22 marzo – Giornata Mondiale dell’Acqua


giornata mondiale dell'acqua

Mi accorgo con ritardo (chiedo scusa, ma qui si vive una vita normale anche fuori dal web 😉 che oggi si celebra una giornata molto importante.

Per caso ho parlato di acqua proprio pochi giorni fa, e c’è poco da aggiungere, è un bene prezioso, il più prezioso, merita tutta la nostra attenzione.

Grazie al mio commento sull’acqua Barbara mi ha segnalato questo suo interessantissimo post.

Se l’acqua è una quantità finita, c’è chi, molto intelligentemente, usa la stessa acqua per obiettivi diversi. C’è molto da imparare, molto da chiedere a chi ci governa.

Buona lettura e buona giornata

https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2016/06/08/israele-dieci-4/

 

Acido citrico


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Lo conoscete?

L’acido citrico è presente in quasi tutti i prodotti alimentari di preparazione industriale, perché è un esaltatore di sapidità e un conservante.

E a noi, che non siamo industria, come può interessare?

L’acido citrico, nell’uso domestico, è un ottimo anticalcare e disincrostante

Io lo uso come:

  • Anticalcare per le rubinetterie in bagno e cucina
  • Ammorbidente in lavatrice
  • Pulizia del bollitore e della caffettiera
  • Brillantante per la lavastoviglie
  • Disincrostante per gli scarichi

Si acquista facilmente on line, ha un prezzo estremamente conveniente rispetto a tutti i detersivi alternativi che servono per le funzioni appena descritte, e deve solo essere conservato, ben chiuso, lontano dai bambini e dagli animali domestici.

Ogni utilizzo richiede proporzioni diverse, che si trovano facilmente in rete. Sebbene siano indicate proporzioni precise e pesate, dopo un paio di volte si può procedere a occhio, e funziona lo stesso.

Ci tenevo molto a parlarne perché, e questo è il suo valore più alto, è meno inquinante e meno costoso dei prodotti in commercio pronti per l’uso.

 

Sformatini di purè – reblog


Io mi diverto molto a inventare ricette che permettano di utilizzare in modo appetitoso gli avanzi e gli scarti, ma è giusto riconoscere che ho avuto delle ottime insegnanti.

Tra queste c’è Simona, ottima cuoca sempre, e mente brillante nel recuperare ed esaltare gli ingredienti a disposizione.

Pochi giorni fa ha proposto questa ricetta, dove in un colpo solo utilizza un avanzo pronto, il purè, e un apparente scarto, le foglie dei ravanelli. Piccoli capolavori dei quali nessuno sospetterebbe l’origine non proprio canonica.

Vi invito a provarli

Passo la parola a Simona e … Buon appetito e Buona Primavera!

Paola

Il mio vicino di casa mi ha portato un sacchetto di uova.
“Attenta perchè hanno il guscio sottilissimo. Non so cos’hanno quest’anno le galline!”
E infatti, mentre le estraevo dalla busta, track, il dito è entato nell’uovo.

Sul fornello c’era un pentolino con un avanzo di purè e l’uovo l’ho lasciato cadere lì dentro.
“E adesso? Cosa ci farebbe Paola?”
Io ho pensato di accontentare le foglie di un bel mazzo di ravanelli che mi guardavano infelici ogni volta che aprivo il freezer.

Ingredienti:

  • avanzi di purè di patate
  • un mazzo di foglie di ravanello
  • un uovo (se non è già rotto sgusciatelo 🙂 )
  • tre cucchiai di parmigiano-reggiano
  • un cucchiaio di pangrattato
  • sale, pepe, noce moscata

Tritate molto finemente le foglie di ravanello e aggiungetele al purè.
Unite tutti gli altri ingredienti, aggiustate di sale e spezie e mescolate vigorosamente.
Dividete il composto fra diversi pirottini (io riciclo sempre quelli delle scatole dei biscotti danesi).
Per tenerli in forma si possono mettere in uno stampo da muffins.
Fate cuocere in forno caldo a 180 °C per circa 30 minuti.
Io li ho serviti tiepidi con una salsa di formaggio e noci.

La più famosa Allegoria della Primavera

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La pizza! Fatta in casa è molto più buona


Quanti piatti che spesso, se non sempre, compriamo pronti, potremmo facilmente farli in casa, con poca fatica, ma con grande risparmio di denaro e certezza degli ingredienti.

Tra questi c’è sicuramente la pizza, un monumento gastronomico che ha il pregio di piacere a tutti. Ed è anche un piatto molto sano e completo, visto che è composto sia da carboidrati che da proteine (la mozzarella) e dalla verdura (il prezioso pomodoro).

Se la facciamo in casa, possiamo farcirla come più ci piace, cuocerla al momento giusto e mangiarla bollente come in pizzeria.

Fin qui tutto bene, direte voi, ma l’impasto? È difficile da fare. E come la mettiamo con la lievitazione? Uno arriva a casa la sera, magari tardi, e non ha il tempo materiale di impastare, far lievitare l’impasto almeno un’ora … a che ora si mangia?

Ebbene, la risposta c’è, ed è semplicissima: l’impasto, che non è difficile, si prepara la sera prima.

Cominciamo dal lievito: vogliamo usare il lievito madre fresco, quello essiccato, o il lievito di birra? Quello che conta è permettere una lunga lievitazione, così che i fermenti del lievito abbiano il tempo di svilupparsi completamente e, altro particolare non da poco, incominciare a “digerire” il glutine della farina.

Le proporzioni del lievito? Per 500 grammi di farina, i cubetto di lievito di birra, 35 grammi di lievito madre secco, 100 grammi rinfrescato di lievito madre “vivo”.

Quindi gli ingredienti sono:

  • 500 grammi di farina (00, 0, mista con integrale, a piacere)
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 1 cucchiaino di sale fino
  • Acqua
  • Il lievito come già indicato
  • La farcitura a piacere (mozzarella, pomodoro, acciughe, olive ecc. ecc. come in pizzeria)

Sia che impastiate a mano o a macchina, dovete solo fare attenzione a non esagerare con l’acqua: ci vuole parecchia farina per compensare un cucchiaio di troppo. Andateci piano.

Ricapitolando, la sera prima si prepara l’impasto (tempo previsto a mano, non più di dieci minuti), si mette in una ciotola ben sigillata o in un sacchetto per alimenti ben chiuso, e si trasferisce in frigorifero.

La mattina dopo si recupera l’impasto e, così com’è, lo si sposta a temperatura ambiente.

Alla sera si riprende l’impasto, si piega e si impasta quattro o cinque volte, si stende nella teglia del forno, se c’è tempo si lascia lievitare ancora un po’ così, quindi si farcisce la pizza secondo il proprio gusto, si inforna (250 gradi ventilato) e dopo circa 15 – 20 minuti è pronta da gustare bollente, filante!

Vi lascio il tempo di farla un paio di volte per prenderci la mano, e poi sono sicura che non comprerete mai più né quella surgelata (brrrr!), né quella da asporto.

E se ne avanza? Il giorno successivo è ancora buonissima, basta scaldarla qualche minuto in forno. Si può congelare.

Tutti amano la pizza, ed è sempre personalizzabile … anche negli Usa!

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La rompi blogger colpisce ancora


Non dobbiamo sprecare il cibo, l’ho detto e non lo ripeto

Ma con la stessa forza dico: non dobbiamo sprecare nemmeno l’acqua!

Forse non ci si pensa abbastanza, ma l’acqua sulla terra è una quantità finita, e noi oggi beviamo la stessa acqua che ha dissetato i dinosauri, l’uomo di Neanderthal, Giulio Cesare, Leonardo, Napoleone ecc. ecc.

La stessa acqua che continua il suo ciclo senza fine di evaporazione – pioggia – evaporazione – pioggia …

Noi siamo sempre più numerosi (9 miliardi stimati nel 2050, per dire), tutti dobbiamo bere, e l’inquinamento delle falde contribuisce a diminuire ancora la quantità di acqua buona a nostra disposizione.

Se per aumentare la produzione di cibo, tutto sommato, si può fare qualcosa (un qualcosa a scapito della qualità, perché vuol dire usare tanta chimica), per l’acqua siamo indietro.

Non sprechiamola inutilmente e insensibilmente! Vale molto più dell’oro, vale la nostra stessa vita.

E ora tutti a berci un bel bicchiere di acqua fresca, non vi è venuto sete?

La vostra affezionata rompi-blogger

 

 

 

 

Un bel consiglio di lettura, il primo romanzo in cui Andrea Camilleri ci pr

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esenta il commissario Montalbano

#worldpestoday #orgogliopesto Gnocchi all’acqua con il pesto genovese


Oggi è il #WorldPestoDay, una giornata che Genova dedica a festeggiare la sua ricetta più famosa.
Io partecipo con un piatto classico, gli gnocchi, non nella tradizionale versione con le patate, ma più semplicemente all’acqua.
Confesso la mia lacuna, non li avevo mai fatti, ma mi è bastato prepararli una volta per scoprire che sono:

buonissimi
facilissimi
economicissimi
velocissimi
furbissimi

Ecco gli ingredienti per quattro persone:
4 decilitri di acqua
• 4 etti di farina
• Sale, quantità a buon senso
• 1 wok con fondo antiaderente (non tassativo, ma è la pentola più comoda per prepararli)

Tempo di preparazione da zero a in tavola: 40 minuti

Ho pesato la farina. Ho messo sul fornello il wok con l’acqua e il sale, appena ha alzato il bollore ho aggiunto tutta la farina in un colpo solo e, con un cucchiaio di legno, ho mescolato energicamente per ottenere un impasto abbastanza omogeneo.
L’ho trasferito sul mio foglio in silicone e ho impastato, sempre con una certa energia, per alcuni minuti. Scotta un po’ ma, si sa, noi cuoche abbiamo mani d’amianto 😉
Ho lasciato riposare l’impasto, coperto con la pellicola, per circa 15 minuti, quindi l’ho ripreso e ho formato gli gnocchi. Ovvero, ho tagliato piccole porzioni di impasto, le ho stese ricavando un cilindro del diametro di circa un centimetro, quindi l’ho diviso in tanti segmenti: gli gnocchi.
Intanto ho messo al fuoco l’acqua per cuocerli.
Li ho versati tutti nell’acqua bollente e li ho scolati, come gli gnocchi di patate, man mano che venivano a galla.
Li ho conditi con un bel pesto profumato, che si è esaltato perfettamente.
Da provare!
Buon appetito
Paola

Il logo ufficiale

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#orgogliopesto – Vellutata di zucca aromatizzata al pesto


Sta per concludersi questa settimana dedicata all’#orgogliopesto, la squisita salsa ligure che, dopo la pizza napoletana, sta tentando di essere riconosciuta dall’Unesco come “patrimonio dell’umanità”.

E’ bello presentare una ricetta ospite, una ricetta ideata da un non-ligure, a conferma che il pesto piace ben oltre i confini della mia regione.

Grazie quindi a Max per la partecipazione! Qui trovate la sua ricetta originale.

Ingredienti per 2 persone:

  • 1/4 di zucca di dimensioni medie privata dei semi;
  • 1 rametto di rosmarino;
  • 2 foglioline di salvia;
  • 1/2 cucchiaio di cipolla tritata;
  • 1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva;
  • 1/2 cucchiaio di farina bianca tipo 00 setacciata al momento;
  • Sale, pepe macinato al momento;
  • 750 ml di brodo vegetale.
  • qualche cucchiaino di pesto genovese

Procedimento:

Cuocere la zucca a vapore e a cottura ultimata farla raffreddare. Togliere la buccia della zucca con un coltello, porla in un recipiente e schiacciarla  con una forchetta fino a renderla della consistenza di una purea.  Tritare la cipolla e farla soffriggere in una casseruola a fiamma moderata, appena assumerà  un leggero colore unire il rosmarino e la salvia tritata, far insaporire per alcuni istanti e aggiungere la purea di zucca. Insaporire la zucca con il fondo di cipolla, mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere la farina setacciata e cuocere per circa 5 minuti, mescolando a intervalli. Unire il brodo vegetale stemperando con una frusta, eliminando così  eventuali grumi. Far sobbollire la vellutata e ridurre circa della metà il liquido fino a ottenere un composto cremoso al cucchiaio. Impiattare ed aggiungere sulla superficie qualche cucchiaino da caffè  di pesto alla genovese,  in ordine sparso. Servire a piacere con crostini caldi.

 

#orgogliopesto – Riso venere al profumo di pesto con pomodori in agrodolce


Settimana dedicata al pesto, questa, anzi, all’#orgogliopesto.

Ripropongo questa ricetta, che unisce profumi meravigliosi e … la possibilità di recuperare un piccolo avanzo della salsa genovese.

Gli ingredienti, per quattro persone:

  • 320 grammi di riso venere
  • 4 cucchiai di pesto
  • ½ chilo di pomodorini o pomodori di media grandezza, ben maturi
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 3 cucchiai di aceto bianco
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 cucchiai di olio evo

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: circa 40 minuti per il riso + 5 minuti

Mettete il riso in una pentola, copritelo a filo d’acqua, fate prendere il bollore e portate a cottura, rabboccando regolarmente con acqua calda man mano che si consuma. Ci vorrà più di mezz’ora.

Appena il riso è cotto, sgranatelo, scolate l’acqua in eccesso, se ce ne fosse, e mettetelo in una ciotola. Conditelo subito con il pesto, rimescolando bene, quindi coprite con un piatto o un coperchio. In questo modo, il profumo del pesto darà il meglio di sé nell’insaporire il riso.

Intanto che il riso cuoce, lavate i pomodori e, con il coltello di ceramica, pelateli. In alternativa, potete sbollentarli appena, la pelle verrà via molto facilmente, anche se vi scotterete un po’ le dita. Se avete scelto pomodorini piccoli, tagliateli a metà, altrimenti in quattro.

Al momento di andare in tavola, scaldate l’olio in una padella, a fuoco moderato, aggiungete lo spicchio d’aglio che lascerete imbiondire appena. Aggiungete i pomodori e, aiutandovi con due cucchiai, girateli di modo che si scaldino tutti e da tutte le parti. Mettete lo zucchero, e appena comincia a scurire, aggiungete l’aceto e ravvivate la fiamma. Rigirate i pomodori con molta delicatezza, e fateli cuocere ancora un paio di minuti, non di più.  Bisogna fare attenzione che non si sciolgano una salsa, devono invece mantenersi piuttosto interi.

Preparate i piatti mettendo da un lato il riso nero, con le sfumature verde brillante del pesto, e a fianco i pomodori rossi e il loro sughino agrodolce. Servite subito.

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