9 novembre 1989: trenta anni fa


Sono passati trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, un momento della storia così denso di entusiasmo e speranza difficili da raccontare.

Vi lascio questo video che ogni volta mi commuove immensamente

Proviamo a ritrovare quello spirito ….

 

Non Sprecare: Torta di riso salata


Faccio sempre molto volentieri la torta di riso salata perchè:

  • è buona con qualunque complemento, dal prosciutto al formaggio alle verdure, e quindi è un eccezionale piatto antispreco
  • è versatile, può essere un primo piatto, un secondo e persino un antipasto
  • è semplice, il riso si cuoce nel latte, diventa bello cremoso, e si completa come si preferisce

La mia ricetta, con qualche suggerimento per variarla e per renderla ancora più golosa, è su Non Sprecare

Crema di cachi al cioccolato


cachi al cioccolato

Volete preparare un dolce al cucchiaio semplicissimo, veloce e di grande risultato?

Eccolo qua!

Gli ingredienti per quattro persone sono:

  • 4 ciotoline
  • 4 cachi
  • 1 tavoletta di cioccolato fondente (molto fondente) di qualità

Lavate i cachi, eliminate la buccia e raccogliete la polpa nelle ciotole individuali. Il lavoro non è esattamente semplice né pulito, quindi può convenire raccogliere tutta la polpa insieme, mescolarla un pochino per amalgamarla e dividerla in un secondo passaggio

Grattugiate il cioccolato e versatene due o tre cucchiai sulla superficie dei cachi

Conservate in frigorifero fino al momento di servire, e consigliate ai vostri ospiti di mescolare i due ingredienti: il connubio è squisito.

In alternativa: Preparate solo la crema di cachi fredda e, al momento di servire (non un attimo prima) versate sulla superficie due o tre cucchiai di cioccolato fuso e bollente

Semplice, ma originale!

Immagine dal web

Dal blog di Clibi, il Meal Prep


Meal Prep
Immagine dal web

Chi mi segue sa che uno dei blog da cui attingo più volentieri è quello di Clibi

Clibi non propone sempre vere e proprie ricette, ma soluzioni alternative per venire incontro sia ai problemi legati all’alimentazione (intolleranze, allergie), sia banalmente ai più diversi gusti personali. Insomma, Clibi è speciale (e siccome la conosco personalmente, so quello che dico)

Recentemente Clibi ha proposto il Meal Prep, un modo intelligente e razionale di organizzare i propri pasti. Io non ne avevo mai sentito parlare (ma questo non fa notizia!), ma ho trovato geniale questo percorso che porta a nutrirsi in modo sano, completo, e con grande facilità e risparmio di tempo.

Vi lascio i link ai primi quattro articoli proposti da Clibi, certa che vi saranno di ispirazione

Qui è dove si spiega cos’è il Meal Prep

Qui sono indicate alcune app per renderne ancora più semplice l’utilizzo regolare

Qui leggiamo come conservare e come cuocere i cibi per ottenere il massimo delle proprietà nutrizionali, al riparo da ogni rischio

Qui ho imparato come preparare i cibi alla conservazione in modo ottimale (confesso che sbaglio parecchio, anzi sbagliavo)

In attesa dei prossimi Meal Prep, un grazie di cuore a Clibi che viene sempre volentieri da me 🙂

 

 

Happy Halloween (con la torta salata di zucca, porri e pancetta)


Halloween non è esattamente una festa che sento mia, quando si è incominciato a celebrarla in Italia, anche i miei figli erano troppo grandi per esserne coinvolti.

Però i bambini mascherati che stasera suoneranno alla mia porta per “dolcetto o scherzetto” mi sono troppo simpatici, e infatti ho comperato una montagna di caramelle.

E visto che cenare bisogna, ecco una bella torta salata con la zucca!

Ingredienti per la pasta:

  • 150 grammi di farina 0
  • 2 cucchiai d’olio evo
  • 2 pizzichi di sale
  • 1 cucchiaino colmo di curcuma
  • Acqua

Ingredienti per la farcitura:

  • 1 porro
  • 200 grammi di zucca già decorticata
  • 80 grammi circa di pancetta in un pezzo solo
  • 3 cucchiai di olio evo
  • ½ bicchiere di latte
  • 1 foglia di alloro
  • 2 uova
  • 100 grammi di ricotta
  • 1 cucchiaio colmo di Parmigiano reggiano grattugiato

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 30 minuti

Preparate la pasta mescolando farina, curcuma, sale e olio, e aggiungendo man mano dell’acqua di modo da ottenere un impasto bello morbido e bene incordato.

Pulite il porro e lavatelo bene, affettatelo a rondelle sottili. In un tegame ampio scaldate l’olio, aggiungete le rondelle di porro e fate cuocere a fuoco dolce, aiutandovi al bisogno con un pochino di acqua, perché non bruci.

Intanto tagliate la pancetta a dadini e aggiungetela al porro, fate lo stesso con la zucca, e cuocete tutto insieme cercando di disfare la zucca, man mano che cuoce, schiacciandola con una forchetta. Non dimenticate di inserire una foglia di alloro

Versate il latte, fatelo assorbire, e salate con moderazione.

Appena la zucca è ben disfatta, il ripieno è pronto.

Lasciatelo raffreddare un po’, e intanto riprendete circa due terzi di pasta, stendetela molto sottile e foderate una tortiera di circa 25 cm. di diametro.

Accendete il forno a 200°

Completate il ripieno con la ricotta, le uova e il Parmigiano, ed eliminate la foglia di alloro. Versate il tutto nell’involucro di pasta, coprite con la sfoglia rimanente, sempre tirata sottilissima, spennellatela con un po’ di latte e passate in forno.

È pronta dopo circa mezz’ora, quando la sfoglia è bella colorita.

Happy Halloween!

Non Sprecare: Pasta con salsiccia e castagne (ma vanno bene anche le puntarelle)


Volete assaggiare un primo piatto saporitissimo, adatto a queste prime giornate corte e, inevitabilmente, un po’ malinconiche?

Questo è un piatto che ve le fa passare tutte, le malinconie, soprattutto se accompagnato con un bel bicchiere di vino rosso.

Salsiccia e castagne per un’ode all’autunno, salsiccia e puntarelle per un connubio più fresco

Seguite la mia ricetta su Non Sprecare

Carote alle nocciole


carote con miele e nocciole

Vi ho parlato del miele e di come viene prodotto magistralmente dalle api.

Spero conveniate che non possiamo considerarlo solo un dolcificante, ma un vero e proprio ingrediente da conoscere bene e da inserire in tanti piatti diversi, non solo dolci.

Un esempio sono queste carote, da preparare con il miele di trifoglio

La mia ricetta è su Non Sprecare. Provatela! Sono anche molto allegre con quel bell’arancione!

Il nettare degli dei: il miele


miele

C’è un solo alimento che, da millenni, non è cambiato, viene prodotto sempre nello stesso modo, secondo le regole della natura: il miele. Sono state trovate incisioni rupestri che illustrano la raccolta de miele in epoche lontanissime, e quello trovato durante gli scavi, nelle tombe dei faraoni d’Egitto, è ancora commestibile oggi.

Ma qual è oggi il rapporto tra apicoltore e api?

Me lo sono fatto raccontare dall’azienda Manfredini, che da oltre trent’anni svolge con passione ed esperienza una fiorente attività di apicoltura e commercio del miele sull’Appennino modenese

Appennino tosco emiliano

Ebbene, si tratta di un rapporto di collaborazione e di reciproco vantaggio. L’ape non viene sfruttata – del resto, come si potrebbe? –  mentre il rapporto con l’uomo garantisce molti vantaggi, mentre il miele prelevato per il consumo è solo quello in esubero rispetto alle esigenze dell’alveare.

Vediamo di capire bene chi sono, allora i protagonisti di questa collaborazione

Cominciamo dalle api, la cui famiglia è composta da una sola Regina, un numero variabile di operaie compreso tra i 500 e i 3000 elementi, e qualche fuco, ovvero i maschi: La Regina e i fuchi vengono al mondo con il solo obiettivo di assicurare la riproduzione dello sciame e se la Regina, con questo compito, può contare su una vita di cinque o sei anni nutrendosi di pappa reale, i fuchi vengono inesorabilmente uccisi all’inizio dell’inverno, quando si chiude la stagione della riproduzione ed il nutrimento scarseggia.

Le api non sono tutte uguali: qui parliamo di quella che vive alle nostre latitudini, piccola e piuttosto docile. La produzione del miele è però diffusa ovunque nel mondo, dai paesi più freddi del nord, dove possono contare su un’ape più piccola e resistente alle basse temperature, fino alle api africane, aggressive e abituate a volare su fioriture dai profumi molto intensi, come il timo.

La stagione riproduttiva dura da primavera a inizio autunno, quando i fiori sono abbondanti e ricchi di polline, la materia prima per produrre il miele. Appena si avvicina l’inverno i fuchi, come abbiamo detto, vengono uccisi senza tanti complimenti, l’ape Regina va a riposo con tutto lo sciame, che sopravvive grazie al miele immagazzinato nei mesi precedenti. Non esistono alternative a questo percorso, non si possono fare forzature né condizionare in qualche modo i piccoli insetti, quindi la parte di miele destinato all’apicoltore è quello in eccedenza, quello che alle api non serve per la sopravvivenza.

arnie sull'appennino modenese

Le api sono in grado di regolarsi e adattarsi alle dimensioni dell’alveare: nel caso il loro numero diventasse troppo alto, e l’alveare troppo affollato, la loro perfetta società sceglie un’altra Regina, più giovane e più fertile, e la regina vecchia è costretta a sciamare, con una parte delle api, verso altri rifugi.

E in questa perfetta organizzazione, l’apicoltore (o l’apicoltrice, ce ne sono moltissime) si inserisce preparando le arnie, allestendo i telai ben puliti per la raccolta del miele, e in questo modo offrendo un rifugio sicuro anche ai gruppi di individui costretti a sciamare. Le arnie possono essere addirittura coibentate, in caso di inverni molto rigidi

Ci possono essere momenti critici per l’alveare, momenti in cui l’intervento dell’apicoltore diventa risolutivo per la vita delle api. Primavere particolarmente fredde, con qualche nevicata, azzerano le fioriture e la mano dell’uomo provvede nutrendo le api dall’esterno. L’alveare ha un potente nemico nella Verroa, un acaro parassita molto aggressivo, sul quale l’apicoltore interviene con medicinali appropriati.

Quindi l’uomo riscalda, nutre, cura e protegge questi piccoli animali, fondamentali per il nostro benessere, e si limita a usare il miele prodotto in eccesso, quello che alle api non serve.

La produzione di diversi tipi di miele avviene spostando le api in una zona dove c’è una forte concentrazione di una certa pianta nel momento della massima fioritura.

L’apicoltore si dedica infine alla smielatura recuperando i telai e centrifugandoli in un’apposita macchina: in questo modo il miele si stacca e si raccoglie in modo semplice e meccanico. In qualche paese del mondo meno avanzato si adoperano ancora sistemi arretrati come l’affumicatura, che fa fuggire le api e lascia campo libero alla raccolta.

L’Italia è il paese del mondo dove si produce la più vasta varietà di miele. Si può approfittare dei rododendri sulle Alpi piemontesi fino ai profumatissimi agrumi della Sicilia, si produce miele di rosmarino, un arbusto che vive quasi senz’acqua, e miele di corbezzolo, esclusivo della Sardegna, e via con tutte le altre varietà

Infine, una curiosità che ci rende l’ape ancora più simpatica: durante l’inverno questi animaletti si raccolgono in un glomere, ben strette tra loro e, sbattendo incessantemente le ali, scaldano l’ambiente mantenendolo a una temperatura costante e temperata. Sono molto simpatiche!

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