Calamari e carciofi


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Chi mi conosce sa (e probabilmente non ne può più di sentirmelo dire) che io preferisco cucinare il pesce in estate, per il semplice fatto che ce n’è in abbondanza del nostro. In questo caso, ho fatto un’eccezione invernale, che però mi ha convinto profondamente perché mi ha permesso di sperimentare un abbinamento diverso.

La ricetta è semplicissima, il risultato davvero squisito.

Gli ingredienti per 4 persone:

  • 800 grammi circa di calamari freschi (i miei venivano dall’oceano Atlantico ed erano belli grossi)
  • 4 carciofi con le spine
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Mezzo bicchiere di vino bianco secco e buono
  • Sale
  • Mezzo limone

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti scarsi

Per prima cosa mi sono occupata dei calamari, già fatti pulire dal pescivendolo per quanto riguardava le interiora, nella testa, e le cartilagini. Io li ho ben lavati in acqua fredda e poi tagliati a listerelle. O meglio, la testa tagliata a listerelle, i tentacoli divisi uno per uno ed eventualmente, tagliati a metà.

Ho poi pulito i carciofi, prima eliminando le foglie esterne più dure e le spine in punta; li ho messi a bagno nell’acqua dove avevo spremuto il mezzo limone, li ho poi ripresi uno per uno e li ho tagliati a quarti, liberati del fieno e delle poche spine all’interno, e infine affettati in modo regolare.

In un tegame molto capiente ho messo l’olio e lo spicchio d’aglio, ho fatto soffriggere leggermente, ho aggiunto i carciofi affettati, salato un pochino e fatto cuocere per circa sette, otto minuti, bagnando al bisogno con un pochino di acqua. Trascorso questo tempo ho aggiunto i calamari, ho mescolato bene intanto che prendevano calore, e ho versato il vino bianco.

Quando il vino è evaporato ho coperto il tegame, di modo che i calamari hanno rapidamente perso tutta la loro acqua, e ho fatto finire di cuocere a tegame scoperto e a fiamma viva. Il fondo di cottura deve rimanere morbido, ma non acquoso.

Il connubio tra pesce e carciofi è perfetto!

Strategie: Si possono, o meglio, si devono utilizzare anche i gambi dei carciofi, sfilacciati e affettati, ma se proprio non ve la sentite, recuperateli per farci una frittata o un condimento per la pasta.

Variazioni sul tema: La ricetta si presta anche a essere preparata con seppie o totani, tenendo però ben presente che i calamari sono molto più teneri, quindi i tempi di cottura si allungano. In caso si volesse provare con il pesce surgelato, i tempi si allungano ulteriormente. In entrambi i casi, meglio cucinare separatamente i carciofi e assemblare verso fine cottura.

Vino: Montecarlo bianco

Renato Guttuso, Natura morta con carciofi

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