Anche La Cucina Italiana insegna a Non Sprecare


Devo ringraziare Ilaria che mi ha allertata su questo servizio proposto da La Cucina Italiana, il prestigiosi mensile di cucina, dove nel numero di gennaio si invita a non sprecare, a riciclare, a diversificare i rifiuti riciclabili, e tutto quanto possibile per far durare più a lungo possibile le risorse del pianeta.

Vi lascio la scansione della prima pagina e di una ricetta che, confesso, non ho ancora provato, ma che offre la dimensione di quanto il problema del non spreco sia sempre più attuale e sempre più importante.

Buona lettura. Paola

la cucina italiana non sprecare
la cucina italiana gennaio 2019
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la cucina italiana ricetta

 

Pubblicato da

Paola Bortolani

Un altro blog di cucina?! Sì, ma non come tutti gli altri, perchè qui l'ingrediente principale è l'avanzo, lo scarto, l'esubero. Ricette e consigli, tanti consigli, per contenere al massimo lo spreco del cibo e per recuperare quello che avanza con originalità ed eleganza

32 pensieri su “Anche La Cucina Italiana insegna a Non Sprecare”

      1. Bisognerebbe ripristinare il vocabolo “rispetto” e “rispettare”… non solo nei riguardi del prossimo, ma anche nei riguardi degli altrui oggetti e del pianeta che ci ospita.
        Un grande saluto.
        Quarc

        P.S.: Sono di nuovo in Ticino.

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  1. Il nostro paesello pare abbia raggiunto l’82% di raccolta differenziata porta a porta, con un servizio di raccolta efficiente e non troppo fastidioso. Nonostante ciò le tariffe sono in aumento anche quest’anno.

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    1. Per quanto riguarda il riutilizzo dei cibi, gli avanzi sono sempre riutilizzati per altre ricette, specialmente ora che sono sola: acquisto solo ciò che so di poter consumare, e sto attenta che i cibi non scadano. Ho sentito qualcuno in un programma tv che pontificava sul fatto che riutilizzare gli avanzi fosse dannoso alla salute e io mi sono detta che dipende da come sono utilizzati gli avanzi e inoltre trovo anche che il riutilizzo degli avanzi sia, di sicuro, utile al portafoglio, oltre che all’ambiente.
      Buon fine settimana.

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      1. C’è anche da considerare come si è stati educati. La mia generazione è stata abituata a non sprecare nulla perché, nell’immediato dopoguerra, c’era talmente poco almeno per la maggioranza di noi, che tutto era prezioso.
        I nostri figli, i nostri nipoti, hanno avuto tutto, troppo forse, ed è normale che diano tutto per scontato. In tempo di crisi, quando è utile risparmiare e ridurre i costi, molti non sanno farlo, non ne sono stati abituati. Al risparmio, alla rinuncia, a dare priorità alle necessità, lo si apprende da piccoli. Difficile abituarsi da grandi.

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      2. Certo, si ripete quello che si impara. Negli anni ’80 c’è stato un progetto preciso per portarci a consumare di più, e quindi a buttare. Così facendo, ci sono benefici da un lato, ma poi le risorse finiscono

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      1. Nei paesi è facile fare la raccolta porta porta e i cittadini si abituano a riciclare bene se il servizio di raccolta funziona bene. Nelle città è un po’ più difficile fare un servizio che sia ottimale e poco fastidioso.

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      2. vado in campagna in Emilia e ho notato anche lì che non ci sono cestini e che esiste la raccolta di legna e scarti dei giardini. Come dici tu, posti piccoli di più semplice gestione. Milano in generale funziona, ma c’è ancora una quantità altissima di persone che buttano in terra qualunque cosa: carta di caramelle, pacchetti di sigarette, foglietti, di tutto. Ma come si fa a essere così zozzi?

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      3. Io ho un grande giardino e ci sono due strade adiacenti alla recinzione, a sud e a ovest. Ci sono dei gentili passanti che buttano dentro bottiglie di plastica, fazzoletti sporchi, carte di caramelle e merendine, lattine…non solo da me, ma anche in altri giardini della mia zona. Ci sono anche gentili proprietari di cani che fanno fare i loro bisognini ai loro protetti contro le nostre recinzioni; pensa che ho visto dei sacchetti contenenti questi piccoli doni appoggiati sui gradini dei cancelli o sui muretti di recinzione. Mi capitasse di vedere uno che si comporta così lo fotograferei col cellulare e poi lo denuncerei.

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