Il Gusto di non Sprecare: Indispensabile, la “madia” in silicone


madia silicone

Ne Il Gusto di non Sprecare ho inserito una lista di accessori per la cucina secondo me irrinunciabili per facilitarsi la vita e rendere più piacevole il momento della preparazione del cibo.
Alcuni di questi accessori sono noti e diffusi già da lunghi anni, altri sono di uso più recente, meno conosciuti, disponibili solo nei negozi più forniti, ma altrettanto fondamentali per cambiare radicalmente alcune operazioni, soprattutto quelle più noiose.

Tra gli accessori della tradizione c’è la madia per impastare, indispensabile.

Io ne ho una in legno.

Non l’ho mai trovata il massimo della comodità. È pesante, non facile da pulire, ingombrante. Ma, ripeto, indispensabile.

Pochi giorni fa ho scoperto un foglio in silicone grande 60×90 cm, comodissimo!! che consiglio a tutti, ma soprattutto a chi non ha ancora molta dimestichezza con gli impasti.

Il foglio si può appoggiare su qualunque superficie, l’impasto non attacca o, se attacca, basta un velo di farina per risolvere il problema, si lava semplicemente con una spugna insaponata, infine si ripone, piegato e miniaturizzato, in qualunque angolo.

Dove si trova? All’Ikea, con prezzo Ikea

A me ha cambiato la vita.

Salsa al pomodoro – reblog


Ho improvvisamente (!) scoperto l’opportunità di ribloggare le ricette.

Devo ringraziare Max, che è anche il protagonista di oggi.

Max ha ripreso una mia ricetta, io ne sono stata davvero molto contenta e altrettanto contenti spero saranno gli amici dai quali attingerò.

La ricetta di oggi potrebbe sembrare banale, chi non sa fare la salsa di pomodoro? Io penso che, invece, sia proprio una di quelle preparazioni che possono dare risultati molto diversi se fatte con attenzione e capacità, o se fate distrattamente e di corsa.

Max, poi, è un professionista, quindi la sua è una signora Salsa di Pomodoro :). Eccola, e buon appetito!

Paola

Filetti di orata mediterranei – reblog


 

https://undiavoloaifornelli.wordpress.com/2018/02/23/filetti-di-orata-mediterranei/

Non mi è mai capitato di ri-bloggare una ricetta.

Lo faccio ora, molto volentieri, perchè è arrivata al momento giusto: cercavo un’idea per dei filetti di pesce (i miei, in realtà, erano di branzino), e l’ho trovata senza cercarla.

Inutile aggiungere che il risultato è stato perfetto, sia nell’equilibrio degli ingredienti che nei tempi di cottura.

Grazie Davide, quindi, e alla prossima 🙂

A proposito, l’idea del re-blog mi è piaciuta così tanto che credo proprio continuerò, ho tanti amici bravissimi e molto generosi

Buona gelida domenica

Paola

Il gusto di non sprecare: Crema di verdura


Nel libro “Il gusto di non sprecare” ho cercato di fare il punto sulla situazione dello spreco del cibo: come si faceva una volta, come mai si è arrivati, in pochi anni, a sprecare così tanto.
Ho poi illustrato il mio consolidato metodo di lavoro, grazie al quale riesco a non sprecare nulla e utilizzare quasi tutto della mia spesa alimentare.
Non mancano, naturalmente, le ricette.
Nella tradizione italiana le idee per riutilizzare quanto avanzato sono tantissime.
Io ho voluto suggerire piatti un po’ diversi, non solo buoni, ma anche di bella presentazione, da preparare sia per la famiglia che per quando si hanno ospiti.
Una delle ricette più semplici e insieme più efficaci, per risultato e per resa, è questa crema di verdura. Preparata con le parti più dure e fibrose dei vegetali, che spesso vengono gettate, dà un risultato perfetto.

Crema di verdura

Ingredienti indicativi:
• Foglie esterne dei finocchi
• Coste dure del sedano
• Torsoli di cavolfiori e broccoli
• Estremità degli asparagi
• 2 patate

Tempo di preparazione e cottura: 30 minuti

Ricetta vegetariana e vegana
Senza glutine
Senza lattosio

Dopo aver letto questa ricetta, non butterete più le foglie esterne e dure dei finocchi, i torsoli di broccoli e cavolfiori, le estremità più dure degli asparagi, i gambi del sedano.
Tutto questo “scarto”, peraltro pagato, diventa ingrediente di deliziose creme di verdura, che si possono preparare sia mescolando più sapori, che privilegiandone uno, per un risultato più raffinato.
L’unica attenzione richiesta è quella di congelare per qualche giorno le verdure stesse, in modo che il freddo ammorbidisca le fibre e renda la cottura più veloce, e la digestione più semplice.
Fatto questo, è sufficiente cuocere la verdura in acqua, con l’aggiunta di una patata o due, necessaria per dare cremosità, e un po’ di sale. A cottura ultimata, si frulla con il frullatore a immersione, oppure si passa con il passaverdura, e si serve.
Avrete una minestrina deliziosa così, leggerissima e corroborante, che si può arricchire con qualche crostino, qualche sorso di latte o panna, oppure (ottimo!) sciogliendo nel liquido un paio di cucchiai di formaggio cremoso.

 

Cavolo rosso con fave di cacao


Il cavolo, i cavoli, non mi piacciono molto. L’ho detto.

Però fanno bene, bisogna mangiarli, dove ti giri ti giri leggi che sono un vero concentrato di qualità positive

E allora? Allora sperimentiamo qualcosa che stemperi un po’ quel sapore così definito

Devo dire che questo esperimento è riuscito perfettamente!

 

Gli ingredienti:

  • ½ cavolo rosso
  • 1 manciata di fave di cacao
  • ½ bicchiere di aceto
  • 1 piccola cipolla
  • 5 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti scarsi

Ho preparato il cavolo ben lavato e tagliato a listerelle, le fave di cacao tritate, la cipolla affettata.

Ho fatto rosolare quest’ultima nell’olio, piano piano, finchè è diventata trasparente. Ho aggiunto il cavolo affettato, ho salato, coperto e portato a cottura a fuoco molto dolce, mescolando abbastanza spesso. Attenzione che non bruci e non si tacchi, nel caso aggiungere un po’ d’acqua.

Quando il cavolo è stato pronto, cotto ma ancora ben croccante, ho aggiunto l’aceto, fatto sfumare, e infine le fave di cacao tritate. Con il loro sapore leggermente pungente hanno equilibrato l’aroma del cavolo, senza che nessun ingrediente perdesse le sue caratteristiche.

All’assaggio degli inconsapevoli commensali, nessuno al primo colpo ha riconosciuto il cioccolato, ma tutti si sono dimostrati entusiasti.

Consiglio di lettura: Rosso di sera di Brunella Gasperini

Chi la conosce non ha bisogno di altre presentazioni

Chi non la conosce, scoprirà una scrittrice, e una giornalista che tanto ha fatto e scritto, negli anni ’70 del secolo scorso, per difendere la libertà e l’autonomia delle donne.

Risotto alle foglie di sedano e nocciole


Le foglie di sedano, giovani e fresche, sono buonissime nelle insalate, soprattutto vicine agli agrumi, come arancia e pompelmo. Se sono più grandi e dure, può venire la tentazione di buttarle. Perché? Facciamoci il risotto.

Gli ingredienti:

  • 320 grammi di riso Carnaroli o Arborio o Vialone Nano (i miei preferiti per questa preparazione)
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 1 scalogno
  • 1 bella manciata di foglie di sedano
  • 1 manciata di nocciole
  • Brodo di Dado
  • Sale
  • Parmigiano reggiano grattugiato

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti circa

Pulisco e trito lo scalogno e, mentre comincia a soffriggere nell’olio evo, metto a bagno le foglie del sedano.

Scaldo dell’acqua in un pentolino, dove sciolgo un cucchiaio colmo del mio dado

Se ho tempo, cerco di allungare i tempi del soffritto aggiungendo acqua o altro liquido, come brodo o vino bianco.

Al momento giusto, verso il riso e lo faccio tostare a fiamma decisa, finché i chicchi cominciano a diventare traslucidi. Poi, piano piano, lo porto a cottura aggiungendo il brodo e, se non basta, acqua. Verso fine cottura controllo e regolo il sale.

Intanto che il riso cuoce, trito grossolanamente le nocciole e più finemente le foglie di sedano, ben lavate e sgocciolate.

Aggiungo sedano e nocciole sul riso cotto al dente, e faccio mantecare con un po’ di Parmigiano reggiano, che metto anche in tavola.

La nocciola esalta il gusto deciso delle foglie di sedano, senza coprirlo

Un piatto velocissimo, semplice ma abbastanza insolito, perfetto da proporre anche agli amici.

Forse recuperare le foglie del sedano potrà sembrare un gesto davvero piccolo, e allora dove sta il vantaggio? Bene, intanto abbiamo preparato un risotto molto gustoso, con un ingrediente a costo zero; non solo, le foglie del sedano sono tra le parti più ricche di vitamine e sali minerali, a tutto vantaggio del nostro benessere.

Non sono foglie di sedano, ma un po’ le ricordano: il collage di Henri Matisse

 

Piccoli flan di erbette per la Giornata contro lo spreco alimentare #iorecupero


Oggi, 5 febbraio, è la Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare, istituita per sensibilizzare all’importanza di non gettare il cibo, di non sprecarlo, e invece imparare a riutilizzarne quanto più possibile.

Per l’occasione ho preparato questi piccoli flan, piccoli perché io li ho voluti così e li ho serviti come antipasto, ma nulla vieta di fare porzioni un po’ più abbondanti, e proporli come un leggero secondo piatto.

Dov’è il trucco antispreco? Nel fatto che si utilizzano gli albumi delle uova, spesso in esubero visto che sono molti i piatti che richiedono di utilizzare solo i tuorli.

Qual è il valore? Nel fatto che anche questo, come tutte le mie ricette antispreco, è un piatto buono, elegante, ricco, ottimo da preparare anche quando si hanno ospiti.

 

Gli ingredienti per 6 flan composti negli stampi per i muffin:

  • 300 grammi circa di erbette, già lavate, cotte, raffreddate e molto ben strizzate (il peso si intende asciutte)
  • 1 bicchiere di latte
  • 100 grammi di ricotta
  • 10 noci sgusciate, o equivalente quantità di nocciole
  • 2 cucchiai di Parmigiano reggiano grattugiato
  • 2 albumi montati a neve ben ferma, con un pizzico di sale
  • Noce moscata
  • Semi di papavero
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 20 – 25 minuti

 

Tritate grossolanamente le noci e o le nocciole, e sempre grossolanamente tagliate un po’ le erbette

Accendete il forno statico a 180°.

Sciogliete bene la ricotta nel latte, aggiungete la frutta secca, il Parmigiano, sale, pepe, un po’ di noce moscata, e infine gli albumi montati, muovendo il composto da sotto in su per non smontarlo.

Mettetene da parte sei cucchiai. Nel rimanente, aggiungete le erbette mescolando bene, quindi dividete il tutto negli stampini per i muffin (io uso quelli in silicone, così non ho bisogno di imburrare o ungere).

Completate con un cucchiaio del composto tenuto da parte, spolverate di semi di papavero e infornate.

Sono pronti quando li vedete un po’ gonfi e ben dorati in superficie. Io di solito metto ancora un pizzico di semi di papavero, per apprezzarne il profumo.

Serviteli caldi, non caldissimi.

La dolcezza della ricotta e della frutta secca contribuisce a smorzare il sapore un po’ amaro delle erbette, rendendo questo piatto una vera delizia.

 

Strategie: Come dicevo, potete fare delle porzioni più abbondanti, ma sempre individuali, non si prestano a essere tagliati.

Variazioni sul tema: Al posto della frutta secca si possono usare, con soddisfazione, semi diversi come zucca o girasole. Al posto della ricotta si può usare lo yogourt, più indicato per chi è intollerante al lattosio.

Taaaag! Conosciamoci meglio


Ogni tanto ci vuole un momento di relax, e ringrazio Massi Tosto per avermi coinvolta

Le regole del Tag sono semplici come sempre:
1. Segnalare il blog che ti ha nominato
2. Rispondere alle sue 10 domande
3. Nominare a tua volta altri 10 blogger
4. Formulare altre nuove 10 domande per i tuoi blogger nominati. Le domande possono essere su VITA PRIVATA, VIAGGI, CINEMA, ESTETICA, MUSICA, SERIE TV, LIBRI e CIBO
5. Informare i tuoi blogger della nomination
6. Taggare il blog che ti ha nominato nelle risposte

Le domande di Massi:
• perdono o rancore ? perdono … o indifferenza
• il tuo Vinile/CD preferito ? “Creuza de ma” di Fabrizio de André
• fai sempre ciò che vuoi o ciò che è giusto ? più spesso ciò che è giusto, purtroppo
• Quale è Il tuo viaggio più bello ? Marocco
• in quale epoca avresti voluto vivere ? Nel futuro
• credi che esistano elfi e fate ? ehm, no …
• il miglior ristorante nel quale hai mangiato ? Osteria Francescana a Modena
• cosa pensi dei tuoi connazionali ? non è carino generalizzare, ma noto tanta ignoranza e poca voglia di superarla
• il libro che porteresti con te ovunque ? Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquéz

Le mie domande
• Meglio un rimorso o un rimpianto?
• Beatles o Rolling Stones?
• Viaggio di scoperta o spiaggia incontaminata?
• Chi porteresti con te nel viaggio dei tuoi sogni? Si accettano personaggi di fantasia
• Capelli rigorosamente naturali, o rigorosamente tinti?
• C’è un film che potresti rivedere mille volte senza stancarti?
• In termini di cibo, qual è la tua stagione preferita?
• Anche io chiedo: qual è il tuo “livre de chevet”?
• Il luogo dove ti senti meglio? Mare, montagna, città, campagna, dentro un museo o dentro una piscina …
• Una settimana senza smartphone: disperazione o libertà?

Niente nominations da parte mia, chi ha voglia di farlo può lanciarsi, altrimenti ci vogliamo bene lo stesso 🙂