Le stagioni dei pesci


Seguendo blog di cucina, letture e incontri, è frequente, se non ormai regolare, ascoltare vivissime raccomandazioni sulla scelta di frutta e verdura locale e di stagione: è migliore dal punto di vista nutrizionale, è più buona, costa meno.

C’è un altro prodotto che segue la stagionalità, del quale però si parla molto meno: il pesce.

Spesso lo si acquista badando solo alla freschezza, mentre anche per il pesce valgono le stesse, identiche riflessioni per frutta e verdura.

Un pesce pescato ha fatto una vita molto più dinamica di un pesce allevato, le sue carni sono più sode e gustose.

Un pesce “di stagione” è al massimo della sua qualità, e costa meno

Un pesce dei nostri mari è indiscutibilmente più fresco. La freschezza del pesce è riconosciuta per molte ore dopo la pesca, ma la differenza è enorme se il tempo che passa dalla pesca alla tavola è di poche ore o di un paio di decine e più.

Sperando di fare, come si dice, cosa gradita, ho preparato questa bella tabellina da consultare, per acquistare, sempre in libertà, ma consapevolmente.

Ricordate che il numero che identifica un pesce pescato nel Mediterraneo è il 37, ma il Mediterraneo va dalla Grecia alla Spagna, dall’Italia al Nord Africa.

Io voglio sapere cosa mangio e chiedo sempre indicazioni più precise sulla effettiva zona di pesca.

Ricordate infine che gamberi e scampi sono spesso di provenienza estera, perché la produzione italiana è molto ridotta e viene quasi tutta consumata sul posto. Cozze e vongole, di allevamento, in estate sono abbondanti nei nostri mari e saporitissime. Durante i mesi freddi sono spesso d’importazione, buone ma meno pregiate delle nostre.

E via!

Autunno

alalunga (alalonga), argentina, alice (acciuga),  busbana (cappellano, merluzzetto giallo), calamaro, calamaretto, cannocchia (pannocchia, cicala di mare, balestrin, astrea), cefalo (muggine), fragolino (pagello fragolino), gallinella (cappone di mare, triglia lucerna, mazzola, mazzolina), gattuccio (gattodde), lampuga (corifena cavallina), lanzardo, leccia, mazzancolla (gambero imperiale), mazzoline, menola (Spicara maena), moscardini, mormora (marmora), nasello, occhiata (oblada), ombrina, pagello bastardo (manfrone o mafrone), passera (lingua di cane), potassolo, rombo, rombo chiodato, sarago sparaglione, sardine (sarde, sardelle), seppia, sgombro (scombro, lacerto, maccarello), sgombro cavalla, sogliola, spigola (branzino, ragno, pesce lupo), spinarolo (spinarola, cagnolo), tonno alletterato, triglia (triglia di scoglio, triglia di fango), zerro (spicara), zanchetta

 

Inverno

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Primavera

alici (acciughe), busbana (cappellano, merluzzetto giallo), cannocchia (pannocchia, cicala di mare, balestrin, astrea), cefalo (mùggine), cepola, dentice, gallinella (capone, coccio, gavotta, trigla lucerna), gamberetti rosa, granchio, lanzardo, leccia, mormora (marmora), nasello, occhiata, pagello (fragolino), palamita (palamito), pesce rospo, pesce San Pietro, razza, rombo, sarago (sparlotto), sardine (sarde, sardelle), scampo, scorfano (scorfano rosso o nero o di fondale), seppia, sgombro (scombro, lacerto, maccarello), sgombro cavalla, spigola (branzino, ragno, pesce lupo), sugarello (sgombro bastardo, suro, sauru), tonno alalunga, totano, zerro (spicara)

 

Estate

 alici (acciughe), aguglia, barracuda, calamaro, cefalo (mùggine), cepola, cicerello, dentice, fragolino (pagello fragolino), gallinella (cappone di mare, triglia lucerna, mazzola), gamberetti rosa, granchio, lanzardo, mazzancolla (gambero imperiale), mormora (marmora), mostelle (musdee), nasello, occhiata, orata, palamita (palamito), passera (lingua di cane), pesce castagna, pesce rospo, pesce sciabola (pesce bandiera, pesce spatola), razza, ricciola, sarago (sparlotto), sarago sparaglione, sardina (sarda, sardella), scampo, seppia, sgombro cavalla, spigola (branzino, ragno, pesce lupo), sogliola, spinarolo (spinarola, cagnolo), sugarello (sgombro bastardo, suro, sauru), tonno alalunga, totanozerro (spicara)

 

Minestrone alla genovese con il Pesto


A richiesta, e con grande piacere, ripropongo la ricetta del minestrone genovese.

Signori, non stiamo parlando di un minestrone qualunque! Il minestrone genovese è un’esperienza gastronomica. Si può fare tutto l’anno, scegliendo le verdure di stagione, ma il procedimento è ben preciso, e il risultato finale è di altissima soddisfazione.

Non vi spaventate della lunghezza, è una di quelle ricette che “si fa prima a farle che a spiegarle”.

La parte finale, però, va seguita con attenzione se si vuole un minestrone profumato come nessun altro mai.

Visto che più verdure diverse si mettono e meglio è, la quantità finale sarà sempre abbondante, ma non ve ne pentirete.

Queste le verdure per il minestrone, quelle che si trovano tutto l’anno:

 4 patate
•  2 manciate di fagiolini
•  3 pomodori perini
•  2 carote piccole
•  1 cipolla piccola
•  3 coste di sedano
•  1 piccolo mazzo di bietole o erbette
•   Sale
•  1 litro scarso d’acqua (deve rimanere molto denso)
•  In estate si possono aggiungere degli zucchini e ½ kg. di fagioli borlotti (che in Liguria si chiamano fagioli lumè).

    In inverno si completa con altra verdura di stagione e si usano i fagioli secchi o congelati.

 

Poi ci vuole il pesto, un pesto “dedicato” per il minestrone, senza pinoli e senza formaggio, e per quello servono

• 1 mazzo di basilico (se non trovate quello di Pra, almeno scegliete foglie giovani e tenere)
• 1 piccolo spicchio d’aglio
• Olio evo (ligure!)

Infine la pasta: per il minestrone ci vorrebbero i brichetti (che si trovano solo in Liguria), in alternativa i ditaloni.

Tempo di preparazione: mezz’ora
Tempo di cottura: 2 ore e mezzo
Tempo di riposo: 15 – 20 minuti

  • Tempo di preparazione: mezz’ora
  • Tempo di cottura: 2 ore e mezzo
  • Tempo di riposo: 15 – 20 minuti
  • Porzioni: 6
  • Difficoltà: bassa
  • Costo: basso
  • Conservazione: 3 giorni in frigorifero – si può congelare
  • Il Gusto di non Sprecare: si possono utilizzare, insieme alle altre, verdure meno fresche
  • Primo piatto 
  • Ricetta vegetariana e vegana

Il primo passaggio è quello, abbastanza noioso, di pulire la verdura.

Se siete di ottimo umore e la vita vi sorride, potete immolarvi nella ricetta classica, e tagliare tutto a dadini di circa un centimetro di lato, lasciando interi i fagioli sgranati.

Se siete meno disposti (come sono sempre io), tagliate le verdure a pezzi un po’ più grandi, e le patate a pezzi molto grandi. Poi, a cottura ultimata, prima tirerete su con il mestolo le patate e le schiaccerete un po’ con la forchetta, di modo da dare una consistenza cremosa, poi darete due frullate veloci con il minipimer, e il risultato sarà comunque quasi perfetto.

Mia nonna mi toglierebbe il saluto, ma i tempi sono cambiati.

Mettete sul fuoco una pentola di adeguate dimensioni con l’acqua, quando questa bolle salate e gettate tutte le verdure, abbassate la fiamma perché il tutto deve sobbollire molto, molto dolcemente, e lasciate cuocere un paio d’ore circa. Ogni tanto controllate il livello del liquido, il risultato finale dovrebbe essere così denso da far sì che “il cucchiaio stia in piedi”, ma naturalmente se si asciuga troppo, brucia.

Intanto che cuoce, preparate il pesto, con il basilico ben lavato e l’aglio. In questo piatto il profumo dell’aglio è indispensabile, mentre si devono evitare i pinoli, che potrebbero dare un sapore un po’ amaro, e il formaggio, che è più gradevole se aggiunto all’ultimo, fresco.

Per fare il pesto con il frullino, ed evitare che annerisca a contatto con il metallo, è sufficiente mettere le lame in freezer per almeno mezz’ora prima di usarle.

Quando le verdure sono ben cotte, selezionate e travasate in un’altra pentola la quantità di minestrone che volete servire, e a questa aggiungete la pasta, pari a un pugnetto a testa (non esagerate perché cresce). Rimescolate spesso perchè tende ad attaccarsi al fondo della pentola.

Quando la pasta è cotta, spegnete il fuoco, unite il pesto, rimescolate bene e lasciate riposare dieci minuti, un quarto d’ora. Il riposo è INDISPENSABILE per la perfetta riuscita del piatto. E lo capirete subito appena ne sentirete il profumo spandersi per la cucina

Servite con parmigiano a parte, che ognuno doserà a piacere.

Strategie e variazioni sul tema: è possibile e molto comodo preparare gli ingredienti in tempi diversi, ovvero cuocere le verdure, cuocere la pasta a parte e conservarla con un filo d’olio, fare il pesto. Al momento di servire, basterà scaldare bene il minestrone, aggiungere la pasta e il pesto, lasciar riposare una decina di minuti, ed è pronto e perfetto. Poi, se ne avanza, è sempre recuperabile, basta avere l’avvertenza, se è stato aggiunto il pesto, di non farlo bollire.

Il minestrone genovese si gusta anche freddo (non ghiacciato), ottimo sempre e meraviglioso d’estate.

Se andate in Liguria, ogni tanto lasciate la costa e cercatevi una trattoria in uno dei tanti paesini dell’entroterra, sia a Ponente che a Levante: sicuramente troverete il minestrone alla genovese che, preparato con i profumi locali, sarà ancora più fragrante. Difficilmente vi fermerete a una sola porzione.

 

Ci sono alcune cose, anche piccole, che fanno sentire un genovese a casa. Una, per esempio, è il profumo del pesto. Un’altra è questa canzone

 

Torta con zucca, gorgonzola e pere


Una torta dolce-salata con un morbido ripieno di zucca, formaggio gorgonzola e pere

Torta di zucca, gorgonzola e pere

Una torta “salata ma non troppo”, dove il sapido gorgonzola stempera la dolcezza della zucca, e viene a sua volta ammorbidito dalla freschezza della pera.

Questa è la mia ricetta con la zucca per il consueto appuntamento del menu a tema proposto da Max e dal gruppo Mangiare bene a casa

Gli ingredienti per una tortiera di 25 centimetri circa di diametro:

Per la pasta:

  • 200 grammi di farina 0 o semintegrale
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 2 pizzichi di sale
  • Acqua ghiacciata

Per il ripieno:

  • 300 grammi di zucca pulita
  • 150 grammi di gorgonzola morbido
  • 1 pera Abate o Kaiser, grande
  • 1 uovo
  • Latte se necessario
  • Poco sale

 

  • Tempo di preparazione: 30 minuti
  • Tempo di cottura: 30 – 40 minuti
  • Porzioni: 6
  • Difficoltà: bassa
  • Costo: medio
  • Conservazione: 3 giorni in frigorifero – si può congelare
  • Il Gusto di non Sprecare: se avanza una pera …
  • Antipasto o piatto di mezzo
  • Ricetta vegetariana 

Preparo la pasta: impasto la farina con l’olio, il sale e l’acqua sufficiente per fare una pasta morbida ed elastica, ma asciutta. La metto in una ciotola, copro con un piatto o una pellicola e lascio riposare almeno mezz’ora, anche più se possibile.

Intanto faccio cuocere la zucca. Io preferisco il microonde, la zucca si prepara in pochi minuti e non si sfalda, ma si può scegliere di farla bollire, se fosse molto dura, o stufare in pentola con poca acqua.

Quando la zucca è pronta e un pochino raffreddata, la schiaccio bene con una forchetta per disfarla, aggiungo il gorgonzola tagliato a pezzettini e amalgamo il tutto aiutandomi, al bisogno, con qualche sorso di latte.

Sbuccio la pera, la taglio a dadini e l’aggiungo all’impasto.

Lego tutto con un uovo. Assaggio e regolo di sale

Accendo il forno statico a 200°.

Ungo leggermente la tortiera.

Divido la pasta in due porzioni, una un pochino più grande.

Stendo le due sfoglie molto sottili. Appoggio la più grande nella tortiera, verso il ripieno e lo livello, copro con la sfoglia più piccola, rigiro l’esubero di pasta intorno ai bordi, per fare un bel bordo croccante, e inforno.

Da gustare calda, morbida, cremosa, sia all’inizio del pasto in piccola porzione, sia come piatto di mezzo o di rinforzo tra il primo e il secondo.

L’allevamento dei maiali per il Prosciutto di Parma


Questo post è vietato a vegani e vegetariani!

Non continuate a leggere, passate ad altro, fatevi una bella insalata

 

Vado in campagna in provincia di Modena, zona di produzione del Parmigiano Reggiano e del Prosciutto di Parma.

Sono abbastanza informata sul processo di raccolta latte per il Parmigiano, in quanto alcuni miei parenti allevano un considerevole numero di mucche e fanno parte del Consorzio.

Mi mancava la parte dell’allevamento dei maiali, finchè non ho conosciuto Tania, una bellissima ragazza poco più che trentenne, mamma di Nicholas, che ha lasciato il lavoro di ufficio per occuparsi di una porcilaia.

Tania, ogni giorno, da sola, nutre e tiene puliti circa 200 maiali.

Tania accarezza i suoi porcellini

Ovviamente una valida mano arriva dalla tecnologia.

I maiali allevati per la produzione del prosciutto crudo non diventano tutti, d’ufficio, Prosciutto di Parma: per questa eccellenza l’animale deve avere delle caratteristiche fisiche ben precise e non superare i 178 chili di peso. Gli altri, ahimè, non moriranno di vecchiaia, ma diventeranno prosciutto (e molto altro ancora) un po’ meno pregiato.

I maiali che ho incontrato, che possono contare su uno spazio esterno cintato dove razzolare quando il tempo lo consente, al momento del pasto sono distribuiti in box abbastanza spaziosi. Io sono entrata in quel frangente (il pasto è fornito tramite una conduttura idraulica che riempie tutte le mangiatoie), momento evidentemente atteso perché la vista di Tania è stata accolta con entusiasmo e versi rumorosi. Tania mi ha raccontato che, di tutti, solo uno manifesta di aspettarla e di apprezzare le coccole che lei distribuisce in giro, con carezze sulla testa e sui musi. Appena arriva il pasto (un brodo semiliquido preparato e corretto dal veterinario una volta alla settimana per fornire un buon equilibrio di nutrienti e, al bisogno, i farmaci), gli animali si allineano ordinatamente con il muso nella mangiatoia e si saziano.

Un paio di maiali apparivano disinteressati al cibo, segno di qualche malessere. Sono animali piuttosto delicati e si raffreddano facilmente. In questi casi Tania approfitta del momento in cui tutti sono occupati a mangiare per entrare nei box e fornire la medicina necessaria, di solito tramite iniezione. E’ un intervento da svolgere con una certa velocità e attenzione, perché trovarsi circondati da porcellini di quasi 200 chili che, magari, vogliono solo dimostrarti il loro affetto, può non essere piacevole, se non addirittura pericoloso.

Contrariamente a quanto si crede, i maiali sono animali molto puliti, ma soffrono il caldo e trovano sollievo rigirandosi nelle pozze d’acqua. Se ne trovano di pulita si rinfrescano volentieri così, ma più spesso il liquido più vicino e comodo è il loro liquame.

Non hanno la coda a ricciolo, la coda viene tagliata alla nascita, in quanto la confondono per un oggetto da succhiare e possono così ferirsi in maniera molto seria, se non mortale.

Non vivono a lungo, ma sono accuditi e seguiti con molta cura e, direi, affetto.

Hanno un solo problema, purtroppo per loro: sono squisiti e assai redditizi.

Ma se pensavate ai tre porcellini di Walt Disney, ecco, quelli veri sono un’altra cosa.

Insalata di orzo con rapanelli, nocciole, miele e aceto Balsamico di Modena IGP


insalata tiepida con rapanelli al forno, miele, nocciole, aceto Balsamico di Modena IGP

Orzo tiepido con rapanelli, miele, nocciole e aceto Balsamico di Modena IGP

Avete in frigorifero dei rapanelli un po’ tristi, un po’ passati, e non sapete come recuperarli? Cuoceteli!

E per valorizzarli vi suggerisco questa insolita insalata.

Gli ingredienti sono:

  • 250 grammi di orzo perlato (se usate il decorticato, prevedete anche qualche ora di ammollo)
  • 10 rapanelli circa, lavati e tagliati in quattro parti, o sei se sono grandi
  • 1 bella manciata di nocciole
  • Sale, pepe
  • 1 cucchiaino di miele
  • 4 – 5 cucchiai di olio evo
  • Aceto Balsamico di Modena IGP
  • Tempo di preparazione: 10 minuti
  • Tempo di cottura: 25 – 30 minuti + la cottura dell’orzo
  • Porzioni: 4
  • Difficoltà: bassissima
  • Costo: basso
  • Conservazione: 3 giorni in frigorifero – non si può congelare
  • Il Gusto di non Sprecare: si possono utilizzare i rapanelli meno freschi
  • Primo piatto o antipasto
  • Ricetta vegetariana 

Ho acceso il forno a 200 gradi

Ho distribuito i rapanelli a pezzi sulla teglia del forno, li ho conditi con un filo d’olio evo, sale, pepe, il miele e li ho messi in forno per circa mezz’ora

Intanto ho preparato l’orzo.

Se avete quello perlato, cuocetelo secondo le istruzioni della confezione

Se, come me, avete quello solo decorticato, dopo l’ammollo cuocetelo finchè non è tenero (io l’ho cucinato nella Instant Pot per 20 minuti).

Ho scolato l’orzo e fatto raffreddare un pochino sotto l’acqua corrente. L’ho fatto ben scolare

Ho tritato le nocciole, nel mixer, molto grossolanamente

In una ciotola ho raccolto l’orzo, i rapanelli cotti e aromatizzati, le nocciole, ho condito con olio evo e due giri di aceto Balsamico di Modena IGP.

Un’insalata con una leggera punta dolce, ma molto appetitosa.

Bella nelle tonalità tenui del rosa e del giallo.

Da provare ogni tanto, come primo piatto in famiglia o, in versione monoporzione, come antipasto

 

Vi regalo l’immagine di una magnifica scultura che si trova nel Cimitero Monumentale di Staglieno: La venditrice di noccioline

Grazie a Miss Fletcher che ce ne racconta la storia

 

 

 

Parmigiana di melanzane destrutturata in monoporzione


Mi sono molto divertita a preparare questa ricetta che, in verità, della parmigiana classica ha davvero poco, ma è buona, bella, leggera e si presta a una cena in compagnia, anche un po’ formale.

Gli ingredienti:

• 1 melanzana seta
• 200 grammi di pomodorini maturi
• 100 grammi circa di Parmigiano reggiano grattugiato
• 1 cartone da 125 ml. di panna fresca
• Qualche rametto di maggiorana
• Foglie di basilico per decorare
• 1 spicchio d’aglio
• Olio evo
• Sale
• Poco zucchero, meglio se di canna.

• Tempo di preparazione: 20 minuti
• Tempo di cottura: 20 minuti per le melanzane, altrettanti per i pomodorini
• Porzioni: 4
• Difficoltà: bassa
• Costo: medio
• Conservazione: 2 giorni in frigorifero – non si può congelare
• Il Gusto di non Sprecare: si possono utilizzare i pomodorini meno freschi
• Antipasto
• Ricetta vegetariana

Ho detto che è un piatto destrutturato, giusto? Infatti si preparano i vari ingredienti e si assemblano solo per la presentazione

Lavo accuratamente la melanzana, elimino il picciolo, la taglio prima a fette di circa 1 centimetro poi sovrappongo le fette e ricavo tanti cubetti.

Verso due cucchiai di olio evo in un tegame, faccio scaldare, verso i dadini di melanzana, rimescolo e aggiungo il sale.

Abbasso la fiamma, copro e lascio finire di cuocere, mescolando ogni tanto. Sono pronte quando risultano ancora un po’ al dente.
Lavo accuratamente i pomodorini, li taglio a metà
In una padella che li contenga in uno strato solo, verso un paio di cucchiai di olio e lo spicchio d’aglio. Faccio appena scaldare, quindi aggiungo i pomodorini, con delicatezza.
Li faccio cuocere dolcemente, facendo attenzione che non si disfino e non diventino salsa (bastano pochi minuti).
Alla fine spolvero con lo zucchero, attendo che sia sciolto e un po’ caramellato, profumo con le foglioline di maggiorana e spengo.
In un pentolino scaldo la panna senza farla bollire, aggiungo il Parmigiano grattugiato e lo faccio fondere bene.
Prendo quattro ciotoline individuali, verso in ognuna un quarto di panna tiepida, un cucchiaio di dadini di melanzane, qualche pomodorino confit, decoro con una foglia di basilico, e il piatto è pronto.

Variazioni e strategie

La quantità richiesta, sia di melanzane che di pomodori, è davvero esigua, e quello che avanza si terrà a parte per altre preparazioni.

I pomodori possono essere recuperati con questo riso Venere al pesto, oppure in una insalata di farro od orzo. Le melanzane sono la base di una caponata, oppure, frullate, si useranno per fare delle polpettine vegetali.
Se non volete usare la panna, sostituitela con altrettanta ricotta ammorbidita con qualche cucchiaio di latte.

Un mese dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova


Ieri, 14 settembre, la città di Genova si è fermata per ricordare e commemorare le vittime del crollo del Ponte Morandi

 

 

Oltre alle 43 vite perse, ci sono altrettante famiglie distrutte dal dolore.

Ci sono le decine di famiglie che, uscite di casa solo con quelle che avevano addosso, stanno aspettando di poter rientrare in sicurezza, anche per poco tempo, e recuperare quegli oggetti che sono testimonianze della loro vita.

Ieri, alle 11:36, tutti i genovesi, in città e non, hanno osservato un minuto di silenzio

Durante quel minuto, le sirene di tutte le navi del porto hanno cantato ….

 

 

Sformatini di polenta ai funghi e gorgonzola


Mentre assaporo questi ultimi giorni d’estate, vi suggerisco una ricetta già un po’ autunnale, con la quale partecipo alla raccolta di ricette a base di funghi proposta da Max, sul suo gruppo  su Facebook Mangiare bene a casa

Gli ingredienti:

250 grammi di polenta (anche istantanea)
• ½ litro di acqua
• ½ litro di latte (quello che preferite)
• 100 grammi di gorgonzola dolce
• 80 grammi di funghi porcini secchi
• 1 spicchio d’aglio
• 2 rametti di rosmarino
• 4 cucchiai di olio evo
• Sale, pepe

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti con polenta istantanea + 15 minuti in forno

Porzioni: 4

Difficoltà: bassa

Costo: basso

Il Gusto di non Sprecare: al posto o insieme al gorgonzola si possono recuperare formaggi fondenti diversi 

Antipasto

Ricetta vegetariana

Preparate la polenta istantanea facendola cuocere in metà acqua e metà latte. Chi ha voglia e tempo può preparare una polenta tradizionale, con gli stessi liquidi.

Mentre la polenta cuoce, mettete a bagno i funghi in acqua tiepida per circa 15 minuti.

Tritate finemente lo spicchio d’aglio con gli aghi di un rametto di rosmarino

Trascorsi i 15 minuti, scolate i funghi attraverso un colino e un foglio di carta da cucina, e recuperate l’acqua.

Sciacquateli bene sotto l’acqua corrente, quindi strizzateli un pochino e tritateli grossolanamente.

Rosolate nell’olio evo aglio e rosmarino tritati per circa un minuto, quindi aggiungete i funghi e fateli insaporire bene.

Bagnate con l’acqua dei funghi stessi e lasciate cuocere per una decina di minuti. Alla fine regolate di sale e pepe.

Accendete il forno statico a 180°.

Prendete 8 piccoli contenitori individuali (in alluminio, usa e getta, in ceramica o in silicone, che per me restano i migliori), appoggiateli sulla leccarda del forno e riempiteli a filo con la polenta.

Con un cucchiaino, scavate leggermente al centro, e fate il posto per un pezzetto di gorgonzola e un cucchiaio di funghi.

Trasferite in forno per circa 15 minuti, o finchè vedete che il formaggio si è ben sciolto.

Estraete dal forno e guarnite con qualche rametto di rosmarino.

Lasciate riposare per qualche minuto prima di servire.

 

I funghi a testa in giù di Carsten Holler alla Fondazione Prada di Milano

Carsten Holler – Synchro System