Pizza – ricetta di autoproduzione per la Giornata contro lo spreco alimentare


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Oggi si celebra la Quarta Giornata nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari. Ho ascoltato e letto attentamente le informazioni trasmesse sull’argomento, e sono arrivata alla conclusione che, salvo un modesto aumento nella consapevolezza, più o meno siamo sempre lì, più o meno si continua a sprecare.

L’unica vera e buona notizia riguarda i positivi risultati che si incominciano a verificare dopo l’entrata in vigore, lo scorso 14 settembre, della legge antisprechi. Questa legge “regola il recupero delle eccedenze alimentari e la loro donazione a onlus ed enti pubblici per finalità di solidarietà sociale, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della tracciabilità” (Grazie a Peter per questi dettagli). Riguarda gli esercizi pubblici come ristoranti e negozi, dove si spreca maggiormente, ed è un ottimo risultato, ma in casa nostra dobbiamo continuare a prestare la massima attenzione.

Ovviamente non posso star zitta proprio oggi! Ho deciso però di non proporre una vera e propria ricetta antispreco, già molte ne ho suggerite e altre ne verranno, ma una ricetta di autoproduzione che dedico a Libera.

La pizza in casa, se fatta nel rispetto di una giusta e lunga lievitazione, è quanto di più buono, leggero ed economico si possa preparare. Piace praticamente a tutti, si può farcire a piacere per renderla vicina al nostro gusto e alle nostre esigenze alimentari, è un piatto perfettamente bilanciato e, sempre grazie alla lunga lievitazione, se ne avanza un pochino si recupera come nuova, il giorno successivo.

Questa la mia ricetta dell’impasto, per preparare due teglie per forno domestico:

  • 500 grammi di farina (o mix di farine a piacere)
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 50 grammi di lievito madre, oppure 2,5 grammi di lievito di birra
  • Sale
  • Acqua

Inizio il giorno prima, preparando il lievito: rinfresco 50 grammi di lievito madre con uguale quantità di farina e acqua

oppure

sciolgo il lievito di birra in una soluzione di 50 grammi di acqua e 50 grammi di farina.

In questo modo ho la base lievitante di partenza, che lascio riposare alcune ore coperta e in un posto riparato.

Dopo qualche ora, secondo la mia disponibilità, preparo l’impasto vero e proprio, ovvero metto tutti gli ingredienti nella planetaria in quest’ordine: lievito, farina, sale olio, un pochino d’acqua. Comincio a impastare e aggiungo man mano acqua finchè non ottengo un impasto morbido e ben incordato. Ricordo, per chi si cimentasse la prima volta, che l’aggiunta di acqua deve essere molto prudente e lenta, è un attimo ritrovarsi con un blob colloso che chiede altra farina e sbilancia gli equilibri della ricetta. Dopo un paio di tentativi, sarà facile capire a occhio la quantità di acqua necessaria, e procedere più velocemente.

Metto l’impasto in un sacchetto per alimenti, lo ripongo in frigorifero. Lo estraggo la mattina dopo e lo trasferisco in un posto riparato: perfetto il forno spento. Dopo qualche ora (io di solito preparo la pizza per cena) l’impasto sarà bello gonfio, morbido, pronto per essere steso e farcito.

Ungo leggermente le teglie e distribuisco l’impasto schiacciandolo e modellandolo con le dita. Lascio riposare ancora un po’, anche mezz’ora se ho tempo, quindi procedo con la decorazione della pizza.

Come? Con gli stessi ingredienti della pizzeria preferita, o meglio, con i nostri preferiti.

Qui da me vanno fortissimo pomodoro+mozzarella+olive+acciughe oppure cipolla rossa tagliata a fettine sottili+una bella spolverata di sale grosso.

Termino con un generoso giro d’olio evo e inforno a 220 gradi per dieci – quindici minuti.

Provate, e fatevi due conti. Buon appetito 🙂

L’immagine scelta per la Gionata antispreco 2017:

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