Il Gusto di Non Sprecare: Pasta con pomodoro e foglie di rapanello


Il Gusto di non Sprecare
Il Gusto di Non Sprecare su Amazon e Kobo

 

Stanno tornando sui banchi del mercato i mazzi di rapanelli, così freschi e croccanti da aggiungere all’insalata.

Bene, quando li comperiamo, non buttiamo le foglie: con il loro sapore leggermente piccante rendono particolare anche una semplice pasta al pomodoro.

 

 

 

 

Direttamente da Il Gusto di Non Sprecare

Pasta con pomodoro e foglie di rapanello

Gli ingredienti:
• 320 grammi di pasta corta (più indicata degli spaghetti)
• 350 grammi (circa) di pomodorini
• 1 mazzo di foglie di rapanello
• 1 spicchio d’aglio
• 1 manciata di anacardi
• Olio evo
• Sale

Tempo di preparazione e cottura: 30 minuti
Ricetta vegetariana e vegana
Senza lattosio
Salsa senza glutine

Questo semplice sughino mi ha sorpresa e soddisfatta: le foglie di rapanello non aggiungono uno specifico sapore al piatto, solo una punta di piccante, smorzano l’acidità del pomodoro, che risulta così più pieno nel gusto e un po’ meno dolce.
È una pasta velocissima, quindi per prima cosa, ponete sul fuoco la pentola con l’acqua per cuocerla.
Mettete a bagno le foglie di rapanello e i pomodori, e sciacquate tutto molto bene – nelle foglie c’èsempre parecchia terra.
In un tegame che possa, poi, contenere anche la pasta, versate un paio di giri d’olio, fate soffriggere lo spicchio d’aglio (sapete come si fa, vero? S’inclina il tegame di modo da raccogliere l’olio e far dorare l’aglio, così non brucia).
Aggiungete le foglie di rapanello appena tagliuzzate e, quando sono appassite, versate i pomodori tagliati a metà, o a quarti quelli un pochino più grossi. Salate.
Appena i pomodori sono quasi sfatti, aggiungete gli anacardi, che devono cuocere poco per rimanere croccanti.
Nel frattempo cuocete la pasta, scolatela bene e fatela saltare qualche secondo nel sughetto.
Parmigiano a parte, ma ci sta bene.
Semplice, economica, veloce… che altro?

La valorizzazione degli scarti delle verdure


Genova, Mercato Orientale
Genova, Mercato Orientale

Uno dei miei pallini è trovare il modo non solo di non sprecare, ma di far sì che quello che si potrebbe pensare di dover buttare (=sprecare) diventi invece una risorsa nuova

Quando puliamo le verdure, abbiamo la tendenza ad eliminare quelle parti più dure e fibrose che riteniamo indigeribili. In alcuni casi la quantità è davvero notevole.

Qualche volta c’è poco da fare, e nel caso si accettano suggerimenti

Per fortuna, invece, ci sono esempi di recupero molto interessanti

Bisogna applicare un piccolo trucco che permetta di ammorbidire queste parti più indigeste: il congelamento per almeno tre o quattro giorni

Perché?

Molto semplice

Durante il congelamento l’acqua imprigionata tra le fibre si ghiaccia, e aumenta di volume. In questo modo, sono proprio le molecole dell’acqua che “rompono” le fibre e rendono la verdura più morbida.

Pochi giorni al freddo rendono le parti “da scartare” in prodotto pronto da cucinare come fosse fresco.

Vediamo in concreto cosa è possibile recuperare:

  • asparagi: usate subito l’estremità verde o viola, ma non buttate la parte bianca, più fibrosa. Dopo il congelamento sarà perfetta per preparare una vellutata (basterà cuocerla insieme a due patate) da proporre con qualche crostino, oppure come base per fare un risotto.
  • cavolfiore, cavoli e broccoli: il torsolo si fa lessare, sempre con l’aggiunta di una o due patate, si passa e si ottiene una crema da proporre come primo piatto, insaporita con qualche filetto di speck croccante. Oppure si prepara un budino salato, usando il torsolo lessato, frullato con uovo e formaggio, e arricchito con filetti di mandorla.
  • coste: la nervatura centrale è già pronta per diventare la base di un gratin. Basterà allinearla in fondo a un tegame, coprirla con formaggi e salumi, anche avanzati, spolverare con una generosa porzione di parmigiano grattugiato.
  • finocchi: una volta ammorbidite nel freezer, le foglie esterne si cucinano come fosse il cuore
  • porro, la parte verde: anche queste foglie, dopo il passaggio al freddo, si usano come la parte bianca più tenera: soffritto, frittata, quiche, torta salata.

Spero sia superfluo precisare che tutto quanto proposto deve essere congelato perfettamente pulito.

Con tutti gli altri resti, potete fare questo dado

In un colpo solo, raddoppiamo la resa di quello che comperiamo (e paghiamo) e dimezziamo i rifiuti

Mica male, no?

Amazon, Kobo

Sformatini di patate farciti con pomodorini, olive, capperi e acciuga


Sformatini di patate con pomodorini, olive, capperi e acciuga per recuperare purè avanzato o patate lesse avanzate
Sformatini di patate con pomodorini, olive, capperi e acciuga

I profumati sformatini di patate che sto per presentarvi sono un’eccellente alternativa per recuperare il purè avanzato, preparando un piatto squisito, bello da vedere e perfetto da presentare anche agli ospiti.

Gli ingredienti:

  • 800 grammi di patate
  • 20 (circa) pomodorini ciliegia o datterini
  • 1 manciata di olive nere snocciolate
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 1 acciuga sotto sale (o 2 filetti sott’olio)
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio evo
  • stampo per 12 muffin 

Tempo di preparazione: 1 ora (con purè da preparare)

Tempo di cottura: 20 minuti

Porzioni: 4 (12 muffin)

Difficoltà: bassa

Costo: basso

Conservazione: 2 giorni in frigorifero

Il Gusto di non Sprecare: si recupera il purè avanzato, oppure patate lesse avanzate

Antipasto o piatto di rinforzo

Ricetta vegetariana e vegana

 

Sciacquo attentamente le patate e le faccio lessare, intere e con la buccia, in acqua leggermente salata

Lavo i pomodorini, ne taglio sette o otto a pezzettini, dissalo l’acciuga.

In un tegamino, verso tre o quattro cucchiai d’olio evo con l’aglio, lascio soffriggere molto delicatamente (come sempre, l’aglio non deve bruciare), aggiungo l’acciuga e aspetto che si sciolga.

Verso i pomodorini tagliati, faccio insaporire bene prestando attenzione che non si disfino troppo, infine aggiungo i capperi e le olive, amalgamo bene e spengo.

Passo le patate nello schiacciapatate (non è necessario togliere la buccia, che resterà isolata a parte), le raccolgo in una ciotola e le condisco con qualche cucchiaio d’olio.

Se, invece, voglio recuperare il purè avanzato, lo faccio scaldare e lo ammorbidisco, sempre aggiungendo un pochino d’olio.

Accendo il forno statico a 180°

Verso un primo strato di purè nelle formine per muffin, copro con un cucchiaio di intingolo, termino con un altro strato di patate.

Metto nel forno e attendo che la superfice delle patate cominci a dorarsi leggermente.

Appena pronti, e ancora morbidi, completo ogni muffin con un pomodorino, che premo leggermente per inserirlo nella superficie.

Lascio raffreddare un pochino: meglio servirli caldi, ma non bollenti

Variazioni e strategie: ho illustrato la ricetta partendo da zero perché, nella pratica, è spesso necessario integrare l’avanzo di purè con altre patate, se si vogliono conservare queste quantità.

Una preparazione più veloce prevede di fare un’unica torta, con uno strato di patate, uno di ripieno – pomodorini, acciuga, olive e capperi – ben distribuito sulla superficie, e un ultimo strato di patate, da decorare con i pomodorini e, perchè no, qualche foglia di basilico.

Dite la verità, non sembrano pasticcini?

Il Gusto di non Sprecare: Pappa al pomodoro a modo mio


pappa al pomodoro, per recuperare il pane raffermo avanzato
Immagine dal web

La pappa al pomodoro è una delle più note ricette di recupero, perfetta per recuperare del pane avanzato e un po’ raffermo.

È altrettanto vero che ogni famiglia ha un po’ la sua ricetta. La mia è molto semplice, ma anche molto sfiziosa.

Gli ingredienti:
Salsa di pomodoro ½ kg
• Pane raffermo a fette circa 300 grammi
• ½ litro di brodo vegetale
• 3 spicchi d’aglio
• Olio evo
• Sale, pepe
• Basilico in foglie o origano secco

Tempo di preparazione: 10 minuti
• Tempo di cottura: 15 minuti per il pane + 40 minuti
• Porzioni: 4
• Difficoltà: bassissima
• Costo: bassissimo
• Conservazione: 3 giorni in frigorifero – non si può congelare
• Il Gusto di non Sprecare: si recupera in modo semplice e veloce il pane avanzato
• Primo piatto o antipasto
• Ricetta vegetariana e vegana

Accendo il grill del forno
Taglio il pane a fette, lo allineo sulla placca del forno e lo metto in forno a gratinare
Intanto preparo una casseruola in terracotta e sbuccio gli spicchi d’aglio
Quando il pane è pronto, ben tostato, lo ritiro dal forno, sfrego le fette una per una con abbondante aglio, e le poso sul fondo della casseruola, leggermente sovrapposte
Copro con la salsa di pomodoro, allungo con il brodo e mi accerto che tutto il pane sia ben immerso
Metto a cuocere a fuoco molto dolce, senza rimescolare, ma accertandomi ogni tanto che non manchi liquido. Eventualmente rabbocco con del brodo.
Regolo di sale e pepe durante la cottura
La zuppa è pronta quando il pane è ben spappolato. Si gusta calda, non bollente, irrorata con abbondante olio evo e profumata con qualche foglia di basilico o una spolverata di origano.

 

Un Pablo Picasso del 1944, non più cubista: Tomato plant (particolare)

Vellutata di verdure, preparata a costo (quasi) zero


vellutata di verdure a costo (quasi) zero, antispreco e di recupero
Vellutata di verdure, immagine dal web

Sono felice di potervi proporre la mia ricetta antispreco scelta da NonSprecare

Vi invito a provarla, a gustarla e a condividerla. Buon appetito 🙂

 

NonSprecare, logo

logo NonSprecare

Polpettone al forno di pane e verdure miste


Ricetta antispreco: polpettone di pane avanzato con verdure in esubero, olive e pistacchi
Polpettone di pane, verdure, olive e pistacchi

Ci sono molti modi di recuperare il pane raffermo avanzato.

Oggi vi suggerisco questo polpettone di verdura, perché l’ho trovato molto buono e perché l’ho proposto durante un buffet con ospiti, dove è stato molto apprezzato (e nessuno ha capito che si trattava di una ricetta di recupero!).

Gli ingredienti:

  • 400 grammi di pane avanzato, anche di diverse qualità
  • 1 bicchiere grande di latte
  • 2 uova
  • 3 cucchiai di Parmigiano reggiano grattugiato
  • Sale, pepe
  • 1 melanzana piccola
  • 3 zucchine
  • altra verdura in esubero (1 peperone, pomodori, cipolline)
  • 1 manciata di olive nere denocciolate
  • 1 piccola manciata di pistacchi
  • qualche foglia di basilico
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 1 stampo da plum cake

 

  • Tempo di preparazione: 20 minuti
  • Tempo di cottura: 10 minuti per le verdure + 40 minuti per il polpettone
  • Porzioni: 6
  • Difficoltà: bassa
  • Costo: basso
  • Conservazione: 3 giorni in frigorifero – non consiglio di congelarlo
  • Il Gusto di non Sprecare: si recupera il pane avanzato e le verdure scompagnate o meno fresche
  • Antipasto, piatto di mezzo, secondo piatto
  • Ricetta vegetariana 

Metto in ammollo il pane con il latte, girandolo ogni tanto perché si ammorbidisca bene

Pulisco, lavo e taglio a tocchetti tutta la verdura

Scaldo in padella l’olio, aggiungo le verdure, mescolo bene. Metto qualche pizzico di sale, copro con un coperchio e lascio cuocere. Le verdure devono risultare cotte, ma bene al dente

Intanto riprendo il pane, lo strizzo un po’ dall’eccesso di latte e lo schiaccio bene con una forchetta, per ridurlo in crema.

Accendo il forno statico a 180 gradi

Aggiungo le uova, il Parmigiano, mescolo molto bene, infine verso le verdure cotte e non troppo calde, le olive e i pistacchi. Spezzetto qualche foglia di basilico

Mescolo bene per amalgamare il composto, e regolo di sale e di pepe.

Verso il tutto nello stampo da plum cake e passo in forno per circa 30 minuti: controllo con lo stecchino che sia ben cotto all’interno

 

Si può servire così, semplicemente fatto raffreddare e tagliato a fette

Io, dopo averlo affettato, l’ho trasferito in un tegame e l’ho fatto gratinare nel forno alcuni minuti, per renderlo croccante

 

Strategie e variazioni: se proposto come secondo piatto, si può servire con un fresco contorno di insalata e pomodorini, oppure si può preparare una maggiore quantità di verdura saltata in padella, e completarlo così.

 

Un cesto di pane ne La lattaia di Johannes Vermeer

Risotto al curry con sedano e cipollotti di Tropea


Buongiorno a tutti e bentornati!

Come avete passato l’estate? Spero bene!

Io ho mangiato molto, cucinato poco, passeggiato parecchio e trascurato il blog

È stata quindi una graditissima sorpresa trovare questa ricetta a me dedicata, inventata da Manuela Arata, della quale vi avevo già parlato qui.

Una ricetta perfetta per il mio e-book Il Gusto di non sprecare, per il quale sto pensando a un aggiornamento.

Una ricetta perfetta in quanto risponde perfettamente alla mia idea di recupero, ovvero la valorizzazione di quanto avanzato o scartato

Manuela ha una istintiva capacità nel gestire i sapori speziati, che danno un tocco di energia in più.

Ecco quindi la ricetta, come lei stessa l’ha spiegata:

Questa ricetta la dedico a Paola Bortolani che apprezza le ricette di “riciclo”
Avevo in frigo il brodo del vitel tonné, un bel po’ di cipollotti di tropea e un po’ di sedano e per utilizzarli mi sono inventata questo risotto molto buono:
affetto i cipollotti e sminuzzo il sedano, poi li faccio andare con pochissimo olio bagnando col brodo per un paio d’ore affinché si sfacciano
aggiungo polvere di curry buono e lo faccio sciogliere bene (il curry tende ad essere un po’ sabbioso, quindi ci vuole almeno una mezz’ora di cottura a fuoco lento)
verso il riso e lo faccio intridere bene prima di bagnarlo con il brodo che rabbocco fino a cottura
praticamente senza grassi, delicious!

  • Difficoltà: bassa
  • Costo: basso
  • Ricetta vegetariana e veganasostituendo il brodo di carne con brodo vegetale
  • Il Gusto di non Sprecare: brodo di carne del vitel tonné

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Frittata arrotolata


frittata arrotolata

Una ricetta banale, almeno all’apparenza.

Poi provo a farla, e ne capisco immediatamente tutte le qualità

Ecco come l’ho realizzata

Gli ingredienti, per sei persone:

  • 6 uova
  • 50 grammi di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 pizzico di sale
  • 100 grammi di prosciutto cotto
  • 3 cucchiai di formaggio spalmabile (per me, parmigiano fuso)
  • Carta da forno

Tempo di preparazione: 15 minuti + il raffreddamento

Tempo di cottura: 20 minuti

Si comincia accendendo il forno statico a 180°. Poi si prepara la frittata, ovvero si sbattono le uova con parmigiano grattugiato e sale; si prende una teglia da forno rettangolare di buone dimensioni (35 cm. x 25) e si foderata bene con la carta da forno. Si versano le uova nella teglia e si passa tutto in forno per circa 18 – 20 minuti, finché le uova non sono ben rapprese e la superficie incomincia a colorarsi un pochino.

Quando la frittata è pronta, bisogna lasciarla almeno intiepidire, ma sempre dentro la teglia.

Ora si farcisce con il formaggio spalmabile e il prosciutto a fette e, aiutandosi con la carta da forno, si arrotola bene. Si mette in frigorifero per almeno un paio d’ore, prima di affettarla e gustarla.

Perché ho trovato questa ricetta così interessante?

La frittata non è fritta, a discapito del nome, anzi, cuoce completamente senza grassi

La farcitura si presta a essere integrata, modificata, sperimentata con ogni tipo di condimento possa venire in mente: affettati e formaggi vari, formaggi spalmabili diversi come ricotta, robiola, gorgonzola, verdure ben sminuzzate e/o mischiate al formaggio ecce cc.

La farcitura diventa un ottimo epilogo per tanti eventuali avanzi che stazionano in frigorifero in quantità limitate, non più utili per altre ricette, e con un po’ di fantasia e buon senso si possono elegantemente riciclare in questa versione. Io ne ho preparato una versione vegetariana, con un pugno di spinaci lessi tritati insieme a qualche cucchiaio di ricotta e una decina di pinoli.

Unica raccomandazione: non usate meno di sei uova, per arrotolare bene e facilmente le dimensioni della frittata sono fondamentali. Del resto, si conserva perfettamente qualche giorno in frigorifero, ben chiusa in una scatola ermetica, ed è perfetta per chi deve portarsi il pranzo in ufficio.

Ora, se non mi controllo, la faccio tutti i momenti con un ripieno diverso ….

Lucien Freud, Four eggs on a plate

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