Barrette di cioccolato


 

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Eccomi con un’altra ricetta gentilmente offerta e preparata da mia sorella Laura

L’ho trovata geniale: primo perché è buona, si presta al recupero di qualche avanzo di biscotti e frutta secca, da tenere a mente dopo le feste, ma anche da preparare come dolce merenda in ogni momento dell’anno.

Gli ingredienti per una ventina di barrette:

  • 200 grammi di biscotti secchi
  • 200 grammi di frutta secca e candita, mista, a piacere
  • 200 grammi di cioccolato fondente o al latte, a piacere

Tempo di preparazione: 20 minuti + il tempo in frigorifero

Difficoltà: nessuna!

Prima di tutto è bene preparare lo spazio nel frigorifero.

Si devono sminuzzare, in una ciotola, sia i biscotti secchi che la frutta, cercando di ottenere delle dimensioni abbastanza, ma solo abbastanza, omogenee.

Si fa sciogliere il cioccolato, a bagnomaria o nel microonde; in questo caso, attenzione a non bruciarlo, procedere per tempi brevi

Si versa il cioccolato sciolto nel misto di biscotti e frutta, si mescola tutto benissimo per distribuire gli ingredienti.

Si stende un foglio di carta da forno, si versa il composto cercando di distribuirlo bene, ma lasciando un po’ di margine intorno, si copre con un altro foglio di carta da forno e, con il mattarello, si stende dello spessore di circa due centimetri.

Si mette tutto in frigorifero per almeno due ore, quindi si toglie, si elimina il primo foglio di carta, si taglia in barrette e si gusta.

Che ne dite? Una merenda golosa e sana, e un delizioso, nutriente, leggero fine pasto.

Variazioni sul tema: pensando alle prossime feste, si possono preparare versioni più eleganti e decorative, usando solo con nocciole, o noci o scorzette d’arancio … o altro secondo la nostra fantasia.

Ecco qualche esempio preso dal web

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Pillola della settimana – Come siamo arrivati a sprecare così tanto


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Dopo aver preso atto dei numeri spaventosi relativi allo spreco alimentare, la prima domanda che mi sono fatta è stata: come abbiamo potuto arrivare a questo punto?

Ricordo che, quando ero bambina negli anni ’60, si faceva la spesa tutti i giorni, acquistando solo quello necessario per la giornata. Tutto a km. 0, tutto di stagione. Se avanzava qualcosa (il pasto principale era quello del mezzogiorno, alla sera ci si arrangiava un po’) veniva immediatamente riciclato per il pasto successivo e, se proprio non si era finito tutto, veniva dato agli animali.

Poi si sono perfezionate le tecniche di conservazione, sono arrivati i frigoriferi, gli additivi chimici, e si sono presto imposte abitudini diverse. Le donne hanno incominciato a lavorare fuori casa, la spesa quotidiana non era più necessaria, si poteva fare ogni tanto e conservare comodamente in frigo le scorte. La facilità dei trasporti ha portato, sui banchi del mercato, prodotti diversi, e una scelta più ampia.

A questo punto, qualcuno ha capito che il cibo poteva diventare un business. Non era importante che noi mangiassimo tutto il cibo acquistato, l’importante era che lo comprassimo.

Il cibo diventa così attraente oltre all’aspetto dell’appetito, è desiderabile, emozionale. Si tengono i prezzi bassi per raggiungere più consumatori possibili, e per tenere i prezzi bassi, si abbassa la qualità.

Paghiamo ancora oggi i risvolti sulla salute legati a scelte di mercato volte solo al profitto.

Ma in tutto questo, il danno maggiore è culturale! Perché il cibo, una risorsa vitale, indispensabile per vivere, ha perso valore, è guardato come qualcosa di poco conto, che c’è e sempre ci sarà, a disposizione dei nostri desideri.

Prima ancora di imparare a non sprecare il cibo, dobbiamo imparare a guardarlo come qualcosa di prezioso, di inestimabile valore, così da proteggerlo e valorizzarlo fino all’ultima briciola.

Torta salata con ripieno di scarola e profumi mediterranei


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La mia ricetta, anzi, il suggerimento di preparare la torta salata con ripieno di verdura cruda ha avuto un certo successo. Mi sono accorta che, come me, quasi nessuno conosceva questo piccolo segreto che velocizza la preparazione e preserva al meglio sapori e valori nutrizionali.

Propongo ora questo ultimo esempio, ultimo perché il procedimento è sempre lo stesso, e quindi si può provare e sperimentare con altre verdure a seconda della stagione. Semmai, in futuro, mi riserverò di comunicare se qualche ricetta NON è risultata della qualità da me attesa.

Per fare questa torta molto saporita mi sono ispirata a una ricetta classica napoletana, la scarola ripiena.

Ecco gli ingredienti:

  • Pasta base per torte salate, con 150 grammi di farina
  • 1 scarola
  • 3 acciughe sotto sale
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 1 manciata di olive nere taggiasche (il tocco ligure !)
  • 1 filo d’olio evo

Altro non ho fatto che lavare bene la scarola, tagliarla a striscioline e condirla con un filo d’olio, i capperi, le olive e le acciughe salate ben sciacquate e sminuzzate.

Ho diviso la pasta in due parti e ho tirato le due sfoglie; con una ho foderato la tortiera, ho riempito con la scarola, ho coperto con l’altra pasta sulla quale ho creato qualche buchino per far uscire l’umidita, ancora un filo d’olio sulla superficie e in forno caldo per circa mezz’ora.

Il ripieno è estremamente appetitoso, morbido e amalgamato, un piatto buono sia caldo che freddo (a temperatura ambiente) da dosare come antipasto, contorno o, secondo me, in dose più abbondante, anche come secondo.

Strategie: La pasta si può preparare con ampio anticipo e refrigerare o congelare

Variazioni sul tema: La farcitura si può arricchire e completare con pinoli, pomodori secchi, olive verdi …

Pierre Auguste Renoir, La baia di Napoli

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Pillola della settimana – Earth Overshoot Day


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Ne avete mai sentito parlare? Sapete cosa succede in questa giornata?

L’Earth Overshoot day è il giorno dell’anno in cui la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse terrestri – frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legno – disponibili per quell’anno e così inizia a sovrasfruttare il pianeta. È il Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale, a calcolare la giornata.
“Emettiamo più anidride carbonica nell’atmosfera di quanto gli oceani e le foreste siano in grado di assorbire e deprediamo le zone di pesca e le foreste più velocemente di quanto possano riprodursi e ricostituirsi”, evidenzia l’organizzazione.

Fino alla fine degli anni ’70 del secolo scorso, popolazione mondiale e consumo di risorse procedevano in modo parallelo, e quanto prodotto in un anno bastava per tutti.

Dagli anni ’80, il Global Footprint Network si è accorto che le cose stavano peggiorando, le risorse dell’anno non bastavano più fino al 31 dicembre, finivano prima. Ogni anno, inesorabilmente, l’Earth Overshoot Day si posizionava sempre un po’ prima, fino al 2016, quest’anno: 8 agosto!

Ogni altro commento mi sembra a questo punto superfluo, se non che bisogna seriamente lavorare perché la situazione rallenti, nella speranza di arrivare a fermarla del tutto.

Per saperne di più:

http://www.overshootday.org/newsroom/press-release-italian/

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Pasta con lenticchie e pancetta


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Ogni tanto mi ricordo che questo è l’anno dedicato ai legumi. Io ne mangio molti e spesso, più frequentemente in ricette tradizionali, già ampiamente illustrare.

Questa pasta facilissima si è rivelata molto gradevole, non solo per l’armonia dei sapori, quanto perché le lenticchie, cuocendo, si sono leggermente sciolte e hanno formato una specie di cremina che ha avvolto tutta la pasta.

Gli ingredienti per quattro persone sono:

  • 320 grammi di pasta
  • 160 grammi di lenticchie
  • 80 grammi di pancetta
  • 1 piccolo scalogno
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 foglia di alloro
  • Pepe
  • Sale

Tempo di preparazione e cottura: 15 minuti

Tempo di cottura delle lenticchie: circa 30 minuti

Ovviamente le lenticchie devono essere cotte prima. Quelle che ho usato io (non erano di Castelluccio, lo saranno sempre da ora in poi) non richiedevano il tempo di ammollo.

Ho messo sul fuoco l’acqua per cuocere la pasta

Ho tritato lo scalogno e, miracolo!, mi sono ricordata di seguire il suggerimento di Libera, ovvero di tostarlo nella pentola – di terracotta – senza condimento, a fuoco dolce. Così ho fatto, mescolandolo continuamente per non farlo bruciare, e in questo modo ha rilasciato umidità e profumo. Ho aggiunto pochissimo olio (forse meno dei due cucchiai indicati tra gli ingredienti) solo per recuperare tempo, e ho aggiunto la pancetta tagliata a listerelle. Ho completato con la foglia di alloro e lasciato cuocere tutto insieme qualche minuto. Infine ho aggiunto le lenticchie, che si sono insaporite e ammorbidite ulteriormente.

Nel frattempo ho cotto la pasta e l’ho scolata direttamente nel condimento. Ho completato con una macinata di pepe, mentre ho proposto il parmigiano in tavola, facoltativo.

Pur nella semplicità e nella velocità, il piatto ha avuto molto successo. Incomincia a far freddo, e questi ingredienti sono giustamente corroboranti per affrontarlo.

La spettacolare fioritura delle lenticchie di Castelluccio di Norcia, uno spettacolo che vorremmo rivedere presto

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Pillola della settimana – Le buone notizie


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Così come, la settimana scorsa, ho presentato la situazione tragica dello spreco di cibo nel mondo, mi sembra oggi giusto bilanciare con qualche buona notizia.

Insomma, lo spreco c’è, ed è preoccupante, ma non tutti stanno a guardare, per fortuna!

L’anno scorso, durante i diversi incontri proposti durante Expo, ho capito che nel mondo esistono moltissime iniziative private, sia a livello di impresa che di volontariato, che si incaricano di recuperare il cibo avanzato nei negozi, nei supermercati, nei mercati, per ridistribuirlo a un prezzo più conveniente, oppure per donarlo a enti assistenziali.

L’Italia non è da meno: oltre a molti progetti locali e degni di tutta la mia ammirazione, voglio ricordare la Fondazione Banco Alimentare e il Last Minute Market, due iniziative consolidate che conosco personalmente e funzionano molto bene.

Ma la vera novità riguarda la Legge sugli sprechi alimentari, approvata l’estate scorsa, che prevede benefici fiscali e facilitazioni burocratiche a quei negozi, supermercati, ristoranti, che sapranno recuperare il cibo invenduto per donarlo, che sapranno contenere la quantità dei rifiuti, che si attiveranno per informare e sensibilizzare i consumatori circa questo problema.

Buone notizie, vero? Non dimentichiamo, però, che tutte queste iniziative sono rivolte al settore pubblico, nessuno è ancora autorizzato a venire a controllare gli avanzi nel nostro frigorifero. L’impegno individuale per la riduzione dello spreco alimentare deve rimanere un imperativo categorico per tutti noi.

Vi lascio con questo pezzo di Leonard Cohen, poeta, cantautore, scomparso due giorni fa, lasciando un vuoto incolmabile.

Torta di pere e gorgonzola


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“Al contadino non far mai sapere quanto è buono il formaggio con le pere” dice il saggio. E quindi, mettiamoli entrambi in una torta.

Gli ingredienti per una tortiera di 25 cm. di diametro circa:

  • Pasta base per torte salate fatta con 150 grammi di farina
  • 2 pere Abate
  • 150 grammi di gorgonzola dolce e cremoso
  • 3 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato
  • 1 piccola manciata di pinoli
  • Pepe nero
  • Olio

Tempo di preparazione: 15 minuti (con la pasta già pronta)

Tempo di cottura: 30 minuti circa

Nella torta illustrata, io ho fatto la pasta con metà farina 0 e metà farina semi integrale, e ho impastato con acqua ghiacciata per avere una sfoglia bella croccante

Il procedimento è semplicissimo, infatti ho subito acceso il forno statico a 200 gradi.

Ho sbucciato e affettato le pere ottenendo delle fettine di circa 3 mm. di spessore.

Ho tirato sottile e poi steso la pasta nella tortiera leggermente unta. Ho sparso sul fondo il parmigiano grattuggiato e metà del gorgonzola a pezzettini, ho allineato le fettine di pera cercando di ottenere un disegno concentrico, ho coperto con altri pezzettini di gorgonzola, ho sparso sopra i pinoli e una bella macinata di pepe nero.

Ho lasciato in forno per circa mezz’ora, i pinoli devono risultare ben dorati e così la superficie.

E’ stato un grande successo: nonostante io l’abbia portata in tavola dopo aver servito antipasto, primo e secondo (era in corso un piccolo festeggiamento famigliare) è stata divorata. Il matrimonio tra la pera e il gorgonzola è riuscito, e il contadino sa il fatto suo 😉

Roberto Masi, natura morta con pere

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Pillola della settimana – Lo spreco alimentare


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Lo avevo anticipato, ed eccoci: vorrei incominciare a parlare dello spreco del cibo.

A prima vista potrà sembrare un argomento noioso e anche inflazionato: quante volte ci sarà capitato di ascoltare, o di leggere, che acqua e cibo sono sprecati con noncuranza, che il pianeta si sta consumando, che ci toccherà mangiare gli insetti … Ebbene sì, il problema esiste, è serissimo, molto studiato, ma voglio credere che, diventando tutti consapevoli, ognuno di noi si senta di fare la sua parte per invertire la tendenza.

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Vi propongo qualche cifra:

  • 1 miliardo e 300 milioni sono le tonnellate di cibo che ogni anno vengono buttate via, ben più di quello che servirebbe per nutrire tutti quelli che non hanno da mangiare
  • Sprecano tutti, i Paesi ricchi come quelli poveri, questi ultimi spesso perché non hanno le tecnologie per conservare
  • In Italia lo spreco del cibo per anno si può quantificare in un valore pari a circa 11, 12 miliardi di euro, una mezza manovra economica
  • Facendo due conti, e considerando solo lo spreco domestico, salta fuori invece un numerino: 100 grammi. Un etto di cibo al giorno è quello che mediamente spreca una famiglia italiana. Ed ecco che, da quelle cifre così gigantesche, e anche un po’ asettiche, ci troviamo con qualcosa di più riconoscibile: una mela, un panino, uno yogourt. Quante volte abbiamo buttato qualcosa che era “andato a male” senza troppo pensarci?

Ma quante cose buttiamo via, nel momento in cui gettiamo quella mela o quel panino?

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