Risotto all’Aceto Balsamico di Modena IGP


Avete capito tutto sull’aceto Balsamico di Modena?

Spero sia chiaro, soprattutto, che non ha niente a che vedere con l’aceto di vino.

Il Balsamico di Modena si può aggiungere all’insalata, volendo, ma è soprattutto un prezioso ingrediente in cucina, capace di dare carattere a piatti diversi.

Vi presento la ricetta che può sembrare più scontata e più diffusa, il risotto

Può sembrare, perché per renderlo perfetto, ed esaltarne gli aromi, bisogna prepararlo con un piccolo trucco.

Andiamo con la ricetta

 

Gli ingredienti:

  • 320 grammi di riso per risotti (per me Carnaroli o Superfino Arborio)
  • 1 piccolo scalogno
  • 1 noce di burro
  • 1 bicchiere di vino bianco secco di qualità
  • Brodo di carne o fatto con il dado autoprodotto
  • 100 grammi circa di Parmigiano Reggiano giovane (12 – 14 mesi)
  • Aceto Balsamico di Modena (IGP, versione più giovane, meno costosa, ma perfetta in cucina

 

Tempo di preparazione: 5 minuti

Tempo di cottura: 20 – 25 minuti

Porzioni: 4

Difficoltà: bassissima

Costo: medio

Il Gusto di non Sprecare: nel solo tempo di cottura del riso si prepara un piatto insolito e raffinato, adatto anche a una cena formale

Primo piatto

Ricetta vegetariana

 

Ho tritato finemente lo scalogno

Ho scaldato la pentola (meglio se di terracotta) e ho fatto tostare lo scalogno senza alcun condimento, mescolando, così da esaltarne il profumo

Ho versato il riso, ho fatto tostare finchè i chicchi non sono apparsi lucidi, sempre mescolando

Ho aggiunto il vino bianco e ho lasciato evaporare

Ho portato a cottura con il brodo, versandone un po’ alla volta

Nel frattempo, aiutandomi con un pelapatate, ho preparato il Parmigiano riducendolo in scaglie molto sottili

Appena il riso è risultato pronto, ho mantecato con il burro, l’ho diviso nei piatti, ho disposto le scaglie di Parmigiano sulla superficie e ho versato alcune gocce di aceto.

Questa operazione deve essere fatta un velocemente, perchè il parmigiano cominci a fondere, a contatto del riso bollente. Nello stesso tempo, il calore fa sprigionare al Balsamico tutti i suoi profumi, che andranno lentamente a mescolarsi con gli altri ingredienti.

Provatelo, è squisito e molto particolare

Non fatelo con l’aceto di vino, però! Come dicevo, nonostante il nome, sono due prodotti completamente diversi

Modena, la Piazza Grande e il meraviglioso Duomo romanico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità

Risotto al curry con sedano e cipollotti di Tropea


Buongiorno a tutti e bentornati!

Come avete passato l’estate? Spero bene!

Io ho mangiato molto, cucinato poco, passeggiato parecchio e trascurato il blog

È stata quindi una graditissima sorpresa trovare questa ricetta a me dedicata, inventata da Manuela Arata, della quale vi avevo già parlato qui.

Una ricetta perfetta per il mio e-book Il Gusto di non sprecare, per il quale sto pensando a un aggiornamento.

Una ricetta perfetta in quanto risponde perfettamente alla mia idea di recupero, ovvero la valorizzazione di quanto avanzato o scartato

Manuela ha una istintiva capacità nel gestire i sapori speziati, che danno un tocco di energia in più.

Ecco quindi la ricetta, come lei stessa l’ha spiegata:

Questa ricetta la dedico a Paola Bortolani che apprezza le ricette di “riciclo”
Avevo in frigo il brodo del vitel tonné, un bel po’ di cipollotti di tropea e un po’ di sedano e per utilizzarli mi sono inventata questo risotto molto buono:
affetto i cipollotti e sminuzzo il sedano, poi li faccio andare con pochissimo olio bagnando col brodo per un paio d’ore affinché si sfacciano
aggiungo polvere di curry buono e lo faccio sciogliere bene (il curry tende ad essere un po’ sabbioso, quindi ci vuole almeno una mezz’ora di cottura a fuoco lento)
verso il riso e lo faccio intridere bene prima di bagnarlo con il brodo che rabbocco fino a cottura
praticamente senza grassi, delicious!

  • Difficoltà: bassa
  • Costo: basso
  • Ricetta vegetariana e veganasostituendo il brodo di carne con brodo vegetale
  • Il Gusto di non Sprecare: brodo di carne del vitel tonné

Volete conoscere tutte le ricette di Manuela?  seguite #delizieta su Facebook

Risotto ai carciofi … in estate?!?!


Avete letto bene, ieri sera ho fatto un risotto ai carciofi, delizioso.

Tutti possono farlo, in estate, basta avere dei carciofi congelati in frigo oppure, accontentandosi molto, si possono comperare surgelati.

Io ho fatto diversamente: durante l’inverno ho recuperato buona parte delle foglie esterne più dure.

Con alcune ho fatto tisane, oppure le ho usate per aromatizzare il brodo vegetale.

Una parte le ho lessate e poi, con pazienza, le ho scolate e passate attraverso il passaverdura. In questo modo ne ho estratto tutti i succhi profumati e vitaminici.

Avevo ancora in freezer un piccolo avanzo di questo liquido cremoso, e l’ho usato per preparare il risotto. Il procedimento che ho seguito è stato quello canonico: risotto bianco tostato a secco nella pentola, poi portato a cottura con brodo vegetale. A metà cottura ho versato la crema di carciofi, e infine ho mantecato leggermente con aggiunta di Parmigiano e una noce di burro.

A me, che sono golosissima di carciofi, non è parso vero questo fuori programma!

In ogni modo, in questo periodo li gusto anche così:

Il Gusto di non sprecare: Riso e lenticchie summer version – ricetta amica


Manuela Arata è una signora genovese che, dietro due splendidi occhi azzurri, nasconde competenze diverse e degne di sconfinata ammirazione.

Vi invito a leggere qui qualche particolare relativo alla sua carriera, a cominciare dal fatto che Manuela è la fondatrice e direttrice del Festival della Scienza di Genova.

Come ogni donna, poi, è multitasking, termine che mi fa un po’ ridere, ma mi aiuta a presentarla in veste di cuoca-che-ricicla.

Ecco la sua ricetta di recupero, spiegata con le sue parole:

Oggi dovevo far fuori un pacchetto di lenticchie in scadenza, quindi nonostante il calore mi sono cimentata in questo piatto che alla fine risulta freschissimo: 
faccio arrivare a bollore le lenticchie in acqua salata, abbasso e faccio cuocere per una mezz’ora
a parte cuocio il riso e lo scolo
metto insieme in un pentolino il riso e altrettante lenticchie, allungo col del buon brodo – anche vegetale – e profumo con una sforbiciata di prezzemolo, una girata di pepe e qualche fetta di zenzero fresco
delicious!

Altre sue ricette sono reperibili sulla sua pagina Facebook

Grazie Manuela!

Pasta con le sarde


Questo piatto è un super classico della cucina siciliana, e un super classico dell’estate. Grazie alla globalizzazione (pro e contro, lo so), ora si trova il finocchietto selvatico, ingrediente fondamentale, anche al di fuori della Sicilia.

Non solo, le sarde sono ora nel loro massimo splendore, gustose e non care.

Mettetene un po’ di più, e avrete un piatto unico, completo, ricco, dal sapore pieno.

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 320 grammi di spaghetti o bucatini
  • 300 grammi di sarde fresche
  • 4 filetti di acciughe sotto sale
  • 1 mazzetto di finocchietto selvatico
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 2 cucchiai di uvetta
  • 1 piccola cipolla
  • 1 bustina di zafferano
  • 3 cucchiai di olio evo
  • Sale (poco, che le sarde sono saporite)

Tempo di preparazione: 10 minuti, oltre quello per pulire le sarde

Tempo di cottura: 15 – 20 minuti

 

Va da sé che il primo passaggio consiste nel pulire le sarde, a meno che non lo abbia già fatto il vostro pescivendolo.

Se sono intere, munitevi di un paio di guanti monouso, quindi incidete le sarde nella pancia, eliminate le interiora, la lisca centrale e staccate la testa. Dovranno appiattirsi.

Quando le avrete pulite tutte, lavatele molto rapidamente sotto l’acqua corrente, per eliminare residui e spinette, e fatele scolare bene sulla carta da cucina.

Sciacquate i filetti di acciuga salata.

Mettete su l’acqua della pasta salata e, quando bolle, immergete il finocchietto pulito, e lasciatelo bollire qualche minuto, quindi scolatelo e, ovviamente conservate l’acqua.

Intanto tritate la cipolla, fatela rosolare nell’olio con un goccino d’acqua, usando un tegame grande che possa poi contenere anche la pasta.

Appena sarà trasparente aggiungete lo zafferano e fatelo sciogliere bene, poi l’uvetta, i pinoli e i filetti di acciughe salate. Fate cuocere tutto qualche minuto, finchè l’acciuga non si sarà disfatta.

Unite le sarde e un po’ di finocchietto tritato, e portate a cottura mescolando meno possibile

Dopo due o tre minuti il condimento è pronto. Come tutti i pesci piccoli, le sarde sono delicate e una cottura troppo lunga non potrebbe che danneggiarle, privandole del sapore e rendendole asciutte.

Non abbiate timore che restino crude, anzi: devono ancora affrontare il contatto con la pasta bollente.

Pasta che nel frattempo avrete fatto cuocere nell’acqua aromatizzata, scolata (non troppo) e ripassata in padella.

Penso sia uno dei piatti con la più evocativa armonia di sapore: mare, Mediterraneo, un po’ d’Oriente.

Vino: Erice bianco

Visto che siamo in Sicilia, vi lascio una bella immagine di un’alba a Favignana, due estati fa. In primo piano, il finocchietto selvatico.