25 Novembre – Giornata contro la violenza sulle donne


IN PIEDI, SIGNORI, DAVANTI A UNA DONNA

Per tutte le violenze consumate su di lei
per tutte le umiliazioni che ha subito
per il suo corpo che avete sfruttato
per la sua intelligenza che avete calpestato
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata
per la libertà che le avete negato
per la bocca che le avete tappato
per le ali che le avete tagliato
per tutto questo
in piedi, Signori, davanti ad una Donna.
E non bastasse questo
inchinatevi ogni volta che vi guarda l’anima
perché Lei la sa vedere
perché Lei sa farla cantare.
In piedi, Signori, ogni volta che vi accarezza una mano
ogni volta che vi asciuga le lacrime
come foste i suoi figli
e quando vi aspetta
anche se Lei vorrebbe correre.
In piedi, sempre in piedi, miei Signori
quando entra nella stanza e suona l’amore
e quando vi nasconde il dolore e la solitudine
e il bisogno terribile di essere amata.
Non provate ad allungare la vostra mano per aiutarla
quando Lei crolla sotto il peso del mondo.
Non ha bisogno della vostra compassione.
Ha bisogno che voi
vi sediate in terra vicino a Lei
e che aspettiate che il cuore calmi il battito
che la paura scompaia
che tutto il mondo riprenda a girare tranquillo
e sarà sempre Lei ad alzarsi per prima
e a darvi la mano per tirarvi su
in modo da avvicinarvi al cielo
in quel cielo alto dove la sua anima vive
e da dove, Signori, non la strapperete mai.
(William Shakespeare)

 

Confettura di pomodori verdi


confettura di pomodori verdi

Una carissima amica mi ha regalato un sacchetto di pomodori verdi. Io non li conoscevo, e ha dovuto spiegarmi che non sono un particolare tipo di ortaggio, ma sono quei pomodori di fine stagione, ancora non giunti a maturazione e che presumibilmente non avranno il calore sufficiente per raggiungerla.
Che farne? Una confettura!

Gli ingredienti:

  • pomodori verdi
  • uguale peso in zucchero di canna
  • ½ limone non trattato per ogni chilo di pomodori o frazione
    (con un chilo di pomodori si ottengono tre vasetti da 250 grammi l’uno)

Ho ben lavato e tagliato a pezzi i pomodori, eliminando le parti scure e qualche ammaccatura. Li ho trasferiti in una pentola larga, ho aggiunto lo zucchero e il limone tagliato a fette sottili.
Ho fatto cuocere tutto a fuoco dolce per oltre un’ora, finchè i pomodori sono risultati quasi sfatti e lo zucchero ben caramellato.
Ho versato subito la confettura bollente nei vasetti, li ho chiusi bene e ho atteso che si facesse il sottovuoto.
Come si mangia? Non si usa per fare la crostata, ma è perfetta per accompagnare in modo raffinato i formaggi ben stagionati.

Qui il suggerimento letterario è quasi scontato

pomodori verdi fritti

Genova è mia moglie


faber

Questo blog, che dovrebbe parlare solo di cibo, ogni tanto prende qualche piega diversa, devia verso qualche altra passione.

Penso che tutti amino Fabrizio de André, un artista genovese, profondamente genovese, che ha saputo muovere emozioni ben al di là dei confini provinciali e regionali. Ha sempre raccontato il mondo che vedeva vicino a lui, ma ha trovato eco ovunque, tanto che il suo capolavoro, Creuza de mä, interamente cantato in dialetto ligure, è considerato uno dei dieci album più belli degli anni ’80, ed è apprezzato anche all’estero.

Oggi, nelle librerie, esce un libro particolare, interamente dedicato a Fabrizio de André. Un libro fotografico che “non ha nemmeno una foto di Fabrizio”. L’autore dei testi, Stefano Tettamanti, che lo ha conosciuto personalmente, racconta gli aneddoti e le storie da cui sono nati i suoi brani; ma è grazie allo sguardo di Patrizia Traverso che riusciamo a guardare con gli occhi di Faber, i luoghi che ha tanto amato e che lo hanno ispirato, la città dove è nato e ha vissuto a lungo, e dove tornava sempre volentieri perché, diceva, “Genova è mia moglie”.

Genova è mia moglie

Polpette di Paolo


polpette

Chi non ha mai fatto le polpette? Ebbene, io ho un privilegio, perchè c’è chi me le fa.

Mio marito Paolo, che in cucina è un campione se si tratta di sedersi a tavola, meno se deve preparare, ha il suo cavallo di battaglia nelle polpette “come le faceva la sua mamma”.

Confermo che sono davvero speciali, quindi vi passo la ricetta, anche perché è giusto concedergli questo momento di gloria

Gli ingredienti per circa 40 polpette:

  • 300 grammi di carne macinata di qualità (eh no, qui niente avanzi!)
  • 5 fette di pan carrè (o equivalente di pane avanzato non troppo duro)
  • 1 bicchiere circa di latte
  • 2 uova
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • Parmigiano reggiano grattugiato
  • Sale
  • 1 cipolla
  • Qualche cucchiaio di olio di oliva
  • Salsa di pomodoro

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 40 minuti

Diligentemente trascrivo: preparare il pane spezzettato in un piatto, bagnarlo con il latte e schiacciarlo con la forchetta, di modo da ottenere una crema (regolarsi con il latte, tenersi un po’ scarsi e poi, eventualmente, aggiungerne).

In una ciotola capiente impastare la carne con il pane bagnato, le uova, il prezzemolo, e aggiungere qualche cucchiaio di Parmigiano, aumentandone la quantità se l’impasto risultasse troppo molle e appiccicoso. Impastare molto bene, aiutandosi con le mani (!).

Regolare di sale e, a piacere, di pepe.

Preparare le polpette della grandezza di una pallina da ping pong

Affettare o tritare la cipolla, trasferirla in una padella (che dovrebbe essere larga abbastanza da contenere le polpette in un solo strato), rosolarla dolcemente e, rabboccando con qualche sorso d’acqua ogni tanto, farla stufare finchè non diventa trasparente

Versare abbondante salsa di pomodoro (un vasetto da 500 ml), farlo scaldare molto bene e insaporire nel soffritto, eventualmente salare, quindi spostare le polpette nella salsa. Con il calore, queste si rassodano subito. Cuocerle qualche minuto, girarle, infine coprirle e lasciar terminare la cottura per circa 20 -25 minuti.

Pur così semplici, sono davvero squisite! Un sapore da “domenica in famiglia” che piace a tutti.

Come contorno, suggerisco di proporre un purè di patate, e se esagerate con la salsa, il giorno dopo potete condirci la pasta.

Ed ecco Paolo!

Paolo

Muffin salati con pomodoro fresco a pancetta croccante


 

Quando ho poco tempo faccio impasti unici, quando ne ho un pochino di più, faccio volentieri i muffin.

Questi offrono il piacevole contrasto tra il sapore pieno della pancetta e quello fresco dei pomodorini freschi.

Ecco gli ingredienti, per otto muffin:

  • 250 grammi di farina 00
  • 1 fetta di pancetta spessa circa 2 centimetri (se affettata, calcolate 100 grammi scarsi)
  • 1 scalogno o 1 piccola cipolla
  • 1 bicchiere di latte
  • 4 cucchiai di olio evo + un pochino per i pomodori
  • 4 cucchiai di Parmigiano reggiano grattugiato
  • 12 pomodori Piccadilly (né troppo piccoli, né troppo grandi)
  • Foglie di basilico
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 uova
  • sale
  • 1 bustina di lievito istantaneo per impasti salati
  • I stampo in silicone per muffin, oppure i coppettini monodose

 

Tempo di preparazione: circa 30 minuti

Tempo di cottura: circa 20 minuti

 

Ho tagliato la pancetta a cubetti, ho tritato lo scalogno, ho messo tutto insieme in una padellina antiaderente e ho rosolato tutto insieme. La pancetta si è in parte sciolta, così ho raccolto il grasso in eccesso, in questo modo

 

L’ho scolato e ho lasciato raffreddare il tutto.

Ho tagliato a pezzettini i pomodori e li ho conditi con il basilico spezzettato, lo spicchio d’aglio tagliato a metà e qualche goccia di olio.

Ho sbattuto le uova con il latte, ho aggiunto il parmigiano e ho salato leggermente.

 

Ho acceso il forno, statico, a 180°

Ho messo la farina e il lievito in una ciotola, ho mescolato bene, poi ho aggiunto, nell’ordine: le uova sbattute con il latte, la pancetta rosolata e senza il grasso in eccesso, i pomodorini tagliati senza l’aglio (non tutti, ne ho salvato un paio di cucchiai per la decorazione). Ho aggiustato di sale.

L’impasto deve risultare come una crema densa.

Ho trasferito la crema in una brocca e così, comodamente, l’ho versata negli stampi

Ho messo in forno, ormai a temperatura, e ho controllato la prima volta dopo circa 20 minuti. Ho alzato la temperatura a 200° per circa dieci minuti.

Una volta sfornati, li ho lasciati intiepidire prima di sformarli.

Li ho serviti su piattini individuali, con qualche spicchio di pomodoro fresco a fianco.

Strategie: se avete particolarmente fretta, con lo stesso impasto potete fare un plum cake, e il risultato sarà comunque buona. Però i muffin sono belli da presentare, e si conservano meglio.

Il consiglio di lettura è “Memoriale del convento” di José Saramago. Questo libro me lo ha fatto conoscere, e da allora ho letto tutte le sue opere.

Torta con i cioccolatini Lindor


 

Io adoro il cioccolato e, come tutti i veri appassionati, preferisco il fondente, più cacao c’è meglio è. Così, trovandomi in casa una discreta quantità di Lindor, cioccolatino squisito ma un filo stucchevole, ho risolto di utilizzarne una parte per fare una torta.
Ecco il procedimento, e gli ingredienti:

400 grammi di farina (io, per i dolci, scelgo la 0 o la 00)
• 150 grammi zucchero
• 50 grammi burro
• 5 – 6 Lindor misti, al latte e fondenti
• 3 albumi
• 1 bicchiere grande di latte + un po’
• 1 bustina di lievito per dolci
• Zucchero a velo

Tempo di preparazione: 20 minuti
Tempo di cottura: 40 minuti circa

Prima di tutto, ho preparato gli ingredienti pronti per la lavorazione, ho fatto ammorbidire il burro nel forno a microonde, ho tagliato a pezzetti i Lindor, ho montato a neve ferma gli albumi.
Ho acceso il forno statico a 180°.
Nella planetaria ho mescolato la farina con lo zucchero, ho aggiunto il burro e un po’ di latte per favorire l’impasto, quindi i cioccolatini, infine gli albumi a neve, aiutandomi sempre con il latte perché, alla fine, bisogna ottenere un composto morbido e cremoso.
Infine, ho aggiunto il lievito, setacciandolo con un colino, mescolato bene, poi ho trasferito l’impasto in una teglia a cerniera ben foderata con cartaforno.
Ho messo in forno e controllato la cottura dopo 30 minuti. Come sempre, il dolce è pronto quando, pungendolo con una forchetta, i rebbi escono puliti.
Ho lasciato raffreddare un po’ la torta, infine l’ho sformata, trasferita su un piatto, coperta con zucchero a velo e decorata con tre ovetti di cioccolata.
Non è troppo dolce, non c’è troppo cioccolato, è quindi una torta ottima anche per la colazione e la merenda, insieme a una tazza di latte o un bel tè caldo.
Strategie: Se vi avanzano dei cioccolatini, anche scompagnati, fateci una torta 😉