Frittata con le foglie verdi dei porri (la parte che tutti i ricettari dicono di scartare …)


Frittata farcita con la parte verde dei porri, quella che spesso si scarta

Frittata con il verde dei porri

Da bambina, nella mia famiglia vigevano i principi più ovvi del risparmio. Non solo non si buttava nulla di commestibile, per carità, ma “ai miei tempi” si recuperava davvero tutto: dalla carta per avvolgere la frutta e la verdura, a quella del pane (ottima per assorbire l’olio dei fritti), alle bottiglie di vetro, che venivano restituite per essere riempite di nuovo.

Poi sono arrivati gli anni ’80, e in men che non si dica chi non ostentava una grande scioltezza nel largheggiare, buttare, sprecare, era guardato quasi con disprezzo.

A me sembra che il risparmio e il riciclo siano invece segni di sensibilità e attenzione verso me stessa e verso tutti. Ogni cosa che consumiamo racchiude in sé energia per produrla, lavoro di chi l’ha accudita, nutrimento, e se viene gettata, produce un rifiuto da trattare e smaltire.

Ecco allora la frittata fatta con le foglie verdi del porro, quella parte che spesso si butta via.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di ricette con i porri nel gruppo Facebook La cucina di casa nostra

Ingredienti:

  • 2 porri, solo la parte verde
  • 5 uova
  • 100 grammi di ricotta
  • 4 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato
  • 2 “giri” di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione e cottura: 1 ora

Porzioni: 5 – 6

Difficoltà: bassa

Costo: basso

Conservazione: 3 giorni in frigorifero – non consiglio di congelare

Il Gusto di non Sprecare: si utilizza e si rende protagonista una parte del porro che spesso viene buttata via

Antipasto, secondo piatto

Ricetta vegetariana 

Spero sia inutile precisare che la parte bianca dei porri l’avevo usata in precedenza per un’altra preparazione. Le foglie verdi, che sono abbastanza legnose, dopo un attento lavaggio, devono subire un passaggio di alcuni giorni nel freezer: il congelamento ammorbidisce le fibre e le rende commestibili e, soprattutto, digeribili.

Ho recuperato le foglie congelate e le ho tagliate a striscioline, lavoro assai semplice perché si sono ammorbidite subito. Le ho messe in un tegame con l’olio e le ho fatte appassire ancora un po’. A questo punto avrei potuto fare una frittata classica, sul fornello, aggiungendo solo le uova. Io preferisco la cottura nel forno, quindi ho aggiunto, oltre alle uova, ricotta e parmigiano, ho regolato di sale, e ho passato nel forno a 200° per circa 20 minuti.

E appetitosa come la frittata di cipolle, e come la frittata di cipolle è ottima calda, tiepida e fredda.

D’ora in poi del porro butteremo solo le barbe!

Porro - la parte da recuperare e non buttare

Porro – la parte da recuperare e non buttare

 

Polpettone al forno di pane e verdure miste


Ricetta antispreco: polpettone di pane avanzato con verdure in esubero, olive e pistacchi

Polpettone di pane, verdure, olive e pistacchi

Ci sono molti modi di recuperare il pane raffermo avanzato.

Oggi vi suggerisco questo polpettone di verdura, perché l’ho trovato molto buono e perché l’ho proposto durante un buffet con ospiti, dove è stato molto apprezzato (e nessuno ha capito che si trattava di una ricetta di recupero!).

Gli ingredienti:

  • 400 grammi di pane avanzato, anche di diverse qualità
  • 1 bicchiere grande di latte
  • 2 uova
  • 3 cucchiai di Parmigiano reggiano grattugiato
  • Sale, pepe
  • 1 melanzana piccola
  • 3 zucchine
  • altra verdura in esubero (1 peperone, pomodori, cipolline)
  • 1 manciata di olive nere denocciolate
  • 1 piccola manciata di pistacchi
  • qualche foglia di basilico
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 1 stampo da plum cake

 

  • Tempo di preparazione: 20 minuti
  • Tempo di cottura: 10 minuti per le verdure + 40 minuti per il polpettone
  • Porzioni: 6
  • Difficoltà: bassa
  • Costo: basso
  • Conservazione: 3 giorni in frigorifero – non consiglio di congelarlo
  • Il Gusto di non Sprecare: si recupera il pane avanzato e le verdure scompagnate o meno fresche
  • Antipasto, piatto di mezzo, secondo piatto
  • Ricetta vegetariana 

Metto in ammollo il pane con il latte, girandolo ogni tanto perché si ammorbidisca bene

Pulisco, lavo e taglio a tocchetti tutta la verdura

Scaldo in padella l’olio, aggiungo le verdure, mescolo bene. Metto qualche pizzico di sale, copro con un coperchio e lascio cuocere. Le verdure devono risultare cotte, ma bene al dente

Intanto riprendo il pane, lo strizzo un po’ dall’eccesso di latte e lo schiaccio bene con una forchetta, per ridurlo in crema.

Accendo il forno statico a 180 gradi

Aggiungo le uova, il Parmigiano, mescolo molto bene, infine verso le verdure cotte e non troppo calde, le olive e i pistacchi. Spezzetto qualche foglia di basilico

Mescolo bene per amalgamare il composto, e regolo di sale e di pepe.

Verso il tutto nello stampo da plum cake e passo in forno per circa 30 minuti: controllo con lo stecchino che sia ben cotto all’interno

 

Si può servire così, semplicemente fatto raffreddare e tagliato a fette

Io, dopo averlo affettato, l’ho trasferito in un tegame e l’ho fatto gratinare nel forno alcuni minuti, per renderlo croccante

 

Strategie e variazioni: se proposto come secondo piatto, si può servire con un fresco contorno di insalata e pomodorini, oppure si può preparare una maggiore quantità di verdura saltata in padella, e completarlo così.

 

Un cesto di pane ne La lattaia di Johannes Vermeer

Il Lievito Madre – come si fa, come si rinfresca e come si conserva


Lievito madre, licoli, pasta madre

Lievito madre

Vi ricordate il Tamagotchi, quel giochino elettronico in voga negli anni ’90, dove un personaggio virtuale doveva essere nutrito, pulito e accudito a scadenza, sennò, ahimè, moriva?

Così è il lievito madre, un impasto visibilmente vivace che, se ne accetterete la convivenza, vi guarderà dal vostro frigo ogni volta che l’aprirete, sempre con un’aria leggermente diversa. Perché il lievito madre è vivo, va accudito e nutrito con regolarità, sennò si richiuderà su se stesso e non farà più l’unica cosa che sa fare (ma la sa fare molto bene): lievitare.

Io lo uso da anni e ormai non ne potrei più fare a meno: pane, pizza, focaccia, tutto risulta più buono e più digeribile

Dove si trova il lievito madre? In giro, passando la voce, perché chi lo adopera non ha problemi a regalarne un po’. Se però volete provare, coraggiosamente, a farvelo da soli, seguite queste indicazioni

Come si conserva il lievito madre?

Il suo posto è in un vasetto di vetro ben chiuso, in frigorifero.

La versione solida, che si presenta come un impasto sodo e morbido, deve essere “rinfrescata” ogni quattro o cinque giorni con metà quantità di acqua e uguale quantità di farina. Non è chiaro? Allora, si pesa il panetto di lievito (poniamo, 50 grammi), si diluisce con metà quantità di acqua (25 grammi) e si reimpasta con 50 grammi di farina. Ogni tanto è bene aggiungere un cucchiaino di miele. Il lievito così preparato ha bisogno di un paio d’ore di riposo, poi è pronto per essere usato nell’impasto che vogliamo preparare.

Oggi io mi trovo molto bene con il licoli  (lievito coltura liquida) che ho preparato da sola, tempo fa, semplicemente aumentando in modo graduale (10 grammi alla volta) la quantità di acqua fino a portarla allo stesso  peso di quella solida (per esempio: 50 grammi di lievito rinfrescato con 50 grammi di acqua e 50 grammi di farina).

Il vantaggio del licoli è che resiste più a lungo e richiede quindi rinfreschi meno frequenti, anche ogni 15 o 20 giorni.

Come mi comporto quando voglio impastare?

Decido la quantità di farina che mi serve per la mia ricetta, e calcolo che il lievito deve essere circa il 20 – 25% del peso totale. Quindi, per 500 grammi di farina, ci vogliono 100 grammi abbondanti di lievito, quantità da calcolarsi già rinfrescata.

Preparo l’impasto aggiungendo, oltre alla farina, tutto quello che desidero per rendere più ricco e interessante il mio piatto, quindi lo pongo a lievitare nel frigorifero per almeno 12 ore, anche più se possibile.

Trascorso questo tempo (di solito, siamo al giorno dopo), riprendo l’impasto dal frigo, lo lavoro un pochino e lo lascio scaldare e lievitare ancora per qualche ora.

In buona sostanza, se volete cuocere il pane oggi, dovete mettervi a impastare il giorno prima almeno a mezzogiorno!

I tempi sono quelli, ma ci si abitua facilmente.

Al momento di cuocere, date al vostro impasto la forma che preferite e trasferite tutto nel forno bello caldo. La prova stecchino vi dirà quando è cotto.

Un piccolo consiglio: il lievito madre è un signore all’antica davvero poco tecnologico, non ha bisogno di millimetrica precisione. Le prime volte che fate gli impasti, cercate di memorizzare a vista le quantità di farina e acqua utilizzate: vedrete che dopo un po’ la bilancia non vi servirà più.

Tamagotchi, gioco elettronico degli anni '90

Tamagotchi

I colori di frutta e verdura, preziosi per il nostro piacere visivo e per la nostra salute


Frutta e verdura: come i loro colori influenzano la nostra scelta e la nostra salute

Immagine dal web

Grazie a Clibi che mi permette di condividere questo articolo molto piacevole e interessante.

Buona lettura!

 

Siamo attratti dal colore degli alimenti e molto spesso scegliamo il colore affine al nostro stato d’animo.

La vista è il sistema sensoriale prevalente: si stima che addirittura l’80% delle informazioni che raggiungono il nostro cervello siano stimoli visivi, è probabile che l’organismo umano abbia un’innata intelligenza che lo porta a scegliere frutta e verdura che contengono i nutrienti di cui necessita, e il colore sia uno dei modi per riconoscerle.

La cromocucina, la cromoterapia e la psicologia del gusto:

  • analizzano la possibilità di curare il nostro corpo con il colore dei cibi
  • studiano come il nostro cervello associa al colore dei cibi sensazioni ed emozioni che possono influenzare il nostro senso di fame o sazietà, la varietà, la qualità e la quantità di cibo che assumeremo.

Conoscere la relazione che c’è tra i colori di frutta e verdura, le sensazioni che ci trasmettono e i benefici e le sostanze nutritive che possono apportare al nostro organismo, ci aiuta a conoscerci meglio e a preservare la nostra salute.

FRUTTA E VERDURA GIALLE
Le scegliamo quando siamo stanchi e demoralizzati perché ci trasmettono energia, allegria, senso di benessere, estroversione e lucidità cosciente.
Agevolano la produzione di succhi gastrici e riducono i gonfiori addominali.
Sono ricche di vitamine e betacarotene.
Hanno proprietà terapeutiche su: sistema immunitario ◇ salute del cuore ◇ colesterolo basso ◇ migliorano la vista ◇ salute di pelle, ossa e denti ◇ raffreddori e influenza.

FRUTTA E VERDURA ARANCIO
Prediligiamo cibi arancioni quando abbiamo voglia di socializzare, quando abbiamo bisogno di compagnia, quando cerchiamo una vena creativa, quando siamo stanchi o demotivati.
Favoriscono l’assimilazione del cibo.
Sono ricche di vitamine e betacarotene.
Hanno proprietà terapeutiche su: sistema immunitario ◇ salute del cuore ◇ colesterolo basso ◇ migliorano la vista ◇ salute di pelle, ossa e denti ◇ raffreddori e influenza.

FRUTTA E VERDURA ROSSE
Siamo solleticati dai cibi rossi quando ci sentiamo annoiati e abbiamo necessità di movimento e di stimoli.
Stimolano il nostro appetito.
Sono ricche di licopene.
Hanno proprietà terapeutiche su: salute del cuore ◇ protezione per la pelle ◇ rinnovamento cellulare ◇ abbassamento pressione sanguigna.

FRUTTA E VERDURA BIANCHE
Le ricerchiamo quando abbiamo bisogno di novità.
In un piatto mettono in risalto i cibi di altri colori.
Sono ricche di potassio.
Hanno proprietà terapeutiche su: sistema immunitario ◇ colesterolo basso ◇ salute del cuore ◇ contro le ulcere.

FRUTTA E VERDURA BLU
Preferiamo i cibi blu quando per fare qualcosa dobbiamo analizzare anche il nostro passato, quando siamo malinconici perché infondono tranquillità.
Hanno una funzione calmante sulla maggior parte delle persone, i cibi di questi colore sono considerati i migliori antidoti alla fame nervosa.
Sono fonte di acido folico ◇ antiocianine ◇ carotenoidi.
Hanno proprietà terapeutiche su: salute del cuore ◇ fragilità capillare ◇ aiuto per la memoria ◇ aiuto sistema urinario ◇ prevengono i segni dell’età ◇ morbo di Alzheimer.

FRUTTA E VERDURA VIOLA
Le assumiamo quando sentiamo che il nostro cervello e il sistema nervoso hanno bisogno di nutrimento o quando stiamo elaborando nuovi progetti, quando cerchiamo l’idea giusta.
Hanno una funzione calmante, i cibi di questi colore calmano l’appetito.
Sono fonte di acido folico ◇ antiocianine ◇ carotenoidi.
Hanno proprietà terapeutiche su: salute del cuore ◇ fragilità capillare ◇ aiuto per la memoria ◇ aiuto sistema urinario ◇ prevengono i segni dell’età ◇ morbo di Alzheimer.

FRUTTA E VERDURA VERDE
Ne sentiamo la necessità quando siamo stressati ed abbiamo bisogno di ricaricarci.
Chi mangia troppo velocemente dovrebbe consumare molti cibi verdi. Il verde, infatti, riporta alla stabilità ed è un colore antivoracità.
Sono ricche di clorofilla, benefica fonte di energie, vitamine e sali minerali.
Hanno proprietà terapeutiche su: sistema immunitario ◇ salute delle ossa ◇ migliorano la vista ◇ aiutano la digestione.

Fonti:

Dipartimento di Scienze Nervose e del Comportamento, Università di Pavia
Colors: The secret influence, Autori: Kenneth R. Fehrman, Cherie Fehrman
Ristorazione Italiana Magazine

Arriva un ospite e improvviso e … non ho niente per cena!


Vi confesso che, tendenzialmente, non amo troppo i cambiamenti di programma repentini e improvvisi. Solo in cucina non ho problemi: chiunque passi da me, da noi, può fermarsi a pranzo o a cena e io sono solo felice

E sapete perché?

Ho sempre in frigorifero e in dispensa una scorta di alimenti, che potrei definire passepartout, dei veri aiuti in cucina per rendere appetitoso il più semplice dei piatti e per riutilizzare gli avanzi in modo efficace e gustoso.

Allora, via con un piccolo elenco di prodotti che hanno anche il pregio di essere a lunga scadenza, ovvero di non contribuire ulteriormente a un consumo frettoloso per non lasciarli deperire.

 

Cosa avere sempre in frigorifero:

  • Parmigiano Reggiano (il mio preferito) o Grana Padano, comunque buono
  • Uova
  • Yogurt
  • Vino bianco e rosso, fermi
  • Acciughe sotto sale o sott’olio
  • Capperi
  • Aglio, cipolle, scalogno

 

Cosa avere sempre in freezer

  • Sedano, carota e cipolla, interi per un brodo vegetale veloce, e tritati per un soffritto
  • Prezzemolo, perché mantiene, anche congelato, il suo profumo originale
  • Alloro secco (più profumato che fresco)
  • Altre erbe come basilico, maggiorana, rosmarino, salvia, purchè congelate senza essere lavate
  • Ma se avete un balcone, le erbe aromatiche possono essere sempre disponibili senza bisogno di congelarle.
  • Verdura a scelta già lavata e tagliata a pezzi, per improvvisare una crema di verdura, una torta salata, un sugo vegetale, un contorno (carote, zucchine, spinaci, bietole, peperoni, cavolfiore, zucca, finocchi – secondo stagione)
  • Pasta per torte salate (e se proprio non riuscite a prepararla, una confezione pronta)

 

Cosa avere sempre in dispensa

  • Pasta e riso
  • Olio evo di qualità
  • Passata di pomodoro o equivalente in pelati ecc.
  • Farina 0
  • Noci, nocciole, mandorle, pinoli
  • Spezie a piacere (cannella, chiodi di garofano, noce moscata, curry, curcuma)

 

Volete qualche esempio?

Spaghetti al pomodoro profumati con un po’ di basilico e dove, nella salsa, avrete sciolto un filetto di acciuga: un piatto che piace a tutti

Pasta o riso con rondelle di carote e/o zucchine saltate nell’olio e arricchite con mandorle o nocciole tritate: rappresentano un primo facilissimo e originale

 

Secondi piatti: con gli ingredienti suggeriti e, perché no, qualche avanzo di formaggio o prosciutto, in meno di un’ora potete preparare una torta salata. Se l’impasto vi sembra un po’ insipido, aggiungete un paio di filetti di acciuga, o un trito profumato di erbe

 

Contorni: una semplice verdura saltata in padella con uno spicchio d’aglio, e il contorno è pronto

 

Volete altre idee? Cercate nel blog Primononsprecare, indicando nella casella “cerca”, a sinistra della pagina, l’ingrediente che vi interessa, e non mancheranno i suggerimenti

ospiti improvvisi? cominciamo da una festosa tavola apparecchiata

Immagine dal web

 

 

 

Pasta alla Norma marinara, con melanzane, pomodorini freschi e pesce spada


Pasta alla Norma marinara, con melanzane, pomodori freschi e pesce spada

Pasta alla Norma marinara – Immagine dal web

Ho preparato questo primo piatto per recuperare un avanzo di crema di melanzane che avevo utilizzato in questa ricetta, ma il risultato è assicurato anche con melanzane saltate in padella, come per questo piatto che ne richiede una quantità davvero limitata.

È stato poi semplice e veloce aggiungere qualche dadino di pesce spada e dei pomodorini freschi.

Questi sono i passaggi e gli ingredienti:

  • 320 grammi di pasta corta a piacere (per me, gramigna)
  • 20 pomodorini freschi
  • Pesce spada
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale
  • foglie di basilico
  • Tempo di preparazione: 15 minuti
  • Tempo di cottura: 15 minuti
  • Porzioni: 4
  • Difficoltà: bassa
  • Costo: medio
  • Conservazione: 2 giorni in frigorifero – non consiglio di congelarlo
  • Il Gusto di non Sprecare: per recuperare crema di melanzane o melanzane a funghetto, pomodorini non più freschissimi, un pezzetto di pesce spada
  • Primo piatto o piatto unico

Il motivo per cui non ho precisato la quantità di pesce spada è molto semplice: se si vuole solo un primo piatto ne basterà un etto o poco più, se si preferisce avere un piatto unico ce ne vorranno almeno tre etti per quattro persone.

Altra precisazione: nel calcolo dei tempi, ho dato per scontato che le melanzane fossero già pronte e cucinate.

Ho messo sul fuoco la pentola con l’acqua per la pasta

Ho lavato i pomodorini, li ho tagliati a metà. Ho tagliato a dadini il pesce spada.

Ho scaldato l’olio in una padella capiente, ho fatto soffriggere leggermente l’aglio, ho aggiunto i pomodori e li ho fatti appassire a fuoco dolce, facendo attenzione che non si sciogliessero: devono rimanere piuttosto al dente.

Ho aggiunto le melanzane e ho fatto amalgamare bene tutto insieme. Ho tolto lo spicchio d’aglio.

Infine ho aggiunto i dadini di pesce spada, li ho fatti ben scaldare mescolando, di modo che tutti i lati ricevessero calore, e ho spento il fuoco. Il pesce continua a cuocere al calore residuo, e per averlo morbido e tenero è indispensabile non superare questi tempi di cottura.

Intanto ho fatto cuocere la pasta e, una volta scolata, l’ho saltata velocemente nel sugo, appena il tempo di insaporirla.

Qualche foglia di basilico per dare il tocco, e il profumo, finale.

È un piatto gustoso con una bella armonia di sapori, che non denuncia l’eventuale recupero di piccoli avanzi. Da proporre, quindi, anche in caso di ospiti.

Henry Matisse, Natura morta con melanzana, 1911

Natura morta con melanzane – Henry Matisse – 1911

Insalata di pesche noci e cipolle rosse di Tropea


Fresca insalata di frutta, pesche, e cipolle rosse dolci di Tropea

Insalata di pesche noci e cipolle rosse di Tropea

Prima che finisca davvero l’estate, e non solo sul calendario, ripropongo questo piatto semplicissimo, forse apparentemente banale, ma … sentirete che armonia di sapori!

E non ci vuole niente a farlo, perché è tutto a crudo.

Gli ingredienti:

• 4 pesche noci
• 2 piccole cipolle di Tropea
• 4 cucchiai di olio evo
• Pochissimo sale

Tempo di preparazione: 10 minuti (con circa mezz’ora di anticipo)
• Porzioni: 4
• Difficoltà: bassissima
• Costo: medio
• Conservazione: 2 giorni in frigorifero – non si può congelare
• Il Gusto di non Sprecare: velocissima da preparare, si risparmia tempo
• Antipasto o contorno
• Ricetta vegetariana e vegana

Lavo bene le pesche lasciando la buccia, le taglio a metà per eliminare il nocciolo, quindi a fettine sottili e regolari.

Sbuccio le cipolle e affetto anche queste, sottili, ma non proprio a velo

Unisco i due ingredienti in una ciotola, aggiungo un giro d’olio evo buono e leggero e un niente di sale.

Il tempo del riposo aiuta ad amalgamare i sapori.

Consiglio davvero e tutti di provarla, sono convinta che ne sarete entusiasti. Io la preparo molto spesso in stagione, e va a ruba. Se ne avanza, è gradevole anche il giorno dopo.