Fricco


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Sono i giorni più freddi dell’anno, sono i giorni della merla. Narra la leggenda che i merli una volta fossero bianchi. Un giorno una merla con i suoi piccoli fu sorpresa dal freddo intenso, e trovò rifugio all’interno di un camino. Passati i tre giorni più gelidi la merla e i suoi pulcini poterono uscire di nuovo all’aperto: si erano salvati, ma erano diventati neri.  Poi il merlo è anche un uccello carino, con quell’allegro becco giallo.

Comunque con questo freddo mi sento di fare una piccola digressione dalle mie abitudini alimentari relativamente dietetiche, e suggerisco di preparare il fricco. Credo che l’origine di questo piatto sia friulana o zone limitrofe, e sicuramente la ricetta originale è un po’ diversa, basta guardare il tipo di formaggio che uso. Forse è diverso anche il nome … Però così lo faceva la mia mamma, e si sa che le mamme hanno sempre ragione.

Ingredienti per 4 persone:

  • 4 patate grosse
  • 2 hg. di speck  (anche in un pezzo solo)
  • 2 hg. di fontina

Tempo di preparazione: 10 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti in pentola + 15 minuti in padella + 10 minuti ancora in padella

Prima di tutto pensate alle patate e preparatele come per la ricetta delle patate dorate in padella.

Tagliate il formaggio a dadini.

Tagliate lo speck a striscioline o a dadini, secondo se è affettato o il pezzo intero, e fatelo dorare in un’altra padella fino a quando il grasso si è un po’ sciolto o è diventato trasparente. Ora aggiungete le patate e mescolate bene tutto insieme, di modo da insaporirle. Al momento di servire (ma proprio all’ultimo) unite il formaggio, mescolate per qualche minuto: deve incominciare a sciogliersi e ammorbidirsi, ma non deve liquefarsi, i pezzi devono rimanere morbidi ma interi. Servite immediatamente ben caldo.

Strategie: penso sia già chiaro, questo piatto può essere preparato in tre tempi, anche molto lontani uno dall’altro: la cottura delle patate (che possono anche essere avanzate da un’altra preparazione), l’aggiunta dello speck, il passaggio finale con la fontina.

E’ un piatto molto nutriente, appetitoso, saziante. Non è ben bilanciato, troppe proteine e niente vitamine. Sarebbe bene farlo precedere da una crema di verdura e  farlo seguire da una bella porzione di frutta. Ma una volta l’anno, durante i gelidi giorni della merla, ci si può viziare un po’.

Variazioni sul tema: L’aggiunta di semi di papavero, che aiutano il metabolismo dei grassi animali, può aiutare a renderlo più leggero e digeribile. IMG_0895

Vini: Chardonnay di Aquileia, Riesling dell’Isonzo

Per farmi perdonare dagli amici friulani che dovessero leggermi, e inorridire davanti alla mia versione del frico, ecco il castello di Miramare di Trieste, che da solo vale il viaggio.

trieste

Pubblicato da

Paola Bortolani

Un altro blog di cucina?! Sì, ma non come tutti gli altri, perchè qui l'ingrediente principale è l'avanzo, lo scarto, l'esubero. Ricette e consigli, tanti consigli, per contenere al massimo lo spreco del cibo e per recuperare quello che avanza con originalità ed eleganza

7 pensieri su “Fricco”

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