Cosa c’entra il Coronavirus con Primo non sprecare?


coronaviris. cina

Come sono arrivata a parlare di Coronavirus?

Tra i miei contatti bloggers c’è Kally, malese di Singapore, che oggi vive e lavora a Kuala Lumpur. Il blog di Kally, MiddleMe, è una fonte inesauribile di consigli per chi lavora OGGI, ovvero lavora in condizioni di precarietà, coprendo molte più ore di quante riconosciute, talvolta in condizioni difficili (eh sì, tutto il mondo è paese …)

Kally è coinvolta nella quotidianità del Coronavirus, in Estremo Oriente, dove le mascherine sul viso sono diventate una normalità, e prima di tutto rende omaggio a tutte quelle persone che, volenti o nolenti, rischiano il contagio per il lavoro che fanno: piloti di aereo, assistenti di volo, assistenti alla clientela in stazioni e aeroporti.

Firefighters are heroes. They run into a burning building when everyone else is running away from it. This goes the same with doctors and nurses. When everyone is shunning the sick and diseased, they are the ones who care.

Quindi racconta cosa è cambiato, che precauzioni hanno preso i grandi brand internazionali che hanno uffici e sedi in Cina.

Amazon, Apple, Facebook, Google, Microsoft: tutti hanno sospeso i viaggi di affari da e per la Cina, e hanno invitato i propri dipendenti a lavorare da casa per almeno 15 giorni

Airbnb: offre la cancellazione gratuita delle prenotazioni alle persone che dovessero ammalarsi al momento del soggiorno

KFC, Pizza Hut, Starbucks, McDonald’s, GAP, Hennes & Mauritz (H&M), IKEA: hanno chiuso i loro punti vendita fino a data da destinarsi

Bayer ha promesso di donare 1,5 milioni di euro per curare i malati di Coronavirus

Shiseido, Nissan, Toyota: hanno offerto ai loro dipendenti di rientrare in Giappone e lavorare da casa

Delta Airlines ha offerto voli gratis all’interno della Cina, fino alla fine dello scorso gennaio

Walmart in Usa ha detto che continuerà a proporre prodotti cinesi, ma rafforzando i controlli.

In chiusura, Kally raccomanda di non trascurare le norme igieniche, fondamentali per contenere il contagio, e chiude così:

W ash your hands
U se mask
H ave your temperature checked regularly
A void large crowd
N ever touch your face with unclean hands

 

9 pensieri su “Cosa c’entra il Coronavirus con Primo non sprecare?”

  1. Lo sai che un sacco di volte questa blogger mi ha messo dei like e non sono mai andata a vedere chi è che ingrata che sono faccio un saltello se non dovessi riuscire a scriverle bene in inglese ( Ugo fantozzi che è in me ) spiegale che il blog non è proprio il mio forte

    Piace a 1 persona

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