno, si arrotola bene. Si mette in frigorifero per almeno un paio d’ore, prima di affettarla e gustarla.

Perché ho trovato questa ricetta così interessante?

La frittata non è fritta, a discapito del nome, anzi, cuoce completamente senza grassi

La farcitura si presta a essere integrata, modificata, sperimentata con ogni tipo di condimento possa venire in mente: affettati e formaggi vari, formaggi spalmabili diversi come ricotta, robiola, gorgonzola, verdure ben sminuzzate e/o mischiate al formaggio ecce cc.

La farcitura diventa un ottimo epilogo per tanti eventuali avanzi che stazionano in frigorifero in quantità limitate, non più utili per altre ricette, e con un po’ di fantasia e buon senso si possono elegantemente riciclare in questa versione. Io ne ho preparato una versione vegetariana, con un pugno di spinaci lessi tritati insieme a qualche cucchiaio di ricotta e una decina di pinoli.

Unica raccomandazione: non usate meno di sei uova, per arrotolare bene e facilmente le dimensioni della frittata sono fondamentali. Del resto, si conserva perfettamente qualche giorno in frigorifero, ben chiusa in una scatola ermetica, ed è perfetta per chi deve portarsi il pranzo in ufficio.

Ora, se non mi controllo, la faccio tutti i momenti con un ripieno diverso ….

Lucien Freud, Four eggs on a plate

four-eggs-on-a-plate

Zucchine ripiene (con timo e pistacchi)


Le zucchine ripiene sono uno dei miei piatti preferiti, e anche se richiedono un po’ di lavoro, le faccio sempre molto volentieri. Con l’arrivo della stagione calda posso scegliere le zucchine bianche, quelle che alle volte si trovano con un bel fiore attaccato, che hanno una polpa compatta e saporita. Le zucchine striate, dalla buccia più scura, sono più amare e con l’interno un po’ acquoso, meno adatte per questo piatto (ma ottime per il minestrone)

Gli ingredienti per 4 persone (più o meno)

  • 1 kg. di zucchine scelte un po’ ciccione
  • 2 hg. prosciutto cotto
  • 2 uova
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • Foglie di timo
  • 1 manciata di pistacchi in granella
  • Pane grattuggiato
  • Sale

Tempo di preparazione: 40 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti per far lessare le zucchine + 30 minuti nel forno

Mettete sul fuoco una pentola capiente con acqua salata. Cominciate con pulire le zucchine: lavatele bene, tagliate via le due estremità (se sono belle fresche, come dovrebbero essere, attenzione a non pungervi!), tenete i fiori se sono freschi e ancora tonici, tagliatele a metà se sono lunghe più di 10 centimetri, e lessatele nell’acqua bollente, controllando dopo una decina di minuti. Pungetele con una forchetta e scolatele quando sono morbide, ma ancora ben sode. Se avete tempo, lasciatele raffreddare naturalmente, altrimenti potete passarle un po’ sotto l’acqua fredda, scolandole poi bene.

Preparate a portata di mano sia il bicchiere del mixer che una teglia da forno grande, foderata con la carta apposita. Prendete una zucchina lessata, tagliatela a metà per il lungo, con un cucchiaino scavate delicatamente la polpa interna e mettetela nel mixer, mentre poserete sulla teglia la zucchina svuotata. Continuate così fino alla fine, e se la teglia si riempie, prendetene un’altra.

Mettete nel mixer, dove c’è già la polpa delle zucchine, il prosciutto, il parmigiano, le uova, il timo, un po’ di sale e pepe a piacere, ricordando che le zucchine hanno bollito in acqua salata e che prosciutto e parmigiano sono salati a loro volta. Frullate tutto insieme, per ottenere una crema morbida.

Accendete il forno (statico) a 200°.

Con l’aiuto di un cucchiaio o, se siete pazienti, con la sac a poche, riempite le zucchine, spolverate tutto con il pane grattugiato e con una generosa manciata di granella di pistacchi, quindi mettete a gratinare nel forno.

Sono ottimi caldi, tiepidi e freddi. Sono perfetti come secondo, ma nella quantità di un paio a testa vanno benissimo anche come antipasto. Si conservano in frigo per due o tre giorni senza problemi, oppure si possono surgelare, quindi può valere la pena farne in abbondanza.

Strategie: Si possono lessare le zucchine in anticipo, anche il giorno prima. Io addirittura lo consiglio, così sono ben fredde quando si lavorano e non si rompono.

Variazioni sul tema: Le zucchine ripiene al prosciutto cotto sono la mia versione preferita, ma rappresentano un’ottima ricetta antispreco. Infatti si possono farcire con altri ingredienti, magari rimasti da un’altra preparazione, o in scadenza: carne tritata (anche avanzata da un arrosto o un lesso), carne tritata + prosciutto crudo, tonno in scatola, formaggio saporito (gorgonzola, provolone).   Le quantità indicate sono da considerarsi per un secondo piatto, ma si possono anche proporre per antipasto, calcolandone tre, quattro a testa (ovvero una zucchina e mezzo, due a persona).

Se preferite un sapore più intenso potete aggiungere al ripieno un piccolo spicchio d’aglio ben tritato. Se riempite con carne o tonno, potete aggiungere un pochino di scorza di limone grattugiata.

Vino: Barbera, Colli Bolognesi

Con questo piatto partecipo alla “sfida” del mese di maggio proposta dal gruppo Facebook “Sei in cucina

Frittata alle ortiche


frittata ortica

Primi (insolito) caldi, prime passeggiate all’aria aperta, lontano dal traffico e dall’inquinamento …

Comincia il tempo in cui si può approfittare di quanto la natura ci offre spontaneamente, e preparare questa squisita frittata, con ripieno a costo zero. Un ripieno ricco di antiossidanti e sali minerali, da raccogliere con cautela, per non pizzicarsi le dita, e che sarà perfettamente manipolabile dopo un paio di lavaggi in abbondante acqua fredda.

Ripropongo la ricetta già presentata il giorno 1 maggio 2014

Gli ingredienti sono:

  • 4 uova
  • 1 mazzo abbondante di ortica fresca
  • 4 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • Poco latte, facoltativo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 cucchiai d’olio
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione: dipende dalla durata della passeggiata

Tempo di cottura: 30 minuti in tutto

L’ortica, così insidiosa se sfiorata inavvertitamente, è in realtà semplicissima da trattare: una volta raccolta, mettetela a bagno in acqua fredda, sciacquatela un paio di volte usando i guanti, poi è possibile toccarla e finire di lavarla bene senza che la pelle si irriti.

Usate solo le foglie, che in questa stagione sono tutte tenerissime, sbollentate in poca acqua leggermente salata. Non spaventatevi del volume, procedete in questo modo: mettete sul fuoco una pentola larga con tre dita di acqua sul fondo, e portatela a bollore. Aggiungete le prime foglie di ortica, vedrete che nel giro di pochi minuti saranno completamente appassite nell’acqua, così potrete continuare ad aggiungere tutte le altre. Il volume finale sarà infinitamente ridotto rispetto alla partenza. Scolatele bene, passatele sotto l’acqua fredda per poterle strizzare un po’ senza scottarvi.

In un tegame dove farete la frittata fate scaldare l’olio, aggiungete lo spicchio d’aglio per insaporire (ma potete anche non metterlo), e infine le ortiche cotte e spezzettate con le mani. Amalgamate il tutto, aggiungete le uova già preparate, ovvero sbattute con il parmigiano, l’eventuale latte (giusto qualche sorso), sale e pepe. Procedete come per tutte le frittate.

Il risultato è sorprendente: l’ortica ha un sapore definito, delicato, originale. La frittata risulta leggera e appetitosa, adatta anche per farcire un panino da portarsi dietro nella prossima scampagnata.

Strategie: l’ortica sbollentata si conserva in frigo per un paio di giorni

Variazioni sul tema: Oltre che un secondo piatto, è ottima come antipasto

Un piccolo consiglio di lettura, un racconto che si chiama proprio così, Ortiche, di Alice Munro. Chi la conosce sa quanto sia abile questa scrittrice canadese, già insignita del Premio Nobel per la letteratura, nel condensare in poche pagine emozioni profonde e quotidiane. Chi non la conosce, può cominciare proprio da qui …

ortiche

Frittata con i gambi di carciofo (ricetta antispreco)


frittata gambi di carciofo

Io, che mangerei carciofi anche dormendo, di solito non li avanzo, ma leggo spesso ricette dove si suggerisce di eliminare i gambi dei carciofi.

Qualche volta, però, capita anche a me di averne in esubero, come scrivevo il 18 maggio 2015, e ne è nata questa deliziosa frittata:

Quando ho preparato i carciofi sott’olio mi sono avanzati tutti i gambi dei carciofi. Avendone fatto 120, mi sono trovata una scorta di altrettanti gambi (forse non proprio tutti, qualcuno era troppo sottile per poterlo recuperare) da riciclare in ricette diverse.

Una parte è stata consumata subito, in pinzimonio, altri sono stati usati per fare una crema di verdura, qualcuno è servito per il risotto o il sugo della pasta.

Infine, questi sono stati usati per una gustosa frittata.

Gli ingredienti per 4-6 persone

  • 20 (circa) gambi di carciofo
  • 3 acciughe salate
  • 1 manciata di capperi
  • 5 uova
  • 1 pizzico di sale
  • 1 spicchio di aglio
  • 3 cucchiai di olio evo

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti

Ho tagliato i gambi in pezzetti di circa un centimetro.

Ho sciacquato le acciughe sotto l’acqua corrente, e lo stesso ho fatto con i capperi, che erano sotto sale

Nella padella della frittata ho messo un velo d’acqua e altrettanto olio, a freddo ho aggiunto lo spicchio d’aglio e le acciughe. Ho acceso il fuoco e, rimescolando con un cucchiaio di legno, ho fatto sciogliere bene le acciughe.

Ho aggiunto i gambi di carciofo e ho fatto cuocere il tutto a fuoco moderato, controllando solo che non asciugasse troppo. Non ho salato.

Dato che i gambi erano stati conservati in freezer, e si sa che il freddo intenso tende a “cuocere” un po’ gli alimenti, la cottura è stata piuttosto veloce.

A cottura ultimata ho tolto lo spicchio d’aglio e aggiunto i capperi.

In un piatto fondo ho sbattuto le uova con pochissimo sale. Ho versato le uova sulla verdura  e ho fatto cuocere la frittata su un lato, quindi ho chiamato mio marito perché la girasse (io non sono capace!).

In alternativa, si può evitare di girare la frittata, basterà seguire un po’  la cottura, facendo scorrere l’uovo ancora poco rappreso verso punti di maggior calore, per un risultato omogeneo. Io preferisco questo secondo metodo perché il risultato finale è meno “fritto” e più leggero.

Ho trasferito la frittata in un piatto e l’ho servita subito.

Strategie: Potete preparare i gambi cotti in anticipo, anche molto ampio.

Variazioni sul tema: come ogni frittata, è buona calda, ma lo è altrettanto se è fredda o tiepida. A seconda delle dimensioni delle porzioni, può essere sia un secondo, più abbondante, che un antipasto, servito a spicchi sottili o quadrotti.

Vino: Chardonnay

Pablo Picasso, Donna con carciofo

picasso donna con carciofo