Sformatini di polenta con funghi e gorgonzola


sformatini polenta

Fra non molto tempo sarà Pasqua, e per molti sarà “con chi vuoi”. Per quelli che, come me, tutto sommato preferiscono ancora farla “con i tuoi”, e riunire la famiglia a casa, ecco un suggerimento piuttosto versatile. Poi vi spiego perché, ora la ricetta, dettagliata come l’ho preparata io.

Ingredienti per 4 persone:

  • 250 grammi di polenta (anche istantanea)
  • ½ litro di acqua
  • ½ litro di latte (quello che preferite)
  • 100 grammi di gorgonzola dolce
  • 80 grammi di funghi porcini secchi
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 rametti di rosmarino
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti con polenta istantanea + 30 minuti in forno

Cominciamo dalla polenta: io non sono un’estimatrice, quindi ho usato in scioltezza anche quella istantanea, che in 15 minuti è pronta. Ho seguito attentamente le istruzioni sulla scatola, e l’unico intervento personalizzato che ho portato è stato usare metà acqua e metà latte, anziché solo acqua.

Chi ama la vera polenta, e sa sceglierla, può naturalmente prepararla secondo il metodo tradizionale, con cottura un po’ più lunga, e risultato senz’altro migliore.

Mentre la polenta si cucina, mettete a bagno i funghi in acqua tiepida per circa 15 minuti.

Tritate finemente lo spicchio d’aglio con gli aghi di un rametto di rosmarino (l’altro rosmarino serve dopo, per decorare).

Trascorsi i 15 minuti, scolate i funghi attraverso un colino e un foglio di carta da cucina, di modo da recuperare almeno una parte dell’acqua. Sciacquateli bene sotto l’acqua corrente, quindi strizzateli un pochino e tritateli grossolanamente.

Rosolate nell’olio evo, e per un minuto al massimo,l’aglio e il rosmarino, quindi aggiungete i funghi e fateli insaporire bene. Bagnate con l’acqua dei funghi stessi e lasciate cuocere per una decina di minuti. Alla fine regolate di sale e pepe.

Accendete il forno statico a 180°.

Prendete 8 piccoli contenitori individuali (in alluminio, usa e getta, oppure in ceramica), appoggiateli sulla leccarda del forno  e riempiteli a filo con la polenta. Con un cucchiaino, scavate leggermente al centro, e fate il posto per un pezzetto di gorgonzola e un cucchiaio di funghi. Guarnite con qualche rametto di rosmarino.

Trasferite in forno per circa 15 minuti, o finchè vedete che il formaggio si è ben sciolto. Estraete dal forno e lasciate riposare per qualche minuto.

I contenitori in ceramica possono essere presentati subito, quelli in alluminio si eliminano tagliandoli su un lato e, con l’aiuto di un cucchiaio, estraendo lo sformatino.

Sono squisiti!

Strategie: la polenta può essere preparata in anticipo, in questo caso è meglio lasciarla un po’ più morbida per poterla gestire facilmente anche se sarà fredda. Anche i funghi si possono cucinare prima, e assemblare il tutto al momento di andare in tavola.

Questo piatto così preparato è perfetto come antipasto e va bene quasi in tutte le stagioni. Se dovesse toccarci una Pasqua piovosa e fredda, si può trasformare in un primo: basterà aumentare un pochino le quantità, versare la polenta in una bella teglia, distribuire in modo regolare gorgonzola e funghi, passare in forno e servire porzioni più generose.

Vino: Cabernet del Trentino

Funghi, di Giovanni Segantini

funghi segantini

Polpo arrostito su crema di ceci


polpo su crema di ceci

Qualche tempo fa ho passato una bella giornata qui, in compagnia, tra gli altri, di Doriana Tucci, “La signora dei fornelli”.

Girovagando in rete, mi sono imbattuta in questa video-ricetta che Doriana presenta con la sua consueta competenza e simpatia:

https://www.youtube.com/watch?v=GYn_F6xA60w

Conquistata dalla semplicità della ricetta, alla prima occasione ho voluto replicarla, e ho constatato che il risultato finale è davvero straordinario: l’incontro dei sapori è delizioso e sorprendente! Tanto che mi sento di suggerirla per il menu di Pasqua, per chi desidera fare una scelta meno tradizionale.

Ecco nel dettaglio come l’ho preparata io:

Ingredienti per circa 4 persone:

  • 2 polpi per un totale di circa un chilo e mezzo
  • 500 grammi di ceci
  • 5 cucchiai di olio evo di qualità
  • 1 foglia di alloro
  • origano
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione e cottura: 1 ora + il tempo di raffreddamento del polpo (con ceci già lessati).

Se i ceci sono secchi, dovrete prima di tutto occuparvi di loro: metteteli a bagno la sera prima in acqua fredda, lasciateli tutta la notte. Il giorno dopo, lessateli in acqua non salata fino a cottura completa.

Mettete sul fornello una capiente pentola d’acqua, aggiungete l’alloro e un cucchiaino colmo di sale grosso.

Risciacquate i polpi (che spero avrete fatto pulire dal pescivendolo), togliete il dente centrale se ancora presente e, appena l’acqua bolle, tuffateli nella pentola. Fate riprendere il bollore, abbassate un po’ la fiamma, coprite e portate a cottura. Ci vorrà quasi un’ora.

Quando i polpi sono cotti (accertatevene pungendoli con uno spiedino nella parte più spessa, vicino alla testa) spegnete il fuoco e lasciateli raffreddare nella loro acqua. Questo passaggio è importante se li volete veramente teneri.

Intanto, preparate la salsa di ceci: scolate bene i ceci lessati e metteteli nel frullatore con l’olio e un pochino di acqua. Frullate ad alta velocità, correggendo con altra acqua se la salsa non fosse ancora abbastanza cremosa. Regolate di sale e di pepe, infine profumate con un buon pizzico di origano (ottima alternativa al timo fresco suggerito da Doriana).

Al momento opportuno, riprendete i polpi, ormai freddi, liberateli un po’ dalle ventose, tagliateli separando i tentacoli, e dividendo la testa in due parti.

Scaldate bene, sul fornello, una padella antiaderente o una bistecchiera. Adagiatevi i pezzi di polpo e fateli arrostire, girandoli due o tre volte.

Versate la salsa di ceci nei piatti, o nel piatto di portata. Trasferite le parti dei polpi sulla crema di ceci , spolverate con altro origano, e servite subito.

La ricetta è semplicissima, ma il risultato è di alto livello. Non per nulla l’ispiratore è Fulvio Pierangelini, ovvero il Gambero Rosso.

Strategie: questo piatto si può preparare anche con il polpo congelato, ma i tempi di cottura sono un po’ più lunghi.

Se scegliete il polpo fresco, potete lessarlo il giorno prima e conservarlo in frigorifero, sapore e consistenza non ne soffriranno. Anche la salsa può essere fatta con ampio anticipo, e conservata per qualche ora a temperatura ambiente. Al momento di servire, il passaggio sulla griglia sarà sufficiente a scaldare il polpo.

Variazioni sul tema: beh, da rifare rigorosamente con il timo fresco.

Vino: Ormeasco della Riviera Ligure di Ponente.

Arte Micenea, 1550-1500 a.C.

vaso con polpo

Gratin di cavolfiore


gratin di cavolfiore

Quando si comincia ad avvertire il passaggio di stagione, ecco che a me viene un grande desiderio di mangiare ancora, e spesso, quei prodotti che di qui a poco, inevitabilmente, spariranno dai banchi del mercato e dalla tavola.

Ecco il perché di questa ricetta a base di cavolfiore, ortaggio squisito e versatile, oltre che molto benefico per la salute grazie alla ricchezza in vitamine e sali minerali. Il modo in cui l’ho preparato pretende di avere un pizzico di originalità e di renderlo adatto anche a questo periodo dell’anno, non più così freddo.

Gli ingredienti:

  • 1 cavolfiore di media grandezza
  • 1 scalogno
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 8 grammi di prosciutto cotto
  • 50 grammi di nocciole tritate grossolanamente
  • 2 cucchiai di pane grattugiato
  • 2 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato
  • Sale, pepe, noce moscata.

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti di bollitura + 10 minuti per rosolarlo +20 minuti di gratin

Tagliate il cavolfiore in cimette abbastanza regolari (e conservate il torsolo da riporre in freezer e utilizzare successivamente per un minestrone).

Mettete le cimette a bagno in acqua con un cucchiaio colmo di sale fino, per favorire l’uscita di eventuali insetti che fossero nascosti tra le pieghe.

Sciacquate le cime di cavolfiore e cuocetele a vapore o nel forno a microonde. Devono rimanere abbastanza al dente. Meglio evitare la bollitura in acqua perché andrebbero dispersi i preziosi nutrienti.

Intanto che il cavolfiore cuoce, tritate lo scalogno e rosolatelo con l’olio in un ampio tegame. Trasferitevi il cavolfiore e rimescolate qualche minuto, con pazienza, per insaporire bene. Regolate di sale e di pepe.

Intanto tagliate a dadini o striscioline il prosciutto, e aggiungetelo al cavolfiore.

Accendete il gratin del forno a 180°.

Ungete leggermente una pirofila, versate il cavolfiore già insaporito e arricchito del prosciutto, livellatelo un po’, cospargetelo con il pane grattuggiato, con il parmigiano, un pochino di noce moscata e la granella di nocciole.

Fatelo gratinare in forno, e servitelo in tavola subito, bello caldo.

Strategie: Potete cucinare il cavolfiore in anticipo, anche il giorno prima, conservandolo in frigo.

Variazioni sul tema: Chi è allergico alle nocciole può sostituirle con mandorle o noci. Chi non tollera il glutine avrà sicuramente il pane grattuggiato gluten free. Chi segue una dieta vegana può omettere il prosciutto e il parmigiano, e aumentare un pochino la quantità di nocciole: è molto buono anche così.

Vini: Sauvignon, Malvasia dei Colli Piacentini

George Lambert (1700 – 1765), Natura morta con uovo e cavolfiore

cavolfiore, george lambert

Pomodori caramellati


pomodori caramellatiI pomodori mi piacciono moltissimo, per il loro sapore e forse ancor di più per il colore: come resistere a quel bel rosso acceso, caldo, invitante? Il punto è che i pomodori sono frequenti sulle nostre tavole, crudi in insalata, oppure come salsa, ma non è facile trovare ricette che li vedano protagonisti in versione “cucinata”. Io ho fatto questa, mutuata dal prezioso Cuochi si diventa di Allan Bay.

Ingredienti per quattro commensali:

• ½ chilo di pomodori piccoli (piccadilly, ciliegino, pachino)
• 2 cucchiai di zucchero
• 4 cucchiai di olio evo
• 2 rametti di maggiorana fresca (in alternativa, un bel pizzico secca)
• Sale, pepe

Tempo di preparazione: 5-10 minuti

Procedimento facilissimo, ma risultato assicurato: lavate accuratamente i pomodori.

Scaldate l’olio in una padella che possa contenerli in un unico strato (più o meno), aggiungete i pomodori e mescolateli delicatamente affinchè si scaldino. Salate, pepate e cospargeteli con lo zucchero. Continuate a rimescolare per far caramellare bene tutti i pomodorini, facendo però molta attenzione a non cuocerli troppo: potrebbero rompersi, mentre devono mantenere la loro consistenza.
Se i pomodori sono davvero piccoli, cinque minuti di cottura sono sufficienti, altrimenti dovrete prolungarla un pochino.

Appena pronti, profumateli con la maggiorana. Sono ottimi sia caldi che a temperatura ambiente, perfetto contorno di un secondo semplice come una bistecca o una frittatina.

Variazioni sul tema: Si conservano bene un paio di giorni in frigorifero, e si possono recuperare sia ancora come contorno, scaldandoli velocemente nel forno a microonde, sia frullati come sughetto per un piatto di spaghetti.

Vino: Bianchetta genovese

Sono incantata da questa opera di Jacek Łoziński, artista polacco

pomodori artista polacco

Torta di mele classica ma non troppo (con rosmarino e zenzero)


torta di mele rosmarino e zenzero

La classica torta di mele è “la torta” per definizione, la prima che viene in mente, magnificamente celebrata da nonna Papera (che invece fa l’apple pie, ma quello un’altra volta).

La preparo spesso perché piace a tutti e non stanca mai, è nutriente e anche sana per la presenza massiccia della frutta. Del resto, l’avevo già illustrata qui.

Volete provare questa versione molto profumata e leggermente insolita?

Cominciamo dagli ingredienti:

  • 4 grosse mele
  • ½ limone
  • 180 grammi di zucchero + due cucchiai
  • 70 grammi di burro
  • 2 etti di farina
  • 2 uova
  • latte fresco (circa 2 decilitri)
  • 1 bustina lievito vanigliato
  • 2 rametti di rosmarino fresco
  • 2 cm. di radice di zenzero
  • 1 teglia da circa 26-28 cm. di diametro

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 40 minuti

Sbucciate le mele e tagliatele a fettine, spruzzandole con un po’ di limone perché non anneriscano. Alla fine, spolveratele con un cucchiaio di zucchero e rimescolate bene. Lasciatele riposare.

Se, come succede sempre a me, avete dimenticato di togliere il burro dal frigo in tempo utile perché ammorbidisca, fatelo sciogliere nel microonde (30 secondi a potenza massima). Lasciate raffreddare.

Accendete il forno, statico, a 200°.

Tritate molto finemente il rosmarino con lo zenzero.

In una ciotola capiente (oppure nella planetaria) mettete le uova intere e sbattetele con lo zucchero, aggiungete il burro liquefatto e freddo, un po’ di latte, poi la farina, stemperando con il latte per avere, alla fine, un composto morbido e cremoso. Aggiungete il trito di rosmarino e zenzero e finalmente il lievito. Io consiglio di setacciarlo con un colino fine, per distribuirlo uniformemente. Date un’ultima decisa rimescolata per amalgamare bene l’impasto.

Imburrate la teglia, oppure foderatela con la carta da forno (per facilitare l’operazione, bagnate la carta e strizzatela bene, così diventerà morbida). Versate il composto e, sopra, le mele, che andranno affondate bene nell’impasto. Spolverate la superficie con un po’ di zucchero (senza esagerare), quindi infornate.

Dopo circa 30 minuti controllate la cottura: fate la prova “stecchino” e verificate la superficie, che, grazie allo zucchero, deve risultare leggermente caramellata.

Servitela tiepida (squisita!) o fredda, i profumi aggiunti sono comunque ben percepibili, e danno alla torta una gradevole freschezza. E’ perfetta da sola ma, volendo esagerare, si può accompagnare con un pochino di panna montata o gelato.

Strategie: Potete preparare in anticipo le mele: ben spruzzate di limone e conservate in frigo, possono attendere per molte ore.

Variazioni sul tema: Non tutti amano lo zenzero: in questo caso sostituitelo con un pochino di buccia di limone (non trattato!) grattuggiata.

Vini: Erbaluce di Caluso, Moscato

nonna papera

Lo Strudel (tradizionale e vegano)


strudel di verdura

Lo strudel, a chi non piace? Dolce, ma non troppo, croccante fuori e morbido dentro, buono sia caldo che freddo, leggero e nutriente con il suo ripieno di frutta … Certo! Questo è lo strudel più classico, l’apfelstrudel, di mele, di origini turche, sebbene ormai l’Alto Adige lo abbia adottato come una sua specialità.

Invece lo strudel può essere visto in maniera ben diversa: una parte esterna, di pasta, per contenere, e il ripieno che, in quel momento, ci piace di più, dolce o salato.

Allora vediamo di fare la pasta giusta, nella versione tradizionale e in quella adatta alla cucina vegana. Questa ultima altro non è che la “mia” pasta base per tutte le torte, e che ancora una volta dimostra la sua versatilità.

Ingredienti per la pasta tradizionale:

  • 300 grammi di farina bianca
  • 50 grammi di burro
  • 1 uovo
  • 1 bel pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di zucchero (per lo strudel dolce)

Ingredienti per la pasta veg:

  • 300 grammi di farina bianca
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 3 pizzichi di sale
  • 1 cucchiaio di zucchero (per lo strudel dolce)

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura:30-40 minuti

Se fate la pasta tradizionale, dovete solo ricordarvi di far ammorbidire un pochino il burro, prima di impastare, o estraendolo dal frigo con anticipo, oppure passandolo nel forno a microonde per 30 secondi. Poi, per un impasto come per l’altro, io comincio con il mettere la farina in una ciotola, aggiungo gli ingredienti e l’acqua necessaria per ottenere un impasto morbido ma asciutto, infine trasferisco la pasta in un sacchetto di plastica, chiudo bene e lascio riposare. Quanto? Almeno mezz’ora, meglio se un po’ di più.

pasta strudel cruda

 

Come vogliamo farcirlo questo strudel? Con le classiche mele renette, pinoli e uvetta. A questo mix si può aggiungere una pera, oppure sostituire del tutto le mele con le pere. Va bene tutta la frutta poco acquosa, e tutta la frutta disidratata, e sio può arricchire e completare con la frutta secca (mandorle, nocciole, noci) oppure con i semi di girasole o di zucca.

Possiamo fare la versione salata, con un mix colorato di verdure (zucchine, carote, pomodori, peperoni, prima saltati qualche minuto in padella) a cui aggiungere eventualmente una mozzarella tagliata a dadini. Versioni più classiche prevedono prosciutto e mozzarella, tutto a dadini, o spinaci e ricotta frullati insieme.

strudel di verdura crudo

Come idee più insolite suggerisco: zucca e amaretti, oppure zucca e gorgonzola, pere, pinoli e gorgonzola, salmone ed erba cipollina, funghi e fontina … e tutto quello che la fantasia (con buon senso) suggerisce.

Una volta preparato il ripieno, riprendete l’impasto e stendetelo su una superficie infarinata, schiacciandolo prima un po’ con le mani, quindi tirandolo bene con il mattarello. Potete scegliere, se lasciare la pasta un pochino più consistente oppure molto sottile. L’elasticità della pasta non pone limiti, come è possibile vedere dalla foto:

pasta tirata

Accendete il forno a 180°.

Foderate la teglia con la carta da forno, e appoggiate subito la pasta: è molto più comodo farcire lo strudel nella teglia, piuttosto che trasferirlo quando è già pieno e arrotolato. In questo modo si è sicuri di non romperlo!

Stendete il ripieno in modo omogeneo, badando di lasciare abbastanza pasta per richiudere bene, sia nella lunghezza che nella larghezza.

Lasciatelo nel forno circa mezz’ora, poi controllate: è pronto quando la pasta ha assunto un bel color biscotto.

Deve raffreddare un pochino, sia per non ustionarsi, sia per riuscire ad affettarlo con maggiore facilità.

Spolverate di zucchero a velo lo strudel dolce, e servitelo come fine pasto, oppure a merenda, accompagnato da una bella tazza di tè.

Proponete lo strudel salato come antipasto, come piatto di mezzo o, in famiglia, come secondo.

Strategie: è possibile e perfino consigliabile preparare una quantità maggiore di pasta e porre in freezer l’eccedenza, che sarà cosi già pronta per la volta successiva.

Vorrei porre l’accento sull’aspetto strategico in termini di salute e costi. Se prepariamo noi la pasta, sappiamo che ingredienti utilizziamo e spendiamo davvero una cifra irrisoria. Se ci rivolgiamo a una pasta pronta (sfoglia, frolla, brisée), troviamo ingredienti  (grassi e conservanti) che è meglio evitare, oltre a sostenere un costo pari a circa dieci volte quello casalingo.

Variazioni sul tema: Per una pasta croccante, usate acqua gelata, ricavata aggiungendo cubetti  di ghiaccio all’acqua preparata per impastare.

 

strudel

 

Pasta con crema di porri (e pancetta)


pasta porri e pancetta

Io non sono, per principio, né vegana né vegetariana: penso che l’essere umano sia onnivoro e possa mangiare (quasi) tutto. Rispetto però pienamente chi aderisce a una o entrambe di queste filosofie alimentari, oltre che di vita, e mi impegno quantomeno a fare i miei acquisti dove si rispetta l’etica e la sostenibilità.

Sono invece spesso vegetariana, o vegana, per gusto: preferisco le verdure, con il loro sapore così definito e diverso, ai piatti di carne, per la quale mi manca proprio il palato.

Ecco quindi perché molte delle ricette che propongo sono adatte anche a chi rifiuta decisamente le proteine animali, come questa pasta condita con un sughetto facilissimo, ma molto appetitoso.

La presenza della pancetta non deve insospettire. Ho deciso di aggiungerla per dare un tocco di colore, ma la vera prelibatezza di questo piatto è dato proprio dai porri che, grazie alla cottura lenta e prolungata, si trasformano in una crema dolce e saporita.

Per quattro persone:

  • 320 grammi di pasta
  • 3 porri
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 1 cucchiaino raso di semi di papavero
  • 100 grammi di pancetta
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione e cottura: 45 minuti

Spuntate i porri da entrambe le parti, selezionando solo la parte bianca, e tagliateli a fettine sottili. Trasferite tutto in una padella capiente, versate l’olio e mezzo bicchiere d’acqua, mettete sul fornello e fate cuocere a fuoco molto, molto, molto dolce, aggiungendo man mano un po’ acqua perché non devono assolutamente friggere né bruciarsi. Dopo una decina di minuti, salate e pepate moderatamente.

Come già detto, ma è fondamentale, i porri devono cuocere molto lentamente, fino a disfarsi e diventare una crema.

Quando vedete che i porri sono già abbastanza sfatti, mettete sul fuoco l’acqua della pasta.

Tagliate la pancetta a striscioline e fatela rosolare, senza alcun condimento, in un pentolino a parte: il grasso dovrà un po’ sciogliersi e diventare trasparente, e il tutto dovrà diventare croccante.

Mentre la pasta cuoce, aggiungete la pancetta ai porri e completate con i semi di papavero, che aiutano la digestione del grasso animale.

Scolate la pasta, conditela nella padella, impiattate, gustatela. Parmigiano grattuggiato a parte per chi non sa rinunciare.

Si conserva alcuni giorni in frigorifero.

Strategie: Quando pulite i porri, conservate quanto più possibile della parte verde; trasferitela in freezer e utilizzatela, con due patate e altre verdure a piacere, per preparare in un’altra occasione una crema di verdura.

Variazioni sul tema: La versione vegan-vegetariana, senza pancetta, è comunque perfetta!

Porro in fiore

porro in fiore

 

 

Scorze di arancia e limone candite


scorze arancia

Ora mi direte, cosa mi è venuto in mente di preparare, in febbraio, le scorzette candite che di solito si fanno per le feste? Semplice! Mi hanno regalato arance e limoni naturali, non trattati, appena raccolti. Non vi dico il profumo! Del resto, è questa la loro stagione.

Ho cercato tra tantissime ricette per trovare un procedimento che fosse coerente con il mio obiettivo di risparmiare più tempo possibile, e alla fine ne ho messo insieme diverse. Sono così riuscita ad avere dei canditi perfetti, senza quasi guardarli. Si sono fatti da soli!

Gli ingredienti:

  • Scorze di arance e limoni, pesati
  • Il doppio del peso in zucchero
  • Acqua

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 3 o 4 giorni, in tempi diversi.

Lavate bene gli agrumi, sbucciateli incidendo la scorza con tagli verticali, di modo da ottenere delle porzioni regolari. Gustatevi la polpa.

Mettete le scorze in una bacinella di acqua fredda e lasciatele riposare 24 ore circa, cambiando l’acqua una o due volte: questo passaggio serve a far perdere un po’ l’amaro alla parte interna bianca.

Pesate le scorze, e preparate la doppia quantità di zucchero. Tagliate le scorze a listerelle, mettetele in una pentola capiente – dovrebbero stare più o meno in un solo strato – aggiungete lo zucchero e coprite con acqua. Muovete un po’ lo zucchero per cominciare a scioglierlo a freddo, quindi ponete sul fuoco dolce e portate a ebollizione.

Lasciate bollire per una decina di minuti, spegnete e lasciate raffreddare completamente.

Questo passaggio (far bollire dieci minuti, quindi far raffreddare) va eseguito una decina di volte, fino a quando le scorze diventano traslucide. Io mi sono organizzata in tre tempi durante la giornata – mattina, mezzogiorno e sera – e l’unica cosa che facevo in più era rabboccare l’acqua, perché se se ne consuma troppa, lo zucchero tende a caramellare. Che è buonissimo, quindi può essere un’alternativa.

Così, per i giorni necessari, non ho nemmeno spostato la pentola dai fornelli, mi sono limitata a controllare il livello dell’acqua, accendere il fuoco, aspettare dieci minuti di bollitura, spegnere.

Naturalmente, se si è fuori casa e si provvede due volte al giorno, mattina e sera,  il procedimento durerà un paio di giorni in  più.  Nessun problema.

Alla fine del processo, quando le scorze si presenteranno belle lucide, scolatele con una schiumarola o un colino e mettetele a raffreddare  su un piano coperto da carta da forno.

Sono pronte per essere, oltre che mangiate (irresistibili!), conservate in vaso di vetro per degustazioni future o per arricchire un dolce.

Infine, si possono tuffare nel cioccolato fondente – una tavoletta da 100 grammi sciolta su fuoco dolcissimo o al microonde. E’ un processo delicato, perché il cioccolato non deve bruciare, ma non difficile.

E che ne facciamo dello sciroppo avanzato? Io al momento l’ho ancora chiuso in un vasetto in frigo: ha cotto talmente tanto che di sicuro durerà a lungo. Penso di recuperarlo nella prima torta che preparerò, oppure lo farò caramellare per averlo aromatizzato e usarlo con la prossima crème brulée.

scorze limone