Pasta alla Norma marinara, con melanzane, pomodorini freschi e pesce spada


Pasta alla Norma marinara, con melanzane, pomodori freschi e pesce spada

Pasta alla Norma marinara – Immagine dal web

Ho preparato questo primo piatto per recuperare un avanzo di crema di melanzane che avevo utilizzato in questa ricetta, ma il risultato è assicurato anche con melanzane saltate in padella, come per questo piatto che ne richiede una quantità davvero limitata.

È stato poi semplice e veloce aggiungere qualche dadino di pesce spada e dei pomodorini freschi.

Questi sono i passaggi e gli ingredienti:

  • 320 grammi di pasta corta a piacere (per me, gramigna)
  • 20 pomodorini freschi
  • Pesce spada
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale
  • foglie di basilico
  • Tempo di preparazione: 15 minuti
  • Tempo di cottura: 15 minuti
  • Porzioni: 4
  • Difficoltà: bassa
  • Costo: medio
  • Conservazione: 2 giorni in frigorifero – non consiglio di congelarlo
  • Il Gusto di non Sprecare: per recuperare crema di melanzane o melanzane a funghetto, pomodorini non più freschissimi, un pezzetto di pesce spada
  • Primo piatto o piatto unico

Il motivo per cui non ho precisato la quantità di pesce spada è molto semplice: se si vuole solo un primo piatto ne basterà un etto o poco più, se si preferisce avere un piatto unico ce ne vorranno almeno tre etti per quattro persone.

Altra precisazione: nel calcolo dei tempi, ho dato per scontato che le melanzane fossero già pronte e cucinate.

Ho messo sul fuoco la pentola con l’acqua per la pasta

Ho lavato i pomodorini, li ho tagliati a metà. Ho tagliato a dadini il pesce spada.

Ho scaldato l’olio in una padella capiente, ho fatto soffriggere leggermente l’aglio, ho aggiunto i pomodori e li ho fatti appassire a fuoco dolce, facendo attenzione che non si sciogliessero: devono rimanere piuttosto al dente.

Ho aggiunto le melanzane e ho fatto amalgamare bene tutto insieme. Ho tolto lo spicchio d’aglio.

Infine ho aggiunto i dadini di pesce spada, li ho fatti ben scaldare mescolando, di modo che tutti i lati ricevessero calore, e ho spento il fuoco. Il pesce continua a cuocere al calore residuo, e per averlo morbido e tenero è indispensabile non superare questi tempi di cottura.

Intanto ho fatto cuocere la pasta e, una volta scolata, l’ho saltata velocemente nel sugo, appena il tempo di insaporirla.

Qualche foglia di basilico per dare il tocco, e il profumo, finale.

È un piatto gustoso con una bella armonia di sapori, che non denuncia l’eventuale recupero di piccoli avanzi. Da proporre, quindi, anche in caso di ospiti.

Henry Matisse, Natura morta con melanzana, 1911

Natura morta con melanzane – Henry Matisse – 1911

Parmigiana di melanzane destrutturata in monoporzione


Mi sono molto divertita a preparare questa ricetta che, in verità, della parmigiana classica ha davvero poco, ma è buona, bella, leggera e si presta a una cena in compagnia, anche un po’ formale.

Gli ingredienti:

• 1 melanzana seta
• 200 grammi di pomodorini maturi
• 100 grammi circa di Parmigiano reggiano grattugiato
• 1 cartone da 125 ml. di panna fresca
• Qualche rametto di maggiorana
• Foglie di basilico per decorare
• 1 spicchio d’aglio
• Olio evo
• Sale
• Poco zucchero, meglio se di canna.

• Tempo di preparazione: 20 minuti
• Tempo di cottura: 20 minuti per le melanzane, altrettanti per i pomodorini
• Porzioni: 4
• Difficoltà: bassa
• Costo: medio
• Conservazione: 2 giorni in frigorifero – non si può congelare
• Il Gusto di non Sprecare: si possono utilizzare i pomodorini meno freschi
• Antipasto
• Ricetta vegetariana

Ho detto che è un piatto destrutturato, giusto? Infatti si preparano i vari ingredienti e si assemblano solo per la presentazione

Lavo accuratamente la melanzana, elimino il picciolo, la taglio prima a fette di circa 1 centimetro poi sovrappongo le fette e ricavo tanti cubetti.

Verso due cucchiai di olio evo in un tegame, faccio scaldare, verso i dadini di melanzana, rimescolo e aggiungo il sale.

Abbasso la fiamma, copro e lascio finire di cuocere, mescolando ogni tanto. Sono pronte quando risultano ancora un po’ al dente.
Lavo accuratamente i pomodorini, li taglio a metà
In una padella che li contenga in uno strato solo, verso un paio di cucchiai di olio e lo spicchio d’aglio. Faccio appena scaldare, quindi aggiungo i pomodorini, con delicatezza.
Li faccio cuocere dolcemente, facendo attenzione che non si disfino e non diventino salsa (bastano pochi minuti).
Alla fine spolvero con lo zucchero, attendo che sia sciolto e un po’ caramellato, profumo con le foglioline di maggiorana e spengo.
In un pentolino scaldo la panna senza farla bollire, aggiungo il Parmigiano grattugiato e lo faccio fondere bene.
Prendo quattro ciotoline individuali, verso in ognuna un quarto di panna tiepida, un cucchiaio di dadini di melanzane, qualche pomodorino confit, decoro con una foglia di basilico, e il piatto è pronto.

Variazioni e strategie

La quantità richiesta, sia di melanzane che di pomodori, è davvero esigua, e quello che avanza si terrà a parte per altre preparazioni.

I pomodori possono essere recuperati con questo riso Venere al pesto, oppure in una insalata di farro od orzo. Le melanzane sono la base di una caponata, oppure, frullate, si useranno per fare delle polpettine vegetali.
Se non volete usare la panna, sostituitela con altrettanta ricotta ammorbidita con qualche cucchiaio di latte.

Food safety vs food security


Ringrazio Debora Sorrentino per questo articolo molto interessante

Debora Serrentino - Foodie Translator

Food safety & security


In italiano la parola sicurezza può indicare due concetti diversi:
– qualcosa che è privo di pericoli, non nocivo (es. cintura di sicurezza)
– qualcosa che è certo, garantito, non in discussione (es. sicurezza della pena)

Quindi quando parliamo di sicurezza alimentare ci riferiamo sia alla serie di processi che hanno il compito di garantire l’assenza di pericoli igienico-sanitari nel consumare determinati alimenti, sia alla condizione socio-economica di disporre di cibo a sufficienza per sopravvivere.

Se in italiano abbiamo quindi una situazione di ambiguità, in inglese i due concetti vengono espressi con due termini ben differenti e ben distinti: food safety e food security. Le parole safety e security, che in italiano possono essere rese con sicurezza, in inglese hanno sfumature leggermente diverse:
safety: “The condition of being protected from or unlikely to cause danger, risk, or injury”.
Quindi safety significa sicurezza nel senso di essere al…

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Il Gusto di non Sprecare – Muffins con piselli


E’ la stagione dei piselli, vi ripropongo questi muffins che, almeno a casa mia, hanno sempre molto successo

Ingredienti per circa 30 piccoli muffins (diametro 4 cm. circa)

  • 300 grammi di farina bianca
  • 50 grammi di burro morbido
  • 100 grammi di Parmigiano Reggiano 24 mesi grattuggiato
  • 4 uova
  • ½ bustina di lievito istantaneo per torte salate
  • ½ tazza di piselli sgranati – anche avanzati da un’altra preparazione
  • 1 bicchiere di latte
  • Sale
  • Semi di girasole e di papavero
  • 1 stampo in silicone

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti

Se i piselli non sono pronti, per prima cosa bisogna prepararli, quindi sgranarli, pulirli e passarli due o tre minuti nel forno a microonde per una prima cottura.

La lavorazione è veloce, è bene accendere subito il forno perché vada in temperatura.

In una ciotola si sbattono le uova con il Parmigiano e un po’ di sale (non troppo, il formaggio è già salato).  Si amalgama il burro, quindi si unisce la farina, aiutandosi man mano con il latte, per ottenere un impasto della consistenza di una crema morbida, ma soda. Infine si aggiunge il lievito, rimescolando bene per distribuirlo uniformemente, e i piselli.

Si versa il composto negli spazi dello stampo in silicone, si completa con qualche seme sulla superficie, e si passa in forno, dove cuoceranno e lieviteranno perfettamente. Con il mio stampo ho fatto tre “infornate” ottenendo, come dicevo, circa trenta muffins.

Sono morbidissimi, appetitosi, buoni tiepidi, ma ottimi freddi, e si conservano così per un paio di giorni, senza indurire né asciugarsi.

Variazioni sul tema: Oltre che con i piselli si possono preparare con gli asparagi (lessati e tagliati in piccoli pezzi) oppure, in versione più invernale, con dadini di prosciutto.

Non vi dimenticate del mio libro! Presto sarà in offerta specialissima!

 

La semplice, geniale idea di Recup


Avevo già parlato di Recup qui, ma sabato sono andata a conoscerli

Virginia

La mia ambasciatrice è stata Virginia, bella e dalle idee molto chiare, che nella vita fa la biologa ricercatrice e, una volta alla settimana, diventa una delle preziose volontarie di Recup

Virginia al telefono mi aveva anticipato: vieni a trovarci, e capisci tutto
E così è stato.

Cos’è, esattamente, Recup, e come funziona?

I mercati ortofrutticoli hanno un orario, proprio come i negozi.

A una certa ora del mattino o del pomeriggio, la cassa chiude, non si vende più e si sbaracca

Chi propone prodotti freschi (frutta, verdura, ma anche pesce) si può trovare con un esubero di prodotti che, date le loro condizioni, non saranno più vendibili il giorno successivo.

Possono esserci prodotti belli freschi, e altri un po’ ammaccati che nessuno ha voluto, ma non per forza da buttare

E qui arriva RECUP!

I volontari ufficiali, i volontari occasionali, e alle volte i commercianti stessi, raccolgono in uno spazio convenuto, lo spazio Recup, quanto avanzato

Si ottengono così due risultati:
• Offrire cibo gratuito a chi ne ha più bisogno (ma chiunque si avvicina può servirsi, sta poi al buon senso individuale comportarsi correttamente)
• Evitare che cibo buono, fresco, recuperabile venga gettato via.

Recup è la perfetta sintesi della sensibilità sociale ed ecologica: facciamo del bene a chi ha bisogno, facciamo del bene al pianeta, preserviamo le risorse.

 

L’associazione Recup, basato totalmente sull’attività volontaria di circa 200 persone (ma ne servirebbero altre, passate la voce!) ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano, e alcune aziende hanno deciso di sostenerli, fornendo magliette con il logo, guanti in lattice a strumenti di lavoro.

Visitate il loro sito – anche per conoscerli bene – cercateli nei mercati più vicini a casa vostra e, se avete un po’ di tempo, ogni tanto andate (andiamo!) a dare una mano. Passate la voce. Recup-eriamo!

E questo è stato il mio bottino

Reblog – Sognando la Grecia


Sto pensando alle vacanze, e a come sono stata bene in Grecia l’anno scorso, a come vorrei tornarci

Poi Elisabetta pubblica questa ricetta e io decido, sperando che sia di buon auspicio, di proporla

Del resto incomincia a fare caldo, abbiamo voglia di cibi freschi e leggeri, cosa c’è di meglio di una bella insalata greca?

Eccola qua!

# I Feel Betta

Buon appetito! Il mio pranzo del venerdì si intitola…

⭐️Sognando la Grecia⭐️

*insalata greca classica….e non si può non parlare di classici parlando di grecia, più classici di loro chi c’è, ditemelo😜

…sì sto sognando le vacanze, e sognando di poterle fare, e io non sono affatto una che sogna una vita in vacanza, quella come certe canzonette piacione dicono (sì hai capito quella che dice anche nessuno che rompe i coglioni ecc😒….le banalità impilate una sopra l’altra in tre minuti di melodia da asilo)…perché si sa che la gente in generale sogna di non far un cà e vorrebbero essere tutti dei furbi e dei furboni e l’invidia la provano verso i furboni, mica verso chi la sua felicità la trova insistendo e resistendo a volersi bene e voler bene a ciò che fa, facendolo……non la voglio la vita in vacanza…MA sogno, certamente, LA vacanza vera e propria…

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Torta salata di recupero, ma ragionata


Spesso scrivo che, se abbiamo in frigorifero degli avanzi non più sufficienti per fare una porzione, possiamo includerli nell’impasto di una torta salata: così non si sprecano e si recuperano facilmente.

Questo fondamentalmente è vero, ma se, oltre che recuperare, vogliamo fare un prodotto buono e goloso, è necessario metterci un po’ di attenzione, valutare bene i vari sapori degli ingredienti, e cercare l’equilibrio.

Vi porto l’esempio di questa torta salata che, pur partendo da scarti di verdura, è risultata buonissima e insolita.

Gli ingredienti:

  • 1 chilo circa di cime di rapa, ma solo quanto avanzato dopo aver tolto fiori e parti più tenere, quindi gambi e foglie – conservate in congelatore per alcuni giorni
  • 1 etto scarso di prosciutto crudo
  • 2 cucchiai di granella di pistacchi
  • 2 uova
  • 1 yogourt
  • 3 cucchiai di Parmigiano reggiano grattugiato
  • Sale
  • Pasta per torte salate preparata con 100 grammi di farina, 1 pizzico di sale, 1 cucchiaio d’olio, acqua

Se non l’avete già pronta nel congelatore, preparate subito la pasta, così avrà il tempo di riposare

Fate dare un bollo alle cime di rapa (o meglio, quello che ne è rimasto) di modo che si ammorbidiscano bene. È un passaggio veloce, pochissimi minuti di bollitura

Scolate le cime di rapa, passatele sotto l’acqua fredda, strizzatele bene e sminuzzatele con un coltello di ceramica. Trasferitele in una ciotola

Tagliate a quadretti il prosciutto crudo, aggiungetelo alla verdura

Completate con la granella di pistacchio, le uova, lo yogourt e il parmigiano, mescolate molto bene per amalgamare il composto.

Accendete il forno a 200°

Riprendete la pasta, stendetela con il mattarello in una sfoglia sottile e foderate una teglia leggermente unta (io ne ho scelta una in ceramica, da portare in tavola)

Versate il composto, livellatelo e rifinite i bordi arrotolando la pasta in esubero

Passate in forno fin quando la superficie appare ben compatta e la pasta è dorata e croccante

Servite calda, tiepida o anche fredda.

Il sapore amaro della verdura è qui ben stemperato dalla dolcezza del prosciutto e del pistacchio, a loro volta esaltati dal contrasto.

In conclusione: è vero che in una torta salata e in una frittata si può mettere praticamente qualunque cosa, e risulterà mangiabile, ma basta un pizzico di attenzione per ottenere un sapore particolare, equilibrato e appetitoso.

Un ripieno con fondo amaro, come questo, si può stemperare anche con prosciutto cotto, con qualche dadino di mortadella, qualche acino di uvetta.

Un ripieno più dolce, come potrebbe essere se partiamo da finocchi o cavolfiore, acquista un pochino di aggressività con l’aggiunta di un formaggio dal sapore deciso, come il gorgonzola, oppure una salsina fatta con acciughe e capperi.

Spero di avervi dato qualche idea, e ora aspetto le vostre.

Vi lascio un interessante consiglio di lettura, che mi tiene compagnia in questo periodo (oltre al mio Gusto, ovviamente 😉