Socchiuso per ferie


 

Care amiche, cari amici e compagni di tante belle chiacchierate,
me ne vado un po’ in vacanza, e così il blog.

In vacanza si cucina meno, si dovrebbe mangiare meno, e soprattutto spesso la connessione non è abbastanza affidabile e veloce da consentire un’attività regolare

Non chiudo, però. Ogni volta che mi sarà possibile passerò a leggere le vostre storie, e lascerò qualcosa delle mie

Ci si vede in giro quindi

Buone vacanze a tutti, e grazie

 

n.b. Ehi, ricordatevi due cose:

In questi giorni si celebra il Pride 2018, e oggi è il MilanoPride. Evviva l’Arcobaleno!

Non sarà una delle letture più amene dell’estate, ma è il mio e-book

Gli avanzi prima delle vacanze


Buongiorno a tutti, e ancora buona estate!

Alla vigilia delle vacanze si presenta, inevitabilmente, il problema di “fare fuori” tutto quello che avanza in frigorifero e che non potrebbe resistere fino al nostro ritorno.

Comincio col dire che, a parer mio, buttare un avanzo oppure ingozzarsi per consumarlo ha, più o meno, lo stesso valore.

Quello che acquistiamo dovrebbe mantenere sempre la sua dignità di prezioso nutrimento.

Ho pensato quindi di raccogliere un po’ di suggerimenti, basati esclusivamente sulla mia esperienza, ovviamente positiva.

 

LE VERDURE

Tutte le verdure si possono congelare, crude, pulite e chiuse nei sacchetti dedicati. Si conservano a lungo.

Anche i pomodori, così come sono.

Fanno eccezione le melanzane, che si mantengono meglio se affettate e grigliate o passate al forno.

I problemi nascono con le insalate, che hanno una componente acquosa così alta da disfarsi durante il congelamento.

Se la quantità di insalata è abbondante, potete aggiungerla a un minestrone o una crema di verdura, preparata con l’aggiunta di qualche patate e, volendo, altre verdure a piacere. Si cuoce, si lascia raffreddare, si mette nelle scatole e si congela.

Se l’insalata è poca, si può aggiungere a una frittata o una torta salata, che una volta pronta può essere congelata, intera o in porzioni.

 

I FORMAGGI

I formaggi magri si possono congelare. Avete mai provato? Mozzarella e ricotta, per citare i più noti e usati, non temono troppo il congelamento. Certo, dopo non saranno più così adatti da essere consumati come fossero freschi, ma saranno perfetti per cucinare: pizza, melanzane alla parmigiana, torta salata, pasta con pomodoro e ricotta, solo per dare qualche idea.

I formaggi grassi, invece, devono essere consumati oppure, come dicevo prima, inseriti in un ripieno salato.

 

GLI AFFETTATI

Purtroppo per gli affettati non ci sono grossi margini di manovra, meglio comperarne davvero pochi prima di partire, che poi, con il caldo, non fanno nemmeno tanto bene 😉

 

LA FRUTTA

Anche la frutta contiene molta acqua, quindi in teoria non è adatta a essere congelata. Potete naturalmente portarla in viaggio con voi, sempre gradita come spuntino in estate. Se questo non fosse possibile, provate a cuocerla, tipo marmellata, ma per meno tempo e con pochissimo o niente zucchero, quindi porzionatela e congelatela. Al ritorno sarà un gradito fine pasto o un ingrediente per dolci al cucchiaio.

 

IL LATTE

Avete mai provato? Si può congelare e ritrovare fresco al ritorno. Io lo trovo buono quasi come fresco, ma è sicuramente perfetto per cucinare, ammorbidire una torta, fare un budino.

 

FRITTATE E TORTE SALATE

E questo è l’epilogo di maggior soddisfazione per ogni piccolo avanzo rimasto nel frigorifero! Basta un’ombra di buon senso, e poi si possono mescolare insieme, dopo averli grossolanamente tritati, formaggi e affettati, verdure e carne, quindi legare il tutto con un paio di uova, della ricotta o dello yogourt, magari in scadenza anche lui. Si cuoce in forno, si lascia raffreddare, si congela, e al ritorno dalle vacanze la cena sarà pronta!

DUBBI?

Vi resta ancora qualche dubbio su come trattare, o meglio, congelare i cibi avanzati ed evitare di buttarli via prima di partire? Fate un giro intorno al banco surgelati del vostro supermercato preferito e date un’occhiata a quanto viene proposto: se lo fa la Findus, potete farlo anche voi 😉

Questi sono i miei consigli Primo-non-sprecare per le vacanze.

Avete altri suggerimenti da condividere? Che non si finisce mai di imparare.

 

Vi auguro una spiaggia così. Se la trovate, non ditelo a nessuno

Pasta con le sarde


Questo piatto è un super classico della cucina siciliana, e un super classico dell’estate. Grazie alla globalizzazione (pro e contro, lo so), ora si trova il finocchietto selvatico, ingrediente fondamentale, anche al di fuori della Sicilia.

Non solo, le sarde sono ora nel loro massimo splendore, gustose e non care.

Mettetene un po’ di più, e avrete un piatto unico, completo, ricco, dal sapore pieno.

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 320 grammi di spaghetti o bucatini
  • 300 grammi di sarde fresche
  • 4 filetti di acciughe sotto sale
  • 1 mazzetto di finocchietto selvatico
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 2 cucchiai di uvetta
  • 1 piccola cipolla
  • 1 bustina di zafferano
  • 3 cucchiai di olio evo
  • Sale (poco, che le sarde sono saporite)

Tempo di preparazione: 10 minuti, oltre quello per pulire le sarde

Tempo di cottura: 15 – 20 minuti

 

Va da sé che il primo passaggio consiste nel pulire le sarde, a meno che non lo abbia già fatto il vostro pescivendolo.

Se sono intere, munitevi di un paio di guanti monouso, quindi incidete le sarde nella pancia, eliminate le interiora, la lisca centrale e staccate la testa. Dovranno appiattirsi.

Quando le avrete pulite tutte, lavatele molto rapidamente sotto l’acqua corrente, per eliminare residui e spinette, e fatele scolare bene sulla carta da cucina.

Sciacquate i filetti di acciuga salata.

Mettete su l’acqua della pasta salata e, quando bolle, immergete il finocchietto pulito, e lasciatelo bollire qualche minuto, quindi scolatelo e, ovviamente conservate l’acqua.

Intanto tritate la cipolla, fatela rosolare nell’olio con un goccino d’acqua, usando un tegame grande che possa poi contenere anche la pasta.

Appena sarà trasparente aggiungete lo zafferano e fatelo sciogliere bene, poi l’uvetta, i pinoli e i filetti di acciughe salate. Fate cuocere tutto qualche minuto, finchè l’acciuga non si sarà disfatta.

Unite le sarde e un po’ di finocchietto tritato, e portate a cottura mescolando meno possibile

Dopo due o tre minuti il condimento è pronto. Come tutti i pesci piccoli, le sarde sono delicate e una cottura troppo lunga non potrebbe che danneggiarle, privandole del sapore e rendendole asciutte.

Non abbiate timore che restino crude, anzi: devono ancora affrontare il contatto con la pasta bollente.

Pasta che nel frattempo avrete fatto cuocere nell’acqua aromatizzata, scolata (non troppo) e ripassata in padella.

Penso sia uno dei piatti con la più evocativa armonia di sapore: mare, Mediterraneo, un po’ d’Oriente.

Vino: Erice bianco

Visto che siamo in Sicilia, vi lascio una bella immagine di un’alba a Favignana, due estati fa. In primo piano, il finocchietto selvatico.

Pasta con carote e mandorle


Quando la cucina tradizionale ha incominciato a trasformarsi, una trentina di anni fa, e gli ingredienti hanno iniziato a spaziare con disinvoltura dal salato al dolce e viceversa, è diventata famosa la torta di carote.

Fino a quel momento, le carote erano considerate solo come una verdura, ma questa torta ne faceva risaltare la dolcezza e, in abbinamento alle mandorle, svelava un sapore molto gradito.

Infatti, poi, ci hanno fatto anche le merendine.

Bene, teniamo gli stessi ingredienti, torniamo al salato e condiamo la pasta.

Ingredienti per quattro persone:

320 grammi di pasta corta (per me rigatoni, ma vanno bene anche le penne)
• 3 carote medie non troppo grandi
• 40 grammi circa di mandorle
• Qualche foglia di salvia
• 4 cucchiai di olio evo
• Sale

Tempo di preparazione: 10 minuti
Tempo di cottura: 20 minuti

Mettete su l’acqua per la pasta, salata
Pelate le carote, oppure grattatele con decisione con il guanto scrub, e tagliatele a rondelle
In un tegame capiente, scaldate l’olio con la salvia, quindi aggiungete le carote, fate rosolare a fuoco dolce, salate leggermente, aggiungete pochissima acqua, coprite e portate a cottura. Le carote devono comunque rimanere sode
Tritate le mandorle non troppo fini e, un attimo prima di spegnere il fuoco, aggiungetele alle carote

Intanto avrete cotto la pasta: scolatela, ma non troppo, aggiungetela al condimento, mescolate bene, ed è pronto!
Volendo, completate con un giro di olio crudo.
Parmigiano grattugiato solo in tavola, a discrezione: secondo me non va aggiunto.

Oltre al bellissimo colore, questa pasta è buona in tutte le stagioni. In estate, provate a servirla tiepida, è ottima.

La nota merendina:

 

Indivia belga con crumble di acciughe e capperi


Avendo comperato una quantità un po’ abbondante di insalata belga da Bella Dentro, ho provato anche questa ricettina. Forse sono un po’ in ritardo nel suggerirla, ormai la stagione è terminata, ma penso possa essere un suggerimento valido anche per altre verdure più estive.

Gli ingredienti per 3 cespi di indivia:

  • 4 acciughe salate, oppure 8 filetti di acciughe sott’olio
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 6 cucchiai di pane grattugiato
  • 3 cucchiai di Parmigiano reggiano grattugiato
  • Qualche pizzico di origano
  • Peperoncino a piacere, e facoltativo
  • 6 cucchiai di olio evo

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti

 

Accendete subito il forno a 200 gradi

Se usate le acciughe salate, sfilettatele e sciacquatele sotto l’acqua corrente

Mettete nel mixer le acciughe, i capperi, l’origano, pangrattato, Parmigiano, eventualmente il peperoncino, e frullate, ma non troppo finemente

Lavate l’indivia belga, eliminando eventualmente le foglie esterne se fossero molto sciupate, e tagliate i cespi a metà.

Foderate con un po’ di cartaforno un tegame adeguato, sistemate l’indivia con la parte tagliata verso l’alto, cospargete con il trito.

Irrorate con un pochino di olio evo, e passate in forno

Dopo circa 15 – 20 minuti la superficie dovrebbe essere ormai bella croccante.

Servitela subito, bella calda, ma è molto buona anche tiepida

Un bel contorno sapido, o anche un leggero secondo se il primo è stato più nutriente

 

Variazioni sul tema: in alternativa all’indivia, potete usare pomodorini tagliati a metà, melanzane affettate non troppo sottili, peperoni in falde.

Potete accompagnare questo piatto con il sofficissimo pane fatto con il lievito madre

Zuppa di pesce, il piatto perfetto dell’estate


L’estate è la stagione ideale per abbuffarsi di pesce, perchè è in estate che i nostri mari offrono il meglio di sè

Tra le tante ricette a base di pesce, quella della zuppa è spesso considerata difficile, quando in realtà è vero proprio il contrario.

La zuppa di pesce, un piatto di una bontà strepitosa, si prepara in poco tempo e, con la giusta attenzione, riesce sempre.

Prima di partire con la ricetta, però, vorrei darvi qualche indicazione su come fare un buon piatto di pesce.

Il primo, fondamentale segreto, sta nella scelta di un buon pescivendolo. Come si riconosce?

Il bravo pescivendolo:

– non tenterà di rifilarvi a ogni costo il pesce più caro che ha, o il più noioso da preparare e che nessuno gli compra
– davanti alla vostra richiesta di una determinata qualità di pesce, risponderà chiedendovi come lo volete cucinare. Quasi tutti i pesci si prestano a più preparazioni, e a seconda della provenienza e della taglia, possono essere più o meno adatti a quello che avete in mente di fare
– è disponibile a pulirlo, e lo farà nel modo più consono alla vostra ricetta

Torniamo alla zuppetta.

Gli ingredienti per quattro/cinque persone:
1 gallinella da circa 700 grammi
• 1 piccola rana pescatrice
• 20 scampetti
• ½ chilo di muscoli (cozze)

1 spicchio d’aglio
• 1 manciata di prezzemolo
• ½ bicchiere di vino bianco secco
• 1 bicchiere di salsa di pomodoro
• 2 piccole acciughe salate
• 6 cucchiai di olio evo

Tempo di preparazione e cottura: 1 ora appena abbondante, inclusa la pulizia del pesce.

Prima di tutto ho pulito i muscoli e li ho fatti aprire, ovvero: li ho messi a bagno in acqua per una prima sciacquata, ho tolto pazientemente il bisso che spunta tra le valve, le ho sciacquate una seconda volta e le ho trasferite in una pentola. Ho messo la pentola sul fuoco a fiamma vivace, coperta, e ho aspettato che si aprissero perfettamente, rimescolando un paio di volte. Una decina di minuti in pentola sono sufficienti, per questa quantità.

Ho lavato sotto l’acqua corrente la gallinella e la rana pescatrice, che il pescivendolo aveva solo eviscerato.

Ho tritato finemente, con la mezzaluna, aglio e prezzemolo, e li ho messi in una bella pentola capiente, ovvero quella nella quale avrei poi cucinato tutta la zuppa. Ho aggiunto le due acciughe salate, ovviamente sciacquate dal sale e private della lisca, ho messo l’olio, e ho scaldato il tutto facendo soffriggere dolcemente, finchè le acciughe si sono perfettamente sciolte. Ho aggiunto la salsa di pomodoro e, appena questa ha ripreso il bollore, ho messo anche il vino, lasciando sobbollire il tutto qualche minuto per far evaporare l’alcool.

Ho ripreso i muscoli che, nel frattempo, si sono un po’ raffreddati, e li ho separati dalle valve, che ho gettato. Usando un colino fine, ho filtrato l’acqua di cottura dei muscoli, ricavandone una tazza piena. Ne ho aggiunto circa metà, forse anche un po’ di più, nella pentola, conservando il resto. Ho messo in pentola la gallinella e la pescatrice, ho coperto e ho lasciato cuocere per una decina di minuti, più che sufficienti per pesci così delicati.
Questi dieci minuti mi sono serviti per pulire gli scampetti, ovvero privarli della testa, del filamento scuro che corre sul dorso e dare anche a loro una breve lavata sotto l’acqua corrente.

Fin qui tutto a incastro, semplice e piacevole. Ora viene il momento “che fa la differenza” … o anche del “chi me l’ha fatto fare” … ho ritirato momentaneamente la pentola dal fuoco e, prima la pescatrice, poi la gallinella, ho trasferito i pesci su un tagliere dove, aiutandomi con coltello e forchetta, li ho perfettamente spinati, liberati della testa, cartilagini, pinne, pelle ecc. Con un cucchiaio ho man mano raccolto la polpa e l’ho rimessa nel brodetto. Un’operazione, ahimè, piuttosto noiosa – anche se non lunga, in quanto la separazione delle varie parti, con il pesce cotto, è molto semplice – ma indispensabile per gustare la zuppa, una volta nel piatto, comodamente e senza preoccupazione di spine e residui.

Ho allungato leggermente con l’acqua dei muscoli, ho fatto riprendere il bollore, ho aggiunto gli scampetti. Lo sapevate che quando sono cotti vengono a galla? Ecco, ho aspettato di vederli in superficie (proprio come gli gnocchi!), e l’ultimo passaggio è stato l’aggiunta dei muscoli, che essendo già cotti, dovevano solo scaldarsi.

Avete notato? Non ho citato sale e pepe. Non è una dimenticanza, perchè il pesce di mare, e soprattutto l’acqua dei muscoli, sono più che sufficienti per un’adeguata sapidità. Se gradito, si può aggiungere un po’ di peperoncino, ma io preferisco non metterlo, per non rischiare di coprire i profumi.

Ho trasferito la zuppa fumante nei piatti, ed era deliziosa, sia per la qualità e varietà del pesce, sia per il sapore appetitoso e pieno del brodetto. E’ in assoluto un piatto unico, da completare con una bella porzione di verdura, meglio se fresca e cruda. Solo per scelta e gusto personale non ho preparato il piatto con la classica fetta di pane tostato, ma ho preferito gustare il brodo fino in fondo, anche se non ho resistito a intingere un pezzettino di focaccia nella scarpetta finale.

Questo piatto è molto adatto per i bambini, che ne apprezzano molto il sapore stuzzicante, lo divorano fino all’ultima goccia di sughetto. Se però i bambini non sono abbastanza grandi e non hanno ancora imparato a gestire il pesce con le lische, è fondamentale scegliere pesce come quello indicato, in quanto ha lische molto grandi, facili da identificare ed eliminare, oppure altri pesci che hanno solo la cartilagine centrale, ancora più semplici.
Strategie: E’ possibile preparare i muscoli in anticipo, ma solo di qualche ora, per non doverli refrigerare.

Variazioni sul tema: Infinite. La zuppa di pesce è davvero un piatto povero e tradizionale, che nasce per utilizzare solo il pescato, quindi quasi tutti i pesci sono adatti. La varietà rende la zuppa più interessante, e non ci sono veri problemi nell’equilibrio dei sapori. La differenza sta sostanzialmente solo nei tempi di cottura, un altro dettaglio per il quale il bravo pescivendolo può essere di grande aiuto. Per esempio, l’aggiunta (ottima) di calamari, totani o moscardini presuppone una cottura un po’ più lunga dei 10 minuti indicati, ma basta saperlo e seguire la progressione corretta nell’aggiunta delle diverse qualità. Non sono indicati i pesci come lo spada, il tonno, la palamita, perché hanno una consistenza diversa e, in questo tipo di preparazione, diventano asciutti e stopposi. E non è adatto il pesce azzurro, troppo delicato per reggere una bollitura così decisa.

Vino: Ormeasco

Ricaricare le energie con i colori del cibo


Buongiorno a tutte e a tutti e buona estate!
Quando ho letto questo articolo su Alterego Blog, ho pensato subito che fosse quello giusto per iniziare bene, insieme, la stagione che ci attende.
Che l’energia sia con noi!

Lo sapevi?
I colori del cibo, sono evocativi, per i nostri occhi e anche per il nostro palato
Il colore è in grado di fare stare meglio il nostro stato d’animo; e va da se anche la nostra salute

Sembra incredibile ma è proprio così
Ciò che scatena il colore di un cibo, nel nostro cervello; è l’anticipo dell’assaporare il cibo stesso; il piacere del poterlo mangiare, facendo aumentare salivazione e soddisfazione interiore
I colori (anche quello di cibi) sono i migliori alleati a livello inconscio, ci avevi mai pensato?

Le proprietà organolettiche dei cibi e i loro colori

ROSSO, è il cibo che ci regala energia

I cibi di colore rosso, sono innanzitutto predominanti per le loro proprietà nutritive, rigenerano e combattono i radicali liberi; sono quelli che tengono a bada il colesterolo nel sangue e ci aiutano a prevenire il rischio tumorale
Non poca cosa se pensiamo a quanti cibi di colore rosso amiamo!
Il peperoncino, le fragole, l’anguria, i pomodori, le ciliegie i rapanelli ed i mirtilli rossi; senza dimenticarci della arance sanguinelle

I cibi di colore rosso, ci regalano la sensazione di potenza, di energia pura
Donano fiducia in se stessi e richiamano alla sensualità; del successo e della sicurezza in se stessi
Abbattono la sensazione della depressione, dell’umoralità negativa; mangiamo ROSSOquando abbiamo bisogno di vitalità!

Vuoi concentrazione e relazionarti meglio con il prossimo?
Scegli Cibi colore Giallo e Arancione

Questi colori nei cibi, evocano l’estate, solarità e energia che inducono a  ottimismo e concentrazione
Il Betacarotene è la giusta carica che troviamo nei cibi gialli e arancione

Il colore del cibo arancione; è l’ideale da presentare a tavola, o come spuntino ai bambini, poiché  stimola l’appetito
Inoltre, cosa da non sottovalutare i cibi con colori giallo arancione; contengono elevatevitamine e sostanze nutrienti utili per le ossa, combattono i radicali liberi, e aiutano la tonicità della pelle

Quindi dalle carote, alla zucca, dall’arancia al melone, albicocche e ananas limoni mais percocche mandarini; scatenatevi!

Il cibo verde energizzante per serenità e relax

I cibi di colore verde, sono stimolanti del nostro sistema immunitario, una cosa non da poco oserei dire!
Fonte d’ispirazione che evoca la natura, con tutta la sua flora, è uno sprone al relax e alla distensione spirituale

Quindi via libera a carciofi, asparagi, basilico mentuccia per insaporire insalatone estive, oppure uva piselli, cavoletti di Bruxelles; kiwi, pere peperoni e fagiolini

Ricaricare l’eros e dare una spinta alla fertilità

 

I cibi dai colori neroviola o dalle connotazioni bluastre, anche se potrebbero dare l’impressione d’intristire, sono esattamente all’antipode di questa sensazione

Al contrario rendono viva la sensualità, ispirano l’eros e hanno proprietà naturali utili a combattere infiammazioni, incentivando le capacità d’assorbimento di talune sostante nutritive, ad esempio calcio ed i sali minerali; inoltre hanno una forte connotazione erotica, ispirata alla natura femminile, oltre ad avere come simbolo la fertilità

I cibi di colore viola risultano essere altamente digeribili per l’organismo, la loro assunzione può anche essere serale, non dando senso di pesantezza
Mirtilli, melanzane, prugne, fichi anche olive nere, uva e anche il caffè

Caffè the pepe ecc, sono da considerarsi eccitanti e quindi vanno assunti con una certa attenzione

Il colore bianco, energizzante verso la sensazione di purezza e di equilibrio interiore

I colori del cibo che tendono al bianco, simboleggiano purezza ed equilibrio interiore
Sia il finocchio e ad esempio lo zenzero; aiutano a depurare l’organismo
Anche se poco gradito l’aglio ha lo stesso effetto purificante; inoltre è un regolatore naturale della pressione sanguigna, oltretutto, è un eccellente antibiotico naturale contro le infezioni gastrointestinali ed è in grado di abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue
Banane e cipolle bianche aiutano il sistema immunitario


La banana inoltre è un meraviglioso energizzante, poiché ha svariati zuccheri naturali e può aiutare contro la depressione
Le proprietà della banana sono anche positive verso il controllo la pressione sanguigna, ma questo frutto si rivela importante anche per contrastare la stitichezza e il bruciore di stomaco.
Sempre la banana è in grado di inibire l’acidità di stomaco e di calmare i nervi

Torta salata di zucchine trombetta con semi di sesamo


Le zucchine trombetta sono una varietà molto diffusa nella riviera ligure di Ponente, tanto da essere denominate anche zucchine di Albenga. Furono infatti i marinai liguri a importarle dal Nord America. Somigliano alle zucchine classiche, ma sono ben riconoscibili: molto più lunghe e un po’ arrotondate. Anche il sapore e la consistenza hanno note diverse: più dolci, più tenere e, insieme, più croccanti.

In Liguria si trovano facilmente; in questa stagione sono ancora considerate primizie e costano un po’ di più, ma in piena estate il loro prezzo è livellato a quello delle zucchine tradizionali.

Questa semplice torta ne esalta le qualità e la leggerezza, e come tutte le torte salate è gradevole in estate, in quanto si può consumare sia tiepida che fredda

Gli ingredienti per una tortiera di circa 25 cm. di diametro:

  • 3 zucchine trombetta di medie dimensioni
  • 1 vasetto di yogourt
  • 2 uova intere
  • 4 cucchiai di Parmigiano reggiano grattugiato
  • Pasta per torte salate fatta con 200 grammi di farina
  • 2 cucchiaini di semi di sedano
  • ½ spicchio di aglio
  • 3 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione (con la pasta già pronta e riposata): 20 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti + 30 minuti circa

Forse avete già capito come si fa

Ho spuntato le zucchine, le ho ben lavate e tagliate a rondelle di 3-4 mm di spessore.

Le ho messe in padella con l’olio, pochissimo aglio affettato finemente, e le ho fatte cuocere a fuoco dolce, mescolando spesso e badando che non bruciassero. Ho salato a metà cottura.

Quando le ho sentite morbide, le ho tolte dal fuoco, ho aggiunto lo yogourt per raffreddarle, poi le uova e il Parmigiano.

Ho acceso il forno statico a 180°

Ho steso la pasta piuttosto sottile e con quella ho foderato la tortiera leggermente unta

Ho versato il composto livellando bene, quindi ho ripiegato i bordi della pasta, e ho sparso sulla superficie i semi di sesamo.

Ho passato in forno per circa 30 minuti, verso la fine ho aumentato il calore a 200° per favorire la doratura della superficie

È buona e delicata, con la freschezza delle zucchine e il sapore pieno e dolce del sesamo.

Si può servire sia tiepida che a temperatura ambiente, un po’ come tutte le torte salate.

Si conserva in frigorifero tre o quattro giorni senza nessun problema

Variazioni sul tema: Il sapore di questa torta è particolare, in quanto mette a contrasto la dolcezza delle zucchine trombetta con la fragranza stuzzicante del sesamo. Naturalmente qualunque verdura, o anche un mix di verdure, può essere utilizzata con buon risultato.