Strudel, dolce e salato


 

Se dico strudel, cosa vi viene in mente? Quasi certamente il delizioso dolce, specialità dell’Alto Adige, ripieno di mele.
Se dico strudel salato, forse ci sarà un attimo di sorpresa, ma poi si penserà a una versione insolita e originale della ricetta classica.
Bene, entrambe queste opzioni possono essere guardate con occhio antispreco.
Chi ha detto che, nello strudel dolce, si debbano mettere solo mele? Tutta la frutta è adatta.
E forse che la versione salata non può accogliere – anche – verdure non più freschissime, magari scompagnate, che hanno bisogno di essere cucinate in fretta?

Allora seguitemi.
Prima di tutto, bisogna preparare la pasta, e questi gli ingredienti:

250 grammi di farina
• 1 uovo
• 25 grammi di burro
• Sale
• Latte

Io metto la farina in una ciotola, aggiungo l’uovo, il sale, il burro liquefatto pochi secondi nel forno a microonde, mescolo tutto con una forchetta, poi aggiungo latte fino a ottenere un impasto bello morbido, ma non appiccicoso: un lavoro semplicissimo. Lo impasto un po’, un paio di minuti, quindi lo lascio riposare dentro la ciotola coperta con un piatto, una pellicola, un coperchio di silicone.

Negli impasti, lievitati e non, il riposo permette lo sviluppo della maglia glutinica che renderà l’impasto stesso molto elastico e facile da tirare (il termine tecnico di questo processo è autolisi). Il tempo minimo di riposo è di circa mezz’ora, ma può durare di più, e anche molto di più: in questo secondo caso, meglio conservare l’impasto in frigorifero, soprattutto se si sono aggiunte uova o burro, come qui.
Se avete fatto caso, la pasta non è né dolce né salata, quindi va bene per ogni strudel.

Mentre la pasta riposa, possiamo pensare al ripieno.
Per lo strudel dolce, oltre al tradizionale ripieno di mele, va benissimo quasi tutta la frutta: pere e mele in inverno, pesche, albicocche e susine in estate. Così, se nel cestino c’è qualche frutto un po’ ammaccato o un po’ raggrinzito, è il momento di usarlo. Se la frutta fosse poca, qualche cucchiaio di marmellata o un po’ di frutta secca possono aiutare a rendere più ricco il ripieno.
Lo strudel salato è meno vincolante, visto che non ha una ricetta tradizionale di partenza. Qualunque verdura, insaporita in padella, va bene, oppure anche un mix di verdure diverse, a maggior ragione se abbiamo qualche esubero che non sappiamo bene come utilizzare.

Ora che tutto è pronto, possiamo preparare lo strudel vero e proprio.

A questo punto io accendo il forno, statico, a 200°. Mentre si scalda, riprendo la pasta e la tiro abbastanza sottile, in un rettangolo di circa (circa!) 40 x25 cm, quindi l’appoggio su un foglio di carta forno: così è più semplice spostarlo nel tegame di cottura e non rischio di rompere la pasta se la farcitura fosse troppo pesante.
Spalmo il ripieno al centro, per il lungo, e chiudo il “pacchetto”, facendo aderire bene i lati e rimboccando un pochino le estremità.
Termino con una spennellata di burro su tutta la superficie (ne faccio ammorbidire circa 20 grammi), e infine completo con una spolverata di zucchero, se lo strudel è dolce, o qualche grano di sale grosso, se è salato.
Cuoce in circa 40 minuti, la superficie deve presentarsi ben dorata, e lo stecchino inserito nella parte più spessa deve uscire asciutto.
È tutto, ed è un piatto che, sia dolce che salato, può essere proposto in una cena con ospiti senza alcun problema.

Dite la verità, allo strudel antispreco non avevate mai pensato …

Le Dolomiti

Pubblicato da

Paola Bortolani

Un altro blog di cucina?! Sì, ma non come tutti gli altri, perchè qui l'ingrediente principale è l'avanzo, lo scarto, l'esubero. Ricette e consigli, tanti consigli, per contenere al massimo lo spreco del cibo e per recuperare quello che avanza con originalità ed eleganza

20 pensieri su “Strudel, dolce e salato”

  1. Avendo una cara amica trentina, non mi permetto mai di preparare lo strudel per gli ospiti. Ma lo facciamo spesso e a svariati gusti dolci o salati. Anche noi lo facciamo a pacchetto, perchè, vortice per vortice, la pasta che rimane all’interno rimane sempre molle, anche quando lo fa’ la trentina.

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      1. Si ma io mi riferisco alla tescica di arrotolare la pasta spalmata di ripieno tipo girella o strudel appunto che vuol dire vortice. La pasta all’interno mantiene una consistenza da lasagna, senza dubbio voluta, altrimenti non farebbero a gara a chi tira la sfoglia più lunga e sottile.

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      2. No, intendo solo che lo strudel “ufficiale” non è chiuso a pacchetto come facciamo noi ma è una lunga strisca di pasta spalmata di ripieno e arrotolata come si arrotola un tappeto. All’interno ci sono diversi giri di pasta. Boh, è lostesso, tanto io lo faccio come te. :))

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