22 aprile – Giornata Mondiale della Terra 2018


Oggi si celebra in tutto il mondo l’Earth Day 2018

Tantissime sono le iniziative, spesso festose, che accompagnano questa scadenza

Io, purtroppo, non posso esimermi dal riportare le parole allarmanti della Fondazione Barilla, che da molti anni segue la situazione delle risorse alimentari del pianeta:

Stiamo mangiando il nostro Pianeta! Sembra impossibile, ma è la drammatica verità perché dal 3 agosto 2017 stiamo vivendo “a credito” nei confronti della Terra.
Secondo il Global Footprint Network, infatti, lo scorso 2 agosto la richiesta di risorse naturali dell’umanità ha superato la quantità di risorse che la Terra è in grado di generare nello stesso anno. Buona parte di queste risorse sono servite per produrre cibo, ma 1/3 di quegli alimenti è stato gettato o sprecato come dimostrano i dati forniti dal Food Sustainability Index.
Cosa comporta lo spreco di cibo?
Lo spreco alimentare è responsabile della produzione dell’8% circa delle emissioni globali di gas serra. Ma è anche sinonimo di sovrasfruttamento del territorio, quindi spreco della terra impiegata per coltivare cibo che nessuno mangia. Ridurlo potrebbe far risparmiare fino a 1,4 miliardi di ettari di terreno, pari al 30% della superficie agricola disponibile.
Inoltre, sprecare cibo significa anche sprecare molte altre risorse che il Pianeta di offre e che sono impiegate nella produzione degli alimenti, come l’acqua. Non è un esempio casuale: si stima che ogni anno, il volume di acqua utilizzato per la produzione di cibo sia pari alla portata del fiume Volga in Russia. Ecco perché sprecare cibo significa sprecare quantità enormi di acqua.
Sono dati fondamentali, che dobbiamo tenere presente per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
“Produzione del cibo, sovrasfruttamento delle risorse della Terra e spreco alimentare sono elementi che ci separano dal raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Se vogliamo puntare alla “fame zero” non possiamo trascurare che l’impatto dello spreco alimentare, nei Paesi sviluppati, vale 222 milioni di tonnellate di cibo, quasi quanto la produzione alimentare disponibile dell’Africa sub-sahariana (230 milioni di tonnellate)” spiega Ludovica Principato, ricercatrice di Fondazione BCFN e ricercatrice Università Roma Tre.
Se vogliamo contribuire a salvare le risorse che il nostro Pianeta ci offre, quindi, dobbiamo riconsiderare il nostro rapporto con il cibo. Abbiamo bisogno di ragionare sui dati che emergono e inaugurare un cambiamento drastico nei sistemi attuali di produzione e di consumo del cibo.
Il cambiamento può partire dalla tua tavola!

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