Insalata croccante con indivia belga, noci e mele


insalata belga noci e mele

Le insalate fresche sono sempre gradite, sebbene siano, per tradizione ed ingredienti, un piatto estivo. Oggi poi, che siamo sempre tutti un po’ a dieta, tendiamo a preferirle tutto l’anno, e allora perché non approfittare di ingredienti  più propriamente invernali? Otterremo il risultato di consumare un piatto sano e buono, e rigorosamente di stagione.

Comincio quindi con il suggerire questa insalata, talmente facile che si spiega già nel titolo. In ogni caso,  ecco nel dettaglio gli ingredienti e il procedimento per prepararla, per quattro persone:

  • 3 cespi di indivia belga
  • 3 mele golden o granny smith (mele non farinose)
  • 15 noci
  • Olio evo
  • Poco sale
  • Mezzo limone

Tempo di  preparazione: 15 minuti

Sbucciate le mele, tagliatele a dadini e metteteli in una ciotola capiente, spruzzandoli man mano con qualche goccia di limone perché non anneriscano, e mescolando di modo che il limone si distribuisca bene.

Eliminate le primissime foglie esterne dell’insalata belga, lavate bene i cespi interi, facendo scorrere l’acqua, per quanto possibile, anche tra le foglie, strizzate bene e tagliate a rondelle. Aggiungete alle mele.

Sgusciate le noci (resistete alla tentazione di comprarle già sgusciate, costano un patrimonio e soprattutto, a mio avviso, sono quasi immangiabili).

Mescolate tutto insieme con un filino di olio extra vergine di oliva buono e delicato.

L’insalata è pronta: l’indivia belga è croccante e un pochino amara, la mela l’addolcisce e le noci ne arricchiscono il sapore e la consistenza.

Grazie alla presenza delle noci è un piatto moderatamente nutriente, quindi ottimo per uno spuntino leggero. E’ perfetta in accompagnamento di un secondo semplice (una paillard, due uova strapazzate, una porzione di formaggio), oppure come piatto di mezzo, e di rinforzo, durante un pasto più strutturato.

Attenzione perché si avvicina il Natale, meglio arrivarci in leggerezza ….

Alfred Sisley, Natura morta con uva e noci

noci sisley

Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne


nastro rosa

Oggi, 25 novembre, si celebra la “Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Tantissime le iniziative, i discorsi, i progetti, ma nella sostanza tutti sappiamo che il lavoro è lungo e difficile, in quanto bisogna piano piano scardinare un paio di migliaia di anni di sotto-cultura maschilista e misogina. E non c’è un denominatore comune: giovani e vecchi, italiani e stranieri, ricchi e poveri, dappertutto si può trovare l’uomo che si sente autorizzato ad annientare la vita di una donna.

Ci vorrà quindi tempo, e pazienza, e sofferenza.

Leggevo uno di quei gialli ambientati in Scandinavia, francamente non ne ricordo né il titolo né la trama, solo che era una lettura disimpegnata ma gradevole. A un certo punto il protagonista rivela di non capire come sia possibile che una donna (qualunque donna) accetti di mettersi in casa un uomo, ovvero una persona fisicamente tanto più forte di lei. Ho fatto un salto sulla sedia: l’osservazione era del tutto fuori contesto, proprio per questo ancora più incisiva.

C’è un luogo comune, che tanto luogo comune non è, ovvero che noi donne, quando iniziamo una relazione, siamo convinte di poter cambiare il nostro compagno. E’ un argomento su cui si sprecano battute comiche e scenette divertenti. Di solito si tratta di piccole cose, abitudini quotidiane, preferenze, un modo (che pensiamo) innocente per tirarlo dalla nostra parte.

Nessuno cambia.

Invece noi ci culliamo nella stessa illusione anche davanti a situazioni ben più pesanti e gravi, fino al limite estremo, la brutalità fisica fin dove può arrivare. Le storie di chi ancora può raccontare la violenza subita sono spesso basate proprio sulla speranza di un cambiamento, sull’accettazione di altro tempo, e altra sofferenza, in attesa del … miracolo.

E quando parliamo di violenza, a mio avviso, non limitiamoci a quella, appunto, fisica, più o meno pesante: secondo me anche atteggiamenti maleducati e irrispettosi sono da considerarsi altrettanto pesanti, se pur meno pericolosi.

Quindi, se il vostro compagno rivela delle mancanze poco sopportabili, non cercate di cambiarlo. Cambiatelo e basta: con un altro.

Anche la più sfrenata passione si spegne davanti a una quotidianità di squallore o sofferenza, mentre la reciproca armonia di coppia riesce a tenere accesa la fiamma dell’affetto all’infinito.

Tabuleh invernale


tabuleh

La cucina orientale è ricchissima di sapore e di colore, oltre a essere generalmente leggera e intelligente: è facile infatti trovare soluzioni di piatti unici e ben equilibrati che, con un piccolo accompagnamento, risolvono il pasto.

Io amo il couscous e il tabuleh, piatti estivi che alterno con insalate fresche di pasta e riso, e ora, sentendone la mancanza, ho preparato questo tabuleh in versione autunnale, da gustare anche quando le temperature esterne sono basse e il cielo è grigio.

Gli ingredienti per, circa, quattro persone (ma è abbondante):

  • 250 grammi di burghul
  • 3 piccoli peperoni
  • 4 zucchine (ormai si trovano solo quelle verdi, scure)
  • 1 cipolla di media grandezza
  • 20 (circa) pomodorini (datterini, ciliegini, è lo stesso)
  • 5 + 5 cucchiai di olio evo
  • 1 scatola di ceci già lessati
  • qualche foglia di basilico
  • salsa tahina
  • due centimetri di radice di zenzero tritata (in alternativa, succo di mezzo limone)
  • sale, pepe
  • uova

Tempo di preparazione e cottura: 20 minuti per pulire la verdura + 20 minuti per cuocerla + 2 ore di ammollo per il burghul + mezz’ora di anticipo

Calcolando almeno due ore di anticipo, sciacquate bene il burghul, copritelo a filo con acqua tiepida e lasciatelo rinvenire.

Lavate i pomodorini e tagliateli in quarti.

Lavate i peperoni, le zucchine e la cipolla e tagliate tutta la verdura a piccoli pezzi. Per velocizzare (molto) questa operazione, potete mettere queste  verdure nel mixer (magari non tutte, dipende dal tempo che avete) e, dando piccoli impulsi, farla tagliare dall’elettrodomestico. Forse non otterrete dei cubetti perfetti, ma in compenso ci metterete cinque minuti per avere tutta la verdura pronta per la cottura.

Scaldate metà olio in una padella ampia e dai bordi alti, aggiungete le verdure a tocchetti e rimescolate bene. Dopo dieci minuti mettete i pomodori, rimescolate ancora, salate e lasciate cuocere coperto ancora per circa dieci minuti. A metà cottura controllate: se ci fosse troppo liquido, lasciate scoperto. Attenzione! Non deve disfarsi, ma rimanere tutto un po’ al dente.

Mezz’ora prima di andare in tavola, preparate il burghul: in una ciotola di vetro o metallo mettete l’olio, sale, pepe e zenzero, sbattete tutto insieme, aggiungete il burghul, rimescolate con attenzione e profumate con il basilico. Aggiungete metà della verdura, i ceci ben scolati, amalgamate bene e lasciate riposare almeno una mezz’oretta prima di servire, conservando in forno a 60°, per mantenere il calore senza cuocere ulteriormente.

Al momento di servire, scaldate la verdura avanzata e servitela a parte: avrete un piatto tiepido, gradito in questa stagione, ma che non ha perso la freschezza dei sapori inconfondibili della verdura.

Accompagnate con la salsa tahina (si trova nei negozi di alimentari etnici), una squisita maionese vegetale e, se ancora non siete soddisfatti, completate con uova sode o strapazzate.

Strategie: Potete cuocere le verdure in anticipo e scaldarle all’ultimo momento. E se avanza un po’ di verdura, potete usarla come contorno o, se fosse proprio poca, con l’aggiunta di qualche cucchiaio di salsa di pomodoro diventa un ottimo condimento per la pasta.

Variazioni sul tema: Nonostante l’autunno, ho trovato ancora i peperoni e i pomodori, verdure estive che forse sono ancora disponibili visto che la temperatura esterna non è troppo bassa. Andando avanti, si potranno utilizzare le verdure più invernali (cavolfiori, fagiolini, carote) che hanno un tempo di cottura un po’ più lungo, ma sono altrettanto gradevoli nel gusto e nella variazione cromatica.

Vino: Cabernet Sauvignon

tahina

Pollo al forno con le patate


pollo arrosto con patate

Oggi, 20 novembre, si celebra la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: risale infatti allo steso giorno del 1989 la firma della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia, dove in 54 articoli vengono espressi gli obblighi degli Stati nei confronti dei bambini. Attualmente vi aderiscono 193 Paesi, inclusa l’Italia, sempre troppo pochi, se pensiamo a quanti bambini ancora si vedono negati diritti primari e bisogni fondamentali. All’interno di questi diritti oggi mi sento di includere quello della sicurezza, che è stata così tragicamente disattesa per le due piccole vittime della Sardegna.

Dedico quindi un pensiero a tutti i bambini del mondo, e propongo per  loro una ricetta che, sono sicura, piacerà moltissimo (e piacerà anche a mamme e papà): il pollo arrosto al forno con le patate.

Gli ingredienti per tutta la famiglia sono:

  • 4 cosce di pollo con le sovracosce
  • 6 patate di media grandezza
  • 2 rametti di rosmarino
  • 2 spicchi d’aglio
  • Sale
  • Abbondante olio evo

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 1 ora e anche più (si può cuocere in più tempi)

Sì, lo so che non si dovrebbe scegliere solo una parte del pollo, ma mangiarne tutti i tagli, è più ecologico e più economico. Però oggi ho pensato di lasciare un po’ da parte questo aspetto, e offrire ai piccoli ospiti un piatto che possano mangiare facilmente, senza troppo scarto e senza fatica. Niente ci vieta di replicare la ricetta con un pollo intero (magari acquistato in campagna, quindi anche più buono, ma un po’ più complicato da consumare …)

Sbucciate le patate oppure, se è possibile (ma in questa stagione comincia a essere difficile, la buccia è già piuttosto spessa) lavatele bene con il guanto scrub, quindi tagliatele a tocchetti: tagliatele a metà per il lungo, appoggiate la parte piatta sul tagliere e tagliate in due o tre strisce, quindi ricavate i tocchetti tagliando ancora in perpendicolare. Man mano che sono pronte, mettetele a bagno in acqua fredda.

Proprio perché ho scelto un prodotto industriale, io cerco di togliere più possibile la pelle del pollo. So che a qualcuno piace, liberissimi …

Scaldate il forno a 180°. Prendete un tegame ben grande, ungetene il forno, adagiate i pezzi del pollo e intorno le patate ben scolate, distribuite sopra i rametti di rosmarino e gli spicchi d’aglio (facoltativi), irrorate di olio, salate e mettete nel forno.

Fate cuocere lentamente e tranquillamente per un’ora, un’ora e mezza, rimescolando un po’ ogni tanto, finchè le patate saranno ben cotte e ben rosolate. Quando sono pronte le patate, significa che è pronta anche la carne. Togliete gli eventuali spicchi d’aglio e servite subito con il succulento sughetto.

Come dicevo, questo piatto si può cuocere in più tempi nell’arco della giornata, e il risultato sarà comunque squisito. E’ una ricetta classica e straordinariamente semplice, ma la cottura lenta permette un perfetto amalgama dei sapori. Risultato finale a prova di bimbo capriccioso che, per l’occasione, potrà forse mangiare la coscia del pollo tenendola direttamente in mano.

Vino (per i grandi ): Pinot nero

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Riso venere al profumo di pesto con pomodori in agrodolce


riso venere e pomodori

L’amico Gianni, che già mi aveva regalato tempo fa la ricetta, ottima, di acciughe e scarola, ha generosamente fatto il bis e mi ha suggerito questo piatto sorprendente, che avvicina una preparazione  davvero rapida e semplice, con un risultato finale molto originale e squisito. E’ talmente facile che si stenta a immaginare lo straordinario risultato finale … bisogna provare!

Questi gli ingredienti, per quattro persone:

  • 320 grammi di riso venere
  • 4 cucchiai di pesto
  • ½ chilo di pomodorini o pomodori di media grandezza, ben maturi
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 3 cucchiai di aceto bianco
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 cucchiai di olio evo

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: circa 40 minuti per il riso + 5 minuti

Un paio di premesse: so che non è più stagione di pomodori. Io ne ho trovato ancora una piccola quantità dal fruttivendolo, che mi ha precisato “ormai sono gli ultimi”. Quindi, se volete provare a fare questo piatto, forse è meglio non pensarci troppo su, la passata di pomodoro non serve allo scopo. Poi, il pesto. Io dò per scontato che lo abbiate fatto voi, e conservato nell’olio o surgelato.  Diciamo che, in occasioni come queste, si può pensare a un pesto pronto ma, per favore, almeno prendetelo fresco, e lasciate dove sono i vasetti a lunga conservazione.

Cominciamo: mettete il riso in una pentola, copritelo a filo d’acqua, fate prendere il bollore e portate a cottura, rabboccando regolarmente con acqua calda man mano che si consuma. Come dicevo, ci vorrà più di mezz’ora.

Appena il riso è cotto, sgranatelo, scolate l’acqua in eccesso, se ce ne fosse, e mettetelo in una ciotola. Conditelo subito con il pesto, rimescolando bene, quindi coprite con un piatto o un coperchio. In questo modo, il profumo del pesto darà il meglio di sé nell’insaporire il riso.

Intanto che il riso cuoce, lavate i pomodori e, con il coltello di ceramica, pelateli. In alternativa, potete sbollentarli appena, la pelle verrà via molto facilmente, anche se vi scotterete un po’ le dita. Se avete scelto pomodorini piccoli, tagliateli a metà, altrimenti in quattro.

Al momento di andare in tavola (intanto, bastano pochissismi minuti) scaldate l’olio in una padella, a fuoco moderato, aggiungete lo spicchio d’aglio che lascerete imbiondire appena. Aggiungete i pomodori e, aiutandovi con due cucchiai, girateli di modo che si scaldino tutti e da tutte le parti. Mettete lo zucchero, e appena comincia a scurire, aggiungete l’aceto e ravvivate la fiamma. Rigirate i pomodori con molta delicatezza, e fateli cuocere ancora un paio di minuti, non di più.  Bisogna fare attenzione che non si sciolgano una salsa, devono invece mantenersi piuttosto interi.

Preparate i piatti mettendo da un lato il riso nero, con le sfumature verde brillante del pesto, e a fianco i pomodori rossi e il loro sughino agrodolce. Servite subito.

Il fresco sapore del pesto ben si sposa con il gusto caratteristico del riso venere, che ricorda un po’ il pop corn. I pomodori e la loro salsina danno una nota dolce, e il risultato finale è un sapore particolare, pieno ma leggero. Un primo piatto perfetto anche quando ci sono ospiti che, per la sua originalità, “regge” qualunque secondo.

Strategie: E’ possibile, anzi consigliabile preparare il riso in anticipo. Se l’anticipo è breve, come un paio d’ore, conservatelo a temperatura ambiente e servitelo così, senza scaldarlo.

E’ anche possibile preparare in anticipo i pomodori, fino all’aggiunta dello zucchero. Al momento di servire, basterà terminare con l’aceto e lasciarlo sfumare.

Variazioni sul tema: In realtà questo è un piatto estivo, e infatti il suggerimento dell’amico Gianni è arrivato da tempo. Questa che ho descritto è la versione autunnale, che potrà andare bene anche la prossima primavera, quando le temperature saranno ancora un po’ basse. In estate, si prepara prima e si mangia freddo.

Vino: Dolcetto d’Alba

Tiziano Vecellio, Venere di Urbino

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Per la prima volta in vita mia, e con questa ricetta, partecipo a un contest:

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Funghi porcini con patate, in tegame


funghi porcini con patate

Pare che quest’anno non sia proprio fortunato, per i funghi, il tempo non è stato dei migliori nel favorire la loro crescita, troppo secco. Però nelle zone dove tradizionalmente crescono più facilmente, e ce ne sono in ogni regione italiana, qualche buon porcino si può trovare, e gustare.

I funghi porcini, infatti, sono molto difficili da conservare. O meglio, non è proprio così: si possono seccare, surgelare, si possono mettere sott’olio, e con queste operazioni il tempo di conservazione si allunga a dismisura, ma niente restituisce l’aroma, il sapore, la consistenza del fungo fresco.

Tutto questo per dire che, se si trovano, vale la pena non farseli scappare.

I funghi porcini preparati in padella, con le patate, sono un piatto semplicissimo, che si limita ad esaltarne il sapore. Le patate, oltre che a servire di contorno, durante la cottura assorbono un po’ il sapore del fungo, dilatando così il piacere gustativo.

Gli ingredienti, per quattro:

  • 500 grammi di funghi porcini ben sani
  • 500 grammi di patate bianche, buone
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • Sale
  • 5 cucchiai d’olio di qualità

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti

Secondo Allan Bay, i funghi non vanno assolutamente lavati, ma puliti pazientemente dal terriccio con uno strofinaccio. Secondo Alla Bay, che avrà senz’altro ragione. Ma io li lavo, molto delicatamente dove non c’è terra, con più energia e anche aiutandomi con una spazzolina nel gambo; faccio solo attenzione a non tenerli sotto l’acqua corrente né a metterli a bagno, perché sono spugnosi e assorbono tanta acqua, che poi rilasciano in cottura, dilatando così i tempi di preparazione. La raccomandazione di sceglierli ben sani si riflette anche sulla facilità di pulizia.

Incominciate tritando finemente aglio e prezzemolo. Tagliate i funghi puliti a tocchetti. Sbucciate le patate, lavatele bene e tagliatele come avete tagliato i funghi, lasciatele a bagno in acqua fredda.

Fate soffriggere nell’olio, molto, molto delicatamente aglio e prezzemolo, aggiungete le patate, rimescolate bene e lasciatele cuocere da sole per circa dieci minuti, rimescolando spesso. A metà cottura circa aggiungete i funghi, mescolate ancora tutto insieme e fate finire di cuocere: pronte le patate, pronto tutto.

Inutile aggiungere che, se piacciono i funghi, questo è un piatto da re.

Variazioni sul tema: potete tritare solo il prezzemolo, mettere l’aglio intero e toglierlo prima di mangiare. Potete sostituire il soffritto con una spruzzata di origano, da aggiungere però alla fine.  Oppure, come faccio spesso io, non mettere nulla e godervi il puro sapore del fungo.

Vino: Ribolla Gialla

Ma il Re resta lui, rigorosamente crudo, condito con olio buonissimo e al massimo con qualche scaglietta di parmigiano

ovolo

Scaloppine alla pizzaiola


scaloppine alla pizzaiola

Mi sono accorta che per tre ricette consecutive ho parlato di cipolle. Sì, in effetti mi piacciono, sono moto versatili e si prestano a molte preparazioni, ma forse è il momento di cambiare …

E allora, cambiare per cambiare, ecco un piatto di carne, alimento che cucino poco per diversi motivi, prima di tutto, lo confesso, per gusto (diciamo che non sono una carnivora!), poi per sostenibilità e infine per motivi di salute: pare ormai assodato che, anche senza diventare per forza vegetariani,  sia meglio non abusarne.

Ho scoperto che, come molti che non amano la carne, se però devo mangiarla preferisco quella rossa, e in caso di carne bovina, la mia scelta cade sempre sul vitellone, o manzo, o come si chiama da voi, che ogni regione ha le sue denominazioni specifiche – infatti far la spesa dal macellaio, lontano da casa, non è sempre così facile, ma questo è un altro discorso.

Quindi, per fare le scaloppine alla pizzaiola con la carne di vitellone, è necessario che la carne sia davvero di qualità, pena ritrovarsele dure e poco gustose.

Per il resto, è un piatto davvero semplice, ma nella sua semplicità è molto appetitoso e si accompagna con qualunque primo.

Per quattro persone occorrono:

  • 600 grammi di fettine di vitellone
  • 5/6 cucchiai di olio evo
  • 1oo grammi scarsi di farina
  • Salsa di pomodoro
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 manciata di olive
  • 1 cucchiaino di capperi
  • 2 pizzichi di origano
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti

Prima di tutto controllate le fettine di carne, e con il coltello di ceramica eliminate eventuali filamenti intorno, quindi  tagliatele di modo da averle di una dimensione tale che, per ogni fettina, non sia necessario fare più di un paio di bocconi. Infarinatele.

In un largo tegame scaldate l’olio con lo spicchietto d’aglio (se lo gradite, altrimenti se ne può fare a meno), adagiatevi le fettine in uno strato solo e fatele dorare molto rapidamente su entrambi i lati. Non deve cuocere la carne, ma la farina, anche se ovviamente anche le scaloppine cominceranno ad assorbire un po’ di calore. Salatele leggermente. Se non ci stessero tutte, non è un problema: rosolate un po’ di fettine alla volta e, man mano che sono pronte, mettetele in un piatto.

Quando l’ultimo “giro” di scaloppine sarà pronto, non spegnete il fuoco, ma abbassatelo, e mettete nel tegame tutta la carne e aggiungete la passata di pomodoro: io ne calcolo l’equivalente di un cucchiaio per ogni fettina, più o meno. Aiutandovi con due cucchiai, girate bene le scaloppine affinchè tutte vengano a contatto con il pomodoro, aggiungete le olive, i capperi, l’origano, continuate la cottura ancora per tre o quattro minuti, sempre rigirando bene la carne nel suo condimento. Il piatto è pronto, e va servito subito, ben caldo.

Come contorno, una bella insalata “sgrassante”, un purè o delle patate lesse, per raccogliere il gustoso sughino.

Variazioni sul tema: Per preparare questo piatto, ho dato per scontato l’utilizzo della salsa di pomodoro fatta in casa, buona nella sua semplicità. Volendo, o avendone avanzata, si può utilizzare una salsa più condita, arricchita con odori diversi, facendo attenzione che non siano in contrasto con il sapore di olive, capperi o origano.

Come dicevo, la qualità della carne è fondamentale in questo piatto, dove i tempi di cottura vanno leggermente prolungati, e lo diventa ancora di più se abbiamo bisogno di anticipare la preparazione e scaldare il tutto al momento di andare a tavola.

Al posto della carne di manzo si possono usare filetti di pollo o scaloppine di tacchino, ma il risultato è davvero molto diverso.

Vini: Greco di tufo, Sangiovese di Romagna

I quarti di carne … in francese

carne bovina

Risotto con le cipolline


risotto con le cipolline

In questa stagione ritornano finalmente le cipolline di Ivrea, uno squisito prodotto che si presta bene sia alla conservazione che a diventare contorno per diversi piatti.

Io ve le propongo nel risotto, e quando assaggerete il sapore finale della preparazione,  talmente buono, appetitoso, delicato e insolito, capirete subito come mai questa ricetta è nella top ten dei piatti più richiesti in famiglia e dagli amici.

L’unico neo delle cipolline riguarda la pelatura. Personalmente, piango tutte le mie lacrime, e non ho ancora trovato una soluzione efficace per ovviare il problema! Le ho pelate fredde, a temperatura ambiente, facendo acrobazie per pulirle dentro un sacchetto di plastica … niente. Bisogna lacrimare. In verità al supermercato alle volte se ne trova una versione, non originale, più grandi, già pelate. Confesso che spesso mi lascio tentare … anche perché il risotto viene buono  comunque, ma decisamente non come con le originali, piccole, pestifere cipolline di Ivrea.

Gli ingredienti, per  quattro persone:

  • 320 gr. di riso Carnaroli, Arborio o Vialone Nano
  • 500 gr. di cipolline (peso inteso da pulire)
  • 50 gr. di burro
  • 1 bicchiere pieno di latte
  • Brodo (di carne o di dado)
  • Parmigiano grattugiato a piacere
  • Sale, pepe

Qualcuno dirà: 50 grammi di burro! Ebbene sì, per il risultato perfetto di questo piatto, per una volta bisogna dimenticare dieta e coronarie, e usare una buona quantità di burro, e di qualità.

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 1 ora per le cipolline, 20/25 minuti per il risotto

E’ semplicissimo, secondo me potreste andare avanti anche da soli …

Pulite le cipolline, e man mano che sono pelate mettetele a bagno in acqua fredda. Sciogliete il burro in un tegame di coccio o comunque a fondo pesante, aggiungete le cipolline, coprite e lasciatele rosolare molto dolcemente, finchè cominceranno a colorirsi leggermente. Ora bagnate con il latte e continuate la cottura, le cipolline devono quasi disfarsi. Come dicevo nel calcolo dei tempi, ci vorrà un’oretta.

Una volta che le cipolline sono pronte, procedete come per un normale risotto: aggiungete il riso, fate bene insaporire, coprite con il brodo e, mescolando spesso, portate a cottura, aggiungendo altro brodo se fosse necessario. Quando il riso è cotto, mantecate con il parmigiano, coprite per due minuti, non un secondo di più, e servite subito ben bollente.

Le cipolline, così pestifere da crude, si saranno trasformate in una deliziosa crema dolce e morbida, una vera prelibatezza, adatta anche per un pasto un po’, come dire, importante.

Strategie: potete preparare le cipolline in anticipo, anche il giorno prima se necessario, e al momento di cuocere il risotto, semplicemente ammorbidirle con un goccio di latte.

Vino: Bonarda

cipolline di ivrea