Salmone alla peruviana


salmone cipolla e cannellini

Ho assaggiato questo piatto tempo fa in casa di amici, e mi è stato presentato come una specialità sudamericana. Siccome non sono mai stata in Sud America, ho realizzato in quel momento di non conoscerne la cucina, nemmeno per sentito dire. E’ il momento di cominciare.

Ricetta facile e veloce, come un po’ tutte le mie, e adatta alla stagione calda alla quale, per adesso in teoria, stiamo andando incontro.

Gli ingredienti per 4 persone:

  • 3 tranci di salmone
  • 2 piccole cipolle di Tropea
  • 2 lime
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 peperoncino
  • Qualche cucchiaio di olio evo
  • Sale, pepe
  • 1 scatola di fagioli cannellini già lessati (facoltativi)

Tempo di preparazione: 10 minuti + la marinatura

Diciamo subito che, per questo piatto, il succo di lime è indispensabile, e non può essere sostituito con il più consueto limone. Il lime è più morbido, meno aspro, e non maschera il sapore del pesce.

Quindi, ho spremuto i due lime, ho tagliato il salmone a tocchetti, ho messo pesce e succo in una ciotola e ho lasciato riposare tutto per un quarto d’ora circa.

Nel frattempo ho affettato finemente la cipolla e l’ho messa a bagno in acqua fredda, ho tritato l’aglio, privato dell’anima, con il peperoncino.

Ho scolato il salmone, l’ho condito con l’olio, il trito fine di aglio e peperoncino e la cipolla ben scolata.

Ho aggiunto i cannellini solo per rendere il piatto un po’ più ricco e un po’ più sudamericano.

Ho preparato questa ricetta qualche tempo fa, e ho scelto il salmone perché la stagione era ancora un po’ troppo precoce per avere una buona scelta di pesce dei nostri mari. Sul salmone ho opinioni discontinue: da un lato è un ottimo pesce dal punto di vista nutrizionale, ricco di Omega3 e altre sostante positive per la salute; per contro, si tratta di un pesce sempre importato, che quindi rientra in un mercato non sostenibile.

Detto questo, non trovo giusto neanche essere integralista, quindi ogni tanto ci sta anche un po’ di salmone.

Strategie: I miei 15 minuti di marinatura possono essere insufficienti per qualcuno, il pesce può rimanere nel succo di lime anche più tempo, fino a un’ora, secondo il gusto personale.

Variazioni sul tema: Con l’estate, vorrei provare (e suggerisco) la stessa ricetta con il pesce fresco dei nostri mari, dal pesce spada, al branzino o all’orata, fino ai gamberi, sostituendo i fagioli con una fresca insalata.

Vino: Ribolla gialla

Luis Egidio Meléndez – Natura morta con salmone e limone

Melandez_salmone

Nidi di baccalà mantecato


baccala mantecato in pasta fillo

Ci sono amicizie che si raccolgono nel corso della vita, che vanno, vengono, si fermano con discrezione, o hanno bisogno di cure attente e continue … e poi ci sono amicizie nate negli anni dell’adolescenza, quando tutto è nuovo e molto difficile, e quelle non finiscono mai. Possono passare gli anni, e ci possono essere in mezzo tanti chilometri, ma quando ci si incontra o ci si parla, è come se ci si fosse salutate il giorno prima.

Così è con Monica, che si inventava le mode mettendosi i fiori freschi tra i capelli lunghissimi, che sapeva creare i regali, che poteva ascoltare per interi pomeriggi, che prendeva a cuore ogni situazione.

Ora facciamo e diciamo cose diverse, ahimè, e tra le altre cose, ci raccontiamo le ricette di cucina. Questa, semplicissima e insieme di grandissimo effetto, è stato un suo regalo.

Gli ingredienti, per quattro persone:

  • 1 confezione di pasta fillo
  • 300 grammi di baccalà dissalato
  • 3 patate medie
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 foglie di alloro
  • 1 bicchiere di panna da cucina
  • 8 cucchiai di olio evo (4 + 4)
  • Sale, pepe
  • 8 stampini monoporzione (per i soufflé, i muffins …)

Tempo di preparazione e cottura: 1 ora circa

Secondo le dirette indicazioni di Monica, ho sbucciato le patate, le ho tagliate a pezzetti e le ho lasciate a bagno in acqua fredda.

Ho rosolato nell’olio evo l’aglio con le foglie di alloro, ho aggiunto il baccalà un po’ spezzettato, le patate e ho fatto cuocere il tutto per 10-15 minuti, fin quando le patate sono risultate ben tenere. Ho aggiunto la panna e portato a termine la cottura. Ho eliminato aglio e alloro, trasferito il composto in una ciotola,  aggiunto l’altro olio e ho mescolato bene il tutto con un movimento rotondo, come per montare la maionese. Ho assaggiato per l’eventuale aggiunta di sale e pepe.

E’ il momento di accendere il forno a 180°

Ho foderato gli stampini con due-tre fogli di pasta fillo, li ho riempiti con il baccalà mantecato, e passati in forno per circa un quarto d’ora, ovvero il tempo che la pasta diventasse bella croccante e colorata, e così la superficie.

Ne ho serviti alcuni subito, ben caldi e fragranti, squisiti, ma altrettanto buoni erano quelli che abbiamo finito al secondo giro, un po’ più tiepidi.

Strategie: Si può preparare in baccalà mantecato in anticipo, ma mettere negli stampi e infornare all’ultimo momento

Variazioni sul tema: Per gli intolleranti al lattosio, ne ho provato una versione con il latte senza lattosio al posto della panna, e un’altra completamente senza latte, ma con più olio, e ho trovato buone entrambe le soluzioni.

Vino: Pinot bianco

La “chiesetta” davanti alla quale ci incontravamo …

Chiesa_Santa_Maria_Sanita_Genova

 

Risotto ai fiori di tarassaco e frittatina morbida alle foglie di tarassaco


risotto tarassaco

Stavamo tornando da una breve vacanza, con deviazione strategica per acquisti gastronomici, quando ho notato un campo tutto fiorito di tarassaco. Praticamente irresistibile.

Ne ho raccolto subito un bel mazzo, sia fiori che foglie (tenerissime in questa stagione) e mentre rientravo a casa pensavo a come utilizzarlo.
Le erbe spontanee sono invitanti per la loro freschezza, molte di loro squisite nel piatto, ma hanno un piccolo difetto: non durano! Se vi capita di fare un mazzo spontaneo, lo portate a casa, lo mettete in vaso pensando di cucinarlo il giorno dopo … niente da fare, il giorno dopo sarà praticamente da buttare.tarassaco
Ecco perché volevo trovare come usare tutto subito. Ed è nato il risottino giallo e la frittatina verde, tutto molto semplice e veloce.
Oltre al tarassaco, gli ingredienti:
320 grammi di riso
• 1 manciata di mandorle
• Qualche cucchiaio di olio evo
• Sale
• 2 uova
• 3 cucchiai di ricotta (in realtà io ho usato un formaggio cremoso fatto con il parmigiano, più saporito)
• Parmigiano reggiano grattuggiato
Tempo di preparazione e cottura: 20 minuti
Data la fragranza delicata delle erbe e dei fiori, non ho voluto appesantire con sapori diversi.
Ho tostato il riso velocemente nell’olio (mi dimentico sempre di provare a farlo a secco, mannaggia!), quindi l’ho portato a cottura con l’aggiunta di acqua e un pochino di sale, come un normale risotto.
Nel frattempo ho lavato velocemente i petali del tarassaco (bisogna tagliare solo le punte, perché la parte aderente al picciolo è un po’ amara) e le foglie.tarassaco a bagno2
Ho messo nel mixer petali e mandorle e ho frullato velocemente, per sminuzzare tutto in modo un po’ grossolano.
In una piccola padella ho scaldato ancora un pochino di olio, ho rotto le uova e aggiunto subito il formaggio fuso, ho mescolato il tutto con movimento circolare e ho inserito le foglie di tarassaco, in modo da avvolgerle nell’uovo cremoso.
Nel frattempo il riso è arrivato a cottura, e l’ho condito con il pesto di fiori e mandorle, e un pochino di parmigiano.
Un piatto unico (o doppio?) molto fresco e colorato. I petali e le foglie del tarassaco hanno sapori diversi, quindi la varietà del gusto è garantita. E oggi, per la prima volta quest’anno, ho sentito le rondini.

Dall’inverno alla primavera: ciliegio fiorito con, sullo sfondo, il Monte Cimone ancora innevato

ciliegio e cimone

Pollo alle mandorle


pollo alle mandorle1

Non amo la cucina cinese … In realtà credo di non aver mai assaggiato la vera cucina cinese, visto che i pochi avvicinamenti che ho fatto si sono limitati a ristorantini italiani. Chi ha assaggiato quella vera ne parla in termini ben diversi (del resto, è la prima cucina al mondo). Poi basta pensare a cosa propinano i cosiddetti ristoranti italiani all’estero, per fare le debite proporzioni …

Invece mi è piaciuto cucinare questo pollo, che ho trovato delizioso, oltre che facile e veloce.

Gli ingredienti:

  • ½ chilo di petto di pollo a fettine o bocconcini
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cipollina
  • 2-3 cm. di radice di zenzero
  • ½ bicchiere di salsa di soia
  • 1 manciata di mandorle tostate
  • 5 cucchiai di olio di semi di mais
  • Farina

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 20-25 minuti

Prima di tutto ho infarinato la carne, operazione più veloce con i bocconcini, perché basta spolverarli di farina e “impastarli”, un po’ più lenta con le fettine, che vanno passate a una a una.

Ho tritato l’aglio, privato dell’anima, la cipollina e lo zenzero, li ho trasferiti nel wok con l’olio e li ho rosolati leggermente. Poi ho rosolato anche la carne, con pazienza perché tutta la superficie prendesse colore. Ho irrorato con la salsa di soia e ho lasciato terminare di cuocere, facendo naturalmente attenzione che non asciugasse troppo (nel caso, basta aggiungere un po’ d’acqua).

Infine ho aggiunto le mandorle, ho girato il tempo che si scaldassero, e il piatto è pronto.

Molto gustoso, se ne avanza è ottimo anche il giorno dopo.

Se non avete le mandorle tostate, si possono tostare in un pentolino antiaderente facendolo ruotare in continuazione sul fuoco medio. Bastano davvero un paio di minuti, ma è indispensabile non perderle di vista perché bruciano facilmente.

Strategie: E’ un piatto che consiglio se avete ospiti, in quanto si può preparare in anticipo la carne rosolata, e terminare rapidamente la cottura al momento di andare in tavola.

Vino: Salice Salentino Rosato

Il gallo blu dell’artista tedesca Katharina Fritsch installato a Trafalgar Square a Londra

epa03800598 German artist Katharina Fritsch's artwork Hahn / Cock is unveiled at Trafalgar Square's Fourth Plinth in London, Britain, 25 July 2013. The artwork is a sculptural portrait of the domestic cockeral or rooster. Fritsch describes Hahn / Cock as reflecting an image of oursleves: ' people can see themselves, their charachter in animals'.  EPA/ANDY RAIN

German artist Katharina Fritsch’s artwork Hahn / Cock is unveiled at Trafalgar Square’s Fourth Plinth in London, Britain, 25 July 2013. The artwork is a sculptural portrait of the domestic cockeral or rooster. Fritsch describes Hahn / Cock as reflecting an image of oursleves: ‘ people can see themselves, their charachter in animals’. EPA/ANDY RAIN

Crema di carote con zenzero e arancia


crema di carote

A me piacciono molto le creme e le zuppe di verdura, alle quali non rinuncio nemmeno con il caldo (sono ottime anche tiepide!), ma chissà perché a qualcuno sembrano un po’ tristi.

Invece basta pensare a piccolissime variazioni per avere un sapore davvero appetitoso.

Gli ingredienti per quattro persone:

  • ½ chilo di carote (cioè 5-6 carote di media grandezza)
  • 1 scalogno (oppure qualche foglia verde di porro)
  • 1 arancia
  • 2 cm. di radice di zenzero
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Erba cipollina e/o foglie di carota
  • Sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 20-25 minuti

Dopo averli puliti, ho tritato scalogno (o foglie del porro) e zenzero e li ho fatti rosolare nell’olio, dolcemente. Intanto ho pulito le carote con il guanto scrub, le ho tagliate a rondelle e le ho man mano aggiunte al soffritto, di modo che si insaporissero bene. Ho coperto con acqua (o, se volete, strafare, con il brodo vegetale), ho salato con un cucchiaino scarso di sale grosso, e ho lasciato cuocere indisturbato per circa 15 minuti. Nel frattempo, ho spremuto l’arancia. Ho controllato che le carote fossero ben cotte e ho verificato la sapidità. A fuoco spento, ho frullato con il frullatore a immersione (va benissimo, perché non ci sono fibre e la crema che si ottiene è perfetta) ho aggiunto il succo dell’arancia e ho decorato/arricchito con qualche stelo di erba cipollina e di foglioline di carota.

Provate perché il sapore è davvero stuzzicante, oltre che leggermente piccantino!

Se poi c’è qualche crostino, va benissimo.

Strategie: Io ne faccio sempre il doppio e la conservo due o tre giorni in frigorifero. Al più aggiungo le foglioline fresche al momento di servirla.

Vino: Novello

Queste bellissime carote sono un disegno a pastelli della mia amica Marina Maniga, che gentilmente mi ha permesso di usarlo qui. Grazie Marina e complimenti 🙂

carote marina

 

# Tag, Non si buttano gli avanzi


carote avanzi

Grazie mille a Simona per avermi coinvolta in questo Tag (il secondo in pochi giorni!) che mi interessa assai.

Sarà che son ligure, sarà che mi chiamo Primo, non sprecare, ma sono davvero contenta di poter dire la mia sull’argomento, anche se per quello che ho letto fino ad ora (anzi, mi scuso per l’adesione un po’ in ritardo) mi fa capire quanta abilità e creatività c’è nel riciclare il cibo.

Le regole del Tag sono:

  1. Citare il blog che ha ideato il Tag, ovvero Opinionista per Caso2
  2. Rispondere a sette domande; se volete potete inserire foto che si rispecchiano con il Tag
  3. Ringraziare il blog che vi ha invitato a partecipare al Tag con post nel blog (nel mio caso, Grembiule da cucina)
  4. Nominare sette bloggers e avvisarli

Prima di rispondere alle domande, vorrei fare due piccole premesse:

La prima è dedicata ai giovani che da poco vivono da soli, e stanno imparando a organizzare frigo e dispensa. A loro capiterà più spesso che qualcosa si deteriori, o di non riuscire a consumare un avanzo. Nessuna paura, e nessuna vergogna, ci siamo passati tutti e tutte! Anche l’arte del riciclo si impara.

La seconda è una regola più generale relativa al non spreco: attenzione alla pulizia e all’ordine. Se puliamo e riordiniamo con regolarità frigorifero e dispensa, sarà molto difficile che ci sfugga il piccolo avanzo o il fondo di una scatoletta. E comunque, un pezzetto di carne o di affettato, un pochino di formaggio, un pugnetto di verdura, mezza porzione di pasta, legati con due uova e un po’ di latte possono comporre una torta salata più che buona.

Le mie risposte:

  1. Come fai di solito il rifornimento della dispensa e il frigorifero della tua cucina, vai al supermercato tutti i giorni oppure fai la spesa settimanale?
    Faccio la maggior parte della spesa una volta alla settimana, con una lista ben precisa, articolata in modo da far rendere al meglio quello che acquisto. Di solito faccio io il pane, che dura così parecchi giorni, quindi lo acquisto raramente. Ogni tanto ho occasione di fare delle super-spese dai contadini, dove esagero sempre, ingolosita da qualità e freschezza, oppure al mercato ortofrutticolo, dove si comprano frutta e verdura a cassette, ma lo faccio solo se so di avere poi il tempo di pulire e organizzare tutto in tempi rapidi, altrimenti addio risparmio.
  1. Quando ricevi ospiti a cena nella tua casa, cosa fai con gli avanzi?
    Quando ho ospiti tendo a preparare piatti che non mi costringono in cucina all’ultimo minuto, e di solito sono quelli che più facilmente si recuperano il giorno successivo. Alle volte cucino “abbondante” proprio per creare un avanzo da avere pronto il giorno dopo (o due)
  1. Ti è capitato di mangiare la pizza o altro cibo al ristorante e hai mai chiesto se gli avanzi potevi portarli a casa?
    La pizza non avanza mai. Invece mi è capitato in qualche agriturismo, dove non si ordina alla carta, ma si mangia quello che propone la cucina. Se le porzioni sono generose non si riesce a finire e, sì, ho chiesto e ottenuto di portare a casa gli avanzi.
  1. Ti senti in colpa oppure ti incazzi con te stessa quando noti che nel frigorifero hai trovato del cibo che è scaduto? Se la riposta è si ci puoi dire quante volte all’anno succede questa cosa?
    Non lascio mai scadere il cibo, mai! Controllo spesso le scorte. In ogni caso non mi limito a guardare la data di scadenza, ma assaggio. Faccio parte di una generazione nata con le date di scadenza solo per le medicine 😉
  1. Ti è capitato quando sei tornata a casa con la spesa di accorgersi di aver comprato della frutta o verdura marcia?
    Qualche volta è capitato, e la volta dopo l’ho fatto notare al fornitore. Se è serio, si fa perdonare. Se non è serio, perde una cliente.
  1. Dopo le festività più importanti come Natale, Pasqua eccetera il cibo avanzato lo mangi il giorno dopo oppure lo regali agli ospiti?
    Di solito queste feste si passano in famiglia e il cibo, che spesso è abbondante oltre il ragionevole, viene poi diviso tra tutti (con grande gioia dei miei figli che si portano a casa qualche porzione pronta).
  1. Quando ti assenti da casa per un po’ perché devi andare in vacanza, cosa fai di solito prima della partenza, spegni e svuoti il frigorifero oppure lo lasci con del cibo e accesso?
    Se parto per una vacanza lunga (quindi non più di una volta all’anno) mi organizzo per tempo per consumare le scorte. Se proprio mi avanza una mozzarella, uno yogourt, mezzo litro di latte, lo regalo a qualcuno di confidenza (anche una vicina). Non vado mai via così a lungo da staccare il frigo, al più lo metto al minimo. Credo che il frigo non guadagni a restare inoperoso.

Anni fa ero in vacanza al mare in un appartamentino in affitto. Mi ha suonato un’altra ospite del residence (mai vista prima) che stava partendo, e mi ha offerto un paio di cose fresche che non poteva portare con sé (mi pare, uno yogourt e un paio di uova). L’ho trovato un gesto molto civile e intelligente.

Ecco le mie scelte, che spero apprezzeranno (è divertente!)
Zena a toua

Al poggio goloso

Dadaword

Un diavolo ai fornelli

Kung food

Senza latte

Non solo nonna

Nidi di patate con spinaci, mozzarella e pinoli


nidi di patate

Per questa ricetta mi sono ispirata a questa idea di Lory, anzi ho proprio copiato, con minimi interventi per assecondare i gusti della famiglia.

Così potete preparare questi nidi come Lory, come me, o come vi detta la vostra fantasia.

Gli ingredienti per 9 nidi:

  • 6 patate medie
  • 1 chilo circa di spinaci
  • 1 mozzarella
  • 50 grammi di burro
  • 1 bicchiere di latte + mezzo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 manciata di pinoli
  • 2 cucchiai di olio evo
  • Sale
  • Noce moscata
  • Qualche cucchiaio di parmigiano reggiano grattuggiato

Tempo di preparazione: 30-40 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti

Ho messo a bollire le patate in acqua salata; intanto ho pulito gli spinaci, li ho fatti ammorbidire sul fuoco, li ho salati, li ho un po’ scolati e li ho insaporiti facendoli saltare qualche minuto con l’olio, lo spicchio d’aglio, infine mezzo bicchiere scarso di latte, che ho lasciato assorbire. Ho terminato con un po’ di noce moscata.

Una volta cotte le patate, le ho sbucciate (sotto l’acqua fredda per non scottarmi le dita!) e le ho passate con lo schiacciapatate. Ho aggiunto il burro, ho mescolato bene, quindi il bicchiere di latte: ho così ottenuto un purè.

Ho acceso il forno a 180 gradi.

Ho foderato la leccarda con la carta forno. Aiutandomi con le mani ho formato nove “nidi” di patate, con uno spazio centrale per accogliere gli spinaci e la mozzarella a dadini. Ho completato con qualche pinolo e una spolverata di parmigiano. Ho passato tutto in forno per far dorare la superficie.

Li ho serviti come contorno, ma in proporzione più abbondante sono un secondo piatto leggero e nutriente.

Strategie: Naturalmente è possibile preparare in anticipo sia le patate lesse che gli spinaci, e assemblare tutto all’ultimo momento

Variazioni sul tema: quasi infinite. Lory ha messo lo speck, quindi anche altri salumi come mortadella o pancetta o prosciutto crudo. Al posto degli spinaci si possono usare i pomodorini, da completare con una spruzzata di origano, oppure qualche erba amara, come la cicoria, che si ingentilisce con il dolce della patata.

Vino: Sauvignon dei colli Piacentini

Se si parla di spinaci, impossibile non pensare a lui

popeye

TAG # L’auto che vorrei


A112

Non mi capita spesso di essere nominata per un Tag, e all’improvviso me ne sono arrivati due insieme. Rispondere a un Tag è un po’ un gioco, ma aiuta a rivelare qualcosa di più di noi che, nascosti tra le maglie della rete, manteniamo un’immagine molto indefinita …

Comincio da Libera, che ringrazio, non solo per la nomina, ma soprattutto per le idee e i suggerimenti che quasi quotidianamente condivide. Libera si definisce “Un’antipatica in cucina”, ed è invece simpaticissima, oltre che molto generosa: le sue ricette, infatti, pur basate sulla tradizione della sua terra, il Friuli, hanno sempre indicazioni per poterle eseguire ovunque, dalla Val d’osta alla Calabria.
Le  Regole del Tag:

  1. Citare il blog che lo ha ideato: Opinionista per caso 2
  2. Ringraziare il blog che vi ha taggato (Accanto al camino)
  3. Rispondere a 10 domande e se volete potete illustrare foto di automobili
  4. Avvisare con un commento il blog che avete taggato
  5. Nominare da un minimo di 5 al massimo di dieci blog

Domande & Risposte:

  1. A che età sei diventato proprietario/a di un auto?
    Avevo 30 anni
  2. Hai mai ricevuto in regalo un automobile?
    No, le ho sempre acquistate con le mie risorse (infatti ho sempre avuto macchine piccole), un po’ contanti, un po’ a rate
  3. Ti è capitato di dormire in automobile oppure fare anche l’amore?
    Certo!
  4. Quale è stata la destinazione più lontana che hai fatto in auto?
    Da sola e con la mia auto non ho mai superato i 300-400 chilometri. In compagnia mi viene in mente Genova-Palermo, Milano-Parigi, Milano-Vienna …
  5. Di che modello era oppure è la tua prima auto?
    A112 rosa (quella della foto, bellissima!)
  6. Qual è la tua radio preferita che ascolti quando sei alla guida?
  7. Nessuna preferita, forse mi sintonizzo un po’ più frequentemente su RTL 102,5 perché ci sono musica, notizie, info sul traffico, e si prende ovunque
  8. Puoi dirci di quale casa automobilistica è l’auto dei tuoi sogni?
    A parte la Lamborghini vuoi dire? Scherzo! Mi basta avere un mezzo di locomozione
  9. Quando vuoi acquistare o cambiare l’auto per te è più importante il prezzo, il colore o la marca?
    La marca per gli standard di sicurezza, e poi il prezzo. Del colore, come della linea, mi importa molto poco.
  10. Hai più paura di metterti alla guida quando nevica e c’è il maltempo oppure quando c’è tanto traffico e sei in coda?
    Ho paura del maltempo e non so guidare con la neve. La coda, invece, se posso la evito, altrimenti la sopporto con calma zen
  11. Ti è mai capitato di trovarti in strada con una gomma bucata oppure un altro imprevisto? Se la risposta è sì ci racconti come hai fatto a risolvere questo imprevisto.
    Non mi è mai capitato niente di tutto questo e spero continui così. Posso raccontare che una volta ho fatto un testa-coda con la macchina (ero in una strada molto tortuosa, evidentemente c’era qualcosa di viscido per terra). Andavo piano, quindi non ho avuto conseguenze, ma la macchina si è “appoggiata” a un’altra che arrivava in senso contrario, ammaccandola. Il proprietario è sceso inviperito, sono scesa anch’io e … siccome ero visibilmente incinta, quando ha visto la pancia, invece di insultarmi (com’era logico) si è preoccupato moltissimo che io, anzi noi, stessimo bene. Da una brutta avventura, un bel ricordo.

Le mie nomine, senza alcun obbligo:

Giusy

Sara 

Archeocake

Clara

Lory