Melanzane a funghetto


melanzane a funghetto

Credo sia la ricetta più semplice e veloce per preparare le melanzane, e probabilmente tutti la conoscono, ma la ripeto volentieri (poi la suggerisco nella ricetta del gratin di melanzane): in questi ultimi giorni tiepidi, ho voglia di approfittare al massimo dei prodotti della stagione estiva appena conclusa.

Gli ingredienti sono quasi istintivi:

  • 2 melanzane
  • 1 bicchiere di passata di pomodoro
  • 1 manciata di olive (verdi o nere)
  • 2 pizzichi di origano
  • 3 cucchiai di olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 20/30 minuti – a seconda della freschezza delle melanzane

E’ talmente semplice che quasi quasi non la spiego nemmeno ;).

Pulite le melanzane, ovvero levate il picciolo, tagliatele a fette di circa un centimetro, ricomponetene una metà per creare una base stabile, e tagliate a striscioline e poi a dadini. In questo modo si fa davvero presto. Mettete l’olio in un tegame, appena è caldo aggiungete i dadini di melanzana, rimescolate un po’ e, appena comincia ad attaccarsi, salate. La melanzana butterà fuori la sua acqua e comincerà ad ammorbidirsi. Ora è il momento della passata di pomodoro, aggiungetela, coprite e lasciate finire di cuocere. Appena le melanzane sono tenere, aggiungete le olive e l’origano, e spegnete il fuoco.

Strategie: se ben cotto, questo piatto si conserva bene alcuni giorni in frigorifero, e diventare una comoda riserva per qualche pasto un po’ meno ricco.

Variazioni sul tema: questa ricetta è perfetta anche con altre verdure, quindi ottima quando in frigo ci sono avanzi diversi da sistemare. A secondo della quantità può essere un secondo (magari con una porzione di formaggio), un contorno o, frullato grossolanamente e con olive denocciolate, un sugo per la pasta.

Vino: Greco di Tufo

Melanzane gratin con pomodoro e caprino


melanzane al gratin

Avete un momento di rifiuto della cucina, poca fantasia e ancor meno voglia di fare da mangiare? Fate come me, aprite un blog! Il pensiero di inventare, sperimentare, per poi condividere è davvero un grande stimolo. Marito o moglie, figli e amici vi adoreranno (ecco, no … forse sto esagerando). Marito o moglie, figli e amici ne godranno, spesso senza fare uno straccio di commento, ma gratificandovi con bis e tris. In ogni caso, noi ci divertiamo. E pure noi mangiamo!

Quindi l’invenzione di oggi sono queste melanzane: ho trovato quelle rotonde, dal bellissimo colore, che tra l’altro io preferisco.

Gli ingredienti per quattro persone sono:

  • 4 melanzane tonde di media grandezza
  • 1 grosso pomodoro da insalata
  • 150 gr. di toma di capra
  • 1 manciata di pinoli
  • Foglie di basilico
  • Olio evo
  • Sale

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 15 minuti

Foderate con un foglio di carta da forno la placca (e tenete pronto un tegame supplementare, se fosse insufficiente). Accendete il forno a 200°.

Lavate le melanzane, togliete naturalmente il picciolo, e tagliatele a fette spesse circa un centimetro. Conservate solo le fette centrali, più regolari, e contate che dovete averne in tutto 16, se questo piatto vi serve come secondo. Con la parte avanzata, farete le melanzane a funghetto.

Disponete le fette di melanzana sui tegami. Tagliate a dadini il pomodoro e distribuitelo sulle fette di melanzana, poi continuate con i pinoli, il basilico spezzettato, infine il formaggio tagliato in fettine sottili. Spolverate di sale, irrorate d’olio, senza esagerare, e mettete in forno finchè il formaggio non è ben sciolto.

La melanzana avrà assorbito un po’ dell’olio e un po’ del liquido dei pomodori e sarà diventata morbida, umorosa e dolce. Il formaggio sciolto si sarà amalgamato con i dadini di pomodoro profumato al basilico, rivelando un sapore pieno. Io le ho trovate squisite. Quindi, applauso e richiesta di bis.

Variazioni sul tema: Più che una variazione, un commento sull’abitudine, che leggo sempre consigliata, di mettere le melanzane sotto sale per liberarsi dell’acqua in eccesso, un po’ amara. Io non lo faccio mai, un po’ perché mi piace il sapore amarognolo, ma soprattutto perché, le poche volte che per eccesso di diligenza l’ho fatto, non ho riscontrato una differenza tale da giustificare tanto lavoro extra.

Vino: Gewurztraminer, Sauvignon 

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Parmigiana di zucchine light


parmigiana di zucchine light

La classica parmigiana (di melanzane, come dice la tradizione, ma anche di zucchine, o mista) è un’altra gloria della cucina italiana, capace di combinare insieme i sapori dell’estate, melanzane e pomodori, arricchiti con un formaggio, la mozzarella, che più italiano non si può. Io ho il ricordo meraviglioso di una cena a Lecce, dove le melanzane alla parmigiana mi sono state proposte come antipasto: tagliate quasi a velo, fritte delicatamente, insaporite, condite, passate in forno, insomma una meraviglia di morbidezza e sapore.

In genere però, pur se straordinariamente golose, stiamo parlando di un piatto molto nutriente e molto condito, oltre che di preparazione interminabile.

Io ho così pensato a una versione leggera e veloce, perfetta in estate perché si può gustare a temperatura ambiente, ma giusta anche in questi periodi di passaggio, quando il caldo non è più così intenso, ma ancora non si ha voglia di passare alle pietanze bollenti. E poi si trovano ancora gli ingredienti freschi, buoni e non cari.

Gli ingredienti per quattro persone:

  • ½ chilo di zucchine chiare
  • 300 grammi di pomodorini
  • 2 cucchiai di pane grattugiato
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 5 cucchiai di olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • Qualche fogliolina di maggiorana
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione: 15 minuti per pulire le verdure

Tempo di cottura: 15 minuti + 20 minuti nel forno

Pulite le zucchine, spuntandole, tagliatele a rondelle non troppo sottili. Mettetele in un tegame con due cucchiai d’olio, altrettanta acqua, lo spicchio d’aglio, e cuocetele dolcemente, tenendole al dente. Salate a metà cottura e se, verso le fine, vi sembra che ci sia un po’ troppo liquido, alzate la fiamma e fatelo evaporare. A fuoco spento aggiungete le foglie di maggiorana e rimescolate bene.

Intanto che le zucchine cuociono, lavate i pomodorini e tagliateli a metà.

Accendete il forno a 180 gradi. Levate lo spicchio d’aglio dalle zucchine, trasferitele in un tegame da forno, copritele con i mezzi pomodori, irrorate con l’olio rimanente e spolverizzate con pangrattato e parmigiano mescolati insieme.

Fate gratinare nel forno per una ventina di minuti, o finchè il pane non comincia a tostarsi e i pomodori ad appassire.

Sono buone calde,  ma altrettanto gradevoli se preparate con un po’ di anticipo e lasciate intiepidire. Il sapore fresco delle verdure resta intenso e definito, la limitata quantità di formaggio cotto ne fa un piatto particolarmente digeribile, perfetto sia come secondo che, in minore quantità, come contorno.

Strategie: potete preparare le zucchine con anticipo, anche il giorno prima, conservandole in frigo.

Variazioni sul tema: Naturalmente si possono utilizzare le melanzane al posto delle zucchine. In questo caso suggerisco di sostituire la maggiorana con l’origano.

Vino: Salice Salentino

Questo è il ristorante dove ho mangiato le migliori melanzane alla parmigiana della mia vita! Le Zie di Lecce, non una promozione, ma un suggerimento

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Torta allo yogourt


torta allo yogourt

Avete fame? E’ l’ora della merenda? Ecco allora una torta semplicissima e veloce, che piace a tutti, ma interessante perché può diventare la base di altri dolci più importanti.

Queste le dosi per una teglia di circa 25 cm. di diametro:

  • 1 etto di burro
  • 2 etti di zucchero
  • 2 uova
  • 1 vasetto di yogurt bianco neutro
  • 2 etti di farina
  • 1 bustina di lievito vanigliato
  • 1 bustina di vaniglina o scorza grattugiata di limone non trattato
  • Un pochino di  latte

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 40 minuti

E’ il trionfo della semplicità e della velocità: fate prima fondere leggermente il burro nel microonde (oppure ricordatevi di tirarlo fuori dal frigo un’oretta prima di cominciare a impastare). Accendete il forno a 180°. Mescolate insieme tutti gli ingredienti, cominciando da quelli asciutti se usate la planetaria, e da uova, burro e zucchero se impastate a mano, in una ciotola. Per ultimo aggiungete il lievito, mentre il latte servirà solo per correggere la consistenza, che deve essere bella cremosa.

Trasferite nella teglia ben imburrata (oppure foderata con un foglio di carta da forno) e cuocete per 30 minuti, quando potrete controllare la cottura. Nel mio forno ci vogliono 40-50 minuti, perché le temperature non sono sempre così precise.

Gustatela calda, tiepida, fredda.

Variazioni sul tema: Questa torta è interessante perché, pur buona e perfetta soprattutto per la prima colazione e la merenda, o il té del pomeriggio, si presta a mille variazioni: si può usare uno yogurt aromatizzato (in tal caso, diminuire lo zucchero di 1/3); si possono aggiungere scaglie di cioccolato o qualche cucchiaio di cacao (anche solo in metà impasto, e poi alternarlo nella teglia); si può preparare in una tortiera apribile e farcirla con crema o marmellata (è più gradevole del classico pan di spagna dove, a mio avviso, il sapore delle uova prevale in modo un po’ troppo forte); si può finire con una golosa glassa fatta di burro e zucchero a velo, come spiegato qui. Infine, data la sua morbidezza, si può servire tiepida, accompagnata con una pallina di gelato o della crema a piacere, e diventa così un perfetto fine pasto.

Vino: Prosecco di Valdobbiadene, ma meglio una tazza di té

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Zuppetta di muscoli


zuppetta di muscoli

La zuppa di pesce che ho proposto qualche giorno fa ha riscosso un certo successo: mi è stato confessato che erano in molti a considerarla un piatto difficile, cosa che non è, e la mia ricetta ha fatto venir voglia a qualcuno di provarci.

Ecco quindi che ne propongo un’altra, ancora più facile da preparare, più veloce e più gradita a chi teme le lische, perché qui proprio non ce ne sono. Il risultato è davvero appetitoso, e farla in questi primissimi giorni d’autunno, quando la temperatura ancora alta ci fa illudere che l’estate non sia proprio finita, rende ancora più prezioso il gusto per questi sapori intensamente estivi.

Gli ingredienti, per quattro persone:

  • ½ chilo di pomodori perini (o adatti per la salsa)
  • 1 chilo di cozze
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • Qualche foglia di basilico
  • 4 cucchiai di olio evo
  • Crostini (o fette di pane casereccio tostate)

Tempo di preparazione: 20 minuti per pulire le cozze, 10 minuti per farle aprire, 10 minuti per sgisciarle

Tempo di cottura: 20 minuti

Prima di tutto è indispensabile pulire le cozze e farle aprire: come già saprete, ma lo ripeto, dovete liberarle dal bisso, sciacquarle abbondantemente e ripetutamente nell’acqua, trasferirle in una pentola capiente, metterle sul fornello a fuoco vivace e aspettare che si aprano, rimescolando ogni tanto per spostare quelle più sotto in su, e viceversa.

Intanto preparare un sughetto di pomodoro come spiegato qui.

Scolate le cozze, ma salvate mezzo bicchiere abbondante della loro acqua, che filtrerete con l’aiuto di un foglio di carta da cucina. Tritate finemente l’aglio con il prezzemolo.

Sgusciate le cozze. Non insistete ad aprire quelle che, nonostante la cottura, sono ancora chiuse: è indice di scarsa freschezza, meglio quindi eliminarle decisamente.

Scaldate il sugo di pomodoro e allungatelo con l’acqua dei muscoli, aggiungete infine il trito di aglio e prezzemolo.

Mettete direttamente nei piatti la salsa di pomodoro ben calda, aggiungete le cozze sgusciate, decorate con una fetta di pane tostato (ma preparatene più di una fetta per ognuno).

Chissà, forse, dopo aver assaggiato questa zuppetta, potreste preferirla a quelle tradizionali …

Strategie: una qualità non modesta di questo piatto sta nel fatto che si può preparare il sugo di pomodoro con largo anticipo, si possono cuocere le cozze ugualmente in anticipo (meglio il giorno stesso o poco di più, e non metterle in frigo) preparare prima anche i crostini o il pane (non è indispensabile che sia caldo) e, al momento di andare in tavola, scaldare bene il sughetto di pomodoro, quindi assemblare il tutto.

Variazioni sul tema: Ho notato che il trito di aglio e prezzemolo è molto gradito, ma copre un po’ il sapore delle cozze. Personalmente, quindi, preferisco non metterlo: ottengo un sapore d’insieme più dolce e più pulito.

Vino: Cirò bianco, Ormeasco

Zuppa di pesce … con secondo piatto


IMG_1140Per molto tempo ho avuto una certa soggezione della zuppa di pesce, pensavo convinta che fosse un piatto costoso, difficile da scegliere, da preparare, e poi da mangiare, con lische sparse un po’ dappertutto. Poi un bel giorno ho avuto la rivelazione: che cosa può essere la zuppa di pesce se non, pure lui, un piatto povero fatto con il pesce avanzato, o con quello che si era pescato quel giorno, che magari non bastava per tutti? Allora o incominciato a guardare il banco del pescivendolo con occhio diverso, cercando tra le varietà proposte quelle che potevano stare meglio insieme, e che non costavano troppo.

Ora vi racconto la zuppetta che, con lo stesso principio, ho fatto ieri, una zuppetta che ha mandato in estasi la sottoscritta e i suoi famigliari presenti al momento, tanto da meritare ben due richieste di bis. Come vedete dal titolo, ci è saltato fuori anche il secondo piatto, e il tutto mi è costato solo 30 euro …

Ingredienti per (grossomodo) 4 persone:

  • 4 occhiate
  • 400 gr. totanetti
  • 500 gr. vongole
  • 400 gr. di gamberi rosa
  • 1 bicchiere di passata di pomodoro
  • ½ bicchiere do olio evo
  • 1 cipolla bianca piccolissima
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 pugnetto di foglie di prezzemolo
  • 1 peperoncino
  • 2 chiodi di garofano
  • 1 foglia di alloro
  • Fette di pane casereccio o crostini

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 60 minuti

Ho scelto le occhiate perché erano pescate, e non allevate, e adatte a essere cucinate alla ligure. E’ così, dal pescivendolo non si può sapere in anticipo quello che si troverà, bisogna prendere quanto è stato pescato durante la notte. Beh, sappiamo già che il pesce ha una stagionalità, quindi per certe specie ci può essere quasi la certezza di trovarle in vendita, ma non per tutte. Nel mio caso, la scelta è stata felicissima, l’occhiata è un’ottima alternativa all’orata e al sarago, più pregiati e, se pescati, più costosi. Ho chiesto al pescivendolo di sfilettarle e di consegnarmi anche quanto avanzato. Ho fatto pulire anche i totani.

Una volta a casa, per prima cosa ho messo a bollire in una pentola molto capiente un litro e mezzo d’acqua, ho aggiunto le teste e le lische, insieme al chiodo di garofano e alla foglia di alloro. Ho fatto bollire per circa 20/25 minuti, infine ho filtrato il brodo foderando il colino con un foglio di carta da cucina. Con pazienza (finchè ne ho avuta) ho cercato di recuperare gli avanzi della polpa del pesce che erano rimasti attaccati alla lisca, e che con la bollitura si erano staccati, e li ho rimessi nel brodo.

Intanto che il brodo bolliva, ho messo a bagno le vongole per qualche minuto in acqua pulita, le ho sciacquate e le ho trasferite in un tegame che le contenesse comodamente, senza aggiungere altro. Ho acceso il fuoco e ho aspettato che, con il calore, si aprissero. Quando tutte le vongole si sono aperte, ho spento e le ho lasciate riposare nel liquido che nel frattempo si era formato.

Ho allineato le fette di pane sulla placca del forno, le ho condite con un filo d’olio e le ho fatte tostare nel forno a 200° per una decina di minuti, finchè sono state belle croccanti e dorate.

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Ho lavato i totanetti e li ho tagliati a pezzetti equivalenti a un boccone. Ho staccato le teste dei gamberi e li ho sciacquati.

Ho affettato finemente la cipolla, ho tritato aglio, prezzemolo e peperoncino. Ho pulito e recuperato la stessa pentola dove avevo fatto il brodo, ho messo l’olio e la cipolla e l’ho fatta appassire dolcemente. Ho aggiunto il trito e ho fatto soffriggere un pochino, facendo attenzione a non bruciare niente, quindi ho versato la passata di pomodoro, i totanetti, ho coperto e lasciato cuocere per circa 10 minuti, in ogni caso finchè i pesci sono stati belli teneri. Ho aggiunto i gamberi e li ho lasciati cuocere circa cinque minuti, infine le vongole, scolate del loro liquido,

La zuppetta è pronta! Ho appoggiato le fette di pane tostato in fondo ai piatti e ho versato sopra la zuppa ben bollente, avendo cura di equilibrare la quantità del liquidi con i pezzi di pesce.

E per secondo, occhiata alla ligure!

Strategie: Se a leggere i vari passaggi può apparire un piatto complicato, non lo è affatto: è davvero molto semplice incastrare i vari passaggi, e il risultato finale è una zuppa gustosissima e senza nemmeno una lisca.

Variazioni sul tema: Proprio per la natura della zuppa, possiamo dire che qualunque pesce è adatto a essere usato nella preparazione. Tutto dipende dal gusto personale, dalla voglia di cambiare e di sperimentare, di abbinare i diversi sapori, o di usare anche un’unica varietà. E naturalmente dal prezzo.

Vino: Cinque Terre, Ormeasco

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Per la prima volta in vita mia, e con questa ricetta, partecipo a un contest:

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Facciamo la salsa! (e il Bloody Mary)


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E’ arrivata la stagione di preparare la salsa in casa. Dalle mie parti in campagna le famiglie, al momento di costruirsi una casa, riservavano una stanza per questo lavoro, tanto per dire. Non ho idea della quantità industriale di pomodoro che veniva lavorata in quelle occasioni, forse si accordavano più famiglie, chissà. Era una scadenza precisa nel ritmo delle stagioni.

Possiamo continuare la tradizione, sebbene oggi sarebbe meglio dire che si fa la salsa in appartamento, più che in casa. Il procedimento  è semplicissimo, e dà molta soddisfazione, ma senza la specifica attrezzatura può diventare abbastanza faticoso, quindi io mi attengo a questi semplici principi:

  • Scelgo una quantità di pomodori adeguata a essere cucinata nelle pentole che ho e sui fornelli che ho; può sembrare un’ovvietà, ma magari non ci si pensa. Dieci chili di pomodori perini o sanmarzano riempiono due pentole molto grandi (più o meno, 25 centimetri in altezza per 35 di diametro).
  • Cerco pomodori sani, appena raccolti, di qualità e di sicura provenienza. Prendere un prodotto qualunque può dare un risultato qualunque. Del resto oggi, con l’attenzione che c’è al biologico, con le cascine in città, i gruppi di acquisto, e magari qualche amico che ha la casa fuori porta, non è così difficile procurarsi verdura (e frutta) buona.
  • La faccio la sera, e capirete perché.

Detto questo, per prima cosa bisogna preparare i vasetti: calcolate una resa pari al 50 per cento (per i meno bravi in aritmetica: un chilo di pomodori = mezzo litro di salsa), comprate i vasetti necessari (senza dimenticarne qualcuno piccolo, le cose home made sono sempre un regalo gradito). Lavateli e fateli asciugare benissimo. Se avete già in casa dei vasetti che riutilizzate, io suggerisco di cambiare il coperchio.

Quindi: metto a bagno i pomodori per una decina di minuti, li sciacquo e controllo bene che siano sani. Li guardo uno alla volta e li metto direttamente nella pentola, tagliati in due o tre pezzi, senza scartare niente. La pentola deve essere piena per tre quarti o poco più, perché bisogna mescolare, soprattutto all’inizio, ed evitare che i pomodori più in basso si attacchino, brucino e conferiscano alla salsa un insopportabile sapore (lo dico per esperienza!).

Ora i pomodori sono sul fuoco: ripeto, rimescolate spesso all’inizio, finchè i pomodori sono crudi, spostando verso l’alto quello che è in basso. Dopo qualche minuto, per fortuna, incominciano a cuocere e a rilasciare il loro liquido. Da questo punto l’attenzione può calare un po’, i pomodori devono semplicemente bollire e bollire (mezz’ora e più) a fuoco vivace, per cuocere bene prima, e per evaporare il liquido in eccesso poi.

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Quando vi sembra che la consistenza della salsa sia di vostro gradimento, spegnete il fuoco e, con grandissima pazienza (è qui che ci vorrebbe l’attrezzatura apposta) passate tutto al passaverdura, schiacciando bene le bucce per recuperare più polpa possibile.

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Rimettete la salsa sul fuoco, aggiungete due cucchiaini di sale grosso (come minimo) e fate riprendere bene il bollore. Se vi sembra ancora troppo liquida, potete farla restringere ancora un po’.

Intanto fate questa operazione: bagnate e strizzate due strofinacci da cucina e appoggiateli aperti sul lavello. Preparate i vasetti. Versate la salsa bollente nei vasetti, riempiendo più possibile, e chiudete subito con il coperchio. Man mano, appoggiate i vasetti attaccati uno all’altro, e quando li avrete riempiti tutti, copriteli con qualcosa che li tenga caldi (una vecchia copertina, un asciugamano pesante). Non toccateli più, fino a quando non saranno perfettamente freddi (potrebbero volerci anche 24 ore, ecco perché faccio tutto la sera).

Questo procedimento permette ai vasetti di creare il sottovuoto che stabilizza la salsa, di modo da poterla conservare anche fuori dal frigorifero per lungo tempo. Sentirete distintamente il “clack” dei coperchi, man mano che si sigillano. E in questo modo non c’è bisogno di sterilizzare con una successiva bollitura dei vasi immersi nell’acqua.

La salsa fatta in casa (pardon, in appartamento) ha un sapore non solo migliore, addirittura diverso da quello del prodotto industriale. Tanto basta per trovare il tempo e la voglia di farla, una volta l’anno.

Variazioni sul tema: La mia scelta è quella di usare solo pomodoro, per averne il sapore puro, eventualmente da correggere a seconda delle esigenze, ma c’è chi aggiunge una cipolla, oppure sedano e carota, basilico, prezzemolo. E’ una scelta individuale che non cambia il procedimento e non interferisce nel processo di conservazione.

Se, come me, amate il Bloody Mary o il succo di pomodoro condito, potete approfittare di questa stessa ricetta: lasciate la salsa più liquida, invasate la quantità che vi serve, come bevanda, fate stringere l’altra.

salsa di pomodoro

Riso basmati con zucchini e scampi


riso basmati con scampi e zucchine

Ormai anche da noi è ampiamente diffuso il riso basmati, dal chicco lungo e sottile e dal profumo inconfondibile. Tutte le principali marche di riso ne producono una fotocopia, non tutte adeguatamente decenti, purtroppo. Ecco perché la prima raccomandazione che faccio, per questa ricetta, è l’attenzione alla scelta del riso, che sia basmati vero, e non un’italica imitazione poco profumata e piena di amido. Lo si trova facilmente nei negozi che vendono cibi etnici, e tra l’altro costa meno.

Ma passiamo alla ricetta di questo piattino davvero chic, dove la delicatezza degli scampi si sposa con l’aroma fresco delle zucchine. Va detto, per completezza, di approfittare dell’estate per gustare gli scampi, quando questi hanno un prezzo abbordabile.

Vediamo gli ingredienti, per quattro persone:

  • 320 gr. di riso basmati
  • ½ kg. di scampi piccoli
  • 300 gr. di zucchine
  • 1 pochino di latte (o panna)
  • 4 + 2 cucchiai di olio evo
  • 1 noce di burro
  • Qualche foglia di maggiorana
  • Sale, pepe

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti per le zucchine, 5 minuti per gli scampi, 20 minuti per il riso

Lessate il riso o, ancora meglio, cuocetelo pilaf: mettetelo in una casseruola di terracotta o a fondo pesante, livellatelo un po’, copritelo bene d’acqua con mezzo cucchiaino di sale, mettete il coperchio e cuocete finchè l’acqua non è tutta ben assorbita. Di solito a quel punto il riso è cotto al dente, in ogni caso non fidatevi troppo, ogni tanto date un’occhiata e nel caso aggiungete un pochino di acqua calda. Una volta che il riso è pronto, conditelo con la noce di burro.

Spuntate le zucchine, lavatele, tagliatele a rondelle e cuocetele con 4 cucchiai di olio, dolcemente perché non devono bruciare, ma ammorbidirsi bene. Se le zucchine sono molto fresche, saranno pronte in 15 minuti circa, altrimenti ci vorrà un po’ più tempo. A fine cottura (ripeto, devono diventare ben morbide) aggiustatele di sale e profumatele con la maggiorana.

Sciacquate velocemente gli scambi, eliminando qualche antenna o chela spezzate, e lessateli per pochi minuti.

Trasferite il riso in un tegame ampio, bagnatelo con qualche sorso di latte (o con la panna), necessario solo per creare una salsina cremosa, mettetelo sul fuoco e fate riprendere calore, aggiungete le zucchine che, mescolando, si disferanno un pochino colorando così il riso, infine aggiungete gli scampi. Servite il vostro piatto ben caldo, colorato e profumato. E’ un piatto bellissimo!

Variazioni sul tema: Questa ricetta è squisita anche con i gamberi al posto degli scampi (direi che la scelta è davvero soggettiva). Esiste una decorosa versione invernale, con i fagiolini al posto degli zucchini e i gamberi (di qualità!) surgelati.

Vino: Tocai friulano, Chardonnay

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