Minestrone alla genovese con il Pesto


A richiesta, e con grande piacere, ripropongo la ricetta del minestrone genovese.

Signori, non stiamo parlando di un minestrone qualunque! Il minestrone genovese è un’esperienza gastronomica. Si può fare tutto l’anno, scegliendo le verdure di stagione, ma il procedimento è ben preciso, e il risultato finale è di altissima soddisfazione.

Non vi spaventate della lunghezza, è una di quelle ricette che “si fa prima a farle che a spiegarle”.

La parte finale, però, va seguita con attenzione se si vuole un minestrone profumato come nessun altro mai.

Visto che più verdure diverse si mettono e meglio è, la quantità finale sarà sempre abbondante, ma non ve ne pentirete.

Queste le verdure per il minestrone, quelle che si trovano tutto l’anno:

 4 patate
•  2 manciate di fagiolini
•  3 pomodori perini
•  2 carote piccole
•  1 cipolla piccola
•  3 coste di sedano
•  1 piccolo mazzo di bietole o erbette
•   Sale
•  1 litro scarso d’acqua (deve rimanere molto denso)
•  In estate si possono aggiungere degli zucchini e ½ kg. di fagioli borlotti (che in Liguria si chiamano fagioli lumè).

    In inverno si completa con altra verdura di stagione e si usano i fagioli secchi o congelati.

 

Poi ci vuole il pesto, un pesto “dedicato” per il minestrone, senza pinoli e senza formaggio, e per quello servono

• 1 mazzo di basilico (se non trovate quello di Pra, almeno scegliete foglie giovani e tenere)
• 1 piccolo spicchio d’aglio
• Olio evo (ligure!)

Infine la pasta: per il minestrone ci vorrebbero i brichetti (che si trovano solo in Liguria), in alternativa i ditaloni.

Tempo di preparazione: mezz’ora
Tempo di cottura: 2 ore e mezzo
Tempo di riposo: 15 – 20 minuti

  • Tempo di preparazione: mezz’ora
  • Tempo di cottura: 2 ore e mezzo
  • Tempo di riposo: 15 – 20 minuti
  • Porzioni: 6
  • Difficoltà: bassa
  • Costo: basso
  • Conservazione: 3 giorni in frigorifero – si può congelare
  • Il Gusto di non Sprecare: si possono utilizzare, insieme alle altre, verdure meno fresche
  • Primo piatto 
  • Ricetta vegetariana e vegana

Il primo passaggio è quello, abbastanza noioso, di pulire la verdura.

Se siete di ottimo umore e la vita vi sorride, potete immolarvi nella ricetta classica, e tagliare tutto a dadini di circa un centimetro di lato, lasciando interi i fagioli sgranati.

Se siete meno disposti (come sono sempre io), tagliate le verdure a pezzi un po’ più grandi, e le patate a pezzi molto grandi. Poi, a cottura ultimata, prima tirerete su con il mestolo le patate e le schiaccerete un po’ con la forchetta, di modo da dare una consistenza cremosa, poi darete due frullate veloci con il minipimer, e il risultato sarà comunque quasi perfetto.

Mia nonna mi toglierebbe il saluto, ma i tempi sono cambiati.

Mettete sul fuoco una pentola di adeguate dimensioni con l’acqua, quando questa bolle salate e gettate tutte le verdure, abbassate la fiamma perché il tutto deve sobbollire molto, molto dolcemente, e lasciate cuocere un paio d’ore circa. Ogni tanto controllate il livello del liquido, il risultato finale dovrebbe essere così denso da far sì che “il cucchiaio stia in piedi”, ma naturalmente se si asciuga troppo, brucia.

Intanto che cuoce, preparate il pesto, con il basilico ben lavato e l’aglio. In questo piatto il profumo dell’aglio è indispensabile, mentre si devono evitare i pinoli, che potrebbero dare un sapore un po’ amaro, e il formaggio, che è più gradevole se aggiunto all’ultimo, fresco.

Per fare il pesto con il frullino, ed evitare che annerisca a contatto con il metallo, è sufficiente mettere le lame in freezer per almeno mezz’ora prima di usarle.

Quando le verdure sono ben cotte, selezionate e travasate in un’altra pentola la quantità di minestrone che volete servire, e a questa aggiungete la pasta, pari a un pugnetto a testa (non esagerate perché cresce). Rimescolate spesso perchè tende ad attaccarsi al fondo della pentola.

Quando la pasta è cotta, spegnete il fuoco, unite il pesto, rimescolate bene e lasciate riposare dieci minuti, un quarto d’ora. Il riposo è INDISPENSABILE per la perfetta riuscita del piatto. E lo capirete subito appena ne sentirete il profumo spandersi per la cucina

Servite con parmigiano a parte, che ognuno doserà a piacere.

Strategie e variazioni sul tema: è possibile e molto comodo preparare gli ingredienti in tempi diversi, ovvero cuocere le verdure, cuocere la pasta a parte e conservarla con un filo d’olio, fare il pesto. Al momento di servire, basterà scaldare bene il minestrone, aggiungere la pasta e il pesto, lasciar riposare una decina di minuti, ed è pronto e perfetto. Poi, se ne avanza, è sempre recuperabile, basta avere l’avvertenza, se è stato aggiunto il pesto, di non farlo bollire.

Il minestrone genovese si gusta anche freddo (non ghiacciato), ottimo sempre e meraviglioso d’estate.

Se andate in Liguria, ogni tanto lasciate la costa e cercatevi una trattoria in uno dei tanti paesini dell’entroterra, sia a Ponente che a Levante: sicuramente troverete il minestrone alla genovese che, preparato con i profumi locali, sarà ancora più fragrante. Difficilmente vi fermerete a una sola porzione.

 

Ci sono alcune cose, anche piccole, che fanno sentire un genovese a casa. Una, per esempio, è il profumo del pesto. Un’altra è questa canzone

 

Zuppa orientale di lenticchie e spinaci


Con i primi caldi la voglia delle zuppe tradizionali si calma un po’. Non nel mio caso, che amo consumarle tutto l’anno, e al massimo le servo meno bollenti.

Recentemente ho provato questa versione, leggermente piccante, e penso che possa essere apprezzata da tutti, e tutto l’anno.

Ingredienti per quattro persone:

  • 250 grammi di lenticchie già lessate (anche in scatola)
  • 1 bella manciata di foglie di spinaci
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 cucchiaio di curry
  • ½ cucchiaio di curcuma
  • 300 ml. circa di latte di cocco
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Coriandolo tritato (o prezzemolo)
  • Sale

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti, con lenticchie già lessate

Prima di tutto ho pulito le foglie di spinaci, sciacquandole più volte in acqua fredda, le ho scolate e spezzate con le mani.

Ho affettato la cipolla, ho pulito gli spicchi d’aglio, e ho rosolato tutto nell’olio, dolcemente, per alcuni minuti. Ho aggiunto il curry e la curcuma e, mescolando, ho amalgamato bene tutto. Ho aggiunto le lenticchie e gli spinaci, ho fatto insaporire tutto nel fondo di cottura e ho terminato con il latte di cocco. Ho fatto cuocere ancora per una decina di minuti a pentola scoperta. Quando il tutto è risultato leggermente cremoso, ho assaggiato per regolare il sale, ho spento il fuoco e terminato con qualche pizzico di coriandolo tritato.

E’ un primo piatto gustoso, leggerissimo e corroborante, perfetto se servito tiepido. Il sapore pieno e morbido delle lenticchie ben si abbina con i caratteristici profumi mediorientali del curry e della curcuma, senza che uno prevarichi sull’altro. Forse è il latte di cocco che mette tutti d’accordo?

La bellezza del curry, miscela di spezie diverse e di colori diversi

E la lettura? Vista l’ispirazione mediorientale, suggerisco un altro libro che ho amato molto, “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi

leggere lolita a teheran

Crema di carote con zenzero e arancia


crema di carote

A me piacciono molto le creme e le zuppe di verdura, alle quali non rinuncio nemmeno con il caldo (sono ottime anche tiepide!), ma chissà perché a qualcuno sembrano un po’ tristi.

Invece basta pensare a piccolissime variazioni per avere un sapore davvero appetitoso.

Gli ingredienti per quattro persone:

  • ½ chilo di carote (cioè 5-6 carote di media grandezza)
  • 1 scalogno (oppure qualche foglia verde di porro)
  • 1 arancia
  • 2 cm. di radice di zenzero
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Erba cipollina e/o foglie di carota
  • Sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 20-25 minuti

Dopo averli puliti, ho tritato scalogno (o foglie del porro) e zenzero e li ho fatti rosolare nell’olio, dolcemente. Intanto ho pulito le carote con il guanto scrub, le ho tagliate a rondelle e le ho man mano aggiunte al soffritto, di modo che si insaporissero bene. Ho coperto con acqua (o, se volete, strafare, con il brodo vegetale), ho salato con un cucchiaino scarso di sale grosso, e ho lasciato cuocere indisturbato per circa 15 minuti. Nel frattempo, ho spremuto l’arancia. Ho controllato che le carote fossero ben cotte e ho verificato la sapidità. A fuoco spento, ho frullato con il frullatore a immersione (va benissimo, perché non ci sono fibre e la crema che si ottiene è perfetta) ho aggiunto il succo dell’arancia e ho decorato/arricchito con qualche stelo di erba cipollina e di foglioline di carota.

Provate perché il sapore è davvero stuzzicante, oltre che leggermente piccantino!

Se poi c’è qualche crostino, va benissimo.

Strategie: Io ne faccio sempre il doppio e la conservo due o tre giorni in frigorifero. Al più aggiungo le foglioline fresche al momento di servirla.

Vino: Novello

Queste bellissime carote sono un disegno a pastelli della mia amica Marina Maniga, che gentilmente mi ha permesso di usarlo qui. Grazie Marina e complimenti 🙂

carote marina

 

Crema di zucca


zuppa di zucca

Allora, cominciamo i suggerimenti per i grandi pranzi e cene per le feste con una bella zuppa calda! Lo so, ora direte che quelle son giornate in cui ci si aspetta di mangiare primi piatti ricchi e ben conditi, figuriamoci una cremina …

Ebbene, fidatevi perché questo piatto è veramente molto goloso, un vero confort food, la proposta di bis viene sempre accolta e non c’è pericolo che ne avanzi.

Questi gli ingredienti per quattro persone (compreso, appunto, un piccolo bis):

  • 800 grammi di polpa di zucca (peso senza scorza)
  • 150 grammi di ricotta
  • 100 grammi di funghi porcini secchi di qualità
  • 50 grammi di burro
  • 50 grammi di pancetta
  • ½  bicchiere di vino bianco secco
  • 1 litro di brodo (anche vegetale)
  • 1 pizzico di origano
  • Sale, pepe

Per il brodo vegetale:

  • 1 zucchina
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • Mezza cipolla
  • 1 foglia di alloro
  • 2 chiodi di garofano
  • Qualche grano di pepe
  • Sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 10 minuti per lessare la zucca + 20 minuti

In realtà io non faccio lessare la zucca, perché si riempie troppo di acqua, la cucino nel microonde (10 minuti a potenza massima) e la inforno direttamente con la scorza che poi, a zucca cotta, si staccherà molto facilmente. So che al supermercato si trova la zucca già pulita e tagliata, ma il prezzo è decisamente alto rispetto al minimo vantaggio che se ne ricava.

Intanto che la zucca cuoce, preparate il brodo. Potete usare il nostro dado, se preferite il brodo di carne, oppure preparare un leggero brodo vegetale al quale aggiungerete i funghi secchi ben puliti: è pronto quando tutta la verdura è tenera.

Fate rosolare nel burro la zucca, ora liberata dalla scorza, senza curarvi di tagliarla a pezzi più o meno grandi, intanto andrà frullata. Rimescolate bene che si insaporisca, quindi aggiungete il vino bianco e lasciatelo evaporare.

Se non avete il microonde e nemmeno la pentola per cuocere a vapore, prima di rosolare nel burro la zucca lasciatela asciugare qualche minuto a fuoco vivace, controllando attentamente che non bruci.

Scolate il brodo da tutti gli ingredienti e aggiungetelo alla zucca, fate cuocere ancora qualche minuto, il tempo di completare il piatto con l’ultimo passaggio.

Tagliate a pezzettini i funghi secchi e a striscioline la pancetta. Fate rosolare quest’ultima, senza altro condimento, e quando il grasso sarà diventato trasparente aggiungete i funghi a pezzettini e un pizzico di origano. Rimescolate sempre molto bene per amalgamare i sapori.

Ora tornate alla zucca: con il frullatore a immersione riducetela a crema. Al momento di andare in tavola, portate a bollore pieno la crema di zucca, aggiungete la ricotta e date ancora un giro di frullino, di modo da amalgamare bene, completate con il soffritto di pancetta e funghi.

Applausi a scena aperta!

Strategie: si può preparare la crema di zucca con ampio anticipo, e un po’ prima anche il soffritto di pancetta. E’ infatti un piatto perfetto per ricevere, in quanto le operazioni da fare all’ultimo momento sono davvero poche.

Se dovesse avanzare (non si sa mai!) attenzione a non farla ancora bollire, la presenza della ricotta non lo permette.

Variazioni sul tema: potete sostituire la pancetta con coppa o prosciutto crudo, lasciando (mi raccomando! Almeno a Natale!) il grasso.

Una piccola raccomandazione basata su, ahimè, esperienza personale: accertatevi che tra i vostri ospiti non ci sia nessuno allergico ai funghi, cosa non così inconsueta. Nel caso, potrete sempre offrire la semplice crema di zucca.

Vini: Teroldego, Merlot

 

La zucca volante

La+zucca+volante+8062

Crema di ceci ultrachic con gamberi lardellati e crostoni


crema ceci con gamberi

L’amica Naima, deliziosa bellezza bionda, vera gourmet e gourmand oltre che grande esperta di cucina, dopo aver letto la mia ricetta della minestra di ceci, ha deciso di regalarci la sua versione, molto più ricca, insolita e raffinata.

Ecco la ricetta di Naima, così come lei la racconta

Steps:
  •    Ceci (per due persone, 500 gr) lasciati a bagno una notte e lessati in pentola a pressione.
  •    Ho lasciato in infusione uno spicchio d’aglio tagliato a metà e qualche ciuffo di rosmarino in un filo d’olio, intiepidito lentamente a fuoco debole.
  •    Ho frullato i ceci con l’olio aromatizzato, aggiunto un po’ di tahini (pasta di sesamo), abbondante pepe nero di Rimbas, sale q.b. Tenere al caldo.
  •    Gamberoni rossi (8-10 per due, anche meno se per antipasto, io l’ho fatta come primo piatto), sgusciati dal carapace, ma lasciando teste e code attaccate, spolverizzati di rosmarino fresco tritato e avvolti ciascuno  in  una fettina di lardo di Colonnata.
  •   Abbrustolito 4 fette di pane pugliese e poi sfregate con uno spicchio d’aglio e un filo d’olio
  •   Grigliato i gamberi, senza altri condimenti.
 Composizione: versa la crema di ceci in una fondina, aggiungi i gamberi, due crostoni di pane e termina, a piacere, con qualche goccia d’olio extravergine e un ciuffetto di rosmarino.
 
Rustico e ricco al contempo! 
Ho chiesto a Naima indicazioni per trovare il tahini e il pepe nero di Rimbas, prodotti a me sconosciuti, e mi ha spiegato che sono facilmente reperibili da Eataly o nei negozi di specialità etniche.
Di mio vorrei solo portare l’attenzione sulla scelta dei gamberi: si trovano tutto l’anno, ma in particolare in primavera, quindi suggerisco di scegliere un prodotto pescato nei nostri mari, sicuramente meno contaminati in radioattività rispetto a quanto arriva dall’Oceano Pacifico.
Vino: Vermentino ligure di Ponente
Grazie Naima!
Gamberoni

Crema di ceci alle acciughe


ceci minestra

La stagione fredda (che speriamo stia per finire …) invita a consumare i legumi, che sono buoni, fanno bene, costano poco e non è vero che fanno ingrassare.  I ceci sono presenti nella cucina ligure in diverse preparazioni, e qui vorrei suggerire una minestra molto semplice e rapida e che vi farà sentire il profumo del mare.

Gli ingredienti per quattro persone sono:

  • 300 gr. di ceci
  • 1 acciuga sotto sale o 2 filetti di acciuga sott’olio
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 1 foglia di alloro
  • 1 spicchio d’aglio
  • Sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di ammollo dei ceci: almeno 10 ore

Tempo di cottura: 1 ora

Prima di tutto dovete preparare i ceci, passaggio un po’ lungo, ma che ci si può organizzare quando si è comodi. Personalmente ne preparo sempre un chilo alla volta, li conservo in frigorifero per molti giorni e così  li ho pronti per ricette diverse.

I ceci, come tutti i legumi, vanno messi in ammollo per circa 10-12 ore prima di cucinarli: metteteli in un contenitore capiente con molta acqua, perché la assorbiranno e se non è abbastanza rischieranno di rimanere ancora un po’ secchi. C’è chi dice di aggiungere a quest’acqua un cucchiaino di bicarbonato, onestamente alle volte lo faccio, alle volte mi dimentico, ma non noto una gran differenza …

Trascorse queste ore (che possono anche essere di più, non succede niente) sciacquate i ceci e metteteli in pentola, ancora una volta ben coperti d’acqua, con una foglia di alloro e un cucchiaino di sale, e fateli cuocere. Ci vorrà un’ora buona. Se avete la pentola a pressione potete dimezzare i tempi. Personalmente non la amo molto, perché il fatto di non poter controllare la cottura in tempi di versi può riservare qualche sorpresa, e trovo che uniformi un po’ i sapori. Però questa è una semplice bollitura quindi, se avete mano sicura, usate pure la pentola a pressione.

Una volta che i ceci sono cotti, selezionate la quantità che vi serve e procedete, scegliendo se: tenerli interi, passarli al passaverdura (eliminando così perfettamente le bucce) oppure frullarli con il minipimer. L’opzione è d’obbligo perché non tutti hanno gli stessi gusti, e per quanto mi riguarda preferisco passarne una parte al passaverdura, per avere la consistenza della crema, e lasciarne un po’ interi.

Fatto questo, andiamo a dare il tocco di mare: sciacquate bene un’acciuga sotto sale (alimento prezioso da tenere sempre pronto in frigo, dove possono durare anche un anno) oppure prendete due filetti di acciuga sott’olio. In un pentolino mettete quattro cucchiai di olio evo, uno spicchio d’aglio e fate rosolare dolcemente. Abbassate al minimo la fiamma, se è il caso allontanate anche un po’ il pentolino dal calore, e fate sciogliere l’acciuga nell’olio aromatizzato. Il motivo per cui suggerisco di abbattere il calore dell’olio si spiega semplicemente perché, nel momento in cui si aggiunge l’acciuga, c’è il rischio che tutto schizzi, con il doppio rischio di bruciarsi e sporcare il fornello. Meglio evitare.

Togliete l’aglio, aggiungete il soffritto alla zuppa e gustatela ben calda.

E’ un primo piatto profumato che unisce alla facilità di preparazione un sapore finale pieno e corroborante, perfetto anche nelle cene tra amici.

Variazioni sul tema: Potete tranquillamente modulare il “profumo di mare” della crema raddoppiando la quantità di acciughe. Personalmente infatti la preferisco più saporita. Se preferite la versione “solo crema”, ovvero con tutti i ceci passati, potete aggiungere qualche crostino.

Vino: Barbera d’Alba

ceci

Crema di verdura


crema di verdura

Oggi nel tardo pomeriggio sono stata a fare la mia pratica di yoga, la ginnastica che preferisco, e per cena ho preparato una delicata crema di verdura.

L’attività sportiva, soprattutto se fatta verso sera, richiede attenzione nella scelta dei cibi per la cena: il corpo ha ancora memoria del movimento e fatica a rilassarsi, quindi non è pronto né al riposo né alla digestione.

Ecco per quale motivo mi sono organizzata con una crema di finocchi gustosa e leggera, che mi ha confortata con il suo calore e mi ha aiutata a predispormi al sonno notturno.

Ma come ho preparato questa crema? Semplicemente, ho usato le foglie più dure di finocchio che avevo recuperato, pulito e surgelato in una occasione precedente, quando l’ortaggio mi era servito per un’altra ricetta. Ho messo le foglie in pentola con una patata tagliata a grossi pezzi,  un cucchiaino del mio dado e tanta acqua da coprire il tutto, ho fatto bollire il tempo giusto perché tutto diventasse morbido (circa 20 minuti). Al momento di servire (cioè al ritorno da yoga) ho frullato tutto con il minipimer, ho scaldato la quantità necessaria e via in tavola!

Quindi, spesa minima, tempo poco, risultato delizioso.

Variazioni sul tema: potete arricchire questa versione basic aggiungendo a fine cottura un po’ di latte, un avanzo di purè, un cucchiaio di formaggio spalmabile, e dei crostini.

Vini: Gavi o bianco del Monferrato

yoga

Minestrone genovese


minestroneSignori, il minestrone genovese non è un minestrone qualunque, fatto alla svelta come viene viene. Il minestrone genovese è un’esperienza gastronomica. Si può fare tutto l’anno, scegliendo le verdure di stagione, ma il procedimento è ben preciso, e il risultato finale è di altissima soddisfazione.

Visto che più verdure diverse si mettono e meglio è, la quantità finale sarà sempre abbondante, ma non ve ne pentirete.

Questi gli ingredienti base, che si trovano tutto l’anno:

  • ·         4  patate
  • ·         2 manciate di fagiolini
  • ·         3 pomodori perini
  • ·         2 carote piccole
  • ·         1 cipolla piccola
  • ·         3 coste di sedano
  • ·         1 piccolo mazzo di bietole o erbette
  • ·         Sale
  • ·         1 litro scarso d’acqua (deve rimanere molto denso)

In estate potrete aggiungere qualche zucchino e ½ kg. di fagioli borlotti (che in Liguria si chiamano fagioli lumè). In inverno aggiungete altra verdura di stagione (per esempio il cavolo, che io non metto perché non mi piace, ma è concesso) e per i fagioli, che sono importanti, potete ricorrere a una scatoletta di quelli conservati, sempre meglio che niente.

Poi dovete fare il pesto, un pesto “dedicato” per il minestrone, senza pinoli e senza formaggio, e per quello vi serviranno

  • 1 mazzo di basilico (bisognerebbe trovare quello di Prà, the best in the world, ma se proprio dovete affidarvi a un basilico qualunque, con foglie come fazzoletti verde scuro, almeno selezionate quelle più piccole e giovani)
  • 1 piccolo spicchio d’aglio
  • Olio evo (ligure!)

Infine la pasta: per il minestrone ci vorrebbero i brichetti (che vuol dire fiammiferi, così capite anche un po’ che forma hanno), ma questi ho paura che si trovino proprio solo in Liguria, e allora andranno bene anche i ditaloni.

Tempo di preparazione: mezz’ora

Tempo di cottura: 2 ore

Tempo di riposo: 15 minuti

Naturalmente il primo passaggio è quello, abbastanza noioso, di pulire la verdura. Se siete di ottimo umore e la vita vi sorride, potete immolarvi nella ricetta classica, e tagliare tutto a dadini di circa un centimetro di lato, lasciando interi i fagioli sgranati. Se siete meno disposti (come sono sempre io), tagliate le verdure a pezzi un po’ più grandi, e le patate a pezzi molto grandi. Poi, a cottura ultimata, prima tirerete su con il mestolo le patate e le schiaccerete un po’ con la forchetta, di modo da dare una consistenza cremosa, poi darete due frullate veloci con il minipimer, e voila il risultato sarà comunque quasi perfetto. Mia nonna mi toglierebbe il saluto, ma i tempi sono cambiati.

Ricapitolando: mettete sul fuoco una pentola adeguata (meglio di terracotta) con l’acqua, quando questa bolle salate e gettate tutte le verdure, abbassate la fiamma perché il tutto deve sobbollire molto molto dolcemente, e lasciate cuocere un paio d’ore circa. Ogni tanto controllate il livello del liquido, il risultato finale dovrà essere così denso da far sì che “il cucchiaio stia in piedi”, ma naturalmente se si asciuga troppo, brucia.

Intanto che cuoce, preparare il pesto, frullando il basilico ben lavato con l’aglio. In questo piatto il profumo dell’aglio è indispensabile, mentre si devono evitare i pinoli, che potrebbero dare un sapore un po’ amaro, e il formaggio, che è più gradevole se aggiunto all’ultimo, fresco.

Quando le verdure sono ben cotte, selezionate e travasate in un’altra pentola la quantità di minestrone che volete servire, e a questa aggiungete la pasta, pari a un pugnetto a testa (non esagerate perché cresce). Quando la pasta è cotta, spegnete il fuoco, unite il pesto, rimescolate bene e lasciate riposare dieci minuti, un quarto d’ora, giusto il tempo che perda il bollore.

Se non amate la pasta un po’ grossa e robusta che ho suggerito e volete usarne una più piccola, potete cuocerla a parte in acqua, scolarla, condirla con un pochino d’olio per evitare che si attacchi e aggiungerla all’ultimo.

Servite con parmigiano a parte, che ognuno doserà a piacere.

Strategie: è possibile e molto comodo preparare gli ingredienti in tempi diversi, ovvero cuocere le verdure, cuocere la pasta e conservarla come spiegato, fare il pesto. Al momento di servire, basterà scaldare bene il minestrone, aggiungere la pasta e il pesto, lasciar riposare una decina di minuti, ed è pronto e perfetto. Poi, se ne avanza, è sempre recuperabile, basta avere l’avvertenza, se è stato aggiunto il pesto, di non farlo bollire.

Variazioni sul tema: tutti i liguri conoscono e amano il minestrone genovese freddo (non ghiacciato), ottimo sempre e meraviglioso d’estate.

Se andate in Liguria, oltre che mangiare il pesce sul mare, ogni tanto lasciate la costa e cercatevi una trattoria in uno dei tanti paesini dell’entroterra, sia a Ponente che a Levante: sicuramente troverete il minestrone alla genovese che, preparato con i profumi locali, sarà ancora più fragrante. Difficilmente vi fermerete a una sola porzione.

Vini: rosso dei Colli di Luni

Ma se parliamo di minestre nell’arte, la più famosa è quella in lattina di Andy Wharol

campbells_soup_cans_moma