I colori di frutta e verdura, preziosi per il nostro piacere visivo e per la nostra salute


Frutta e verdura: come i loro colori influenzano la nostra scelta e la nostra salute

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Grazie a Clibi che mi permette di condividere questo articolo molto piacevole e interessante.

Buona lettura!

 

Siamo attratti dal colore degli alimenti e molto spesso scegliamo il colore affine al nostro stato d’animo.

La vista è il sistema sensoriale prevalente: si stima che addirittura l’80% delle informazioni che raggiungono il nostro cervello siano stimoli visivi, è probabile che l’organismo umano abbia un’innata intelligenza che lo porta a scegliere frutta e verdura che contengono i nutrienti di cui necessita, e il colore sia uno dei modi per riconoscerle.

La cromocucina, la cromoterapia e la psicologia del gusto:

  • analizzano la possibilità di curare il nostro corpo con il colore dei cibi
  • studiano come il nostro cervello associa al colore dei cibi sensazioni ed emozioni che possono influenzare il nostro senso di fame o sazietà, la varietà, la qualità e la quantità di cibo che assumeremo.

Conoscere la relazione che c’è tra i colori di frutta e verdura, le sensazioni che ci trasmettono e i benefici e le sostanze nutritive che possono apportare al nostro organismo, ci aiuta a conoscerci meglio e a preservare la nostra salute.

FRUTTA E VERDURA GIALLE
Le scegliamo quando siamo stanchi e demoralizzati perché ci trasmettono energia, allegria, senso di benessere, estroversione e lucidità cosciente.
Agevolano la produzione di succhi gastrici e riducono i gonfiori addominali.
Sono ricche di vitamine e betacarotene.
Hanno proprietà terapeutiche su: sistema immunitario ◇ salute del cuore ◇ colesterolo basso ◇ migliorano la vista ◇ salute di pelle, ossa e denti ◇ raffreddori e influenza.

FRUTTA E VERDURA ARANCIO
Prediligiamo cibi arancioni quando abbiamo voglia di socializzare, quando abbiamo bisogno di compagnia, quando cerchiamo una vena creativa, quando siamo stanchi o demotivati.
Favoriscono l’assimilazione del cibo.
Sono ricche di vitamine e betacarotene.
Hanno proprietà terapeutiche su: sistema immunitario ◇ salute del cuore ◇ colesterolo basso ◇ migliorano la vista ◇ salute di pelle, ossa e denti ◇ raffreddori e influenza.

FRUTTA E VERDURA ROSSE
Siamo solleticati dai cibi rossi quando ci sentiamo annoiati e abbiamo necessità di movimento e di stimoli.
Stimolano il nostro appetito.
Sono ricche di licopene.
Hanno proprietà terapeutiche su: salute del cuore ◇ protezione per la pelle ◇ rinnovamento cellulare ◇ abbassamento pressione sanguigna.

FRUTTA E VERDURA BIANCHE
Le ricerchiamo quando abbiamo bisogno di novità.
In un piatto mettono in risalto i cibi di altri colori.
Sono ricche di potassio.
Hanno proprietà terapeutiche su: sistema immunitario ◇ colesterolo basso ◇ salute del cuore ◇ contro le ulcere.

FRUTTA E VERDURA BLU
Preferiamo i cibi blu quando per fare qualcosa dobbiamo analizzare anche il nostro passato, quando siamo malinconici perché infondono tranquillità.
Hanno una funzione calmante sulla maggior parte delle persone, i cibi di questi colore sono considerati i migliori antidoti alla fame nervosa.
Sono fonte di acido folico ◇ antiocianine ◇ carotenoidi.
Hanno proprietà terapeutiche su: salute del cuore ◇ fragilità capillare ◇ aiuto per la memoria ◇ aiuto sistema urinario ◇ prevengono i segni dell’età ◇ morbo di Alzheimer.

FRUTTA E VERDURA VIOLA
Le assumiamo quando sentiamo che il nostro cervello e il sistema nervoso hanno bisogno di nutrimento o quando stiamo elaborando nuovi progetti, quando cerchiamo l’idea giusta.
Hanno una funzione calmante, i cibi di questi colore calmano l’appetito.
Sono fonte di acido folico ◇ antiocianine ◇ carotenoidi.
Hanno proprietà terapeutiche su: salute del cuore ◇ fragilità capillare ◇ aiuto per la memoria ◇ aiuto sistema urinario ◇ prevengono i segni dell’età ◇ morbo di Alzheimer.

FRUTTA E VERDURA VERDE
Ne sentiamo la necessità quando siamo stressati ed abbiamo bisogno di ricaricarci.
Chi mangia troppo velocemente dovrebbe consumare molti cibi verdi. Il verde, infatti, riporta alla stabilità ed è un colore antivoracità.
Sono ricche di clorofilla, benefica fonte di energie, vitamine e sali minerali.
Hanno proprietà terapeutiche su: sistema immunitario ◇ salute delle ossa ◇ migliorano la vista ◇ aiutano la digestione.

Fonti:

Dipartimento di Scienze Nervose e del Comportamento, Università di Pavia
Colors: The secret influence, Autori: Kenneth R. Fehrman, Cherie Fehrman
Ristorazione Italiana Magazine

Arriva un ospite e improvviso e … non ho niente per cena!


Vi confesso che, tendenzialmente, non amo troppo i cambiamenti di programma repentini e improvvisi. Solo in cucina non ho problemi: chiunque passi da me, da noi, può fermarsi a pranzo o a cena e io sono solo felice

E sapete perché?

Ho sempre in frigorifero e in dispensa una scorta di alimenti, che potrei definire passepartout, dei veri aiuti in cucina per rendere appetitoso il più semplice dei piatti e per riutilizzare gli avanzi in modo efficace e gustoso.

Allora, via con un piccolo elenco di prodotti che hanno anche il pregio di essere a lunga scadenza, ovvero di non contribuire ulteriormente a un consumo frettoloso per non lasciarli deperire.

 

Cosa avere sempre in frigorifero:

  • Parmigiano Reggiano (il mio preferito) o Grana Padano, comunque buono
  • Uova
  • Yogurt
  • Vino bianco e rosso, fermi
  • Acciughe sotto sale o sott’olio
  • Capperi
  • Aglio, cipolle, scalogno

 

Cosa avere sempre in freezer

  • Sedano, carota e cipolla, interi per un brodo vegetale veloce, e tritati per un soffritto
  • Prezzemolo, perché mantiene, anche congelato, il suo profumo originale
  • Alloro secco (più profumato che fresco)
  • Altre erbe come basilico, maggiorana, rosmarino, salvia, purchè congelate senza essere lavate
  • Ma se avete un balcone, le erbe aromatiche possono essere sempre disponibili senza bisogno di congelarle.
  • Verdura a scelta già lavata e tagliata a pezzi, per improvvisare una crema di verdura, una torta salata, un sugo vegetale, un contorno (carote, zucchine, spinaci, bietole, peperoni, cavolfiore, zucca, finocchi – secondo stagione)
  • Pasta per torte salate (e se proprio non riuscite a prepararla, una confezione pronta)

 

Cosa avere sempre in dispensa

  • Pasta e riso
  • Olio evo di qualità
  • Passata di pomodoro o equivalente in pelati ecc.
  • Farina 0
  • Noci, nocciole, mandorle, pinoli
  • Spezie a piacere (cannella, chiodi di garofano, noce moscata, curry, curcuma)

 

Volete qualche esempio?

Spaghetti al pomodoro profumati con un po’ di basilico e dove, nella salsa, avrete sciolto un filetto di acciuga: un piatto che piace a tutti

Pasta o riso con rondelle di carote e/o zucchine saltate nell’olio e arricchite con mandorle o nocciole tritate: rappresentano un primo facilissimo e originale

 

Secondi piatti: con gli ingredienti suggeriti e, perché no, qualche avanzo di formaggio o prosciutto, in meno di un’ora potete preparare una torta salata. Se l’impasto vi sembra un po’ insipido, aggiungete un paio di filetti di acciuga, o un trito profumato di erbe

 

Contorni: una semplice verdura saltata in padella con uno spicchio d’aglio, e il contorno è pronto

 

Volete altre idee? Cercate nel blog Primononsprecare, indicando nella casella “cerca”, a sinistra della pagina, l’ingrediente che vi interessa, e non mancheranno i suggerimenti

ospiti improvvisi? cominciamo da una festosa tavola apparecchiata

Immagine dal web

 

 

 

Le stagioni dei pesci


Seguendo blog di cucina, letture e incontri, è frequente, se non ormai regolare, ascoltare vivissime raccomandazioni sulla scelta di frutta e verdura locale e di stagione: è migliore dal punto di vista nutrizionale, è più buona, costa meno.

C’è un altro prodotto che segue la stagionalità, del quale però si parla molto meno: il pesce.

Spesso lo si acquista badando solo alla freschezza, mentre anche per il pesce valgono le stesse, identiche riflessioni per frutta e verdura.

Un pesce pescato ha fatto una vita molto più dinamica di un pesce allevato, le sue carni sono più sode e gustose.

Un pesce “di stagione” è al massimo della sua qualità, e costa meno

Un pesce dei nostri mari è indiscutibilmente più fresco. La freschezza del pesce è riconosciuta per molte ore dopo la pesca, ma la differenza è enorme se il tempo che passa dalla pesca alla tavola è di poche ore o di un paio di decine e più.

Sperando di fare, come si dice, cosa gradita, ho preparato questa bella tabellina da consultare, per acquistare, sempre in libertà, ma consapevolmente.

Ricordate che il numero che identifica un pesce pescato nel Mediterraneo è il 37, ma il Mediterraneo va dalla Grecia alla Spagna, dall’Italia al Nord Africa.

Io voglio sapere cosa mangio e chiedo sempre indicazioni più precise sulla effettiva zona di pesca.

Ricordate infine che gamberi e scampi sono spesso di provenienza estera, perché la produzione italiana è molto ridotta e viene quasi tutta consumata sul posto. Cozze e vongole, di allevamento, in estate sono abbondanti nei nostri mari e saporitissime. Durante i mesi freddi sono spesso d’importazione, buone ma meno pregiate delle nostre.

E via!

Autunno

alalunga (alalonga), argentina, alice (acciuga),  busbana (cappellano, merluzzetto giallo), calamaro, calamaretto, cannocchia (pannocchia, cicala di mare, balestrin, astrea), cefalo (muggine), fragolino (pagello fragolino), gallinella (cappone di mare, triglia lucerna, mazzola, mazzolina), gattuccio (gattodde), lampuga (corifena cavallina), lanzardo, leccia, mazzancolla (gambero imperiale), mazzoline, menola (Spicara maena), moscardini, mormora (marmora), nasello, occhiata (oblada), ombrina, pagello bastardo (manfrone o mafrone), passera (lingua di cane), potassolo, rombo, rombo chiodato, sarago sparaglione, sardine (sarde, sardelle), seppia, sgombro (scombro, lacerto, maccarello), sgombro cavalla, sogliola, spigola (branzino, ragno, pesce lupo), spinarolo (spinarola, cagnolo), tonno alletterato, triglia (triglia di scoglio, triglia di fango), zerro (spicara), zanchetta

 

Inverno

alice (acciuga), argentina, busbana (cappellano, merluzzetto giallo), calamaro, calamaretti, cannocchia (pannocchia, cicala di mare, balestrin, astrea), cefalo (mùggine), lampuga (corifena cavallina), mazzoline, menola (spicara maena), mormora (marmora), nasello, occhiata, pagello (fragolino), palamita (palamito), pescatrice (rana pescatrice, coda di rospo), pesce San Pietro, polpo (piovra), potassolo, ricciola, rombo, rombo chiodato, sarago (sparlotto), sarago sparaglione, sardina (sarda, sardella), scorfano, seppia, sgombro (scombro, lacerto, maccarello), tonno alletterato, totano, triglia (triglia di scoglio, triglia di fango), vongola verace, zanchetta, zerro (spicara)

 

Primavera

alici (acciughe), busbana (cappellano, merluzzetto giallo), cannocchia (pannocchia, cicala di mare, balestrin, astrea), cefalo (mùggine), cepola, dentice, gallinella (capone, coccio, gavotta, trigla lucerna), gamberetti rosa, granchio, lanzardo, leccia, mormora (marmora), nasello, occhiata, pagello (fragolino), palamita (palamito), pesce rospo, pesce San Pietro, razza, rombo, sarago (sparlotto), sardine (sarde, sardelle), scampo, scorfano (scorfano rosso o nero o di fondale), seppia, sgombro (scombro, lacerto, maccarello), sgombro cavalla, spigola (branzino, ragno, pesce lupo), sugarello (sgombro bastardo, suro, sauru), tonno alalunga, totano, zerro (spicara)

 

Estate

 alici (acciughe), aguglia, barracuda, calamaro, cefalo (mùggine), cepola, cicerello, dentice, fragolino (pagello fragolino), gallinella (cappone di mare, triglia lucerna, mazzola), gamberetti rosa, granchio, lanzardo, mazzancolla (gambero imperiale), mormora (marmora), mostelle (musdee), nasello, occhiata, orata, palamita (palamito), passera (lingua di cane), pesce castagna, pesce rospo, pesce sciabola (pesce bandiera, pesce spatola), razza, ricciola, sarago (sparlotto), sarago sparaglione, sardina (sarda, sardella), scampo, seppia, sgombro cavalla, spigola (branzino, ragno, pesce lupo), sogliola, spinarolo (spinarola, cagnolo), sugarello (sgombro bastardo, suro, sauru), tonno alalunga, totanozerro (spicara)

 

L’allevamento dei maiali per il Prosciutto di Parma


Questo post è vietato a vegani e vegetariani!

Non continuate a leggere, passate ad altro, fatevi una bella insalata

 

Vado in campagna in provincia di Modena, zona di produzione del Parmigiano Reggiano e del Prosciutto di Parma.

Sono abbastanza informata sul processo di raccolta latte per il Parmigiano, in quanto alcuni miei parenti allevano un considerevole numero di mucche e fanno parte del Consorzio.

Mi mancava la parte dell’allevamento dei maiali, finchè non ho conosciuto Tania, una bellissima ragazza poco più che trentenne, mamma di Nicholas, che ha lasciato il lavoro di ufficio per occuparsi di una porcilaia.

Tania, ogni giorno, da sola, nutre e tiene puliti circa 200 maiali.

Tania accarezza i suoi porcellini

Ovviamente una valida mano arriva dalla tecnologia.

I maiali allevati per la produzione del prosciutto crudo non diventano tutti, d’ufficio, Prosciutto di Parma: per questa eccellenza l’animale deve avere delle caratteristiche fisiche ben precise e non superare i 178 chili di peso. Gli altri, ahimè, non moriranno di vecchiaia, ma diventeranno prosciutto (e molto altro ancora) un po’ meno pregiato.

I maiali che ho incontrato, che possono contare su uno spazio esterno cintato dove razzolare quando il tempo lo consente, al momento del pasto sono distribuiti in box abbastanza spaziosi. Io sono entrata in quel frangente (il pasto è fornito tramite una conduttura idraulica che riempie tutte le mangiatoie), momento evidentemente atteso perché la vista di Tania è stata accolta con entusiasmo e versi rumorosi. Tania mi ha raccontato che, di tutti, solo uno manifesta di aspettarla e di apprezzare le coccole che lei distribuisce in giro, con carezze sulla testa e sui musi. Appena arriva il pasto (un brodo semiliquido preparato e corretto dal veterinario una volta alla settimana per fornire un buon equilibrio di nutrienti e, al bisogno, i farmaci), gli animali si allineano ordinatamente con il muso nella mangiatoia e si saziano.

Un paio di maiali apparivano disinteressati al cibo, segno di qualche malessere. Sono animali piuttosto delicati e si raffreddano facilmente. In questi casi Tania approfitta del momento in cui tutti sono occupati a mangiare per entrare nei box e fornire la medicina necessaria, di solito tramite iniezione. E’ un intervento da svolgere con una certa velocità e attenzione, perché trovarsi circondati da porcellini di quasi 200 chili che, magari, vogliono solo dimostrarti il loro affetto, può non essere piacevole, se non addirittura pericoloso.

Contrariamente a quanto si crede, i maiali sono animali molto puliti, ma soffrono il caldo e trovano sollievo rigirandosi nelle pozze d’acqua. Se ne trovano di pulita si rinfrescano volentieri così, ma più spesso il liquido più vicino e comodo è il loro liquame.

Non hanno la coda a ricciolo, la coda viene tagliata alla nascita, in quanto la confondono per un oggetto da succhiare e possono così ferirsi in maniera molto seria, se non mortale.

Non vivono a lungo, ma sono accuditi e seguiti con molta cura e, direi, affetto.

Hanno un solo problema, purtroppo per loro: sono squisiti e assai redditizi.

Ma se pensavate ai tre porcellini di Walt Disney, ecco, quelli veri sono un’altra cosa.

Un mese dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova


Ieri, 14 settembre, la città di Genova si è fermata per ricordare e commemorare le vittime del crollo del Ponte Morandi

 

 

Oltre alle 43 vite perse, ci sono altrettante famiglie distrutte dal dolore.

Ci sono le decine di famiglie che, uscite di casa solo con quelle che avevano addosso, stanno aspettando di poter rientrare in sicurezza, anche per poco tempo, e recuperare quegli oggetti che sono testimonianze della loro vita.

Ieri, alle 11:36, tutti i genovesi, in città e non, hanno osservato un minuto di silenzio

Durante quel minuto, le sirene di tutte le navi del porto hanno cantato ….

 

 

Il Gusto di non Sprecare: Ci vuole metodo (soprattutto per il cibo)


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Con chiunque io parli di spreco di cibo, la risposta è sempre una e una sola: ah, io non spreco niente!

Fatto sta in che in Italia, mediamente, ogni anno ognuno di noi butta via 36 chili di cibo (fonte: Progetto Reduce Ministero dell’Agricoltura e Università di Bologna).

Che ne direste, allora, di ripassare un po’ il metodo per non sprecare?

Un po’ di organizzazione è indispensabile, e l’idea mi arriva da Sasha Carnevali che qui racconta come organizza il suo frigorifero

Cominciamo.

• Cominciamo riordinando, appunto, frigorifero e dispensa, e facciamolo spesso: sarà così facile identificare subito prodotti vicino alla scadenza, piccoli avanzi in fondo a vasetti e scatole da far      fuori al più preso, quantità insufficienti di alimenti che, se non usati subito, andrebbero buttati.

• Prima di andare a fare la spesa, stiliamo un menu (settimanale o come ci è più comodo) che, oltre a mantenere un buon equilibrio tra i nutrienti (proteine, carboidrati, cereali, vegetali), inserisca gli avanzi di cui sopra, da usare al più presto

• Al supermercato, cominciamo a scegliere i prodotti freschi poi, man mano, quelli conservati ma indispensabili (olio, sale, caffè), e lasciamo per ultimi i prodotti che acquistiamo per pura golosità. Sarà più facile valutare se sono proprio indispensabili!

• Controlliamo SEMPRE la provenienza degli alimenti e diamo la preferenza, per i freschi, ai prodotti locali e di stagione

 

• Approfittiamo delle offerte speciali, ma solo per prodotti che conosciamo e di cui siamo certi faremo un uso sicuro


Vedete? Sono suggerimenti davvero semplici, ma basta modificare di poco le proprie abitudini per avere grandi risultati

E se avete altri suggerimenti, condivideteli!

 

Blogger Recognition Award


Con imperdonabile ritardo (circa un mese e mezzo!) voglio ringraziare Giovanna di Sarde e Finocchietto per avermi ritenuta degna di questo premio.

Giovanna è una bella e dolcissima signora con la quale, sono certa, andrei molto d’accordo se non ci dividessero circa mille chilometri di distanza.

Le sue ricette, semplici da affrontare quindi molto simpatiche, rivelano una grande cura e attenzione nella preparazione, e quindi un grande amore per i destinatari dei suoi piatti. Chi ancora non la conosce può visitare la sua pagina e sentirà subito il profumo della Sicilia.

 

Il Blogger Recognition Award è una nomination che i blogger  fanno ad altri colleghi per il lavoro e l’impegno profuso nel portare avanti il loro blog.

C’è qualche regola, ovvero:

Ringraziare il blog che vi ha nominati – fatto!

Raccontare la nascita del vostro blog – io volevo solo farmi un ricettario personale, e farlo in rete mi sembrava l’opzione più comoda. Poi ho capito che poteva essere molto di più, e molto interessante e divertente

Nominare 15 blogger ed avvisarli. – qui sono un po’ in difficoltà, perchè sono tante le persone a cui vorrei dedicarlo. Lo dedico quindi a tutti i miei amici (Giovanna inclusa), e chi vorrà potrà riprenderlo e raccontare come tutto è cominciato

Il Gusto di non Sprecare e le eccellenze italiane – L’Aceto Balsamico di Modena


Sono certa che lo conoscete tutti. Sono altrettanto certa che, salvo forse qualche rara eccezione, in realtà pochi lo conoscono davvero.

Per fugare ogni dubbio, sono andata a visitare un’acetaia in provincia di Modena, e mi sono fatta spiegare tutto.

Dall’inizio.

Quando è nato il Balsamico di Modena? Non si sa, la ricetta originale affonda nella notte dei tempi, e probabilmente, come in pratica sempre succede, è nato per caso.

Si sa che gli Estensi, arrivati a Modena già alla fine del 1200, quando si recavano in visita presso altre famiglie nobili e case regnanti, anziché regalare cavalli di pregio o oggetti di alto artigianato, portavano in dono il Balsamico di Modena, molto apprezzato.

Chi, oggi, vuole preparare il Balsamico di Modena, deve averne già un po’! E’ infatti la flora acetica nativa (e non la “madre” che si trova invece nell’aceto di vino) che lo anima, unita a sapiente competenza, che lo perfeziona.

Si parte, quindi, da un pochino di Balsamico che viene aggiunto al mosto d’uva cotto e concentrato.

Il tutto si versa in un bariletto di legno pregiato, meglio detto vasello, piuttosto capiente e provvisto di un’apertura sulla parte alta, si mette il bariletto in solaio, e si aspetta.

Il succo lentamente comincia a trasformarsi, aiutato dalla locazione nel solaio, freddo d’inverno e caldo in estate, e a evaporare attraverso l’apertura del bariletto.

Dopo un anno, non prima e semmai dopo, si preleva una parte del prodotto e lo si trasferisce in un vasello leggermente più piccolo, alle volte di legno diverso, per continuare la concentrazione e l’affinamento.

Il primo vasello si riempirà di altro mosto, per assicurare la produzione.

Inizia così un percorso regolare di attesa che dura decenni e può durare secoli, con trasferimento del liquido in vaselli sempre più piccoli, fino a un massimo di cinque o sei: l’insieme forma una batteria.

Batteria di vaselli in legni diversi

Batterie di vaselli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sarà il prodotto prelevato, alla fine, dalla botte più piccola, quindi una quantità molto limitata, a meritare di essere esaminato dal Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena.

Solo l’approvazione da parte del Consorzio permetterà all’aceto di fregiarsi del titolo di Balsamico di Modena DOP (se avrà un’età di almeno 25 anni) oppure IGP (se l’età sarà compresa tra i 12 e i 25 anni.

Il disciplinare per l’approvazione del Balsamico è giustamente molto severo e restrittivo, a partire dalla qualità dell’uva che deve essere Trebbiano locale.

In realtà l’età del Balsamico non è così definita. Proprio a causa delle limitate quantità, in genere viene proposto un prodotto composto da aceti di età diverse, ma è proprio questo mix a renderlo eccezionale.

Bottiglie di aceti di Modena, il Balsamico è il primo a sinistra

Il Balsamico approvato dal Consorzio viene imbottigliato in apposite e riconoscibili bottiglie disegnate da Giorgetto Giugiaro e chiuse con un tappo dorato.

Questa confezione è l’unica che garantisce l’originalità e il pregio del Balsamico di Modena, e giustifica il prezzo così elevato.

Sarà poi l’artigiano dell’acetaia stessa a suggerire soluzioni più diluite, quindi più economiche, da abbinare a piatti diversi, e a offrire una degustazione che permette di apprezzare la piena qualità di questo prodotto di eccellenza.

Spero davvero di avervi incuriosito e correttamente informato, e raccomando una gita alla scoperta di questa prelibatezza, perchè anche l’acquisto consapevole è non sprecare.

Il prossimo 30 settembre le acetaie saranno aperte al pubblico, con show cooking e cocktails. E intanto che siete lì potrete fare scorta di Parmigiano, prosciutto di Parma, salame di Felino, tortellini  ….

 

Panorama dall’acetaia