Il gusto di non sprecare, anche per Kobo


Il libro, pardon, l’e-book è un’opera prima, dovete quindi avere pazienza se sono un po’ monotematica 😉

Sono anche piuttosto emozionata, e piacevolmente stupita, dell’affetto e della stima che tanti amici mi stanno dimostrando

 

Cristiano : La zia Paola ha uscito il libro.  Concreto, utile e diretto: un libro che non se la tira, e va dritto al sodo. Come una genovese in cucina, appunto.

Alice: È giunta l’ora di decidermi a comprare un lettore per eBook. Fosse anche solo per imparare da Paola come non sprecare in cucina. Ne avrei taaaaanto bisogno!

Monica: Brava, simpatica ….   Scrive pure bene.

 

Con piacere confermo che il “tomo” è disponibile per il Kindle, ma questo lo sapete già, e da pochi minuti anche per il Kobo, sempre scontato 😉

Buona lettura a tutti 🙂

 

 

Ieri

Il gusto di non sprecare


Eccolo. Il mio libro. Anzi, no, in verità è un e-book.

Un ricettario? Ma no, è molto di più!

Convinta come sono che “non sprecare”, non solo è bello, ma anche molto utile e ormai addirittura indispensabile, ho voluto mettere in ordine gli aspetti della mia esperienza, creando un metodo di lavoro domestico che, senza ansie e senza stravolgimenti, conduca verso lo spreco zero, o almeno quasi zero.
Un po’ di storia che spiega come mai siamo arrivati a questi punti, i suggerimenti su come organizzarsi strategicamente in cucina, e i passaggi fondamentali per consumare tutto quello che acquistiamo o produciamo.

Infine, sì, anche le ricette, buonissime, originali e perfette sia in famiglia che per ricevere gli amici.

Non troverete la solita divisione, dall’antipasto al dolce, ma percorsi diversi: come riciclare gli avanzi, come recuperare gli scarti, l’autoproduzione (molto più semplice e rapida di quanto si possa pensare), e infine le idee per preparare piatti deliziosi partendo da un ingrediente rimasto, solo soletto e in piccola quantità.

Perché il cibo è buono tutto, è buono sempre, e ha sempre la stessa dignità.

Fino al 12 febbraio, il libro è disponibile al prezzo speciale di 2,99 euro. Poi, costerà un pochino di più.

Oggi disponibile per il Kindle
A breve, anche per il Kobo

Strudel, dolce e salato


 

Se dico strudel, cosa vi viene in mente? Quasi certamente il delizioso dolce, specialità dell’Alto Adige, ripieno di mele.
Se dico strudel salato, forse ci sarà un attimo di sorpresa, ma poi si penserà a una versione insolita e originale della ricetta classica.
Bene, entrambe queste opzioni possono essere guardate con occhio antispreco.
Chi ha detto che, nello strudel dolce, si debbano mettere solo mele? Tutta la frutta è adatta.
E forse che la versione salata non può accogliere – anche – verdure non più freschissime, magari scompagnate, che hanno bisogno di essere cucinate in fretta?

Allora seguitemi.
Prima di tutto, bisogna preparare la pasta, e questi gli ingredienti:

250 grammi di farina
• 1 uovo
• 25 grammi di burro
• Sale
• Latte

Io metto la farina in una ciotola, aggiungo l’uovo, il sale, il burro liquefatto pochi secondi nel forno a microonde, mescolo tutto con una forchetta, poi aggiungo latte fino a ottenere un impasto bello morbido, ma non appiccicoso: un lavoro semplicissimo. Lo impasto un po’, un paio di minuti, quindi lo lascio riposare dentro la ciotola coperta con un piatto, una pellicola, un coperchio di silicone.

Negli impasti, lievitati e non, il riposo permette lo sviluppo della maglia glutinica che renderà l’impasto stesso molto elastico e facile da tirare (il termine tecnico di questo processo è autolisi). Il tempo minimo di riposo è di circa mezz’ora, ma può durare di più, e anche molto di più: in questo secondo caso, meglio conservare l’impasto in frigorifero, soprattutto se si sono aggiunte uova o burro, come qui.
Se avete fatto caso, la pasta non è né dolce né salata, quindi va bene per ogni strudel.

Mentre la pasta riposa, possiamo pensare al ripieno.
Per lo strudel dolce, oltre al tradizionale ripieno di mele, va benissimo quasi tutta la frutta: pere e mele in inverno, pesche, albicocche e susine in estate. Così, se nel cestino c’è qualche frutto un po’ ammaccato o un po’ raggrinzito, è il momento di usarlo. Se la frutta fosse poca, qualche cucchiaio di marmellata o un po’ di frutta secca possono aiutare a rendere più ricco il ripieno.
Lo strudel salato è meno vincolante, visto che non ha una ricetta tradizionale di partenza. Qualunque verdura, insaporita in padella, va bene, oppure anche un mix di verdure diverse, a maggior ragione se abbiamo qualche esubero che non sappiamo bene come utilizzare.

Ora che tutto è pronto, possiamo preparare lo strudel vero e proprio.

A questo punto io accendo il forno, statico, a 200°. Mentre si scalda, riprendo la pasta e la tiro abbastanza sottile, in un rettangolo di circa (circa!) 40 x25 cm, quindi l’appoggio su un foglio di carta forno: così è più semplice spostarlo nel tegame di cottura e non rischio di rompere la pasta se la farcitura fosse troppo pesante.
Spalmo il ripieno al centro, per il lungo, e chiudo il “pacchetto”, facendo aderire bene i lati e rimboccando un pochino le estremità.
Termino con una spennellata di burro su tutta la superficie (ne faccio ammorbidire circa 20 grammi), e infine completo con una spolverata di zucchero, se lo strudel è dolce, o qualche grano di sale grosso, se è salato.
Cuoce in circa 40 minuti, la superficie deve presentarsi ben dorata, e lo stecchino inserito nella parte più spessa deve uscire asciutto.
È tutto, ed è un piatto che, sia dolce che salato, può essere proposto in una cena con ospiti senza alcun problema.

Dite la verità, allo strudel antispreco non avevate mai pensato …

Le Dolomiti

Pasta con sugo di pesce … leftover


pasta con sugo di pesce avanzato

 

 

 

Ho trovato finalmente, a Milano, un ristorante dove cucinano il pesce come piace a me, con ricette semplici che esaltano i sapori e non li coprono.

Ho ordinato una frittura, contenta di trovare non la solita misera composizione di anelli di totano e gamberi, ma ricca di triglie, merluzzetti e acciughe.

La frittura era molto abbondante, non l’ho finita, e in men che non si dica quanto rimasto è stato incartato e preparato perché potessi portarlo a casa.

Non sufficienti per fare una porzione, ho “moltiplicato” la disponibilità preparando questo sughetto che è venuto non buono, di più.

 

 

Gli ingredienti per quattro persone:

  • 320 grammi di pasta
  • 1 bicchiere circa di salsa di pomodoro leggera
  • Pesciolini misti già cotti
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 manciata di foglie di prezzemolo tritate
  • 1 cucchiaio di pinoli (facoltativi)

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti (in contemporanea si cuoce la pasta)

La prima operazione da compiere riguarda il pesce che, qualunque esso sia e comunque sia stato cucinato, deve essere liberato perfettamente dalle spine, dalle squame, da eventuali cartilagini.

Dopo ave fatto questo, ho sfilacciato i pezzetti di pesce di modo da renderli tutti più o meno della stessa grandezza.

Ho messo a scaldare l’acqua della pasta.

In un tegame di coccio ho preparato il soffritto con l’aglio (ne ho selezionato alcune fettine sottilissime, lasciando intero il resto dello spicchio, così da poterlo facilmente eliminare) e il prezzemolo tritato, i pinoli, quindi ho aggiunto il pomodoro, ho fatto scaldare bene, e ho spento.

Quando la pasta è risultata, all’assaggio, quasi cotta, ho riacceso sotto la salsa e ho aggiunto i pezzetti di pesce, che devono solo scaldarsi, non cuocere ulteriormente.

Ho scolato la pasta e l’ho ripassata un momento nel sughetto. Pronta in tavola, profumata di mare.

L’unica attenzione che richiede questo piatto è relativa ai tempi di preparazione del condimento, che deve essere ben caldo, ma nel quale il pesce non deve subire un’ulteriore cottura, pena perdere di sapore e peggiorare la consistenza.

In questo modo è possibile recuperare in modo davvero molto soddisfacente avanzi di ogni tipo di pesce, sia di carne bianca, sia molluschi e crostacei, di mare e di fiume.

 

Il consiglio di lettura. Cercavo un titolo che parlasse di pesci, e invece ho trovato una rana. Uno dei libri più divertenti e insieme emozionanti che abbia letto.

Sotto il culo della rana di Tibor Fischer

sotto il culo della rana

Chips di mela


Preparo volentieri le chips di mele, leggere e dolci al punto giusto. Sono un ottimo snack da avere in casa, molto sano e appagante, e sono anche molto gradite in caso di ospiti improvvisi, da proporre con un caffè o un tè.
Possono diventare anche una ricetta di recupero, qualora avanzino delle mele ancora sane, ma che sappiamo non potremo consumare in tempi adeguati, per esempio prima di un viaggio, o per un esubero di frutta.

Gli ingredienti sono: le mele
In aggiunta, a piacere, cannella o zucchero vanigliato

Tempo di preparazione: pochi minuti
Tempo di cottura: due ore e mezzo circa

Io adopero le mele intere, con la buccia, naturalmente ben lavate. Le affetto in orizzontale, di modo da ottenere una forma rotonda, ed elimino i semi e la parte coriacea semplicemente con l’aiuto di un coltello.
Accendo il forno statico a 90°.
Appoggio le fettine di mela sulla leccarda del forno protetta con la cartaforno, di solito riesco a farci stare due mele. Se ne volete fare di più, usate il forno ventilato.
Le lascio cuocere indisturbate per almeno un paio d’ore e più. Ogni tanto do un’occhiata e, se c’è molto fumo (l’umidità della mela che evapora) apro un attimo lo sportello del forno per farlo uscire.
Quando, finalmente, le fettine di mela appaiono raggrinzite e asciutte, spengo il forno e le lascio riposare all’interno per una decina di minuti, così si asciugano bene.
Sono ottime così, naturali, ma potete ingentilirle con un pochino di cannella o una lieve spolverata di zucchero a velo, prima o dopo la cottura.
Come dicevo, sono ottime come “spezza fame”, ben poco caloriche ma di soddisfazione. Vanno benissimo come merenda per i bambini, perché mantengono quasi tutte le proprietà della mela, e risultano un pochino più dolci della mela fresca in quanto l’evaporazione concentra ed esalta lo zucchero.

Réne Magritte, Decalcomania

Carbonara sbagliata (con la zucca)


 

Io non amo la pasta alla carbonara. L’ho detto. Non è cosa da poco, avendo un marito romano. Poi il mio amico Ettore mi ha suggerito questa versione, che ho subito trovato geniale, e ottima. E fidatevi, Ettore, oltre che un gran bel ragazzo di rara bontà, è un ottimo cuoco.

Gli ingredienti:

  • 320 grammi di pasta (io preferisco quella corta)
  • 300 grammi di zucca pulita
  • 80 grammi di guanciale (per me, che non sono una purista, va bene anche la pancetta)
  • Sale, pepe
  • 5 – 6 cucchiai di olio evo
  • Parmigiano reggiano grattugiato

Se la zucca non è pulita, questa è la prima cosa da fare, pulirla, e si fa molto rapidamente passandola qualche minuto nel forno microonde. La polpa si ammorbidisce e si taglia via dalla scorza con grande facilità.

Si può già mettere sul fornello l’acqua della pasta, salata

Si scalda l’olio in un tegame che possa, alla fine, contenere anche la pasta, e si fa rosolare bene il guanciale. Io lo preferisco ben croccante. Si aggiunge la polpa di zucca e la si fa sciogliere bene: in questo modo si ottiene una crema con la tonalità cromatica dell’uovo, senza l’uovo.

Assaggiare per regolare di sale: il guanciale è sapido, ma la zucca è molto dolce.

Nel frattempo si cuoce la pasta, si scola e si fa saltare qualche secondo nel condimento, di modo che si avvolga bene.

Una bella macinata di pepe, e in tavola! Io ho servito il Parmigiano a parte.

Per me è stata davvero una rivelazione, con la soddisfazione (primo, non sprecare!) di ascoltare Ettore mentre diceva, l’ho inventata con quello che avevo in frigorifero.

 

Ettore nel giorno del suo matrimonio

Buoni propositi per il nuovo anno


 

L’anno nuovo è incominciato già da qualche giorno, ma siamo ancora in tempo per formulare i “buoni propositi”, come da tradizione.

Le possibilità sono tante, perché tanti sono i campi dove possiamo, con successo, donare un po’ di noi.

Il mio consiglio, che vale per tutto, è questo: lasciate perdere impegni troppo sostenuti, cambiamenti di vita esagerati, sforzi impegnativi. Il risultato, salvo che si abbia una volontà di ferro, sarà quello di abbandonare tutto.

Meglio partire con piccoli gesti, qualcosa di leggero che possa entrare dolcemente nella nostra vita, cambiandola sì, ma solo in positivo.

 

E per quanto riguarda il cibo ….

 

COMPRA RESPONSABILMENTE

CUCINA CON CURA

USA MENO CEREALI RAFFINATI E CARNE

ACQUISTA CIBI LOCALI E DI STAGIONE

PREPARA LA QUANTITÀ GIUSTA

RIUSA QUELLO CHE AVANZA