L’allevamento dei maiali per il Prosciutto di Parma


Questo post è vietato a vegani e vegetariani!

Non continuate a leggere, passate ad altro, fatevi una bella insalata

 

Vado in campagna in provincia di Modena, zona di produzione del Parmigiano Reggiano e del Prosciutto di Parma.

Sono abbastanza informata sul processo di raccolta latte per il Parmigiano, in quanto alcuni miei parenti allevano un considerevole numero di mucche e fanno parte del Consorzio.

Mi mancava la parte dell’allevamento dei maiali, finchè non ho conosciuto Tania, una bellissima ragazza poco più che trentenne, mamma di Nicholas, che ha lasciato il lavoro di ufficio per occuparsi di una porcilaia.

Tania, ogni giorno, da sola, nutre e tiene puliti circa 200 maiali.

Tania accarezza i suoi porcellini

Ovviamente una valida mano arriva dalla tecnologia.

I maiali allevati per la produzione del prosciutto crudo non diventano tutti, d’ufficio, Prosciutto di Parma: per questa eccellenza l’animale deve avere delle caratteristiche fisiche ben precise e non superare i 178 chili di peso. Gli altri, ahimè, non moriranno di vecchiaia, ma diventeranno prosciutto (e molto altro ancora) un po’ meno pregiato.

I maiali che ho incontrato, che possono contare su uno spazio esterno cintato dove razzolare quando il tempo lo consente, al momento del pasto sono distribuiti in box abbastanza spaziosi. Io sono entrata in quel frangente (il pasto è fornito tramite una conduttura idraulica che riempie tutte le mangiatoie), momento evidentemente atteso perché la vista di Tania è stata accolta con entusiasmo e versi rumorosi. Tania mi ha raccontato che, di tutti, solo uno manifesta di aspettarla e di apprezzare le coccole che lei distribuisce in giro, con carezze sulla testa e sui musi. Appena arriva il pasto (un brodo semiliquido preparato e corretto dal veterinario una volta alla settimana per fornire un buon equilibrio di nutrienti e, al bisogno, i farmaci), gli animali si allineano ordinatamente con il muso nella mangiatoia e si saziano.

Un paio di maiali apparivano disinteressati al cibo, segno di qualche malessere. Sono animali piuttosto delicati e si raffreddano facilmente. In questi casi Tania approfitta del momento in cui tutti sono occupati a mangiare per entrare nei box e fornire la medicina necessaria, di solito tramite iniezione. E’ un intervento da svolgere con una certa velocità e attenzione, perché trovarsi circondati da porcellini di quasi 200 chili che, magari, vogliono solo dimostrarti il loro affetto, può non essere piacevole, se non addirittura pericoloso.

Contrariamente a quanto si crede, i maiali sono animali molto puliti, ma soffrono il caldo e trovano sollievo rigirandosi nelle pozze d’acqua. Se ne trovano di pulita si rinfrescano volentieri così, ma più spesso il liquido più vicino e comodo è il loro liquame.

Non hanno la coda a ricciolo, la coda viene tagliata alla nascita, in quanto la confondono per un oggetto da succhiare e possono così ferirsi in maniera molto seria, se non mortale.

Non vivono a lungo, ma sono accuditi e seguiti con molta cura e, direi, affetto.

Hanno un solo problema, purtroppo per loro: sono squisiti e assai redditizi.

Ma se pensavate ai tre porcellini di Walt Disney, ecco, quelli veri sono un’altra cosa.

37 pensieri su “L’allevamento dei maiali per il Prosciutto di Parma

  1. sherazade ha detto:

    Io non amo eccessivamente la carne Ma fa parte della mia dieta forse proprio per quei prosciutti di Parma Cotti e crudi.
    Permettimi di dirti che se le foto che hai postato sono dell’allevamento della tua amica Tania direi che vivono in un ambiente sovrappopolato è degradato… e Tuttavia c’è di peggio e di molto più crudele.

    Una carezza all’unico maiale che ci illudiamo la apprezzi… Stendiamo un velo pietoso.

    shera

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      • TaniaZambelli ha detto:

        Sono d’accordo con quello che dice anche Paola, se si andasse a vedere negli altri allevamenti a volte i maiali sono costretti a dormire uno sopra l’altro perché non hanno spazio, purtroppo per i prosciutti ormai non ci sono più gli animali al pascolo come una volta, questo dispiace anke a me ma anche io mi adeguo alle leggi e rispetto tt le regole che devo per tenere bene i miei maiali 🐷

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    • TaniaZambelli ha detto:

      Ciao, sono Tania, purtroppo il maiale deve stare in allevamento così come hai visto dalle foto, i miei maiali almeno camminano e girano anche se non in chissà quanto posto, pensa che invece spesso le mucche non camminano neanke, sono legate e il massimo che possono fare è alzarsi in piedi e sedersi.. comunque niente da dire hai ragione per quanto riguarda lo spazio , al maiale per legge è dato vivere in un metro quadro, nel mio allevamento questo spazio non è così ristretto x fortuna x loro 😅 per il degrado li tengo sempre puliti e curati, hanno i loro “giochi” come passatempo quindi credo che per quello non sia proprio come hai detto tu. buona serata a tt ☺️

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      • sherazade ha detto:

        Cara Tania ti ringrazio moltissimo e apprezzo che tu abbia voluto rispondermi direttamente.
        Io mangio carne e a dirla tutta preferisco la carne di maiale perché è più delicata.
        Mangio carne ‘italiana’ Perché l’Italia ha direttive molto precise rispetto agli allevamenti degli animali da macello.
        La coda dei maiali non dovrebbe essere tagliata ‘se non in casi di estrema necessità’ e questi casi si manifestano nel caso di sovrappopolamento.

        Si dovrebbe tutti mangiare meno carne mangiare sicuramente carne migliore di animali allevati e non ‘prodotti’ di consumo. Tu che sei nel settore saprai bene la realtà.

        Grazie ancora.
        Shera

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      • Paola ha detto:

        Cara Shera, le tue osservazioni sono molto giuste e condivisibili, di sicuro se Tania, e i tanti come lei, dovessero occuparsi di metà animali, non dimezzerebbero anche le loro attenzioni, anzi. Certo che a quel punto la carne costerebbe il doppio … lo dico senza nessuna vena polemica, sia chiaro, ma solo per portare avanti un ragionamento che è, credo, più difficile e complesso di quanto sembri.

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    • TaniaZambelli ha detto:

      Sherazade ciao ☺️ Ai maiali piccoli non viene solamente tagliato il Ricciolo, vengono praticati altri “adattamenti” per l’allevamento sia in funzione dell’allevatore che dei maiali stessi, in quanto se queste cose nn venissero praticate potrebbero mordersi e uccidersi a vicenda o anche l’allevatore, la castrazione è praticata oltre che per un discorso di ingrasso più veloce anche per non avere delle scrofe gravide in quanto esistono le scrofaie, che sono fatte apposta per avere i maialini da ingrasso, e gli ingrassi per avere i maiali da macello.. so che non sono cose belle da sentire ma è così, come per ogni altro lavoro.. 🤷🏻‍♀️ il maiale non ha denti perché sempre da piccoli, con le dovute cure vengono tagliati, io non sarei in grado di entrare nel box per curarli o per vaccinarli se li avessero perché il loro morso ha una forza di 10/12 volte il loro peso, quindi immagina se dovessi curare un maiale di 120/140 kg a cosa potrei andare incontro? 😅
      Esistono anche gli allevamenti aperti con letto di paglia ma queste accortezze vengono fatte lo stesso sempre per i motivi elencati sopra, se ad un maiale non dovessero essere fatte queste cose bisognerebbe metterne uno solo per box.. ☺️ Comunque prego, mi fa piacere rispondere e dire anche la mia da allevatrice 😅

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      • sherazade ha detto:

        certamente avevo letto su tutte queste pratiche… chi le pratica con le dovute accortezze e chi con lo stesso paio di tenaglie in 3 minuti 3 taglia coda testicoli e denti…
        io mangio carne dunque anche nn avrei titolo a ribattere MA gli animali dovrebbero avere una vita ‘vivibile’ alla quale tu ti attieni.
        la carne dovrebbe costare il giusto è molto più di quello che avviene in certi su certi supermercati e noi tutti dovremmo imparare a diversi ficcare la nostra alimentazione.

        Ciao.

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  2. giovanna ha detto:

    Non sono vegana ed ho guardato tutto, in effetti sembra un po’ affollato come dice shera, ma gli allevamenti penso siano tutti cosi, ho visitato un allevamento di bufale lo scorso anno dove avevano tanto spazio fuori x stare all’aria aperta ma dentro poi erano pure cosi strettini.

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  3. Neda ha detto:

    Conosco anch’io allevamenti simili, mio marito e i suoi fratelli lavoravano in una grossa azienda agricola che allevava maiali da carne e da insaccato e i nostri bambini, alle elementari, andavano a visitare con la scuola questi allevamenti controllati. Conosco anche i produttori di latte per il grana padano che viene anche prodotto in alcuni caseifici della zona. Spesso si parla di allevamenti intensivi condotti come lager, ma non si parla mai degli allevamenti che invece sono un modello di lavoro ben fatto.

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    • TaniaZambelli ha detto:

      Beh questo è normale, è sempre più facile puntare il dito su chi non fa le cose fatte bene.. comunque per me è abbastanza vedere e sapere che faccio tutto ciò che è possibile per farli star bene da quando me li portano a quando purtroppo me li portano via.. ☺️

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      • Neda ha detto:

        Quand’ero una bimbetta piccola piccola, il nonno mi affidava un porcellino che io portavo al pascolo, a grufolare in giro. In autunno, quando era cresciuto bello grosso, veniva macellato nella nostra fattoria ed era una delle poche risorse per l’inverno. Gli animali che avevamo servivano per il nostro sostentamento. Parlo di un’epoca dell’immediato dopo guerra, quando, nella nostra fattoria non era ancora arrivata la luce elettrica. Non ho mai visto alcuno maltrattare gli animali. Certo venivano uccisi perché ce ne cibavamo, ma erano preziosi. Si dava loro un nome, li tenevamo puliti e curati, alcuni vivevano liberi come le oche e le galline. Alle oche si spuntavano le remiganti per impedire che volassero via, ma starnazzavano nel fosso che era un piacere guardarle e come si difendevano se le infastivi.

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  4. Alidada ha detto:

    sinceramente non farei il lavoro di quella ragazza perché, oltre che essere faticoso e molto impegnativo, io mi affeziono tantissimo agli animali e non sopporterei di vederli morire in quel modo… come dice il proverbio: occhio non vede e cuore non duole!

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    • TaniaZambelli ha detto:

      Ciao, non c’è assolutamemte niente di impegnativo e faticoso in questo lavoro, minoccupa un ora alla mattina è un ora alla sera, dandogli da mangiare, curando quelli che non stanno bene e pulendo i box ☺️ Sembra così come lo descrivi tu ma non lo è assolutamente x quello mi piace e ho tempo di dedicarmi al mio piccolo e alle cose che mi piacciono ☺️ In più se penso che lo stipendio è più alto di quando facevo l’impiegata e lavoro 2/3 ore al giorno anziché 8 è ancora meglio andare al lavoro così, oltre al fatto che mi piace anke 😁

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      • Paola ha detto:

        Penso che Tania rappresenti un eccellente esempio per tutte le donne: per conciliare lavoro e famiglia non ha esitato a lasciare un’attività (impiegata) per sceglierne un’altra completamente diversa e ben più coraggiosa. Bello che ci si sia appassionata tanto!

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