Torta salata di riso alla genovese


Sono stata coinvolta da Max in questa simpatica iniziativa a più mani: pubblicare un paio di volte al mese un menu completo con un ingrediente comune.

Questa volta tocca al riso, e domani, sulla pagina Facebook del gruppo Mangiare bene a casa, ci sarà un menu dedicato, dall’antipasto al dolce.

Io partecipo con questa torta salata, che è un classico della cucina genovese tradizionale.

A me piace moltissimo, è delicata e golosa nello stesso tempo ma, lo dico subito, è piuttosto nutriente. Del resto, tentare di alleggerirla vuol dire snaturarla.

Ogni tanto un peccato di gola ci sta!

Ecco gli ingredienti: per una tortiera di 26-28 cm. di diametro, e sufficiente per otto persone.

Ingredienti della pasta:

  • 1 etto farina bianca 0
  • 1 cucchiaio di olio evo, se possibile ligure
  • 1 pizzico di sale
  • acqua

Ingredienti del ripieno:

  • 320 grammi di riso
  • 3/4 di litro di latte intero
  • 125 grammi di ricotta o yogourt ((ci vorrebbe la prescinsêua, ma chi non è di Genova non la conosce, quindi niente)
  • 1 cartone piccolo di panna fresca
  • 1 uovo intero e 1 albume
  • 4 cucchiai colmi di Parmigiano grattugiato
  • 1 bella grattata di noce moscata
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 tortiera da 26 – 28 cm. di diametro
  • poco olio per ungerla

Tempo di preparazione: 30 minuti + il raffreddamento

Tempo di cottura: 40 minuti

Porzioni: 8

Difficoltà: medio bassa

Costo: basso

Conservazione: 3 giorni in frigorifero – non si può congelare

Recupero: va bene ogni tipo di riso, usate quello che avete in esubero

Antipasto, primo piatto o secondo piatto, va sempre bene

Ricetta vegetariana

 

Due parole sulla prescinsêua: è un prodotto caseario diffuso in Liguria, e temo solo lì, leggermente acida, come lo yogurt, consistente come la ricotta, ma più cremosa .

Preparate la pasta: impastate rapidamente farina, olio, sale e un po’ d’acqua, aggiungendone altra, man mano che l’impasto lo richiede. Dovete ottenere un panetto molto morbido ma non colloso. Ponetelo in una ciotola, magari con poca farina sotto per non farlo appiccicare, copritelo bene e lasciatelo riposare per almeno mezz’ora, o anche più.

Preparate il “ripieno”: mettete a bollire il latte con il cucchiaino di sale e buttate il riso qualche momento prima che inizi a bollire. Portate il riso a metà cottura, spegnete, coprite e lasciate riposare. Il riso assorbirà il liquido in eccesso.

Quando il riso è pronto, spegnete il fuoco, coprite e lasciate riposare. Se notate che nella pentola è rimasto molto liquido, non ve ne preoccupate assolutamente, ci penserà il riso ad assorbire tutto il latte.

Infarinate leggermente il piano di lavoro, riprendete la pasta e stendetela in una sfoglia molto, molto sottile.

Accendete il forno ventilato a 200°.

Ungete con un paio di cucchiai d’olio il fondo della teglia, adagiatevi sopra la pasta facendo aderire i bordi, e lasciandone un pochino all’esterno, da ripiegare.

Riprendete il riso che, come vedrete, si sarà piuttosto asciugato, e aggiungete, uno alla volta, la prescinsêua (o lo yogourt), la panna, le uova, il parmigiano, abbondante noce moscata. Rimescolate molto bene tra un ingrediente e l’altro, e infine trasferite tutto il ripieno sulla pasta. Ripiegate appena i bordi per rifinire il contorno.

Tagliate via l’eventuale pasta in eccesso, e conservatela nel congelatore

Ponete la torta nel forno ormai caldo, e lasciatela per circa 40 minuti o fin quando vedrete che la superficie sarà leggermente gratinata e il bordo ben dorato e croccante.

Gustatela calda, non bollente (sennò vi ustionate), bella morbida e profumata: è irresistibile!

Il Mirtillo Nero dell’Appennino Tosco-Emiliano


Ebbene sì, si ricomincia, e ancora mi porto dietro tutte le esperienze e le belle e buone cose a cui mi sono appassionata quest’estate.

Ho voluto “mangiare” consapevolmente e responsabilmente, e ho raccolto qualche informazione che vorrei, piano piano, condividere con voi.

Sia chiaro! Non è mio obiettivo fare pubblicità o propaganda, ma raccontare storie che forse non tutti conoscono, legate a un territorio limitato, e che vogliono solo fornire qualche informazione, e magari la voglia di cercare sempre, anche a tavola.

Sono convinta che la conoscenza precisa di prodotti e processi produttivi siano, in qualche modo, un aiuto a non sprecare: l’acquisto consapevole è sempre corretto e conveniente.

Comincio con una vera golosità: il Mirtillo Nero dell’Appennino ToscoEmiliano, qui  guarnito con un bello spruzzo di panna montata.

È un frutto spontaneo che cresce in alta quota (oltre i 1000 metri di altezza) e copre interi prati con le sue piantine dalle foglie verdi brillanti che nascondono le piccole bacche blu scuro, quasi nere, dolci e saporite.

La raccolta è regolamentata, ma si possono liberamente raccogliere limitate quantità di assaggio

Come tutti i prodotti “di nicchia”, inteso non come un lusso, ma perché concentrati in uno spazio limitato, è indispensabile recarsi sul posto, nel momento giusto dell’anno (fine dell’estate) per gustarlo.

Capisco che l’informazione arriva un po’ al limite della stagione, e allora aggiungo che, in zona, ci sono piccole aziende che lo lavorano, permettendo così di farsi accompagnare dal suo sapore tutto l’anno. Non solo confetture, ma al naturale, o sciroppi e liquori (il Mirtillino è una delizia!)

Quante volte le cose più semplici sono anche le migliori!

Per saperne di più: http://www.mirtillonero.it/dettaglio.asp?idliv=114

Fioritura sul Corno alle Scale

 

 

Risotto al curry con sedano e cipollotti di Tropea


Buongiorno a tutti e bentornati!

Come avete passato l’estate? Spero bene!

Io ho mangiato molto, cucinato poco, passeggiato parecchio e trascurato il blog

È stata quindi una graditissima sorpresa trovare questa ricetta a me dedicata, inventata da Manuela Arata, della quale vi avevo già parlato qui.

Una ricetta perfetta per il mio e-book Il Gusto di non sprecare, per il quale sto pensando a un aggiornamento.

Una ricetta perfetta in quanto risponde perfettamente alla mia idea di recupero, ovvero la valorizzazione di quanto avanzato o scartato

Manuela ha una istintiva capacità nel gestire i sapori speziati, che danno un tocco di energia in più.

Ecco quindi la ricetta, come lei stessa l’ha spiegata:

Questa ricetta la dedico a Paola Bortolani che apprezza le ricette di “riciclo”
Avevo in frigo il brodo del vitel tonné, un bel po’ di cipollotti di tropea e un po’ di sedano e per utilizzarli mi sono inventata questo risotto molto buono:
affetto i cipollotti e sminuzzo il sedano, poi li faccio andare con pochissimo olio bagnando col brodo per un paio d’ore affinché si sfacciano
aggiungo polvere di curry buono e lo faccio sciogliere bene (il curry tende ad essere un po’ sabbioso, quindi ci vuole almeno una mezz’ora di cottura a fuoco lento)
verso il riso e lo faccio intridere bene prima di bagnarlo con il brodo che rabbocco fino a cottura
praticamente senza grassi, delicious!

  • Difficoltà: bassa
  • Costo: basso
  • Ricetta vegetariana e veganasostituendo il brodo di carne con brodo vegetale
  • Il Gusto di non Sprecare: brodo di carne del vitel tonné

Volete conoscere tutte le ricette di Manuela?  seguite #delizieta su Facebook

Non spreco nemmeno in vacanza!


iddiano.JPG

Arieccomi! Dovrei essere in vacanza, ovvero stare zitta, ma Gianni mi ha fatto una richiesta che non ho mai affrontato prima, e molto corretta: come organizzarsi in vacanza, per sprecare meno possibile?

La domanda è estremamente centrata, perché è verissimo che proprio in vacanza è più difficile organizzarsi per evitare, o almeno contenere molto, lo spreco.

Le strategie che si applicano a casa propria non sono sempre valide quando si occupa un appartamento per un periodo limitato, quando ci si muove in camper o in campeggio, quando si passa all’aperto tutta la giornata, e si deve mangiare qualcosa a pranzo senza ricorrere al ristorante.

Quindi, eccomi a raccontare quelle che sono le mie strategie, quando sono in vacanza, con l’esperienza che mi deriva dall’aver spesso scelto l’autonomia di una casa in affitto piuttosto che l’albergo, e di limitare la frequentazione dei ristoranti privilegiando la qualità alla quantità.

Questo il mio piccolo decalogo, sperando che possa essere utile:

  • Quando arrivate sul luogo di villeggiatura, dedicate un pochino di tempo per fare un sopralluogo panoramico e capire dove e cosa è meglio comperare.
  • Fate la spesa giorno per giorno, secondo le esigenze quotidiane, di modo da recuperare il giorno successivo eventuali avanzi. Magari avete acquistato le quantità consuete, poi sulla strada di casa vi siete fermati a prendere un bell’aperitivo, a cena avete meno fame, e scatta l’avanzo.
  • Questa regola vale anche per la prima colazione, un pasto che nessuno, ripeto nessuno fa uguale a un altro, e per la quale è più difficile rinunciare alla varietà
  • Ogni Paese, e ogni paese, propone golose specialità locali. Chi vende ha tutto l’interesse a … vendere, senza preoccuparsi degli aspetti pratici. A questi dovete pensare voi, acquistando con la testa, e non con la pancia.
  • I negozi dei luoghi di vacanza offrono spesso confezioni molto piccole di alcuni prodotti, per esempio l’olio in bottiglie da 100 ml, le uova vendute in coppia, i detersivi. Sono molto costose rispetto alle confezioni tradizionali, ma spesso è più conveniente preferirle piuttosto che avanzare, e magari buttare, a fine vacanze.
  • Quando si sta fuori casa tutto il giorno, lo spuntino migliore è fatto di frutta ed, eventualmente, pomodori, che si possono consumare proprio come frutta. Ci si nutre, ci si idrata, si resta leggeri, non si soffre la sete. Nella scelta della frutta, ricordo il valore delle banane, ricche di sali minerali che sostengono quando fa molto caldo. E alla sera una bella cena completa!
  • Scegliere di consumare frutta e verdura permette anche, se proprio non c’è un’alternativa, di lasciare in un bosco o in un prato bucce e noccioli.
  • Se, invece, proprio non potete fare a meno di un bel panino, fatelo preparare direttamente dal negozio di alimentari, a vostro gusto, e così non avrete avanzi.
  • Se, verso la fine della vacanza, volete organizzare una cena collettiva con le amicizie appena intrecciate, cercate di non organizzarla proprio l’ultima sera: è inevitabile che qualcosa avanzerà in frigorifero, e l’ultimo giorno sarà comodo per far fuori tutto. Attenzione, ho detto “organizzarla”, in anticipo. Magari voi siete così bravi da svuotare perfettamente il frigorifero per tempo!
  • E il bere? Quando fa caldo, le bibite sono una bella tentazione. Per non esagerare, e per avere qualcosa di piacevole fino all’ultimo minuto, aromatizzate della semplice acqua del rubinetto con erbe profumate: un rametto di rosmarino, qualche foglia di basilico, menta fresca.
  • E infine, anche il beauty case: il limite di capacità dei liquidi imposto per i voli ha fatto sì che molti marchi propongano piccole confezioni di shampoo, bagnoschiuma, creme ecc. Io trovo comodissima questa scelta, oppure (anche meglio!) vado in profumeria e in farmacia, compro un prodotto che mi serve sempre, e chiedo sfacciatamente un po’ di campioncini.

Vi ho annoiato abbastanza?  Buone vacanze a tutti!

spiaggia.PNG

Earth Overshoot Day 2018


Ieri pensavo di aver salutato tutti con i miei auguri di buone vacanze, ma oggi è stata pubblicata una notizia che non posso proprio ignorare.

Oggi, 1 agosto, è l’Earth Overshoot Day 2018, ovvero con oggi abbiamo utilizzato, finito, consumato tutte le risorse che la Natura riesce a rinnovare nell’arco di un anno.

Da domani, viaggeremo a credito, e siccome lo facciamo da tempo, ogni anno l’Earth Overshoot Day si presenta un po’ prima rispetto al passato.

 Non l’unico, ma uno dei motivi che incidono su questo problema è lo spreco del cibo ancora commestibile, proprio quello spreco che io, con i miei suggerimenti e ricette, raccomando di contenere.

Vi invito quindi a non rimanere insensibili davanti a questa importante notizia, e a mettere in atto le poche, semplici ma fondamentali strategie per correggere il tiro:

  • Mangiate meno carne e più vegetali, frutta e verdura
  • Scegliete il cibo con attenzione e fate la spesa con buon senso per evitare gli sprechi
  • Preferite prodotti di stagione
  • Recuperate al massimo gli alimenti più onerosi per l’ambiente

La doppia piramide alimentare rappresenta con grande chiarezza cosa inserire nella nostra dieta per fare del bene a noi stessi e al Pianeta.

 

Un paio di video (così ripassate anche l’inglese, che in vacanza serve sempre ;):

https://www.overshootday.org/

Ancora buone vacanze, con affetto, senza sprechi!

Paola